Archivi giornalieri: 5 dicembre 2007

La politica come “servizio” e non come “privilegio”

Pensare al “bene comune” non è un segno di debolezza ma d’umanità e giustizia. Pensiamo a quanti politici in questo momento stanno pronunciando valanghe di parole sulle quali da sempre si appuntano critiche, ironie, giudizi di merito e di metodo. Parole però che solo di rado consolano e spesso inquietano. Si tratta di una spezia da maneggiare con cautela perché, come tutti i sentimenti, se in eccesso, genera sdolcinature insopportabili, eccessi enfatici, retorica emotiva, arroganza. Via le caste, via i privilegi, questo è il semplice rumore che sale insistente dalla società civile; ormai la politica non può più fare a meno di ascoltare i sentimenti le opinioni e le ragioni della gente e di questa ns società purtroppo in crisi d’identità e di valori. Eppure non solo nelle relazioni quotidiane ma anche negli ambienti religiosi, non si deve amputare la partecipazione alla vita politica, anche appassionata. Non si vive solo di comunicazioni asettiche come quelle delle stazioni ferroviarie o degli aeroporti. Nell’esistenza ci sono momenti in cui bisogna sì essere modesti, ma farsi valere secondo i propri meriti portando avanti i propri valori e non rimanere di bronzo di fronte alle storture della società. Ci sono verità che suppongono una loro difesa e un’adesione fremente e non un assenso freddo come ad un teorema geometrico. Mi piace citare un passo della bibbia: “Gli abitanti della città somigliano a chi li governa (Sir 10,2)”. Chè sferzata se considerassimo la classe politica del nostro passato! Ma chè bella sfida nella speranza di una politica finalmente plasmata ad immagine di una società fatta di valori “Veri”. La visione ideologica dell’antichità presumeva che i filosofi e politici avessero la capacità di elevarsi fino alla divinità, mentre la gente semplice dovesse accontentarsi e vivere ad un livello inferiore. Continua a leggere