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	<title>Orme di Speranza &#187; Palazzo San Gervasio</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>L&#8217;Arcivescovo incontra gli amministratori, gli operatori delle politiche sociali, della Charitas, e delle politiche giovanili</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 16:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/ricchiuti.gif" rel="lightbox[837]"><img class="alignleft size-medium wp-image-838" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/ricchiuti-300x225.gif" alt="ricchiuti" width="300" height="225" /></a>Si è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme alla Caritas diocesana, al gruppo pastorale giovanile e ai rappresentanti del Progetto Policoro. Alla presenza del vescovo Giovanni Ricchiuti, dei sindaci, degli assessori, degli psicologi e degli assistenti sociali si è cercato di fare il punto della situazione per quel che riguarda il tema della povertà. Un tema affrontato in un momento economico tanto delicato che mette al centro dell’attenzione le famiglie disagiate e i giovani senza lavoro. A rappresentare la Caritas diocesana, il direttore Don Nicola Moles, insieme alle animatrici di comunità Luciana Forlio e Annamaria Ferrari, a rappresentare la pastorale giovanile, il direttore don Mimmo Beneventi, presente Don Giordano Stigliani rappresentante dell’ufficio pastorale per le problematiche sociali e del lavoro e infine, una speranza per i giovani: il Progetto Policoro rappresentato dal segretario regionale Elena Muscena e da Livia Falotico.<span id="more-837"></span></p>
<p>“La povertà – riferisce il vescovo Ricchiuti – è presente nella nostra comunità diocesana, e rispecchia la cifra nazionale secondo la quale il 10–15% delle famiglie vivono al limite di ogni possibilità. Le richieste di aiuto partono dal sostegno verso i bisogni primari e arrivano alle richieste di lavoro.” E’ esattamente nella povertà lavorativa che si spiega il ruolo del Progetto Policoro all’interno dell’incontro. “Il Progetto Policoro – continua Ricchiuti – nasce per dare speranza ai giovani, per fare ciò è molto importante la collaborazione tra le istituzioni e i gruppi locali, come la Caritas e la pastorale giovanile, i quali continuano a lavorare sodo per far fronte ai bisogni delle famiglie meno fortunate”. Il Progetto Policoro, infatti, nasce con l’obiettivo di offrire strumenti e opportunità ai giovani al fine di risolvere il problema della disoccupazione.</p>
<p>Il vescovo Ricchiuti non si ferma ad affrontare il tema “povertà” solo per le famiglie meno agiate, o per i giovani senza una posizione lavorativa, ma si rivolge anche alle problematiche delle comunità neocomunitarie ed extracomunitarie presenti nei centri della arcidiocesi, come la corrente, critica situazione di Palazzo San Gervasio, purtroppo ancora da risolvere.</p>
<p>In ultima battuta, il vescovo Ricchiuti ha ritenuto opportuno sottolineare che il vero obiettivo dell’incontro, è la ricerca nella collaborazione delle autorità civili con i gruppi spirituali, per interagire, mettendo insieme le forze per superare questo momento socio–economico molto delicato.</p>
<p>Enza Saluzzi</p>
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		<title>Sette corali per la festa della Dedicazione della Cattedrale romanica</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 16:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Palumbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre cento cantori per un grande, unico inno di fede. Si è celebrata qualche giorno fa ad Acerenza, nell’ambito dei festeggiamenti per la Dedicazione della cattedrale romanica, la seconda rassegna di cori diocesani. Da Haydn a Perosi, da Frisina a Van Berchem, le note dei grandi compositori hanno risuonato fra l’abside e le navate del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-a.jpg" title="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" rel="lightbox[227]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-a.miniatura.jpg" alt="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" title="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" align="left" /></a>Oltre cento cantori per un grande, unico inno di fede. Si è celebrata qualche giorno fa ad Acerenza, nell’ambito dei festeggiamenti per la Dedicazione della cattedrale romanica, la seconda rassegna di cori diocesani. Da Haydn a Perosi, da Frisina a Van Berchem, le note dei grandi compositori hanno risuonato fra l’abside e le navate del tempio eretto oltre nove secoli fa. Sette le corali partecipanti all’evento: la corale polifonica «Acerenza città cattedrale», il coro parrocchiale «Santa Maria della Platea» di Genzano di Lucania, i due cori di Oppido Lucano, «C. Obadiah» e «Oppidi Cantores», il coro parrocchiale «San Nicola» di Palazzo San Gervasio, la corale polifonica di Pietragalla «Mons. Lorenzo Perosi» e il coro parrocchiale di San Chirico. Sette come le chiavi musicali, sette come le note, declinate in diversi tempi e ritmi nella basilica acheruntina.</p>
<p>Dopo la celebrazione eucaristica del pomeriggio, la rassegna è stata aperta dal «Gloria» di Perosi, eseguito dalla corale «Obadiah» di Oppido Lucano, diretta dal maestro Rocco Baccelliere. A seguire, due brani di Frisina: «Ave mundi spes», proposto dal coro di Palazzo San Gervasio, orchestrato da Maria Franca Simone, e «Signore di ogni bellezza», offerto dal gruppo canoro sanchirichese diretto da Maria Tito. <span id="more-227"></span><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-b.jpg" title="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" rel="lightbox[227]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-b.miniatura.jpg" alt="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" title="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" align="right" /></a>Il «Gloria Hosanna e Alleluia» di Haydn e Deflrorian è stato presentato dal coro genzanese, diretto da Vito Cilla. Il maestro Teodosio Bevilaqua e la corale «Mons. L. Perosi» hanno cantato «Ave Verum» di Elgar, a seguire gli Oppido Cantores hanno intonato «Regina Coeli» di Perosi e «Vergine Madre», diretti da Donato Fidanza, e la corale di Acerenza, con il maestro Pasquale Menchise, ha interpretato «O Jesu Criste» di Van Berchem e il gospel «Go down Moses». Alla fine, tutti i cantori hanno unito le loro voci per inneggiare alla «Chiesa del risorto».</p>
<p>Antonino Palumbo</p>
<p><em>(La Gazzetta del Mezzogiorno, 20 maggio 2007)</em></p>
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		<title>&#8220;La tua vita per la sinfonia del Sì&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2007 09:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Animazione vocazionale nella Arcidiocesi di Acerenza
Lo slogan &#8220;la tua vita per la sinfonia del Si&#8221;, ha guidato la missione popolare dei Seminaristi del Seminario Maggiore di Basilicata dal 12 al 18 Febbraio scorso nell’Arcidiocesi di Acerenza, precisamente nelle comunità parrocchiali di Acerenza, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Oppido Lucano e Laurenzana. Quest&#8217;iniziativa che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Animazione vocazionale nella Arcidiocesi di Acerenza</em></p>
<p><a title="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/sinfosi1.jpg" rel="lightbox[219]"><img title="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/sinfosi1.miniatura.jpg" alt="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" align="left" /></a>Lo slogan &#8220;la tua vita per la sinfonia del Si&#8221;, ha guidato la missione popolare dei Seminaristi del Seminario Maggiore di Basilicata dal 12 al 18 Febbraio scorso nell’Arcidiocesi di Acerenza, precisamente nelle comunità parrocchiali di Acerenza, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Oppido Lucano e Laurenzana. Quest&#8217;iniziativa che il Seminario prevede nel suo cammino formativo per i giovani che si avviano verso il sacerdozio, ormai da anni vede i seminaristi visitare le varie diocesi della nostra regione con l&#8217;obiettivo di far conoscere la vita del nostro Seminario, ma anche di testimoniare la bellezza della chiamata al sacerdozio ad altri giovani ed alle comunità incontrate.</p>
<p>Le giornate trascorse nelle comunità hanno visto i seminaristi impegnati in varie attività, soprattutto inserendosi nella vita &#8220;ordinaria&#8221; delle parrocchie. Si è potuto così comprendere la vita e le attività pastorali. <span id="more-219"></span>I luoghi d’incontro soprattutto per le realtà giovanili sono stati le scuole, posto ideale oggi per la catechesi, dove i seminaristi hanno raccontato la loro esperienza di vita cristiana e poi la loro disponibilità alla chiamata del Signore Gesù. Oltre le scuole, altri punti di ritrovo sono stati gli oratori, i centri d&#8217;ascolto, dove abbiamo avuto la possibilità di incontrare le famiglie e condividere con loro la bellezza di un’altra vocazione quella alla vita coniugale; inoltre le liturgie in cui si è condiviso il pane eucaristico con tutta la comunità, ma è stata anche l’occasione per incontrare gli adulti, gli anziani con i quali si è scambiato una parola. Altro momento molto rilevante è stata la visita agli ammalati in cui si è sperimentato da vicino la sofferenza vissuta in unione alla passione di Cristo.</p>
<p>Nella settimana si è tenuta poi una veglia di preghiera per le vocazioni il giovedì sera e un mini torneo di calcetto tra le varie comunità. Il sabato ad Oppido Lucano, con la presenza dell’Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti si è conclusa questa stupenda esperienza con una festa. Il tema che ci ha guidato in questa settimana vocazionale, è stato quello suggerito dal Centro Nazionale delle Vocazioni, &#8220;la tua vita per la sinfonia del Sì&#8221;, teso a far riscoprire la dimensione comunionale d&#8217;ogni vocazione all&#8217;interno delle comunità cristiane. Tale legame di comunione e di condivisione della propria esperienza di fede vissuta e testimoniata con la propria vita, si è cercato di proporre nel corso degli incontri.</p>
<p>Sicuramente il messaggio che si è voluto far passare è che ogni vocazione è la storia di un ineffabile dialogo tra Dio e l&#8217;uomo, tra l&#8217;amore di Dio che chiama e la libertà dell&#8217;uomo, che nell&#8217;amore risponde. Ogni scelta vocazionale, sia essa alla vita sacerdotale o alla vita coniugale prevede un cammino di discernimento, una &#8220;electio&#8221;, ed una risposta libera e convinta da parte del soggetto e come tale da vivere con coerenza. Appunto su quest&#8217;aspetto molto importante, quanto difficile per le giovani generazioni, vale a dire la coerenza verso le proprie scelte, ma anche perseguire un progetto di vita, che ti chiede di donarti senza risparmiare nulla, per attuare in pieno la volontà di Dio su di noi, si è ampiamente discusso. Veniva fuori tutta la difficoltà che i giovani incontrano nel vivere con coerenza la loro esperienza di vita e di cristiana. Nella lettera che i seminaristi hanno inviato in occasione della Pasqua, a tutti i giovani incontrati in missione, si è sottolineato proprio questa testimonianza autentica e coerente al vero modello da imitare, Gesù Cristo, ma c&#8217;è lo ha ricordato anche il nostro Arcivescovo, quando nella lettera, scritta in occasione della XXII Giornata Diocesana della Gioventù, ci esortava ad essere &#8220;giovani politici&#8221;, capaci di testimoniare la bellezza dell&#8217;essere cristiani ai nostri coetanei.</p>
<p>L&#8217;esperienza che abbiamo condiviso con queste comunità cristiane, come giovani in cammino verso un ideale alto ed affascinante come quello di seguire Gesù Cristo da vicino è stato ricco di grazia ed entusiasmante allo stesso tempo, poiché, abbiamo riscontrato nei ragazzi e nei giovani la voglia di camminare e di crescere. Noi ci auguriamo di aver consegnato un messaggio che porti speranza e fiducia per tutti, nella prospettiva di poter realizzare insieme, ognuno in base ai propri carismi un&#8217;unica sinfonia dell&#8217;amore.</p>
<p>Sem. Antonio Romano</p>
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		<title>Il &#8220;focolare&#8221;, guida cristiana dei giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 06:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celebrata a Calvello la terza festa diocesana del nucleo domestico
 Domenica 11 giugno, nella splendida cornice dei boschi dell’Appennino lucano, presso il Santuario della Madonna del monte Saraceno a Calvello, si è svolta la III festa diocesana della famiglia. Una tradizione che si sta consolidando, dopo le prime due svoltesi al santuario di Fondi nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Celebrata a Calvello la terza festa diocesana del nucleo domestico</em><br />
<a title="La locandina dell’evento" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/11/fefam06.jpg" rel="lightbox[125]"><img title="La locandina dell’evento" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/11/fefam06.miniatura.jpg" alt="La locandina dell’evento" align="right" /></a> Domenica 11 giugno, nella splendida cornice dei boschi dell’Appennino lucano, presso il Santuario della Madonna del monte Saraceno a Calvello, si è svolta la III festa diocesana della famiglia. Una tradizione che si sta consolidando, dopo le prime due svoltesi al santuario di Fondi nel 2004 e a Palazzo San Gervasio l’anno scorso.<br />
Quest’anno, per motivi contingenti, è stata spostata dalla tradizionale data del 2 giugno all’11 dello stesso mese, ma l’anno prossimo tornerà a quella consueta della festa della Repubblica.<span id="more-125"></span><br />
Grazie alla fattiva collaborazione tra il responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della famiglia, don Nicola Scioia (il quale, peraltro, dopo aver lasciato le consegne ai suoi collaboratori laici, è dovuto rientrare perché febbricitante), il parroco di Calvello, don Pasquale Orlando, con i suoi collaboratori della parrocchia, e il Comune di Calvello che ha allertato Protezione Civile, Vigili Urbani e Carabinieri, le famiglie intervenute da tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi hanno trovato tutto predisposto al meglio. La presenza, già di buon mattino, di S.E. mons. Giovanni Ricchiuti, ha conferito particolare rilievo all’iniziativa, arricchendola con il suo carisma e la sua parola.<br />
Dopo l’esecuzione di alcuni canti da parte del gruppo di Palazzo, questo ha consegnato l’icona della sua famiglia rappresentante a quella rappresentante la parrocchia di Calvello, che la custodirà fino alla prossima festa.<br />
E’ seguita la recita di un’apposita preghiera e poi brevemente i saluti a tutti i partecipanti da parte del sottoscritto, delegato dell’ufficio diocesano e dell’arcivescovo.<br />
Altri canti di bambini palazzesi hanno introdotto il momento più impegnativo della mattinata, consistente nel porre domande al vescovo sul tema della famiglia. Sul tema delle adozioni a distanza e dell’attenzione da rivolgere anche a chi è più vicino, sollevato da Marco Chiummiento di Acerenza, l’arcivescovo ha richiamato l’importanza della dimensione caritativa della fede e dell’affido familiare, delineando due prospettive: l’incentivazione della formazione dei coniugi e la necessità di saper progettare, con il ruolo che può rivestire il consultorio familiare d’ispirazione cattolica. Michele Calabrese di Calvello ha chiesto se c’è consapevolezza da parte della famiglia di essere la fonte principale di trasmissione della fede e quali sono le modalità di questa trasmissione.<br />
“I genitori sono i primi catechisti dei loro figli” ha detto mons. Ricchiuti, che nell’omelia della S.Messa da lui presieduta poco dopo ha rapportato la festa della SS Trinità a quella della famiglia. Giove Pluvio si preparava intanto a consumare la sua vendetta, che giungeva nel corso della visita al Santuario posto più a monte.<br />
Nel pomeriggio visita alla chiesa Madre di Calvello, intitolata a san Giovanni Battista. Dopo un nuovo scambio di battute con il vescovo, con Concetta Lancellotti di Palazzo San Gervasio che ha proposto di pensare, in questa occasione, a un’attrattiva per gli adolescenti, l’associazione teatrale parrocchiale ha proposto alcuni brani di “Forza venite gente” e “Notre Dame de Paris”. Conclusione con la “preghiera per la famiglia” e con l’annuncio da parte del vescovo che la prossima festa della famiglia si terrà presso il Santuario della Madonna del Belvedere di Oppido Lucano, il 2 giugno 2007.<br />
Il bilancio dell’edizione 2006, infine, parla di una festa bagnata e fortunata: sia perché la parte centrale e più significativa si è svolta comunque regolarmente nello scenario dei boschi del monte Saraceno, sia perché la partecipazione delle famiglie dell’arcidiocesi è stata numerosa ed entusiasta.<br />
L’iniziativa, nata quasi per caso in seno alla “Consulta”, sembra stia crescendo e si stia consolidando. L’augurio è che possa essere sempre più occasione per un proficuo confronto fra le famiglie e con le nostre guide spirituale, affinché si rafforzi sempre più la componente cristiana in questo importantissimo nucleo dell’odierna società, perché la famiglia possa adempiere sempre meglio al decisivo ruolo di guida, soprattutto nei confronti dei giovani.</p>
<p>Rocco Saracino</p>
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		<title>&#8220;Tenete accese le vostre lampade!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Nov 2006 16:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mons. Giovanni Ricchiuti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi, vi scrivo da Lourdes, per la pagina d’apertura del secondo numero di questo nostro giornale Diocesano, dove mi trovo a guidare il pellegrinaggio regionale della sezione lucana dell’U.N.I.T.A.L.S.I..
Vi confido che sto vivendo con tutti gli ammalati, i pellegrini, i volontari (ammirevoli tra questi in modo particolare tantissimi giovani) i sacerdoti e i seminaristi, giornate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/11/edi2.jpg" title="Orme di Speranza - anno I n. II" rel="lightbox[121]"><img align="left" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/11/edi2.miniatura.jpg" alt="Orme di Speranza - anno I n. II" title="Orme di Speranza - anno I n. II" /></a>Carissimi, vi scrivo da Lourdes, per la pagina d’apertura del secondo numero di questo nostro giornale Diocesano, dove mi trovo a guidare il pellegrinaggio regionale della sezione lucana dell’U.N.I.T.A.L.S.I..</p>
<p>Vi confido che sto vivendo con tutti gli ammalati, i pellegrini, i volontari (ammirevoli tra questi in modo particolare tantissimi giovani) i sacerdoti e i seminaristi, giornate intense di preghiera di carità di fraternità e di accoglienza davvero straordinarie.<br />
Le parole che ho utilizzato, come titolo posto in cima a queste mie riflessioni, costituiscono il cammino spirituale annuale dell’associazione sono allo stesso tempo per tutti noi credenti un invito alla speranza e alla fiducia nel Signore e nella intercessione di Maria.<span id="more-121"></span></p>
<p>E’ anche il messaggio,che il Santo Padre Benedetto XVI benevolmente ci ha rivolto il 21 giugno u.s. ricevendoci come Arcidiocesi di Acerenza in una giornata che ricorderemo a lungo per la gioia la fraternità e l’amore alla Chiesa che ci ha visti entusiasti e commossi.</p>
<p>Ma il mio pensiero vola su’ da voi nelle nostre Comunità, nei nostri paesi e lungo le nostre strade per continuare a raccontarci, attraverso le pagine che leggerete, la vita della nostra Chiesa Diocesana.<br />
Desidero intanto esprimere un duplice grazie: alla redazione per l’impegno e l’entusiasmo per questa iniziativa e a voi tutti per le lodi e i suggerimenti che sono pervenuti.</p>
<p>Dalla Pasqua in poi ho avuto modo di conferire alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi il Sacramento della Confermazione e sono state Celebrazioni molto ben preparate e molto partecipate.<br />
Nutriamo tutti la speranza che questi cresimati possano costituire il futuro giovanile e adulto della Chiesa.<br />
Altra significativa esperienza è stata e continua ad essere quella delle nostre feste patronali alle quali sto partecipando presiedendo l’Eucarestia e la Processione.</p>
<p>Nelle omelie sto invitando Parrocchia e comunità civile a camminare sempre insieme e a collaborare per il bene di una giusta e solidale convivenza.</p>
<p>Questa nostra religiosità di popolo, che si manifesta in modo del tutto particolare nella venerazione per i Santi protettori, dovrà conservare la tradizione e allo stesso tempo crescere in spiritualità e con lo sguardo attento alle necessità e ai bisogni dei “poveri”.</p>
<p>Stiamo vivendo i giorni luminosi e caldi di questa nostra estate mentre i nostri paesi si ripopolano per l’arrivo dei tanti emigrati in Italia e all’estero: a tutti loro desidero porgere il ben tornati là dove sono le radici dell’infanzia o della famiglia.<br />
La speranza che nutro è in un futuro che non veda i nostri giovani costretti a una nuova emigrazione.<br />
A questo proposito non voglio dimenticare, come ho appreso i tanti nostri amici extracomunitari che giungeranno in alcune zone della nostra Diocesi (soprattutto a Palazzo San Gervasio) per la raccolta dei pomodori: la Caritas Diocesana non potrà non stimolare la nostra capacità di accoglienza e di solidarietà.</p>
<p>Son tornate poi, nuovamente gli echi di guerre e di violenze e davanti ai nostri occhi immagini di bombardamenti, di vittime (soprattutto bambini) di feriti e di lacrime che continuano drammaticamente a bagnare la terra continuiamo però a credere che un giorno “le spade si cambieranno in falci e lance in vomeri”.</p>
<p>Con la mia benedizione e il mio saluto.</p>
<p>Vostro</p>
<p>+ Giovanni, Arcivescovo</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.jpg" title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" rel="lightbox[121]"><img align="absBottom" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.miniatura.jpg" alt="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" /></a></p>
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		<title>Lo Sporting Genzano approda in serie D</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 22:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Bevilacqua</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stagione positiva per il calcio diocesano
La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stagione positiva per il calcio diocesano</em></p>
