“Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo”

Si terrà a Verona, dal 16 al 20 ottobre 2006, il IV convegno ecclesiale nazionale della Chiesa italiana

IV Convegno Ecclesiale NazionaleDal 16 al 20 di Ottobre 2006 si svolgerà a Verona il IV Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa italiana il cui tema è: “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”. La scelta di questo tema esprime il desiderio della Chiesa di considerare, come si è fatto anche per i precedenti Convegni, il ruolo dei cristiani nel contesto della realtà storica in cui vivono e operano.
La traccia di riflessione della Conferenza Episcopale Italiana propone ai credenti cristiani quattro attenzioni fondamentali:
a) la persona di Gesù, il Risorto, sorgente della nostra speranza, che indica un cammino di conversione al riconoscimento della sua identità di Figlio di Dio e, nello stesso tempo, alla natura della Chiesa, espressione storica del Risorto stesso, comunità dei credenti costruita sull’amore, impegnata a dare volto alla comunione;
b) il mondo, luogo in cui la svolta culturale e sociale coinvolge soprattutto noi come destinatari e protagonisti, impegnati a testimoniare il Risorto a livello personale e comunitario. Tutto questo ci pone di fronte un cammino ad un cammino di formazione che dia luogo ad una risposta matura, consapevole e responsabile alla vocazione cristiana;
c) le attese di questo mondo che indugiano una risposta evangelica orientata e sviluppata alla luce della speranza cristiana, la quale non pretende di rendere eterna la storia, ma di orientare la storia dell’umanità verso l’Eterno;
d) l’impegno dei fedeli cristiani, chiamati ad essere testimoni credibili del Risorto. Anche la nostra diocesi si prepara a questo evento, pertanto è opportuno ricordare le tappe che scandiscono l’itinerario della nostra Chiesa locale, al fine di rendere più espressivo e partecipato il lavoro che i delegati al Convegno dovranno svolgere.
La preparazione coinvolge tutte le comunità parrocchiali per una riflessione comunitaria della traccia della Cei, secondo le esigenze e le possibilità di ciascuna. Ogni parrocchia, infatti, dovrà sotto la guida del parroco, leggere e commentare insieme il testo e quindi rispondere al questionario, proposto dalla stessa traccia, al fine di offrire ai delegati il materiale necessario per la compilazione di un documento diocesano volto ad esprimere la riflessione sugli ambiti della testimonianza cristiana: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità umana, la tradizione e la cittadinanza.
Oltre a questo lavoro di base, fondamentale per la celebrazione del Convegno, la diocesi propone alcuni momenti di formazione perché la preparazione non sia un evento “per pochi addetti ai lavori”, ma sia espressione ecclesiale di tutta la realtà che è in Acerenza. Infatti, subito dopo la redazione del documento diocesano, avremo un incontro diocesano e poi nelle singole zone Verona, l’Arenapastorali per presentare il risultato della nostra comune riflessione. Inoltre, in questa prospettiva si inseriscono anche la consegna della Prima lettera di Pietro, accompagnata dal messaggio del vescovo alle comunità, avvenuta durante la prima domenica di Avvento e il successivo messaggio di Quaresima, con il quale si è caratterizzato l’itinerario di preparazione alla Pasqua alla luce delle linee dominanti della testimonianza del Risorto. Ovviamente la Prima lettera di Pietro, testo biblico guida dell’itinerario di preparazione al Convegno, è stato adottato dal vescovo in tutti i suoi impegni di formazione: ritiro del clero diocesano, ritiro delle religiose, incontri e ritiri con tutte le realtà laicali presenti in diocesi, la quaresima giovani e le varie visite alle comunità parrocchiali.
A queste iniziative diocesane si aggiungono i numerosi incontri dei movimenti e delle associazioni ecclesiali, che, a livello regionale, hanno programmato una serie di proposte destinati a far conoscere e a preparare l’evento di Verona.
Ci auguriamo che tutto questo “lavoro” non finisca nel dimenticatoio della coscienza di noi credenti cristiani, come solitamente facciamo all’indomani dei Convegni ecclesiali nazionali e diocesani, ma che le linee convenute diventino guida per un rinnovamento del nostro stile di testimoni, il cui agire non è mai delegato allo spontaneismo personale, ma muove sempre le sue scelte da un’indicazione del Magistero, perché ogni azione oltre ad essere espressione del Vangelo abbia anche il suo carattere di ecclesialità, principio basilare per definire la vera comunione dei credenti.

Don Mimmo Beneventi

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