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	<title>Orme di Speranza &#187; Oppido Lucano</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>Intervista ad Ada Grippo, nuovo presidente dell&#8217;Azione Cattolica diocesana</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 07:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione del rinnovo delle cariche dell’Azione Cattolica della ns. Diocesi abbiamo voluto conoscere e far conoscere meglio, la nuova guida dell’AC che come sempre, per i prossimi anni, sarà impegnata nel dare un segno forte alla vita delle ns comunità parrocchiali.
Ringraziamo la Prof.ssa Grippo per la sua disponibilità facendole i più vivi complimenti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del rinnovo delle cariche dell’Azione Cattolica della ns. Diocesi abbiamo voluto conoscere e far conoscere meglio, la nuova guida dell’AC che come sempre, per i prossimi anni, sarà impegnata nel dare un segno forte alla vita delle ns comunità parrocchiali.</p>
<p>Ringraziamo la Prof.ssa Grippo per la sua disponibilità facendole i più vivi complimenti da parte di tutta la redazione di OdS per il suo nuovo incarico.</p>
<blockquote>
<ol>
<li><strong>Prof.ssa Grippo, ci può dare un breve quadro descrittivo della presenza dell’AC sul territorio della ns Diocesi?<br />
</strong>La nostra Associazione è presente in quasi tutte le Parrocchie della Diocesi, complessivamente conta più di settecento aderenti, distinti per settore: adulti, giovani, ragazzi.</li>
<li><strong>Quali sono i principi ed i valori ispiratori dell’AC?<br />
</strong>L’AC è un’associazione di laici, che, in diretta collaborazione con la Gerarchia ecclesiastica, si impegna per la realizzazione del fine apostolico della Chiesa, attraverso l’evangelizzazione, la santificazione degli uomini, la formazione cristiana delle loro coscienze, sì da poter essere testimoni autentici del Risorto.</li>
<li><strong>Ci descrive brevemente chi è l’ ”iscritto” dell’Ac?</strong><span id="more-287"></span><br />
Il socio di azione cattolica è una persona di fede, impegnata in un percorso di formazione personale e comunitario che lo aiuti a scoprire e a vivere la vocazione alla santità, che collabora alla missione della Chiesa portando la propria esperienza, ed assumendosi le proprie responsabilità nei confronti del mondo e dell’Associazione, TESTIMONIANDO l’unione con Cristo e uniformando le scelte del vivere quotidiano allo spirito cristiano.</li>
<li><strong>Nella nostra diocesi stanno nascendo nuovi gruppi di Ac?</strong></li>
<p>A questo proposito cito un esempio su tutti: quello di Oppido Lucano che nel 2007 ha tesserato 70 acierrini (ragazzi dell’acr)… l’associazione è in movimento, col tempo si vedrà. Quest’anno celebra il suo 140mo, ed è un’occasione per rileggere la nostra storia e magari riscoprire un’affinità, in fondo quasi tutti quelli della mia età, senza contare quelli più avanti negli anni, si sono formati in parrocchia sotto la guida di educatori dell’azione cattolica; il mio desiderio è che l’associazione sia presente in tutte le parrocchie, per questo è necessario pregare molto ed impegnarsi tutti insieme.</p>
<li><strong>Quali dovranno essere secondo Lei i futuri obiettivi dell’ AC nella ns Diocesi?<br />
</strong>All’inizio del mio mandato nella lettera di saluto, ho sottolineato tre aspetti a mio avviso importanti, per la vita associativa: la missionarietà, la responsabilità e l’ecclesialità. Uno degli obiettivi emerso nell’Assemblea Nazionale, tenutasi a Roma dal 1 al 3 maggio, è quello di FARE NUOVA L’AZIONE CATTOLICA ricercando sintesi attuali tra l’annuncio cristiano e la promozione del bene comune. Confidiamo in una rinascita che faccia di noi, laici maturi. E come non spendere una parola sulla emergenza educativa? Dovremmo farci carico di questo disagio delle giovani generazioni, dovremmo riuscire a parlare al cuore dei giovani, e ad offrire un sostegno alle famiglie. Certo, gli argomenti possono essere tanti, forse ho tralasciato le cose più importanti. Saremo attenti alla realtà che ci circonda, e insieme con il Consiglio Diocesano, con gli Assistenti ed in ascolto delle indicazioni del nostro Arcivescovo lavoreremo per il bene della Diocesi.</li>
<li><strong>Nel farle un in bocca al lupo per la sua nuova esperienza di Presidente Diocesano le posso chiedere di chiudere l’intervista con un messaggio a tutti gli iscritti all’Azione Cattolica?<br />
</strong>La ringrazio di cuore; ai soci mando un saluto fraterno in Cristo, a tutti e a ciascuno, auguro di vivere con passione, secondo le proprie responsabilità, la dimensione associativa e di contribuire con la preghiera , con il sacrifico, con lo studio e con l’azione, alla realizzazione delle finalità dell’Associazione. Negli Atti al Cap.2,42 leggiamo a proposito della vita delle prime Comunità: “E partecipavano assiduamente alle istruzioni degli Apostoli, alla vita comune, allo spezzare del pane e alle preghiere”. Mi piacerebbe che fossimo riconosciuti per queste caratteristiche!</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Michele Paolucci</p>
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		<title>Settimana di animazione vocazionale ad Oppido</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 14:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrando narrando]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel mese di febbraio dal 12 al 18 ad Oppido Lucano come in altre parrocchie della nostra diocesi abbiamo avuto il piacere di accogliere un gruppo di giovani seminaristi,mandati dal Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata per la settimana di Animazione Vocazionale intitolata “La tua vita per la sinfonia del sì”.
Durante questa settimana, nella quale hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di febbraio dal 12 al 18 ad Oppido Lucano come in altre parrocchie della nostra diocesi abbiamo avuto il piacere di accogliere un gruppo di giovani seminaristi,mandati dal Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata per la settimana di Animazione Vocazionale intitolata “La tua vita per la sinfonia del sì”.</p>
<p>Durante questa settimana, nella quale hanno dimorato nei nostri centri, essi hanno fatto diverse esperienze: innanzitutto la visita alle scuole, agli ammalati, ai gruppi parrocchiali in maniera pubblica e privata come soffermandosi tra la gente comune. Il fine chiaramente è stato il diffondere naturalmente la Parola di Dio raccontando la loro esperienza di vocazione che ebbero prima di iniziare il loro cammino in Seminario.Gli incontri che i cinque Seminaristi ad Oppido hanno fatto sono stati tutti diversi ed entusiasmanti.</p>
<p>Hanno iniziato nelle scuole, tra i bambini incuriositi che facevano domande, poi nei centri di ascolto con gli adulti ancora più incuriositi dei bambini, infine i cinque Seminaristi hanno anche animato alcune Liturgie. <span id="more-247"></span>Di loro si è parlato per diverso tempo ed ancora se ne parla: chissà che qualche ragazzo di Oppido non decida di entrare in Seminario. La gente che ha partecipato a questi incontri, compresi bambini, oltre ad essere numerosa, è rimasta entusiasta e le loro impressioni sono più che positive.</p>
<p>La settimana si è conclusa in bellezza, con l’incontro diocesano per la festa conclusiva all’Antica Fonte, che prevedeva balli, canti, recite e musica, tutto preparato da loro durante la settimana, con ragazzi e bambini. A loro il nostro grazie più sincero.</p>
<p>Eufemia Frisi</p>
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		<title>Sette corali per la festa della Dedicazione della Cattedrale romanica</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 16:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Palumbo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Oltre cento cantori per un grande, unico inno di fede. Si è celebrata qualche giorno fa ad Acerenza, nell’ambito dei festeggiamenti per la Dedicazione della cattedrale romanica, la seconda rassegna di cori diocesani. Da Haydn a Perosi, da Frisina a Van Berchem, le note dei grandi compositori hanno risuonato fra l’abside e le navate del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-a.jpg" title="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" rel="lightbox[227]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-a.miniatura.jpg" alt="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" title="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" align="left" /></a>Oltre cento cantori per un grande, unico inno di fede. Si è celebrata qualche giorno fa ad Acerenza, nell’ambito dei festeggiamenti per la Dedicazione della cattedrale romanica, la seconda rassegna di cori diocesani. Da Haydn a Perosi, da Frisina a Van Berchem, le note dei grandi compositori hanno risuonato fra l’abside e le navate del tempio eretto oltre nove secoli fa. Sette le corali partecipanti all’evento: la corale polifonica «Acerenza città cattedrale», il coro parrocchiale «Santa Maria della Platea» di Genzano di Lucania, i due cori di Oppido Lucano, «C. Obadiah» e «Oppidi Cantores», il coro parrocchiale «San Nicola» di Palazzo San Gervasio, la corale polifonica di Pietragalla «Mons. Lorenzo Perosi» e il coro parrocchiale di San Chirico. Sette come le chiavi musicali, sette come le note, declinate in diversi tempi e ritmi nella basilica acheruntina.</p>
<p>Dopo la celebrazione eucaristica del pomeriggio, la rassegna è stata aperta dal «Gloria» di Perosi, eseguito dalla corale «Obadiah» di Oppido Lucano, diretta dal maestro Rocco Baccelliere. A seguire, due brani di Frisina: «Ave mundi spes», proposto dal coro di Palazzo San Gervasio, orchestrato da Maria Franca Simone, e «Signore di ogni bellezza», offerto dal gruppo canoro sanchirichese diretto da Maria Tito. <span id="more-227"></span><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-b.jpg" title="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" rel="lightbox[227]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-b.miniatura.jpg" alt="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" title="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" align="right" /></a>Il «Gloria Hosanna e Alleluia» di Haydn e Deflrorian è stato presentato dal coro genzanese, diretto da Vito Cilla. Il maestro Teodosio Bevilaqua e la corale «Mons. L. Perosi» hanno cantato «Ave Verum» di Elgar, a seguire gli Oppido Cantores hanno intonato «Regina Coeli» di Perosi e «Vergine Madre», diretti da Donato Fidanza, e la corale di Acerenza, con il maestro Pasquale Menchise, ha interpretato «O Jesu Criste» di Van Berchem e il gospel «Go down Moses». Alla fine, tutti i cantori hanno unito le loro voci per inneggiare alla «Chiesa del risorto».</p>
<p>Antonino Palumbo</p>
<p><em>(La Gazzetta del Mezzogiorno, 20 maggio 2007)</em></p>
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		<title>&#8220;La tua vita per la sinfonia del Sì&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2007 09:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Animazione vocazionale nella Arcidiocesi di Acerenza
Lo slogan &#8220;la tua vita per la sinfonia del Si&#8221;, ha guidato la missione popolare dei Seminaristi del Seminario Maggiore di Basilicata dal 12 al 18 Febbraio scorso nell’Arcidiocesi di Acerenza, precisamente nelle comunità parrocchiali di Acerenza, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Oppido Lucano e Laurenzana. Quest&#8217;iniziativa che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Animazione vocazionale nella Arcidiocesi di Acerenza</em></p>
<p><a title="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/sinfosi1.jpg" rel="lightbox[219]"><img title="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/sinfosi1.miniatura.jpg" alt="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" align="left" /></a>Lo slogan &#8220;la tua vita per la sinfonia del Si&#8221;, ha guidato la missione popolare dei Seminaristi del Seminario Maggiore di Basilicata dal 12 al 18 Febbraio scorso nell’Arcidiocesi di Acerenza, precisamente nelle comunità parrocchiali di Acerenza, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Oppido Lucano e Laurenzana. Quest&#8217;iniziativa che il Seminario prevede nel suo cammino formativo per i giovani che si avviano verso il sacerdozio, ormai da anni vede i seminaristi visitare le varie diocesi della nostra regione con l&#8217;obiettivo di far conoscere la vita del nostro Seminario, ma anche di testimoniare la bellezza della chiamata al sacerdozio ad altri giovani ed alle comunità incontrate.</p>
<p>Le giornate trascorse nelle comunità hanno visto i seminaristi impegnati in varie attività, soprattutto inserendosi nella vita &#8220;ordinaria&#8221; delle parrocchie. Si è potuto così comprendere la vita e le attività pastorali. <span id="more-219"></span>I luoghi d’incontro soprattutto per le realtà giovanili sono stati le scuole, posto ideale oggi per la catechesi, dove i seminaristi hanno raccontato la loro esperienza di vita cristiana e poi la loro disponibilità alla chiamata del Signore Gesù. Oltre le scuole, altri punti di ritrovo sono stati gli oratori, i centri d&#8217;ascolto, dove abbiamo avuto la possibilità di incontrare le famiglie e condividere con loro la bellezza di un’altra vocazione quella alla vita coniugale; inoltre le liturgie in cui si è condiviso il pane eucaristico con tutta la comunità, ma è stata anche l’occasione per incontrare gli adulti, gli anziani con i quali si è scambiato una parola. Altro momento molto rilevante è stata la visita agli ammalati in cui si è sperimentato da vicino la sofferenza vissuta in unione alla passione di Cristo.</p>
<p>Nella settimana si è tenuta poi una veglia di preghiera per le vocazioni il giovedì sera e un mini torneo di calcetto tra le varie comunità. Il sabato ad Oppido Lucano, con la presenza dell’Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti si è conclusa questa stupenda esperienza con una festa. Il tema che ci ha guidato in questa settimana vocazionale, è stato quello suggerito dal Centro Nazionale delle Vocazioni, &#8220;la tua vita per la sinfonia del Sì&#8221;, teso a far riscoprire la dimensione comunionale d&#8217;ogni vocazione all&#8217;interno delle comunità cristiane. Tale legame di comunione e di condivisione della propria esperienza di fede vissuta e testimoniata con la propria vita, si è cercato di proporre nel corso degli incontri.</p>
<p>Sicuramente il messaggio che si è voluto far passare è che ogni vocazione è la storia di un ineffabile dialogo tra Dio e l&#8217;uomo, tra l&#8217;amore di Dio che chiama e la libertà dell&#8217;uomo, che nell&#8217;amore risponde. Ogni scelta vocazionale, sia essa alla vita sacerdotale o alla vita coniugale prevede un cammino di discernimento, una &#8220;electio&#8221;, ed una risposta libera e convinta da parte del soggetto e come tale da vivere con coerenza. Appunto su quest&#8217;aspetto molto importante, quanto difficile per le giovani generazioni, vale a dire la coerenza verso le proprie scelte, ma anche perseguire un progetto di vita, che ti chiede di donarti senza risparmiare nulla, per attuare in pieno la volontà di Dio su di noi, si è ampiamente discusso. Veniva fuori tutta la difficoltà che i giovani incontrano nel vivere con coerenza la loro esperienza di vita e di cristiana. Nella lettera che i seminaristi hanno inviato in occasione della Pasqua, a tutti i giovani incontrati in missione, si è sottolineato proprio questa testimonianza autentica e coerente al vero modello da imitare, Gesù Cristo, ma c&#8217;è lo ha ricordato anche il nostro Arcivescovo, quando nella lettera, scritta in occasione della XXII Giornata Diocesana della Gioventù, ci esortava ad essere &#8220;giovani politici&#8221;, capaci di testimoniare la bellezza dell&#8217;essere cristiani ai nostri coetanei.</p>
<p>L&#8217;esperienza che abbiamo condiviso con queste comunità cristiane, come giovani in cammino verso un ideale alto ed affascinante come quello di seguire Gesù Cristo da vicino è stato ricco di grazia ed entusiasmante allo stesso tempo, poiché, abbiamo riscontrato nei ragazzi e nei giovani la voglia di camminare e di crescere. Noi ci auguriamo di aver consegnato un messaggio che porti speranza e fiducia per tutti, nella prospettiva di poter realizzare insieme, ognuno in base ai propri carismi un&#8217;unica sinfonia dell&#8217;amore.</p>
<p>Sem. Antonio Romano</p>
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		<title>Il &#8220;focolare&#8221;, guida cristiana dei giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 06:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celebrata a Calvello la terza festa diocesana del nucleo domestico
 Domenica 11 giugno, nella splendida cornice dei boschi dell’Appennino lucano, presso il Santuario della Madonna del monte Saraceno a Calvello, si è svolta la III festa diocesana della famiglia. Una tradizione che si sta consolidando, dopo le prime due svoltesi al santuario di Fondi nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Celebrata a Calvello la terza festa diocesana del nucleo domestico</em><br />
<a title="La locandina dell’evento" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/11/fefam06.jpg" rel="lightbox[125]"><img title="La locandina dell’evento" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/11/fefam06.miniatura.jpg" alt="La locandina dell’evento" align="right" /></a> Domenica 11 giugno, nella splendida cornice dei boschi dell’Appennino lucano, presso il Santuario della Madonna del monte Saraceno a Calvello, si è svolta la III festa diocesana della famiglia. Una tradizione che si sta consolidando, dopo le prime due svoltesi al santuario di Fondi nel 2004 e a Palazzo San Gervasio l’anno scorso.<br />
Quest’anno, per motivi contingenti, è stata spostata dalla tradizionale data del 2 giugno all’11 dello stesso mese, ma l’anno prossimo tornerà a quella consueta della festa della Repubblica.<span id="more-125"></span><br />
Grazie alla fattiva collaborazione tra il responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della famiglia, don Nicola Scioia (il quale, peraltro, dopo aver lasciato le consegne ai suoi collaboratori laici, è dovuto rientrare perché febbricitante), il parroco di Calvello, don Pasquale Orlando, con i suoi collaboratori della parrocchia, e il Comune di Calvello che ha allertato Protezione Civile, Vigili Urbani e Carabinieri, le famiglie intervenute da tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi hanno trovato tutto predisposto al meglio. La presenza, già di buon mattino, di S.E. mons. Giovanni Ricchiuti, ha conferito particolare rilievo all’iniziativa, arricchendola con il suo carisma e la sua parola.<br />
Dopo l’esecuzione di alcuni canti da parte del gruppo di Palazzo, questo ha consegnato l’icona della sua famiglia rappresentante a quella rappresentante la parrocchia di Calvello, che la custodirà fino alla prossima festa.<br />
E’ seguita la recita di un’apposita preghiera e poi brevemente i saluti a tutti i partecipanti da parte del sottoscritto, delegato dell’ufficio diocesano e dell’arcivescovo.<br />
Altri canti di bambini palazzesi hanno introdotto il momento più impegnativo della mattinata, consistente nel porre domande al vescovo sul tema della famiglia. Sul tema delle adozioni a distanza e dell’attenzione da rivolgere anche a chi è più vicino, sollevato da Marco Chiummiento di Acerenza, l’arcivescovo ha richiamato l’importanza della dimensione caritativa della fede e dell’affido familiare, delineando due prospettive: l’incentivazione della formazione dei coniugi e la necessità di saper progettare, con il ruolo che può rivestire il consultorio familiare d’ispirazione cattolica. Michele Calabrese di Calvello ha chiesto se c’è consapevolezza da parte della famiglia di essere la fonte principale di trasmissione della fede e quali sono le modalità di questa trasmissione.<br />
“I genitori sono i primi catechisti dei loro figli” ha detto mons. Ricchiuti, che nell’omelia della S.Messa da lui presieduta poco dopo ha rapportato la festa della SS Trinità a quella della famiglia. Giove Pluvio si preparava intanto a consumare la sua vendetta, che giungeva nel corso della visita al Santuario posto più a monte.<br />
Nel pomeriggio visita alla chiesa Madre di Calvello, intitolata a san Giovanni Battista. Dopo un nuovo scambio di battute con il vescovo, con Concetta Lancellotti di Palazzo San Gervasio che ha proposto di pensare, in questa occasione, a un’attrattiva per gli adolescenti, l’associazione teatrale parrocchiale ha proposto alcuni brani di “Forza venite gente” e “Notre Dame de Paris”. Conclusione con la “preghiera per la famiglia” e con l’annuncio da parte del vescovo che la prossima festa della famiglia si terrà presso il Santuario della Madonna del Belvedere di Oppido Lucano, il 2 giugno 2007.<br />
Il bilancio dell’edizione 2006, infine, parla di una festa bagnata e fortunata: sia perché la parte centrale e più significativa si è svolta comunque regolarmente nello scenario dei boschi del monte Saraceno, sia perché la partecipazione delle famiglie dell’arcidiocesi è stata numerosa ed entusiasta.<br />
L’iniziativa, nata quasi per caso in seno alla “Consulta”, sembra stia crescendo e si stia consolidando. L’augurio è che possa essere sempre più occasione per un proficuo confronto fra le famiglie e con le nostre guide spirituale, affinché si rafforzi sempre più la componente cristiana in questo importantissimo nucleo dell’odierna società, perché la famiglia possa adempiere sempre meglio al decisivo ruolo di guida, soprattutto nei confronti dei giovani.</p>
<p>Rocco Saracino</p>
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		<title>Lo Sporting Genzano approda in serie D</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 22:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Bevilacqua</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stagione positiva per il calcio diocesano
La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stagione positiva per il calcio diocesano</em></p>
<p><img align="right" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/spgencsp.jpg" alt="Stagione positiva per il calcio diocesano" title="Stagione positiva per il calcio diocesano" id="image103" class="alignright" />La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.<br />
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come il Banzi, aggiudicandosi il torneo di prima categoria, si affaccia nel campionato regionale di Promozione. Ma anche altre compagini calcistiche cittadine si sono ben disimpegnate nei due tornei di prima categoria: nel girone “A” il Real Tolve ed il Pietragalla si sono classificati, rispettivamen<span id="more-104"></span>te, al quinto ed al settimo posto mentre nel girone “B” la Serafica Calvello si è posizionato al quarto posto. In seconda categoria, girone “A” il Real San Chirico Nuovo e l’Atletico Genzano hanno disputato un dignitoso campionato così come nel campionato di terza categoria il Cancellara, il Tolve, lo Sporting Vaglio e il San Chirico Nuovo si sono posizionati a metà classifica. Da segnalare intanto il positivo comportamento delle tre squadre di Oppido Lucano: l’Angelo Cristofaro è giunto terzo in eccellenza mentre l’Albatros (in prima categoria) e la Fiasca (in seconda categoria) hanno agguantato la sospirata salvezza nelle ultime giornate dei propri campionati.<br />
Per quanto concerne il calcio a cinque in serie C2 l’Associazione “A.MI.CA.” di Palazzo San Gervasio si è collocato a centro classifica mentre l’S.C. “Acheruntia” è stato promossa in serie C2 avendo vinto il campionato provinciale di Serie D.<br />
Infine è opportuno rilevare la crescita del ciclismo, locale e regionale, grazie soprattutto al velodromo di Oppido Lucano dove è continua e frequente l’organizzazione di manifestazioni non solo extraregionali ma anche a livello nazionale alle quali partecipano tantissimi giovani e giovanissimi di belle speranze.</p>
<p>Antonello Bevilacqua</p>
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		<title>Quando il Viola è tricolore</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Aug 2006 22:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Palumbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il talento è quel dono che hai dentro. Gi dalla nascita. E&#8217; qualcosa di assolutamente naturale. Naturale come alzarsi sui pedali. Come un colpo di reni. Come sollevare le mani dal manubrio per festeggiare una vittoria, una volta superata la linea del traguardo.
