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	<title>Orme di Speranza &#187; Tolve</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>Il movimento dei Cursillos apre la sezione di Acerenza</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;CURSILLOS DE CRISTIANDAD&#8221; è una curiosa parola spagnola che vuol dire &#8220;PICCOLO CORSO DI CRISTIANITA&#8217; &#8220;. Si tratta proprio di un corso della durata di soli tre giorni, ma intensi, durante i quali si riscopre il significato del battesimo e dei doveri che ne scaturiscono.
Il movimento dei Cursillos si basa sul cosiddetto &#8220;TREPPIEDE&#8221;: Studio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;CURSILLOS DE CRISTIANDAD&#8221; è una curiosa parola spagnola che vuol dire &#8220;PICCOLO CORSO DI CRISTIANITA&#8217; &#8220;. Si tratta proprio di un corso della durata di soli tre giorni, ma intensi, durante i quali si riscopre il significato del battesimo e dei doveri che ne scaturiscono.<br />
Il movimento dei Cursillos si basa sul cosiddetto &#8220;TREPPIEDE&#8221;: Studio della Parola, Pietà ed Azione. E&#8217; diviso geograficamente in territori: il terzo unisce Puglia, Basilicata e Calabria.<br />
Il cammino degli aderenti inizia con questi tre giorni vissuti tra rollos (testimonianze) di laici e rollos tenuti da sacerdoti riguardanti la vita di grazia, i sacramenti, la fede, alternati a visite al Santissimo Sacramento, preghiere e canti.<br />
Il &#8220;piccolo corso&#8221; si conclude con la consapevolezza che Cristo conta su di noi e noi contiamo su Cristo, ma da quel momento inizia il quarto giorno che vuol dire portare quell&#8217;esperienza nel vissuto, in famiglia, negli ambienti frequentati. La quotidianità potrebbe affievolire l&#8217;entusiasmo accumulato in quei giorni allora, oltre che attingere dalla Pasqua domenicale, ci si ritrova ogni settimana nell&#8217;incontro chiamato &#8220;ULTREYA&#8221; che vuol dire &#8220;ANDARE AVANTI&#8221; &#8220;ANDARE OLTRE&#8221;, oltre la vita terrena, oltre la sofferenza, oltre i nostri limiti, un incontro durante il quale ci si confronta sul brano del Vangelo della domenica, si visita il Santissimo per lodarLo, ringraziarLo ed affidarGli le nostre vite.<span id="more-853"></span><br />
Anche nella nostra diocesi e precisamente a Tolve, i Cursillos sono presenti da dieci anni. In quest&#8217;arco di tempo sono 55 i laici che hanno fatto l&#8217;esperienza tra cui alcuni fratelli di Castelmezzano, Irsina e Albano di Lucania, 5 le consacrate e 6 i presbiteri.<br />
Quest&#8217;anno S.E. Monsignor Ricchiuti ci ha fatto dono del decreto di riconoscimento e quindi anche i Cursillos di Cristianità da oggi rientrano ufficialmente tra i gruppi riconosciuti nella Chiesa diocesana acheruntina.<br />
Noi componenti del movimento eravamo già impegnati in parrocchia, da oggi lo faremo con una carica in più ed è con il cuore colmo di gioia che lodiamo Dio, lo ringraziamo dei benefici che ci ha fatto attraverso il Vescovo, e i nostri sacerdoti don Nicola Moles e don Nico Baccelliere, ai quali va il nostro affetto e il nostro ringraziamento. Un ringraziamento va anche a tutti i sacerdoti che nel corso degli anni si sono alternati lasciando sempre un segno indelebile nei nostri cuori. &#8220;DE COLORES ED ULTREYA&#8221;</p>
<p>Marilena Mirauda</p>
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		<title>San Chirico Nuovo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 18:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio Monaco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[San Chirico ha antiche origini, sorge intorno al VI° secolo a.C. in una località denominata “Serra”. Ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce due templi dedicati alla Dea Artimis, a Demetra  e ad Afrodite. Da questi ultimi ritrovamenti si è appurato che nel VI sec. a.C. il sito in località Serra è stato abitato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Chirico ha antiche origini, sorge intorno al VI° secolo a.C. in una località denominata “Serra”. Ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce due templi dedicati alla Dea Artimis, a Demetra  e ad Afrodite. Da questi ultimi ritrovamenti si è appurato che nel VI sec. a.C. il sito in località Serra è stato abitato da genti di cultura Daunia nord-lucana, forse i Peukentiantes. Degli avvenimenti succedutesi durante l’epoca romana non si hanno dati rilevanti.</p>
<p>L&#8217;attuale San Chirico risale probabilmente al 960 d.C., ad opera di una colonia greco-bizantina che, per sfuggire alle persecuzioni iconoclastiche nel loro paese, riparò da queste parti raggruppandosi attorno ad una torre, costruita dagli stessi bizantini verso l’anno 826 d.C. come avamposto e limite di confine dai Longobardi. Col passare del tempo, intorno alla torre, si raggrupparono altri nuclei di persone che scelsero per denominazione “Sanctus Quiricus”, nome di un loro santo, che bambino di appena tre anni, nato nella città di Iconia (Asia Minore) da nobile stirpe, venne martirizzato sotto gli occhi della madre Regina Pollonica di nome Giuditta, nell’anno 303 d.C. a Tarso in Cilicia, <span id="more-270"></span>sotto l’imperatore Diocleziano. Prova tangibile dell’esistenza di questa colonia greco-bizantina sono numerose parole presenti nel dialetto locale e l&#8217;appellativo di “Griciudd” (greci) con cui ancora oggi vengono denominati i cittadini di San Chirico. Con la conquista normanna San Chirico venne assegnata alla famiglia Sanseverino, che verso il 1160, intorno alla vecchia torre, fece costruire un imponente castello di cui non restano tracce, se non una torre.</p>
<p>Il possesso dei feudi rimase ai Sanseverino fino al 1404, anno in cui il loro casato si ribellò al potere Regio, per ritornare in loro potere dopo circa trentasei anni. Nel 1460, San Chirico partecipò alla famosa rivolta dei feudatari capeggiata da Giannantonio Orsino, principe di Taranto, con l&#8217;intento di sottrarsi all&#8217;egemonia regia aragonese perché opprimente ma, la ribellione fallì. Quando i Francesi occuparono il regno di Napoli nel XVIII sec. San Chirico ebbe funzioni territoriali e amministrative autonome.</p>
<p>Ottenuta l&#8217;indipendenza, l&#8217;Università di San Chirico volle che si aggiungesse la parola “Nuovo”, non solo per differenziarsi da San Chirico Raparo, ma anche per estinguere una volta per sempre San Chirico de Tulbis (di Tolve). Inoltre si volle dare alla cittadinanza uno stemma araldico che richiamasse la sua origine da un antico popolo guerriero greco (Coronei) oppure la figura leggendaria del grande Scanderberg, eroe nazionale albanese. E così si ebbe nello stemma: “Cielo azzurro, con un cavaliere che indossa elmo e giaco d&#8217;oro, brache di color porporo-amaranto, stivali e schinieri di cuoio, armato di spada su un cavallo bianco”. Ormai indipendente da Tolve, San Chirico Nuovo partecipa attivamente ai moti insurrezionali che portarono all’Unità d&#8217;Italia.</p>
<p>Oggi San Chirico Nuovo appartiene alla provincia di Potenza e dista 37 km dal capoluogo. Conta 1.632 abitanti ed ha una superficie di 23,2 km quadrati per una densità abitativa di 70,34 abitanti per km quadrato. Sorge a 745 metri sopra il livello del mare. Molto interessanti appaiono: la Chiesa Matrice di S. Nicola di Bari, la Chiesa di S. Giovanni Battista, Palazzo Padula.</p>
<p>Informazioni e curiosità su San Chirico Nuovo sono reperibili presso i seguenti siti Internet da cui è stato possibile desumere le informazioni necessarie per redigere l’articolo:</p>
<p>www.basilicata.cc/lucania/schiricon.it<br />
www.basilicata.indettaglio.it<br />
www.aptbasilicata.it</p>
<p>Manifestazioni ed eventi:<br />
16 luglio, Festa in onore della Madonna del Carmine<br />
22 agosto, Festa patronale in onore di San Rocco<br />
5 settembre, Festa in onore della Madonna del Rosario<br />
5 ottobre, Festa in onore della Madonna del Rosario</p>
<p>Saverio Monaco</p>
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		<title>San Rocco tra storia e devozione</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2007 11:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 15 Aprile, presso il convento di San Francesco, si è tenuta la seconda giornata di studio rocchiana, organizzata dagli Amici del Pellegrino, con il tema &#8220;San Rocco tra storia e devozione&#8221;. Sono intervenuti: Franco Mattia, Paolo Ascagni, Gianpaolo Vigo, Adriano Badoer, Michele Iannuzzi e Nicola Montesano. Il giornalista RAI Edmondo Soave ha coordinato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/srfi.jpg" title="San Rocco" rel="lightbox[263]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/srfi.thumbnail.jpg" alt="Una raffigurazione di San Rocco" title="Una raffigurazione di San Rocco" align="left" /></a>Domenica 15 Aprile, presso il convento di San Francesco, si è tenuta la seconda giornata di studio rocchiana, organizzata dagli Amici del Pellegrino, con il tema &#8220;San Rocco tra storia e devozione&#8221;. Sono intervenuti: Franco Mattia, Paolo Ascagni, Gianpaolo Vigo, Adriano Badoer, Michele Iannuzzi e Nicola Montesano. Il giornalista RAI Edmondo Soave ha coordinato i vari interventi.</p>
<p>Dopo i saluti e i ringraziamenti del parroco Don Nicola Moles e del sindaco Pasquale Pepe, la parola è passata a Franco Mattia, vice presidente del Consiglio regionale della Basilicata. Egli, sottolineando l&#8217;importanza dell&#8217;incontro, simbolo eloquente della vitalità, della dedizione e dell&#8217;impegno assunti dalle associazioni rocchiane in Italia e nel mondo, ha insistito sulla necessità di una giornata regionale da dedicare al culto di San Rocco. Per la realizzazione di un appuntamento nazionale, aperto alle parrocchie, alle confraternite e ai comitati di festa, dovranno impegnarsi il Consiglio regionale, la Chiesa e l&#8217;amministrazione comunale.<span id="more-263"></span></p>
<p>Il vescovo don Giovanni Ricchiuti ha focalizzato l&#8217;attenzione sull&#8217;aspetto religioso della festa di San Rocco. &#8220;Si vuole purificare la devozione con il rischio di sradicarla. Ma ciò deve essere impedito perché la religiosità di popolo è il fondamento della chiesa&#8221;-ha affermato. Ricordando la sua esperienza vissuta lo scorso agosto, don Giovanni ha affermato che la festa patronale ha ritrovato il modo di far rivivere la fede, grazie anche all&#8217;impegno degli Amici del Pellegrino. Questi accolgono i pellegrini nello stesso modo in cui San Rocco accoglie le vite spezzate dei numerosi devoti. Monsignor Ricchiuti ha concluso augurando che Tolve diventi un centro di raduno di confraternite e che rilanci una buona e vera testimonianza di fede in questo tempo indifferente e distaccato dalla religione.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/procsrocco.jpg" title="Tolve - La processione di San Rocco" rel="lightbox[263]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/procsrocco.miniatura.jpg" title="Tolve - La processione di San Rocco" alt="Tolve - La processione di San Rocco" align="right" /></a>Edmondo Soave con un breve excursus sulla vita del Santo ha lasciato la parola a Paolo Ascagni, direttore della rivista &#8220;Vita Sancti Rochi&#8221;. Egli ha affermato che le conoscenze storiche su San Rocco sono ridotte poiché sono state contaminate da &#8220;incrostazioni&#8221; leggendarie che rendono il lavoro storico complicato. Nell&#8217;ultimo periodo, però, si sta assistendo al rifiorire degli studi storici e ad un nuovo culto della figura del santo prettamente devozionale. Confrontando le agiografie di diversi autori si notano punti di contatto e punti in cui le varie versioni divergono. Ad esempio tutti sono concordi nell&#8217;affermare che San Rocco sia nato a Montpellier, mentre divergono sul nome della madre: secondo alcuni si chiamava Libera, secondo altri Franca. Ascagni si è poi soffermato sulle località visitate dal Santo ed ha affermato che il suo culto è nato a Piacenza, città che non compare sulle agiografie. Il lavoro storico relativo al Santo è iniziato nell&#8217;Ottocento e si è sviluppato soltanto nel Novecento. Nel 1479 a Milano è stato ritrovato il primo documento su San Rocco, mentre nel Quattrocento il suo culto non si era ancora sviluppato in Francia. Quindi, ha sostenuto Ascagni, possiamo affrmare che il culto è nato in Italia e si è sviluppato progressivamente in Austria, Germania, Belgio, Francia ed, infine, in Spagna.</p>
<p>Dopo Ascagni è intervenuto Gianpaolo Vigo, presidente dell&#8217;associazione &#8220;San Rocco Italia&#8221;.Egli ha delineato i caratteri generali dell&#8217;associazione internazionale ed ha affermato che Montpellier è in contatto con venti nazioni. Vigo ha auspicato l&#8217;organizzazione di progetti in cui possano coordinarsi le varie regioni delle comunità europee, la creazione di cammini locali rocchiani e a Tolve la costruzione di un museo della religiosità popolare curato dagli Amici del Pellegrino.</p>
<p>La parola è passata quindi a Adriano Badoer, rappresentante dell&#8217;Arciconfraternita della Scuola Grande di San Rocco di Venezia. Egli ha asserito che le confraternite a Venezia fungono da ammortizzatori sociali e si occupano dei bisognosi. Le scuole di carità veneziane si dividono in piccole o minori e grandi. In passato le prime erano circa ottanta e potevano contare su almeno 1000 iscritti, ad esse appartenevano le corporazioni dei mestieri. Le seconde erano inizialmente sette ma ne sono sopravvissute soltanto quattro, fra cui quella di San Rocco, ricca di materiale storico e artistico; si conservano tra gli altri dipinti di Tintoretto, Tiziano e Giorgione.</p>
<p>Nicola Montesano, storico medievale, ha affrontato il tema della storia della festa di San Rocco a Tolve. Un primo culto embrionale del Santo risale almeno al 1543, essendo già attestato nella visita pastorale di quell&#8217;anno del vescovo Michele Saraceno. Nel 1647-48 poi, il regno di Napoli è devastato dalla peste bubbonica e anche a Tolve si ricorre all&#8217;intercessione di San Rocco nonostante il patrono di Tolve fino ad allora fosse stato San Nicola. Nel 1700 Tolve passa ai Carafa, che fanno allargare la chiesa , i lavori si conclusero nel 1753 e la chiesa venne destinata al culto di San Rocco.</p>
<p>Il convegno si è concluso con l&#8217;intervento di Michele Iannuzzi, presidente dell&#8217;associazione &#8220;Amici del pellegrino&#8221; che ha focalizzato l&#8217;attenzione sugli ex-voto e sul loro valore. L&#8217;ex-voto è un oggetto che il devoto dona al santo come ringraziamento per una grazia ricevuta o come risoluzione di una promessa. è errato definirlo come mera ricompensa, esso infatti si carica di un valore affettivo particolare e definisce un legame destinato a restare per sempre tra il devoto e il santo. Tutti i pellegrini, dopo la visita al Santo, rivedono gli ex-voto donati e rinnovano di anno in anno tale legame. Iannuzzi ha insistito perciò sulla necessità di costiturire un museo degli ex voto e della religiosità popolare a Tolve, affinché tale patrimonio di fede e di cultura non vada perduto e possa essere valorizzato.</p>
<p>Come ha ribadito il professor Venezia che ha voluto esprimere il suo pensiero &#8220;a proposito della vita di San Rocco; &#8220;Solum certum nihil certum esse&#8221;, ossia, l&#8217;unica cosa certa è che niente è certo. C&#8217;è bisogno di conoscer meglio la vicenda biografica di San Rocco e di indagare sulla diffusione del culto in suo onore, specie qui nel Mezzogiorno d&#8217;Italia, dove è ormai appurato il Santo non giunse mai in vita ma è ancora tanto venerato. Ben vengano dunque in futuro altre iniziative come questa nella nostra comunità, San Rocco ci rappresenta ed è necessario saperne di più.</p>
<p>Ilaria Pappalardo</p>
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		<title>Giornata di studio su San Rocco</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2007 20:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La città di San Rocco al centro della &#8220;II Giornata di Studio Rocchiana &#8211; San Rocco tra storia e devozione&#8220;.
Nella suggestiva cornice del Convento di San Francesco si è svolto questo incontro voluto e promosso dalla locale associazione &#8220;Amici del Pellegrino&#8221; e patrocinato dal Comune di Tolve e dalla Regione Basilicata.
Affollato il tavolo dei relatori: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La città di San Rocco al centro della &#8220;II Giornata di Studio Rocchiana &#8211; San Rocco tra storia e devozione</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/procsrocco.jpg" title="Tolve - La processione di San Rocco" rel="lightbox[217]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/procsrocco.miniatura.jpg" alt="Tolve - La processione di San Rocco" title="Tolve - La processione di San Rocco" align="left" /></a>Nella suggestiva cornice del Convento di San Francesco si è svolto questo incontro voluto e promosso dalla locale associazione &#8220;Amici del Pellegrino&#8221; e patrocinato dal Comune di Tolve e dalla Regione Basilicata.</p>
<p>Affollato il tavolo dei relatori: Franco Mattia, vice presidente Consiglio Regionale; Paolo Ascagni, direttore della rivista &#8220;Vita Sancti Rochi&#8221;; Gianpaolo Vigo, presidente dell&#8217;associazione San Rocco Italia; Adriano Badoer, arciconfraternita di San Rocco di Venezia; Michele Iannuzzi, presidente associazione Amici del Pellegrino e Nicola Montesano, storico medievale; ha coordinato il tutto Edmondo Soave giornalista RAI.</p>
<p>Tante le tesi emerse sulla vita del Santo durante il confronto, tra queste, quella che afferma che il Santo francese, nel suo peregrinare, non abbia mai oltrepassato Roma, non toccando quindi tutte le regioni del meridione d&#8217;Italia. Addirittura si è messa in discussione la reale esistenza del Santo di Montpellier. <span id="more-217"></span>Senza ombra di dubbio si può affermare, e senza paura di essere smentiti, che quando si parla di San Rocco, parliamo del Santo più venerato nella nostra regione.</p>
<p>Così Franco Mattia: &#8220;<em>Dobbiamo realizzare a Tolve, una giornata dedicata interamente a San Rocco da effettuarsi il 16 maggio o il 16 giugno</em>&#8220;. Questa una delle idee lanciate nel corso del dibattito. Secondo Paolo Ascagni: &#8220;San Rocco è uno dei santi più venerati al mondo. Ed è per questo che bisogna creare un circuito internazionale che comprenda anche la città di Tolve&#8221;. Il sindaco Pepe, nel suo saluto, ha affermato che da parte dell&#8217;amministrazione comunale, c&#8217;è tutta la disponibilità ad intraprendere una serie di gemellaggi con le città di San Rocco. Il vescovo, mons. Ricchiuti ha sottolineato che nel centro bradanico, la fede verso San Rocco è una forma di fede sentita e quindi molto sincera. Così Michele Iannuzzi: &#8220;Vogliamo istituire , qui a Tolve, un museo con tutti gli ex-voto, donati in devozione a San Rocco, che sono ben oltre mille.&#8221; Gianpaolo Vigo ha confermato che il Santo francese non è mai arrivato nel sud Italia, nonostante sia la parte della penisola più devota a San Rocco: &#8220;<em>Le forme di devozione verso il Santo, si sono via via affermate e moltiplicate a partire dal 1400-1500 , periodo che ha visto il meridione d&#8217;Italia afflitto dalla peste</em>&#8220;.</p>
<p>Le conclusioni sono state affidate allo storico medievale, Nicola Montesano che ha relazionato sulla presenza della confraternita di San Rocco a Tolve e sugli aspetti prettamente storici di tutta la vicenda.</p>
<p>Gianluigi Armiento</p>
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		<title>L&#8217;udienza dell&#8217;Arcidiocesi di Acerenza dal Papa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 16:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[21 giugno 2006, una giornata indimenticabile per ragazzi e adulti in pellegrinaggio a Roma

Davvero una bellissima giornata quella del pellegrinaggio diocesano voluto dal nostro Arcivescovo, piena di gioia e con circa 1300 pellegrini partiti al suo seguito.
Si parte a mezza notte, in una serata semiestiva che non annuncia abbastanza la giornata torrida che caratterizzerà tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>21 giugno 2006, una giornata indimenticabile per ragazzi e adulti in pellegrinaggio a Roma</em></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm604.JPG" title="Benedetto XVI tra i pellegrini della nostra Arcidiocesi" rel="lightbox[129]"><img align="left" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm604.miniatura.JPG" alt="Benedetto XVI tra i pellegrini della nostra Arcidiocesi" title="Benedetto XVI tra i pellegrini della nostra Arcidiocesi" /></a></p>
<p>Davvero una bellissima giornata quella del pellegrinaggio diocesano voluto dal nostro Arcivescovo, piena di gioia e con circa 1300 pellegrini partiti al suo seguito.<br />
Si parte a mezza notte, in una serata semiestiva che non annuncia abbastanza la giornata torrida che caratterizzerà tutta l’udienza generale di Sua Santità Benedetto XVI.<br />
L’appuntamento per tutti i pullmann partiti dai vari paesi è alle sei del mattino del 21 giugno, in una stazione di servizio alle porte di Roma.<br />
Di lì tutti a San Pietro davanti ai valichi di controllo, dove il nostro Vescovo si è unito ai suoi pellegrini consegnandogli i pass d’ingresso per partecipare all’udienza. Ore 10:30 inizio dell’udienza generale.<span id="more-129"></span><br />
Durante la catechesi, abbreviata per il gran caldo, Benedetto XVI pone l’accento sul passo evangelico in cui Gesù chiama a sè gli apostoli che&#8230; “lasciano tutto e lo seguono”. Ha esortato tutti i fedeli a seguire il loro esempio nella prontezza ad accogliere la chiamata del Signore. Disponibilità ad accoglierla con coraggio, coscienti delle difficoltà da superare ma sapendo che si sta andando sulla giusta strada, sulla strada della “verità”.<br />
Successivamente, il Papa, durante i saluti ai partecipanti, ha rivolto una benedizione particolare e personale ai numerosissimi pellegrini dell’ arcidiocesi di Acerenza ed al suo arcivescovo. In un bel momento, sul sagrato, durante i saluti, il Santo Padre parlando confidenzialmente con mons. Ricchiuti esclamava: “ Che gioia”; vedendo l’entusiasmo del foltissimmo gruppo della diocesi di Acerenza.<br />
Alcuni delegati dell’ arcidiocesi hanno offerto a sua Santità numerosi doni fra cui i prodotti tipici dei paesi della diocesi ed in particolare un prezioso libro di don Antonio Giganti, sulla storia della Cattedrale di Acerenza, ed un bellissimo quadro olio su tela, del genzanese Giuseppe Marchione, raffigurante il Papa stesso, che dal simpatico scambio di battute tra il nostro Arcivescovo e Benedetto XVI sembra aver molto gradito.<br />
<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm584.JPG" title="Il gruppo all’arrivo in Vaticano" rel="lightbox[129]"><img align="right" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm584.miniatura.JPG" alt="Il gruppo all’arrivo in Vaticano" title="Il gruppo all’arrivo in Vaticano" /></a>Naturalmete in una visita ufficiale ed in qualità di unico pellegrinaggio diocesano presente con il proprio Arcivescovo all’udienza, era d’obbligo un’intervista del giornale di casa, l’Osservatore Romano, a mons. Ricchiuti, che alla domanda del giornalista: “Come mai siete qui da Acerenza?” rispondeva prontamente “Siamo qui per due motivi principali, primo, ringraziare il Santo Padre di aver dato nella mia persona un nuovo pastore all’ Arcidiocesi ed in secondo luogo per professare la nostra devozione al successore di Pietro, qui in San Pietro, centro della cristianità.<br />
La nostra diocesi mancava da Roma da circa 6 anni in occasione del giubileo del 2000.<br />
Al pellegrinaggio hanno partecipato anche una delegazione di Sindaci ed Assessori dei nostri comuni di Anzi, Cancellara, Acerenza, Genzano, Palazzo, Laurenzana, Trivigno, Tolve, Oppido e Pietragalla.<br />
All’udienza è seguita la visita alla tomba di Giovanni Paolo II ed alla Basilica di San Pietro, dove con mons. Ricchiuti si è pregato secondo le intenzioni del Santo Padre.<br />
La giornata si è conclusa nel santuario diocesano del Divino Amore, alle porte di Roma. Nella luce delle sue splendide vetrate si è celebrata la Santa Messa ravvivata dai giovani e accompagnata da Teodosio Bevilacqua all’organo, e presieduta dal nostro Arcivescovo in una splendida cornice celebrativa formata dai presbiteri della Diocesi e da mille pellegrini.<br />
“Saldo è il cuore del giusto che spera nel Signore” ed ancora, ha aggiunto il Vescovo: -Oggi ci siamo fatti sentire e notare ma questo non deve distoglierci dal cercare e dal progettare il nostro futuro nella solidarietà verso i poveri, nella carità, nella preghiera.<br />
Devono parlare soprattutto le opere; stare insieme e accrescere la fraternità ecclesiale.<br />
Un pensiero particolare lo si è rivolto anche a San Luigi Gonzaga, santo del giorno, che visse come religioso Gesuita con un linguaggio nella prospettiva della povertà, obbedienza e castità.<br />
<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm601.JPG" title="Piazza S. Pietro - L’area riservata all’Arcidiocesi Acheruntina" rel="lightbox[129]"><img align="left" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm601.miniatura.JPG" alt="Piazza S. Pietro - L’area riservata all’Arcidiocesi Acheruntina" title="Piazza S. Pietro - L’area riservata all’Arcidiocesi Acheruntina" /></a>Infine, é giusto riportare anche alcune brevi testimonianze dei partecipanti, sulla giornata.<br />
*Suor Teresa, secondo Lei ne è valsa la pena di sopportare una mattinata infuocata come quella di oggi per salutare il Papa?<br />
- Moltissimo, perchè il tutto è stato davvero coinvolgente.<br />
Alla stessa domanda alcune teenagers rispondono: Sì, è stata un’esperienza davvero nuova in quanto non avevamo mai visto il Papa e nemmeno la basilica di San Pietro. Qualche ragazzina in tono basso sottolinea però, che tra caldo e viaggio notturno per lei è stata davvero una giornata dura.<br />
*Suor Teresa secondo lei, cosa portiamo a casa da questa giornata?<br />
- Bhe! a parte tanto sole, un’emozione indescrivibie per il Papa e per l’entusiasmo del nostro Arcivescovo.<br />
Anche per Maria sembra che sia rimasta soprattutto tanta stanchezza ma alla domanda di mandare un messaggio al nostro Arcivescovo, risponde con entusiasmo: &#8211; Il nostro Vescovo è una persona squisita per la sua bontà, dolcezza, semplicità, s a attirare i giovani&#8230;<br />
Isa, una ragazzina di 16 anni, dice: Io lo ringrazio tanto perchè da quando c’è lui c’è molta più vivacità nella Diocesi.<br />
- Eleonora da Oppido: Non ci sono parole per esprimere la mia gratitudine, un’emozione grandissima. Grazie di cuore Sua Eccellenza.</p>
<p>Michele Paolucci</p>
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		<title>&#8220;La voce di Dio si fa musica&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Oct 2006 06:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Iacobuzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuta ad Acerenza la I Rassegna di Cori Diocesani

E’ stato un successo la I Rassegna dei cori dell’Arcidiocesi di Acerenza. Duecento cantori delle nostre parrocchie si sono ritrovati lo scorso 21 maggio, alla presenza di mons. Ricchiuti e mons. Scandiffio, nel suggestivo scenario della cattedrale di Acerenza, per pregare e festeggiare insieme i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si è tenuta ad Acerenza la I Rassegna di Cori Diocesani</em></p>
<p><a title="Le Corali in ensemble" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/ods-si.jpg" rel="lightbox[113]"><img title="Le Corali in ensemble" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/ods-si.miniatura.jpg" alt="Le Corali in ensemble" align="left" /></a></p>
<p>E’ stato un successo la I Rassegna dei cori dell’Arcidiocesi di Acerenza. Duecento cantori delle nostre parrocchie si sono ritrovati lo scorso 21 maggio, alla presenza di mons. Ricchiuti e mons. Scandiffio, nel suggestivo scenario della cattedrale di Acerenza, per pregare e festeggiare insieme i canti dello spirito.</p>
<p>Musiche sacre, popolari e concertistiche, dirette dal maestro Pasquale Menchise e musicate dall’organista maestro Teodosio Bevilacqua, sono state intonate dalle corali “Città di Acerenza”, “B.V. del Carmine” di Cancellara, “Carreri” “Maria SS. Delle Grazie” e “Santa Maria della Platea” di Genzano di L., “Obadiah” di Oppido L., “S. Nicola” e “SS. Crocifisso” di Palazzo S. G., “S. Nicola di Bari” di Pietragalla, “S. Nicola di Bari” di S. Chirico N. e “S. Nicola” di Tolve. Ospite d’onore il coro “Die Stimmolanten” di Berlino, che ha emozionato i presenti con le proprie particolari doti canore ed espressive.<span id="more-113"></span></p>
<p>“Sono le corali delle nostre comunità parrocchiali – ha detto monsignor Ricchiuti – che attraverso il canto ci aiutano a levare con gioia il nostro inno di ringraziamento al Signore. Questi momenti passati insieme sono la testimonianza di una comunità che sa pregare, amare e sperare in comunione”.“Le cronache dicono che il 13 maggio 1095 questa Chiesa fu dedicata a Basilica – ha poi annunciato l’arcivescovo acheruntino &#8211; e dunque ogni anno le corali dell’Arcidiocesi saranno invitate in Cattedrale per ricordare e festeggiare quella consacrazione”.</p>
<p>A fine serata mons. Ricchiuti, promotore dell’iniziativa, ha ringraziato dell’operato i coristi, i parroci che curano le corali, i maestri e gli organizzatori. Il canto “Jesus Christ you are my life”, eseguito a corali riunite, ha suggellato la rassegna, con l’arrivederci al 13 maggio 2007.</p>
<p>Salvatore Iacobuzio</p>
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		<title>Lo Sporting Genzano approda in serie D</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 22:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Bevilacqua</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stagione positiva per il calcio diocesano
La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stagione positiva per il calcio diocesano</em></p>
<p><img align="right" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/spgencsp.jpg" alt="Stagione positiva per il calcio diocesano" title="Stagione positiva per il calcio diocesano" id="image103" class="alignright" />La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.<br />
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come il Banzi, aggiudicandosi il torneo di prima categoria, si affaccia nel campionato regionale di Promozione. Ma anche altre compagini calcistiche cittadine si sono ben disimpegnate nei due tornei di prima categoria: nel girone “A” il Real Tolve ed il Pietragalla si sono classificati, rispettivamen<span id="more-104"></span>te, al quinto ed al settimo posto mentre nel girone “B” la Serafica Calvello si è posizionato al quarto posto. In seconda categoria, girone “A” il Real San Chirico Nuovo e l’Atletico Genzano hanno disputato un dignitoso campionato così come nel campionato di terza categoria il Cancellara, il Tolve, lo Sporting Vaglio e il San Chirico Nuovo si sono posizionati a metà classifica. Da segnalare intanto il positivo comportamento delle tre squadre di Oppido Lucano: l’Angelo Cristofaro è giunto terzo in eccellenza mentre l’Albatros (in prima categoria) e la Fiasca (in seconda categoria) hanno agguantato la sospirata salvezza nelle ultime giornate dei propri campionati.<br />
Per quanto concerne il calcio a cinque in serie C2 l’Associazione “A.MI.CA.” di Palazzo San Gervasio si è collocato a centro classifica mentre l’S.C. “Acheruntia” è stato promossa in serie C2 avendo vinto il campionato provinciale di Serie D.<br />
Infine è opportuno rilevare la crescita del ciclismo, locale e regionale, grazie soprattutto al velodromo di Oppido Lucano dove è continua e frequente l’organizzazione di manifestazioni non solo extraregionali ma anche a livello nazionale alle quali partecipano tantissimi giovani e giovanissimi di belle speranze.</p>
<p>Antonello Bevilacqua</p>
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		<title>Dialoghi di speranza</title>
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		<pubDate>Mon, 01 May 2006 02:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro tappe per un cammino quaresimale. E&#8217; il percorso di fede  e comunione intrapreso da mons. Ricchiuti, assieme ai giovani, verso la Pasqua. E&#8217; il viaggio quaresimale che ha toccato altrettanti paesi della diocesi: Genzano, Anzi, Tolve e Castelmezzano. Prima delle tappe è stata per l&#8217;appunto Genzano di Lucania. Ha fatto da sfondo alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/05/orme.jpg" title="Dialoghi di speranza" rel="lightbox[60]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/05/orme.miniatura.jpg" title="Dialoghi di speranza" alt="Dialoghi di speranza" align="left" /></a>Quattro tappe per un cammino quaresimale. E&#8217; il percorso di fede  e comunione intrapreso da mons. Ricchiuti, assieme ai giovani, verso la Pasqua. E&#8217; il viaggio quaresimale che ha toccato altrettanti paesi della diocesi: Genzano, Anzi, Tolve e Castelmezzano. Prima delle tappe è stata per l&#8217;appunto Genzano di Lucania. Ha fatto da sfondo alla cerimonia la chiesa di Maria SS.ma delle Grazie, dove l&#8217;8 marzo si sono radunati i ragazzi provenienti dalla zona nord della diocesi. Dopo il breve saluto di una ragazza della collettività ospitante, l&#8217;arcivescovo ha cominciato la sua &#8220;lectio divina&#8221;. A discapito della traduzione letterale, lezione divina, Sua Eccellenza ha immediatamente sfatato i tabù di un incontro prettamente teologico, rivolgendosi ai giovani in toni confidenziali e &#8220;pretendendo&#8221; di essere chiamato arcivescovo Giovanni e semplicemente don Giovanni. &#8220;La Quaresima è un momento bello per la Chiesa universale &#8211; le parole di mons. Ricchiuti &#8211; che fa suo il pellegrinaggio di Cristo nel deserto e si pone in atteggiamento di orante attesa verso la Resurrezione del Messia&#8221;. Questo momento non dev&#8217;essere inteso solo appannaggio delle persone anziane, ma va vissuto dalle nuove generazioni con il loro caratteristico spirito lieto, cercando di riconoscere nel quotidiano la luce di Cristo, &#8220;faro acceso sulla nostra esistenza&#8221;. <span id="more-60"></span>La parte finale della &#8220;lectio&#8221; si è distinta per l&#8217;invito rivolto ai giovani dal presule acheruntino, che li ha chiamati a rendersi protagonisti della vita della Chiesa all&#8217;interno, ma soprattutto all&#8217;esterno, comunicando ai coetanei la forza di essere cristiani. L&#8217;arcivescovo ha poi consegnato poi delle lampade ai rappresentanti delle parrocchie presenti, come emblema della luce di Cristo, da portarre a tutte le genti.</p>
<p>A Tolve don Giovanni ha esplicitato subito i suoi sentimenti di gioia e di soddisfazione per il buon esito di quest&#8217;iniziativa. La parte puramente dottrinale ha invece avuto come filo conduttore il concetto di &#8220;Speranza&#8221;, una delle parole chiave dell&#8217;intero Cristianesimo. E&#8217; stata ribadita la traccia di riflessione che ci porterà al convegno ecclesiale di Verona in programma il prossimo ottobre, ossia &#8220;Testimoni di Gesù Risorto, Speranza del Mondo&#8221;: proprio da qui è partito l&#8217;intero discorso del nostro arcivescovo, che ha preso in esame anche l&#8217;annunciata lettura annunziata. Come ci dice San Pietro infatti, la vita cristiana va vissuta fino in fondo seguendo le orme di Gesù Cristo. Prima della benedizione finale, Sua Eccellenza ha citato Padre Davide Maria Turoldo e ha chiesto ai convenuti di non lasciarsi mai condizionare dai cattivi esempi, ma di seguire esclusivamente la Croce, modello ed emblema di amore e dono di sé.</p>
<p>Al termine di questa esperienza a dir poco positiva, l&#8217;augurio per tutti i giovani è che questo cammino quaresimale possa far loro capire il vero significato della vita intesa come connubio tra fede, speranza e carità, affinché possano giungere alla Pasqua del Signore per risorgere a nuova vita con Gesù Cristo, principio e fine di ogni cosa.</p>
<p>Rocco De Nicola</p>
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		<title>Appuntamenti</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Apr 2006 14:19:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Iacobuzio</dc:creator>
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