Dalla sofferenza alla speranza

Il pellegrinaggio dell’Unitalsi a Lourdes

Il gruppo dell’Unitalsi a LourdesSofferenza e speranza: inizio e fine, alfa e omega, tesi e antitesi o tappe dello stesso cammino verso la salvezza e l’amore eterno? Ma cos’è la sofferenza, o meglio, qual è la vera sofferenza? Forse un malessere fisico, uno stato d’animo, quando un fratello ti chiede imbarazzato un po’ di aiuto o quando si lamenta in silenzio per paura di arrecare fastidio?
L’intera storia umana è segnata da male e sofferenza, ma ciononostante, l’ultima parola appartiene a Dio che è amore: ciò che in sé stesso è negativo, Dio lo riempie del più alto significato e valore.

Anche Lourdes e l’Umitalsi – associazione ecclesiale di carità, Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali – sono parte di questa storia come corpo viva che segna indelebilmente il percorso dei suoi protagonisti. Dinamismo, abnegazione, piacevole fatica, spirito di servizio, fratellanza, condivisione, complicità, tutto questo è stato Lourdes in questa settimana, ma soprattutto fraternità e preghiera, come ci ha peraltro ricordato il, nostro carissimo Arcivescovo Don Giovanni nelle sue illuminanti catechesi ed omelie. “Com’è bello e gioioso che i fratelli stiano insieme”, dove c’è fraternità ci sono amore e la benedizione di Dio Padre. Camminare insieme nella fede e nella carità, coagulare le differenze, eliminare gli attriti, esprimersi con una sola voce ed essere solidali gli uni con gli altri sono stati i principi ispiratori del nostro percorso mariano. Centinaia di volontari viandanti, testimoni di Gesù Risorto e pellegrini di luce che, come tanti umili cirenei invocanti purezza di spirito, ardore di carità e generosità di impegno, si sono prodigati per alleviare le pene dei fratelli meno fortunati e per alimentare la spesso tenue fiammella della speranza, così da condurre fuori dalle tenebre trasformando la sofferenza in amore.

Solo così siamo rinati nella nostra spiritualità, abbiamo riscoperto la bellezza di quello che ci circonda e che sovente consideriamo accessorio e superfluo: donare un sorriso, tendere una mano, essere comprensivi, tolleranti e premurosi, sono stati gli strumenti per far felice un ammalato, aiutarlo a guardare la vita con occhi diversi ed a dimenticare, seppur per una sola settimana, la solitudine e l’angoscia della dura realtà con cui si trova a convivere. Il passaggio alla Grotta, il Flambeaux, la Processione Eucaristica e le altre funzioni religiose, il bagno alle piscine, il servizio in treno e nel Salus, i tanti momenti vissuti insieme, dai più toccanti e commoventi ai più allegri e gioiosi, hanno suscitato sentimenti e sensazioni di rara ed indescrivibile bellezza.

La terra sterile e deserta è stata d’un tratto illuminata, il sole che ormai volgeva al tramonto ha trovato nuova linfa, proprio quando sembrava giunta la notte più cupa e la strada appariva smarrita, ecco la stella che guida, la lampada sempre accesa che conduce fuori dall’ombra della morte. Da qui la fiducia, la sofferenza che accoglie la presenza di Dio, la lampada delle fede che riprende vigore, la fiamma viva che non si spegne, gli occhi illuminati dalla Grazia dello Spirito e la rinascita a vita nuova sotto la materna protezione della Beata Vergine Maria da sempre simbolo di consolazione e di sicura speranza.
Nessun egoismo, nessun personalismo, nessuna divisione, solo e sempre comunione e massimo impegno hanno caratterizzato la grande famiglia unitalsiana in questi giorni qui a Lourdes, giorni di servizio ma anche e soprattutto di preghiera, l’olio della nostra lampada, l’anima della nostra vita di credenti.

Tenere accese le nostre lampade “facendo risplendere come astri nel mondo” quelle dei nostri fratelli, è stato e resterà il nostro imperativo categorico, la legge morale dentro di noi: solo dove c’è speranza c’è luce e desiderio di vita. Luce sinonimo di fiducia e convinzione nella strada che percorriamo ogni giorno e nel cammino di fede che contraddistingue la nostra fragile e precaria esistenza, affinché si trasformi la povertà nella ricchezza dell’amore e si possa dire sia Lourdes ogni giorno.

Francesco Perone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *