Archivio mensile:dicembre 2007

Agorà dei giovani italiani – Loreto 2007

Agorà dei giovani italiani - Loreto 2007Come tutti sanno nei giorni 1 e 2 settembre si è celebrato a Loreto l’evento clou del primo dei tre anni dell’Agorà dei giovani italiani. In questi due giorni oltre mezzo milione di giovani provenienti da tutta Italia e non solo si sono dati appuntamento con Papa Benedetto XVI per conoscersi, gioire, far festa, raccontarsi esperienze e testimoniare agli altri la propria fede e come essa abbia prodotto cambiamenti nella vita di ognuno.
Commoventi sono state le testimonianze ascoltate durante la veglia di sabato pomeriggio nella spianata di Montorso, ai piedi del santuario lauretano; esaltante e ricca di contenuti e spunti di riflessione oltre che di buona musica è stata la notte dell’Agorà; intensa è stata la messa della domenica mattina. In questi due giorni questo è stato il mandato che il Papa ha voluto affidare ai presenti e non: “A chi confida in Dio nulla è impossibile”, “Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”. Benedetto XVI ha voluto poi sottolineare l’importanza dell’essere umili anche di fronte a dei modelli sociali che ci vengono proposti con l’ideale della prevaricazione, e l’urgenza di salvaguardare la creazione. Continua a leggere

La politica come “servizio” e non come “privilegio”

Pensare al “bene comune” non è un segno di debolezza ma d’umanità e giustizia. Pensiamo a quanti politici in questo momento stanno pronunciando valanghe di parole sulle quali da sempre si appuntano critiche, ironie, giudizi di merito e di metodo. Parole però che solo di rado consolano e spesso inquietano. Si tratta di una spezia da maneggiare con cautela perché, come tutti i sentimenti, se in eccesso, genera sdolcinature insopportabili, eccessi enfatici, retorica emotiva, arroganza. Via le caste, via i privilegi, questo è il semplice rumore che sale insistente dalla società civile; ormai la politica non può più fare a meno di ascoltare i sentimenti le opinioni e le ragioni della gente e di questa ns società purtroppo in crisi d’identità e di valori. Eppure non solo nelle relazioni quotidiane ma anche negli ambienti religiosi, non si deve amputare la partecipazione alla vita politica, anche appassionata. Non si vive solo di comunicazioni asettiche come quelle delle stazioni ferroviarie o degli aeroporti. Nell’esistenza ci sono momenti in cui bisogna sì essere modesti, ma farsi valere secondo i propri meriti portando avanti i propri valori e non rimanere di bronzo di fronte alle storture della società. Ci sono verità che suppongono una loro difesa e un’adesione fremente e non un assenso freddo come ad un teorema geometrico. Mi piace citare un passo della bibbia: “Gli abitanti della città somigliano a chi li governa (Sir 10,2)”. Chè sferzata se considerassimo la classe politica del nostro passato! Ma chè bella sfida nella speranza di una politica finalmente plasmata ad immagine di una società fatta di valori “Veri”. La visione ideologica dell’antichità presumeva che i filosofi e politici avessero la capacità di elevarsi fino alla divinità, mentre la gente semplice dovesse accontentarsi e vivere ad un livello inferiore. Continua a leggere

San Chirico Nuovo

San Chirico ha antiche origini, sorge intorno al VI° secolo a.C. in una località denominata “Serra”. Ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce due templi dedicati alla Dea Artimis, a Demetra e ad Afrodite. Da questi ultimi ritrovamenti si è appurato che nel VI sec. a.C. il sito in località Serra è stato abitato da genti di cultura Daunia nord-lucana, forse i Peukentiantes. Degli avvenimenti succedutesi durante l’epoca romana non si hanno dati rilevanti.

L’attuale San Chirico risale probabilmente al 960 d.C., ad opera di una colonia greco-bizantina che, per sfuggire alle persecuzioni iconoclastiche nel loro paese, riparò da queste parti raggruppandosi attorno ad una torre, costruita dagli stessi bizantini verso l’anno 826 d.C. come avamposto e limite di confine dai Longobardi. Col passare del tempo, intorno alla torre, si raggrupparono altri nuclei di persone che scelsero per denominazione “Sanctus Quiricus”, nome di un loro santo, che bambino di appena tre anni, nato nella città di Iconia (Asia Minore) da nobile stirpe, venne martirizzato sotto gli occhi della madre Regina Pollonica di nome Giuditta, nell’anno 303 d.C. a Tarso in Cilicia, Continua a leggere