Archivio mensile:aprile 2006

Oppido Lucano, millenni di storia

Oppido Lucano, millenni di storiaSi perdono nella notte dei tempi le origini del primo insediamento umano a Oppido Lucano. Il centro devoto a sant’Antonio e alla Madonna del Belvedere mosse i suoi primi passi nel Neolitico. Nel periodo preromano, l’area era particolarmente viva. Numerosi sono i reperti ritrovati sul monte Montrone, datati anche VIII secolo a.C. L’insediamento osco-lucano sviluppatosi sulla sommità del colle oppidano è stato identificato da alcuni con l’Opinum presente nell’Itinerarium Antonini, importante asse viario. A Oppido fu scoperta la Tabula Bantina, uno dei documenti più significativi in lingua osca. In epoca romana, l’agro del centro bradanico divenne una “corona” di villae: testimonianze del periodo sono oggi gli insediamenti di Sant’Igino e Masseria Ciccotti.

Oppido riappare sulla documentazione nel secolo XI, quando i Normanni ne fecero la sede di un imponente castello. E’ qui che probabilmente nacque Giovanni Abdia (o Obadiah), figlio del primo signore di Oppido: Drochus. La crescita demografica favorì l’installazione a Oppido del mercato settimanale. La fedeltà agli angioini costò al centro del potentino il saccheggio e l’incendio nel 1348, durante la guerra fra Giovanna I regina di Napoli e Ludovico re d’Ungheria. Continua a leggere

Inni di Pace

Due iniziative per ribadire un desiderio comune

Inni di PaceIn meno di un mese si sono tenuti due importanti appuntamenti in altrettanti centri della Diocesi, Acerenza prima, Pietragalla poi, su un medesimo tema: la pace. Un aspetto sintomatico dell’urgenza con la quale è avvertita dalle nostre comunità una questione apparentemente assai lontana, considerata la distanza geografica dei luoghi in cui tale valore è, ad oggi, ancora sconosciuto e continua a rappresentare una sorta di miraggio irrealizzabile.

Lo scorso 29 gennaio nella cittadina acheruntina si è svolta una marcia, preceduta dall’arcivescovo mons. Giovanni Ricchiuti e dalle autorità amministrative locali, con in testa il sindaco Antonio Giordano, a conclusione di un intero mese dedicato dall’Azione Cattolica Diocesana alle tematiche legate alla pace, appunto. Il lungo corteo ha preso il via dal piazzale antistante il convento, per poi percorrere le strade del paese fino alla cattedrale romanica, ove ha avuto il suo termine. Continua a leggere

Uniti contro il disagio

A Oppido un incontro sulle piaghe sociali

E’ il silenzio la droga peggiore.

E’ il mutismo di fronte ai problemi sociali che uccide come e peggio di alcool e stupefacenti. E’ uno dei pensieri espressi dal vescovo acheruntino mons. Giovanni Ricchiuti, nel corso di un incontro sul tema che ha avuto luogo lo scorso mese di febbraio a Oppido Lucano.

“La droga e l’alcool uccidono. Ma anche il silenzio” l’argomento della partecipata serata, che ha radunato presso la casa comunale del centro del velodromo personalità politiche e religiose, ma anche una cospicua fetta della cittadinanza. Ampio l’orizzonte della discussione, ruotata comunque attorno ad alcuni temi fondamentali. Disagio giovanile. Droghe e tossicodipendenza. Ruolo degli adulti nella crescita delle nuove generazioni. Assenza di svaghi, di attrattive per i giovani nei centri minuti. Continua a leggere

Dominus Jesus – Gesù al centro della nostra vita

Nei giorni 17, 18 e 19 gennaio si è tenuto ad Oppido Lucano un ciclo d’interventi dedicato al documento Dichiarazione di Giovanni Paolo II: Dominus Jesus del 6 Agosto 2000 redatto materialmente dall’allora cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI.

L’apertura della conferenza, organizzata dal responsabile culturale della diocesi don Giuseppe Greco, è stata affidata al Francesco Lioi, insegnante di greco presso il liceo classico di Potenza. Con stile colloquiale, e qualche citazione in “lingua”, Lioi ha introdotto il relatore della prima giornata conferenziale: padre Emanuele Bochicchio, responsabile della pagina regionale di “Avvenire”, e docente di Storia della Chiesa all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Potenza e del Seminario Maggiore.

Si è parlato di Relativismo, Universalismo, Massimalismo. Per Padre Emanuele, la Cristianità ha ricevuto e possiede il dono della “verità tutta intera” e di conseguenza deve accollarsi anche la sua responsabilità, a dispetto di alcuni intellettuali per i quali la ‘Verità assoluta’ andrebbe condivisa anche con tutte le altre religioni. Ed è proprio il confronto con le altre religioni una delle maggiori difficoltà dei nostri giorni. Continua a leggere

“Contate su di me”

Il benvenuto di Oppido Lucano al nuovo “pastore” diocesano

Oppido Lucano, panoramaOppido Lucano ha accolto il nuovo vescovo. All’arrivo di monsignor Ricchiuti, erano presenti in piazza Guglielmo Marconi numerosi cittadini e tanti bambini con striscioni di saluto. L’accoglienza era stata preparata in special modo dagli alunni delle scuole elementari, ma a causa di un contrattempo e del conseguente dilatarsi dei tempi del programma, la presenza dei più piccoli è andata man mano scemando.

Il freddo e il protrarsi dell’attesa non hanno impedito, però, ai più tenaci e resistenti, di rendere ugualmente una calorosa accoglienza espressa con striscioni e saluti inneggianti al nuovo prelato, che ha ripetuto questi incontri in ogni cittadina della diocesi.

L’accoglienza istituzionale è stata invece portata, oltre che dal parroco don Giuseppe Greco e da don Nico Baccelliere, dal vicesindaco Franco Maglione, dagli assessori Martino, Fidanza e Manniello, accompagnati dal dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Franco Casale e alcuni docenti delle scuole elementari. Continua a leggere

Il vescovo incontra i sindaci

E’ stato un incontro cordiale ed amichevole quello che si è svolto tra S.E. monsignor Giovanni Ricchiuti, arcivescovo L’Arcidiocesi di Acerenzadella diocesi di Acerenza, i sindaci dei Comuni ricadenti nell’area diocesana e i presidenti delle tre Comunità Montane (Alto Bradano, Alto Basento e Camastra) ricadenti nello stesso territorio. Si è tenuto alla fine del 2005, il 30 dicembre, nel salone di rappresentanza della sede arcivescovile di Acerenza, adornato di numerosi quadri del 1700. Presente all’incontro, durato un paio d’ore, anche il parroco di Pietragalla don Tonino Cardillo.

Ringraziando gli amministratori, monsignor Ricchiuti ha sottolineato le ragioni dell’incontro. Innanzitutto, per dare avvio ad un dialogo con le istituzioni. In secondo luogo, per ringraziare personalmente i Sindaci dell’accoglienza tributatagli, durante le visite pastorali iniziate dopo l’insediamento a nuovo vescovo di Acerenza avvenuto il 15 ottobre 2005 attraverso le quali ha avuto la possibilità di conoscere direttamente le nuove comunità presenti nei 17 comuni della diocesi. Infine, per ascoltare i Sindaci e le loro proposte in modo tale da fare un percorso comune, Chiesa ed istituzioni comunali, per il bene delle comunità cittadine. Continua a leggere

Giovani, famiglia, terza età

Le tre priorità di mons. Ricchiuti illustrate all’assemblea diocesana

L’assemblea diocesanaAndare incontro ai giovani e preoccuparsi della famiglia. Non trascurare i problemi legati alla mancanza di lavoro e alla solitudine della terza età. Sono le preoccupazioni di S.E. mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo della diocesi di Acerenza, che sabato 25 marzo ha presieduto la sua prima assemblea diocesana, a cinque mesi dal suo insediamento sul più antico soglio episcopale di Basilicata. Sacerdoti, religiosi, religiose e laici che vivono in prima persona la comunità parrocchiale, si sono ritrovati ad Acerenza per un primo momento di confronto. Quasi trecento i presenti, per 21 parrocchie. La prassi colloca questo genere di incontri in autunno, all’inizio dell’anno pastorale, e nel mese di giugno. Quest’anno mons. Ricchiuti ha voluto prima conoscere le realtà comunali e parrocchiali, in un “tour” protrattosi fino al 22 gennaio. E, considerato l’iter della Chiesa italiana verso il convegno di Verona (16-20 ottobre), ha indetto l’assemblea diocesana nel cuore dell’anno pastorale, per un primo check-up della salute della nostra Chiesa diocesana. “Una Chiesa abbastanza viva – ha analizzato S.E. mons. Ricchiuti – che desidera essere nel territorio, creare un dialogo con le istituzioni civili. Continua a leggere

Una “favola” attuale… d’altri tempi

Abitacolo del bastone di San Canio ad AcerenzaC’era una volta, tanto tempo fa, un vescovo africano soave e retto, che amava Dio e le sue creature sopra ogni cosa. Compagno delle sue forze era un pastorale silente e fedele, vigoroso sostenitore di un uomo di tanta fede.

Il vescovo aveva scelto il suo bastone fra mille, ma il suo occhio si era posato sul più “prezioso”: un bastone ligneo, nodoso e privo di riccio. I due compagni di viaggio vivevano nella povertà e nell’amore… finché un giorno il prefetto di Cartagine, spaventato da “segni” straordinari, condannò il povero vescovo alla decapitazione. Il boia ebbe paura di eseguire la condanna e preferì abbandonarlo, su una precaria imbarcazione, in alto mare.

L’affiatato connubio approdò, miracolosamente, sulle coste della Campania dove continuò il suo cammino evangelico. Ma la vita di un grande uomo non poteva spegnersi in silenzio; così, durante la crudele persecuzione di Diocleziano, fu martirizzato, alla presenza fedele e muta del caro pastorale. Era il 1° settembre dell’anno 305 e il vescovo martire era San Canio. Continua a leggere

La comunicazione sociale per lo sviluppo del territorio

Se ne parla domani ad Acerenza

“La comunicazione sociale per lo sviluppo del territorio”. E’ il tema di un approfondimento operato dall’Azione Cattolica della diocesi di Acerenza, i cui risultati saranno presentati domani nel salone dei vescovi dell’Arcivescovado.

L’orografia del territorio, la mancanza di infrastrutture di collegamento ha sviluppato nel temperamento del lucano una sorta di adattamento alla condizione di solitudine caratterizzata dal silenzio, dall’impegno individuale nella lotta per la sopravvivenza.

L’irruzione dei media nelle nostre case, il martellante incoraggiamento al consumo di beni molto spesso inutili e talvolta addirittura dannosi, il caotico sovrapporsi di voci contraddittorie nello scontro politico, i fiumi di parole urlate, ha condizionato negativamente la nostra capacità di ascolto, approfondito la nostra solitudine, inaridito la nostra vita, ridotta la nostra disponibilità per l’altro. Continua a leggere

Giustizia educativa ed equità sociale

E’ necessario proporre alla scuola grandi obiettivi

Nonostante le suggestioni della illegalità e della devianza, che nella province contermini danno luogo a situazioni molto difficili, la Basilicata è prima in Italia per pace sociale e ordine pubblico. Noi riteniamo che questo sia il risultato dell’eccellente lavoro prodotto in regione dalle agenzie educative, la famiglia, la Chiesa e la scuola. La scuola lucana ha una storia importante per il pensiero pedagogico che ha espresso e per l’attività didattica che ha messo in campo. Essa, tuttavia, non riesce a far presa sui giovani, che sognano il proprio futuro in altre realtà territoriali, attirati come farfalle dalle tremolanti luci metropolitane, dove inevitabilmente rischiano di bruciarsi le ali. Con la loro “benevola irruzione”, i vescovi lucani squarciano il velo su verità molto dura, con le quali chi ha la responsabilità di progettare il futuro del nostro territorio dovrebbe necessariamente confrontarsi. Continua a leggere

Il laico cristiano e la responsabilità politica

La Chiesa e la parola che le spetta nelle questioni della vita sociale

Nel corso della sua storia, la Chiesa non ha mai rinunciato a dire la “parola che le spetta” nelle questioni della vita sociale. Questo enunciato presenta, in grandi linee, l’azione del credente nel suo contesto socio – politico-storico alla luce dei magisteriali pronunciamenti dei Sommi Pontefici di questo ultimi anni. Ricorda Benedetto XVI: “la Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica; non deve mettersi al posto dello Stato, ma non deve restare ai margini nella lotta della giustizia. La società giusta infatti, non può essere opera della Chiesa, ma deve essere realizzata dalla politica. Tuttavia, l’adoperarsi per la giustizia lavorando per l’apertura dell’intelligenza e della volontà alle esigenze del bene la interessa profondamente” (Deus caritas est, 28). La Chiesa non si fa carico della vita nella società sotto ogni aspetto, ma con la competenza sua propria che è quella dell’annuncio di Cristo Redentore (Catechismo della Chiesa Cattolica 2490). Continua a leggere

“Deus Caritas Est”

La prima Enciclica di papa Benedetto XVI: aspetti filosofici e morali

Papa Benedetto XVILa prima enciclica di S. S. Benedetto XVI non ha il tono di una lettera programmatica, ma si addentra nel tema specifico della vita cristiana di ogni tempo: l’amore. Essa intende far comprendere la grande affermazione di 1 Gv 4,16, «Dio è amore». La prima parte è più speculativa, in quanto entra sui dati essenziali dell’amore di Dio e dell’amore in generale; ad essa segue una seconda dal carattere più concreto, poiché presenta l’esercizio ecclesiale del comandamento dell’amore per il prossimo nel mondo di oggi. Tra le due parti vi è una profonda unità.

Benedetto XVI attinge ai significati della cultura classica del termine amore e li pone in relazione alla novità del messaggio biblico. Per una schematica comprensione della questione esistono tre distinte modalità di amare. Le tre si compenetrano, si condizionano, influiscono tra loro reciprocamente. Tuttavia nella prima prevale l’aspetto del contatto fisico, della relazione carnale; nella seconda è prevalente l’empatia, l’affinità, in una parola l’amicizia1; l’agape invece è la disponibilità a “dare la propria vita per l’amato”. È l’amore di Dio per l’uomo, modello dell’amore perfetto. Continua a leggere