Il laico cristiano e la responsabilità politica

La Chiesa e la parola che le spetta nelle questioni della vita sociale

Nel corso della sua storia, la Chiesa non ha mai rinunciato a dire la “parola che le spetta” nelle questioni della vita sociale. Questo enunciato presenta, in grandi linee, l’azione del credente nel suo contesto socio – politico-storico alla luce dei magisteriali pronunciamenti dei Sommi Pontefici di questo ultimi anni. Ricorda Benedetto XVI: “la Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica; non deve mettersi al posto dello Stato, ma non deve restare ai margini nella lotta della giustizia. La società giusta infatti, non può essere opera della Chiesa, ma deve essere realizzata dalla politica. Tuttavia, l’adoperarsi per la giustizia lavorando per l’apertura dell’intelligenza e della volontà alle esigenze del bene la interessa profondamente” (Deus caritas est, 28). La Chiesa non si fa carico della vita nella società sotto ogni aspetto, ma con la competenza sua propria che è quella dell’annuncio di Cristo Redentore (Catechismo della Chiesa Cattolica 2490).

La Chiesa si rivolge, con la sua dottrina sociale ed “esperta in umanità (Populorum Progressio 13), all ‘uomo “in quanto inserito nella complessa rete di relazioni delle società moderne” (Centesimus Annus, 54).

Oltre ad essere in grado di comprendere l’essere umano, ne esamina sia la sua vocazione che le sue aspirazioni .Si cimenta nell’individuare i suoi limiti, i disagi, i diritti e i compiti e di avere per lui una parola di vita da far risuonare nelle vicende storiche e sociali dell’esistenza umana.

Con il suo insegnamento sociale, la Chiesa intende annunciare ed attualizzare il Vangelo. Non si tratta semplicemente di raggiungere l’uomo nella società, l’uomo quale destinatario dell’annuncio evangelico, ma di fecondare e fermentare la società stessa con il Vangelo. Prendersi cura dell’uomo, pertanto, significa per la Chiesa coinvolgere anche la società nella sua sollecitudine missionaria e salvifica. La convivenza sociale spesso determina la qualità della vita e perciò le condizioni in cui ogni uomo e ogni donna comprendono se stessi e decidono di loro e della loro vocazione. La Chiesa non è indifferente a tutto ciò che nella società si sceglie, si produce e si vive, alla qualità morale, autenticamente umana e umanizzante, della vita sociale. La società e con essa la politica, l’economia, il lavoro, la vita, il diritto, la cultura non costituiscono un ambito meramente secolare e mondano e perciò marginale ed estraneo al messaggio e all’economia della salvezza. La società, infatti, con tutto ciò che in essa si compie, riguarda l’uomo. Essa è degli uomini, nonché “la prima fondamentale via della Chiesa” (Redemptor hominis 14).

Da queste riflessioni, la Chiesa italiana, trae l’urgenza di confrontarsi in modo sincero con una vera e propria questione morale, che chiede a tutti di ristabilire una corretta gerarchia di valori tra etica, diritto, politica ed economia. Lo smarrimento di questa ordinata gerarchia , ha prodotto una progressiva “lacerazione del tessuto civile”, che invece dovrebbe essere fatta di rispetto reciproco, di ascolto, di attenzione alle ragioni pubbliche prima che alle rivendicazioni personali. E’ ungente nel tessuto della nostra nazione la ricostruzione di un clima di autentica “amicizia civile” che possa favorire una consapevole e libera partecipazione alla vita politica. Quest ‘ultima è la condizione preliminare per ritrovare una effettiva convergenza intorno a un patrimonio condiviso di idee e di valori, rendendo praticabile e proficuo quel percorso politico che deve portare ad assumere le scelte di cui il Paese ha bisogno. Indispensabile è l ‘impegno comune. Tra i valori condivisi verso i quali dovrà dirigersi quello sguardo aperto al futuro proprio di ogni autentica progettazione politica, la Chiesa italiana esprime mediante la voce dei vescovi: “Il rispetto di quei contenuti irrinunciabili fondati sul primato e sulla centralità della persona umana, da articolare nel concreto dei rapporti sociali. Tali valori appartengono alle verità elementari che riguardano la comune umanità”. Ci auguriamo tutti , che il nostro futuro sia scandito da un impegno sistematico fatto con rigore e competenza e per additare alla nazione la propria simpatia alla “città dell’uomo”.

Don Tonino Cardillo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *