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	<title>Orme di Speranza &#187; San Chirico Nuovo</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>San Chirico Nuovo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 18:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio Monaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna]]></category>
		<category><![CDATA[San Chirico Nuovo]]></category>
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		<category><![CDATA[Tolve]]></category>

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		<description><![CDATA[San Chirico ha antiche origini, sorge intorno al VI° secolo a.C. in una località denominata “Serra”. Ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce due templi dedicati alla Dea Artimis, a Demetra  e ad Afrodite. Da questi ultimi ritrovamenti si è appurato che nel VI sec. a.C. il sito in località Serra è stato abitato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Chirico ha antiche origini, sorge intorno al VI° secolo a.C. in una località denominata “Serra”. Ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce due templi dedicati alla Dea Artimis, a Demetra  e ad Afrodite. Da questi ultimi ritrovamenti si è appurato che nel VI sec. a.C. il sito in località Serra è stato abitato da genti di cultura Daunia nord-lucana, forse i Peukentiantes. Degli avvenimenti succedutesi durante l’epoca romana non si hanno dati rilevanti.</p>
<p>L&#8217;attuale San Chirico risale probabilmente al 960 d.C., ad opera di una colonia greco-bizantina che, per sfuggire alle persecuzioni iconoclastiche nel loro paese, riparò da queste parti raggruppandosi attorno ad una torre, costruita dagli stessi bizantini verso l’anno 826 d.C. come avamposto e limite di confine dai Longobardi. Col passare del tempo, intorno alla torre, si raggrupparono altri nuclei di persone che scelsero per denominazione “Sanctus Quiricus”, nome di un loro santo, che bambino di appena tre anni, nato nella città di Iconia (Asia Minore) da nobile stirpe, venne martirizzato sotto gli occhi della madre Regina Pollonica di nome Giuditta, nell’anno 303 d.C. a Tarso in Cilicia, <span id="more-270"></span>sotto l’imperatore Diocleziano. Prova tangibile dell’esistenza di questa colonia greco-bizantina sono numerose parole presenti nel dialetto locale e l&#8217;appellativo di “Griciudd” (greci) con cui ancora oggi vengono denominati i cittadini di San Chirico. Con la conquista normanna San Chirico venne assegnata alla famiglia Sanseverino, che verso il 1160, intorno alla vecchia torre, fece costruire un imponente castello di cui non restano tracce, se non una torre.</p>
<p>Il possesso dei feudi rimase ai Sanseverino fino al 1404, anno in cui il loro casato si ribellò al potere Regio, per ritornare in loro potere dopo circa trentasei anni. Nel 1460, San Chirico partecipò alla famosa rivolta dei feudatari capeggiata da Giannantonio Orsino, principe di Taranto, con l&#8217;intento di sottrarsi all&#8217;egemonia regia aragonese perché opprimente ma, la ribellione fallì. Quando i Francesi occuparono il regno di Napoli nel XVIII sec. San Chirico ebbe funzioni territoriali e amministrative autonome.</p>
<p>Ottenuta l&#8217;indipendenza, l&#8217;Università di San Chirico volle che si aggiungesse la parola “Nuovo”, non solo per differenziarsi da San Chirico Raparo, ma anche per estinguere una volta per sempre San Chirico de Tulbis (di Tolve). Inoltre si volle dare alla cittadinanza uno stemma araldico che richiamasse la sua origine da un antico popolo guerriero greco (Coronei) oppure la figura leggendaria del grande Scanderberg, eroe nazionale albanese. E così si ebbe nello stemma: “Cielo azzurro, con un cavaliere che indossa elmo e giaco d&#8217;oro, brache di color porporo-amaranto, stivali e schinieri di cuoio, armato di spada su un cavallo bianco”. Ormai indipendente da Tolve, San Chirico Nuovo partecipa attivamente ai moti insurrezionali che portarono all’Unità d&#8217;Italia.</p>
<p>Oggi San Chirico Nuovo appartiene alla provincia di Potenza e dista 37 km dal capoluogo. Conta 1.632 abitanti ed ha una superficie di 23,2 km quadrati per una densità abitativa di 70,34 abitanti per km quadrato. Sorge a 745 metri sopra il livello del mare. Molto interessanti appaiono: la Chiesa Matrice di S. Nicola di Bari, la Chiesa di S. Giovanni Battista, Palazzo Padula.</p>
<p>Informazioni e curiosità su San Chirico Nuovo sono reperibili presso i seguenti siti Internet da cui è stato possibile desumere le informazioni necessarie per redigere l’articolo:</p>
<p>www.basilicata.cc/lucania/schiricon.it<br />
www.basilicata.indettaglio.it<br />
www.aptbasilicata.it</p>
<p>Manifestazioni ed eventi:<br />
16 luglio, Festa in onore della Madonna del Carmine<br />
22 agosto, Festa patronale in onore di San Rocco<br />
5 settembre, Festa in onore della Madonna del Rosario<br />
5 ottobre, Festa in onore della Madonna del Rosario</p>
<p>Saverio Monaco</p>
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		<title>Sette corali per la festa della Dedicazione della Cattedrale romanica</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 16:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Palumbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrando narrando]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
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		<description><![CDATA[Oltre cento cantori per un grande, unico inno di fede. Si è celebrata qualche giorno fa ad Acerenza, nell’ambito dei festeggiamenti per la Dedicazione della cattedrale romanica, la seconda rassegna di cori diocesani. Da Haydn a Perosi, da Frisina a Van Berchem, le note dei grandi compositori hanno risuonato fra l’abside e le navate del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-a.jpg" title="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" rel="lightbox[227]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-a.miniatura.jpg" alt="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" title="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" align="left" /></a>Oltre cento cantori per un grande, unico inno di fede. Si è celebrata qualche giorno fa ad Acerenza, nell’ambito dei festeggiamenti per la Dedicazione della cattedrale romanica, la seconda rassegna di cori diocesani. Da Haydn a Perosi, da Frisina a Van Berchem, le note dei grandi compositori hanno risuonato fra l’abside e le navate del tempio eretto oltre nove secoli fa. Sette le corali partecipanti all’evento: la corale polifonica «Acerenza città cattedrale», il coro parrocchiale «Santa Maria della Platea» di Genzano di Lucania, i due cori di Oppido Lucano, «C. Obadiah» e «Oppidi Cantores», il coro parrocchiale «San Nicola» di Palazzo San Gervasio, la corale polifonica di Pietragalla «Mons. Lorenzo Perosi» e il coro parrocchiale di San Chirico. Sette come le chiavi musicali, sette come le note, declinate in diversi tempi e ritmi nella basilica acheruntina.</p>
<p>Dopo la celebrazione eucaristica del pomeriggio, la rassegna è stata aperta dal «Gloria» di Perosi, eseguito dalla corale «Obadiah» di Oppido Lucano, diretta dal maestro Rocco Baccelliere. A seguire, due brani di Frisina: «Ave mundi spes», proposto dal coro di Palazzo San Gervasio, orchestrato da Maria Franca Simone, e «Signore di ogni bellezza», offerto dal gruppo canoro sanchirichese diretto da Maria Tito. <span id="more-227"></span><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-b.jpg" title="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" rel="lightbox[227]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-b.miniatura.jpg" alt="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" title="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" align="right" /></a>Il «Gloria Hosanna e Alleluia» di Haydn e Deflrorian è stato presentato dal coro genzanese, diretto da Vito Cilla. Il maestro Teodosio Bevilaqua e la corale «Mons. L. Perosi» hanno cantato «Ave Verum» di Elgar, a seguire gli Oppido Cantores hanno intonato «Regina Coeli» di Perosi e «Vergine Madre», diretti da Donato Fidanza, e la corale di Acerenza, con il maestro Pasquale Menchise, ha interpretato «O Jesu Criste» di Van Berchem e il gospel «Go down Moses». Alla fine, tutti i cantori hanno unito le loro voci per inneggiare alla «Chiesa del risorto».</p>
<p>Antonino Palumbo</p>
<p><em>(La Gazzetta del Mezzogiorno, 20 maggio 2007)</em></p>
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		<title>Lo Sporting Genzano approda in serie D</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 22:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Bevilacqua</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stagione positiva per il calcio diocesano
La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stagione positiva per il calcio diocesano</em></p>
<p><img align="right" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/spgencsp.jpg" alt="Stagione positiva per il calcio diocesano" title="Stagione positiva per il calcio diocesano" id="image103" class="alignright" />La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.<br />
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come il Banzi, aggiudicandosi il torneo di prima categoria, si affaccia nel campionato regionale di Promozione. Ma anche altre compagini calcistiche cittadine si sono ben disimpegnate nei due tornei di prima categoria: nel girone “A” il Real Tolve ed il Pietragalla si sono classificati, rispettivamen<span id="more-104"></span>te, al quinto ed al settimo posto mentre nel girone “B” la Serafica Calvello si è posizionato al quarto posto. In seconda categoria, girone “A” il Real San Chirico Nuovo e l’Atletico Genzano hanno disputato un dignitoso campionato così come nel campionato di terza categoria il Cancellara, il Tolve, lo Sporting Vaglio e il San Chirico Nuovo si sono posizionati a metà classifica. Da segnalare intanto il positivo comportamento delle tre squadre di Oppido Lucano: l’Angelo Cristofaro è giunto terzo in eccellenza mentre l’Albatros (in prima categoria) e la Fiasca (in seconda categoria) hanno agguantato la sospirata salvezza nelle ultime giornate dei propri campionati.<br />
Per quanto concerne il calcio a cinque in serie C2 l’Associazione “A.MI.CA.” di Palazzo San Gervasio si è collocato a centro classifica mentre l’S.C. “Acheruntia” è stato promossa in serie C2 avendo vinto il campionato provinciale di Serie D.<br />
Infine è opportuno rilevare la crescita del ciclismo, locale e regionale, grazie soprattutto al velodromo di Oppido Lucano dove è continua e frequente l’organizzazione di manifestazioni non solo extraregionali ma anche a livello nazionale alle quali partecipano tantissimi giovani e giovanissimi di belle speranze.</p>
<p>Antonello Bevilacqua</p>
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