<p><img align="right" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/spgencsp.jpg" alt="Stagione positiva per il calcio diocesano" title="Stagione positiva per il calcio diocesano" id="image103" class="alignright" />La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.<br />
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come il Banzi, aggiudicandosi il torneo di prima categoria, si affaccia nel campionato regionale di Promozione. Ma anche altre compagini calcistiche cittadine si sono ben disimpegnate nei due tornei di prima categoria: nel girone “A” il Real Tolve ed il Pietragalla si sono classificati, rispettivamen<span id="more-104"></span>te, al quinto ed al settimo posto mentre nel girone “B” la Serafica Calvello si è posizionato al quarto posto. In seconda categoria, girone “A” il Real San Chirico Nuovo e l’Atletico Genzano hanno disputato un dignitoso campionato così come nel campionato di terza categoria il Cancellara, il Tolve, lo Sporting Vaglio e il San Chirico Nuovo si sono posizionati a metà classifica. Da segnalare intanto il positivo comportamento delle tre squadre di Oppido Lucano: l’Angelo Cristofaro è giunto terzo in eccellenza mentre l’Albatros (in prima categoria) e la Fiasca (in seconda categoria) hanno agguantato la sospirata salvezza nelle ultime giornate dei propri campionati.<br />
Per quanto concerne il calcio a cinque in serie C2 l’Associazione “A.MI.CA.” di Palazzo San Gervasio si è collocato a centro classifica mentre l’S.C. “Acheruntia” è stato promossa in serie C2 avendo vinto il campionato provinciale di Serie D.<br />
Infine è opportuno rilevare la crescita del ciclismo, locale e regionale, grazie soprattutto al velodromo di Oppido Lucano dove è continua e frequente l’organizzazione di manifestazioni non solo extraregionali ma anche a livello nazionale alle quali partecipano tantissimi giovani e giovanissimi di belle speranze.</p>
<p>Antonello Bevilacqua</p>
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		<title>Le telecamere di SAT 2000 ad Acerenza</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2006 03:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Palumbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diocesi di Acerenza è sbarcata su Sat 2000. Una troupe dell&#8217;emittente promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, e visibile sul satellite e sul digitale terrestre della Rai, ha trasmesso il mese scorso una puntata di &#8220;Mosaico in piazza&#8221;, dedicata a vari aspetti della vita e della religiosità nell&#8217;area che va da Palazzo San Gervasio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/05/sat2000riprese.jpg" title="Le riprese di SAT 2000" rel="lightbox[61]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/05/sat2000riprese.miniatura.jpg" title="Le riprese di SAT 2000" alt="Le riprese di SAT 2000" align="right" /></a>La diocesi di Acerenza è sbarcata su Sat 2000. Una troupe dell&#8217;emittente promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, e visibile sul satellite e sul digitale terrestre della Rai, ha trasmesso il mese scorso una puntata di &#8220;Mosaico in piazza&#8221;, dedicata a vari aspetti della vita e della religiosità nell&#8217;area che va da Palazzo San Gervasio a Laurenzana. Si tratta dello speciale &#8220;Mosaico&#8221; del venerdì, riservato all&#8217;approfondimento sulle diocesi italiane. Diversi i temi trattati. La vita in un centro di recupero per tossicodipendenti. La spiritualità legata ai santuari diocesani. La giornata in un monastero di monache di clausura. L&#8217;attività degli scout. Le peculiarità naturali del panorama lucano. Il documentario di Sat 2000 è cominciato &#8220;zoomando&#8221; sulla comunità Emmanuel, in contrada Siano di Genzano, dove sono ospitati diversi ex tossicodipendenti. Religiosità e associazionismo si sono combinati ad Acerenza, dove le telecamere si sono soffermate sulla cattedrale romanica e sull&#8217;arcivescovo S.E. mons. Giovanni Ricchiuti, ma anche sulla casa di riposo e sui gruppi sportivi locali, dal calcio a 5 alla pallavolo al karate. <span id="more-61"></span>Monache di clausura e santuario del Belvedere sotto i riflettori a Oppido Lucano, mentre a Banzi è stato il gruppo scout a catturare l&#8217;attenzione della troupe. A Palazzo San Gervasio, assieme i responsabili della Caritas, si è analizzato il fenomeno che vuole il centro bradanico meta, ogni estate, di tantissimi stranieri che vi giungono per la raccolta dei pomodori. Il tour nella più antica diocesi lucana si è concluso a Calvello, con la chiesa di Santa Maria de Planu a Calvello, e a Castelmezzano, dove la natura offre lo spettacolo indescrivibile delle Dolomiti Lucane.</p>
<p>Antonino Palumbo</p>
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