Antonio e Michele Viola, fratelli di Oppido Lucano, l&#8217;hanno fatto tante volte. Ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Michele Viola in allenamento" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/08/osnnsmv.jpg" rel="lightbox[92]"><img title="Michele Viola in allenamento" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/08/osnnsmv.miniatura.jpg" alt="Michele Viola in allenamento" align="left" /></a>Il talento è quel dono che hai dentro. Gi dalla nascita. E&#8217; qualcosa di assolutamente naturale. Naturale come alzarsi sui pedali. Come un colpo di reni. Come sollevare le mani dal manubrio per festeggiare una vittoria, una volta superata la linea del traguardo.</p>
<p>Antonio e Michele Viola, fratelli di Oppido Lucano, l&#8217;hanno fatto tante volte. Ormai da alcuni anni sono fra i ciclisti più rappresentativi della Basilicata a livello nazionale. I numeri parlano chiaro. E quando parlano i numeri, non c&#8217;è possibilit di errore.<span id="more-92"></span></p>
<p>L&#8217;ultima soddisfazione in ordine temporale, per la societ Team Castrocielo Aspecta Oppido Lucano (sodalizio nato dalla fusione di due societ, una ciociara e una &#8220;nostrana&#8221;) e per il vessillo del ciclismo lucano, è arrivata ai campionati italiani su pista di Bassano del Grappa (Vicenza). Michele Viola, gi quinto nella &#8220;corsa a punti&#8221;, ha ottenuto il terzo posto nella prova di &#8220;velocit&#8221;. Battuto dalla maggiore esperienza sulla superficie del veneto Favaretto, &#8220;Speedy&#8221; è riuscito a prevalere nella finale per il bronzo sul lombardo d&#8217;origine bavarese Luca Wackermann. Lo stesso Wackermann che il giorno prima si è laureato campione nella &#8220;corsa a punti&#8221;, grazie anche al lavoro maiuscolo della sua rappresentativa regionale. Metallo meno pregiato, dunque, che per la Basilicata vale comunque&#8230; oro.</p>
<p>A pochi anni dall&#8217;inaugurazione del velodromo di Oppido Lucano, infatti, quella di Michele Viola è la prima medaglia di un lucano su pista. Un altro primato per l&#8217;atleta nato il 24 marzo del 1992, che in un anno è riuscito a salire sul podio in tre diverse discipline ciclistiche. Luglio 2005: medaglia d&#8217;argento su strada a Montegrotto Terme (Padova), dietro al &#8220;solito&#8221; Wackermann. Gennaio 2006: Lecce diventa campione d&#8217;Italia di ciclocross, confermandosi a breve nella Coppa Italia e nel campionato Intersud. <a title="Antonio Viola con la maglia della nazionale allievi" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/08/osnnsav.jpg" rel="lightbox[92]"><img title="Antonio Viola con la maglia della nazionale allievi" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/08/osnnsav.miniatura.jpg" alt="Antonio Viola con la maglia della nazionale allievi" align="right" /></a>Luglio 2006: ecco il terzo posto di Bassano del Grappa, a confermare tutto il suo talento.</p>
<p>Il record è un&#8217;abitudine in casa Viola. Pap Franco ha corso in bici con ottimi risultati. La sorella maggiore Maria è stata convocata tre anni per uno stage in nazionale ad Avezzano, in Abruzzo.</p>
<p>Ma soprattutto, l&#8217;altro fratello Antonio, primo ciclista di Basilicata a conquistare una maglia di campione d&#8217;Italia e soprattutto di ripetersi a dodici mesi di distanza. A Santa Croce sull&#8217;Arno (Pisa) nel 2003 e Osio Sotto (Bergamo) nel 2004, il giovane campione di via Di Vittorio è entrato nella storia del ciclismo lucano e nella statistica di quello nazionale. Due titoli nazionali esordienti di fila sono un&#8217;impresa riuscita a pochi. Antonio Viola è fra quelli.</p>
<p>Antonino Palumbo</p>
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		<title>Le telecamere di SAT 2000 ad Acerenza</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2006 03:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Palumbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diocesi di Acerenza è sbarcata su Sat 2000. Una troupe dell&#8217;emittente promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, e visibile sul satellite e sul digitale terrestre della Rai, ha trasmesso il mese scorso una puntata di &#8220;Mosaico in piazza&#8221;, dedicata a vari aspetti della vita e della religiosità nell&#8217;area che va da Palazzo San Gervasio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/05/sat2000riprese.jpg" title="Le riprese di SAT 2000" rel="lightbox[61]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/05/sat2000riprese.miniatura.jpg" title="Le riprese di SAT 2000" alt="Le riprese di SAT 2000" align="right" /></a>La diocesi di Acerenza è sbarcata su Sat 2000. Una troupe dell&#8217;emittente promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, e visibile sul satellite e sul digitale terrestre della Rai, ha trasmesso il mese scorso una puntata di &#8220;Mosaico in piazza&#8221;, dedicata a vari aspetti della vita e della religiosità nell&#8217;area che va da Palazzo San Gervasio a Laurenzana. Si tratta dello speciale &#8220;Mosaico&#8221; del venerdì, riservato all&#8217;approfondimento sulle diocesi italiane. Diversi i temi trattati. La vita in un centro di recupero per tossicodipendenti. La spiritualità legata ai santuari diocesani. La giornata in un monastero di monache di clausura. L&#8217;attività degli scout. Le peculiarità naturali del panorama lucano. Il documentario di Sat 2000 è cominciato &#8220;zoomando&#8221; sulla comunità Emmanuel, in contrada Siano di Genzano, dove sono ospitati diversi ex tossicodipendenti. Religiosità e associazionismo si sono combinati ad Acerenza, dove le telecamere si sono soffermate sulla cattedrale romanica e sull&#8217;arcivescovo S.E. mons. Giovanni Ricchiuti, ma anche sulla casa di riposo e sui gruppi sportivi locali, dal calcio a 5 alla pallavolo al karate. <span id="more-61"></span>Monache di clausura e santuario del Belvedere sotto i riflettori a Oppido Lucano, mentre a Banzi è stato il gruppo scout a catturare l&#8217;attenzione della troupe. A Palazzo San Gervasio, assieme i responsabili della Caritas, si è analizzato il fenomeno che vuole il centro bradanico meta, ogni estate, di tantissimi stranieri che vi giungono per la raccolta dei pomodori. Il tour nella più antica diocesi lucana si è concluso a Calvello, con la chiesa di Santa Maria de Planu a Calvello, e a Castelmezzano, dove la natura offre lo spettacolo indescrivibile delle Dolomiti Lucane.</p>
<p>Antonino Palumbo</p>
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		<title>Oppido Lucano, millenni di storia</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Apr 2006 12:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si perdono nella notte dei tempi le origini del primo insediamento umano a Oppido Lucano. Il centro devoto a sant&#8217;Antonio e alla Madonna del Belvedere mosse i suoi primi passi nel Neolitico. Nel periodo preromano, l&#8217;area era particolarmente viva. Numerosi sono i reperti ritrovati sul monte Montrone, datati anche VIII secolo a.C. L&#8217;insediamento osco-lucano sviluppatosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/opsantuono.jpg" title="Oppido Lucano, millenni di storia" rel="lightbox[55]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/opsantuono.miniatura.jpg" title="Oppido Lucano, millenni di storia" alt="Oppido Lucano, millenni di storia" align="left" /></a>Si perdono nella notte dei tempi le origini del primo insediamento umano a Oppido Lucano. Il centro devoto a sant&#8217;Antonio e alla Madonna del Belvedere mosse i suoi primi passi nel Neolitico. Nel periodo preromano, l&#8217;area era particolarmente viva. Numerosi sono i reperti ritrovati sul monte Montrone, datati anche VIII secolo a.C. L&#8217;insediamento osco-lucano sviluppatosi sulla sommità del colle oppidano è stato identificato da alcuni con l&#8217;Opinum presente nell&#8217;Itinerarium Antonini, importante asse viario. A Oppido fu scoperta la Tabula Bantina, uno dei documenti più significativi in lingua osca. In epoca romana, l&#8217;agro del centro bradanico divenne una &#8220;corona&#8221; di villae: testimonianze del periodo sono oggi gli insediamenti di Sant&#8217;Igino e Masseria Ciccotti.</p>
<p>Oppido riappare sulla documentazione nel secolo XI, quando i Normanni ne fecero la sede di un imponente castello. E&#8217; qui che probabilmente nacque Giovanni Abdia (o Obadiah), figlio del primo signore di Oppido: Drochus. La crescita demografica favorì l&#8217;installazione a Oppido del mercato settimanale. La fedeltà agli angioini costò al centro del potentino il saccheggio e l&#8217;incendio nel 1348, durante la guerra fra Giovanna I regina di Napoli e Ludovico re d&#8217;Ungheria. <span id="more-55"></span>Agli Angiò successero gli Zurlo, gli Orsini, quindi i De Marinis. Al XV secolo risale la concessione degli statuti mucipali da parte di Raimondo Orsini. Il “fu” centro storico si è sviluppato a goccia ai piedi del maniero e intorno alla chiesa Madre, in perimetro chiuso da tre porte (Portella, Porta Iuso, Porta Suso). Toccata dai moti del 1799 e della prima metà del secolo XIX, Oppido Lucano si è trasformata in Palmira fra il 1862 e il 1933. Fra i figli illustri ci sono anche lo storico Francesco Giannone, l&#8217;architetto Francesco Grimaldi, Lorenzo Cervellino, autore di opere legali in volgare nel Seicento, e il biblista padre Angelo Lancellotti.</p>
<p>Grande devozione riscuote il culto della Madonna, portata in corteo diverse volte, dal martedì dopo Pasqua (festa della Madonna del Belvedere) al giorno di Ferragosto (l&#8217;Assunta). Sant&#8217;Antonio è festeggiato a giugno. Religiosità e passione teatrale danno vita alla Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, ripresa dal Gruppo Recupero Tradizioni Locali nel 1979 e giunta alla VII edizione. Fra i piatti della tradizione culinaria si ricordano la “Santa Lucia&#8221;, i panini di San Giuseppe, la &#8220;laghene ke la meddiche, re passule e lu baccalaie&#8221; (tagliatelle con mollica di pane, uva passa e baccalà).</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/manipassione.jpg" title="Il manifesto della Sacra Rappresentazione" rel="lightbox[55]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/manipassione.miniatura.jpg" title="Il manifesto della Sacra Rappresentazione" alt="Il manifesto della Sacra Rappresentazione" align="right" /></a> Fra tradizione religiosa e innovazione drammaturgica. La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, comune denominatore dei giorni precedenti la Pasqua, si veste a Oppido Lucano di sfumature diverse rispetto ad altri centri del Vulture-Alto Bradano. L&#8217;evento, ripreso del 1979 con cadenza non fissa dal Gruppo Recupero Tradizioni Locali, si è spogliato di alcune figure tradizionali &#8220;profane&#8221;, acquistando invece nuove scene di cospicuo impatto scenico. La &#8220;Passione&#8221; di Oppido Lucano inizia, infatti, con l&#8217;ingresso in Gerusalemme. Cristo e i suoi discepoli sono accolti da una folla di bambini e adulti festanti, che inneggiano al Messia, al &#8220;Figlio di David&#8221;. E&#8217; questo un quadro inserito nel 2001. Il tripudio di palme e voci infantili anticipa le nascoste trame dei sommi sacerdoti, che ordiscono una congiura contro Gesù. La diabolica tentazione di Giuda spiana la strada ai piani di cattura del Sinedrio, che s&#8217;impadronisce di Gesù mentre questi prega nel Jetsemani, l&#8217;orto degli ulivi. Il Nazareno viene in seguito sballottato da un processo all&#8217;altro, dai sacerdoti Anna e Caifa, al governatore romano Ponzio Pilato, al tetrarca della Galilea, Erode. Alla fine, Pilato, scaricando la colpa sui sommi sacerdoti e sul popolo, decreta la crocifissione di quell&#8217;uomo giusto, dopo aver tentato di salvarlo contrapponendolo al malfamato Barabba. La via Crucis per le strade del paese vecchio, lungo la quale si susseguono l&#8217;incontro con la Madonna e le altre due &#8220;Marie&#8221;, quello con le pie donne e quello con la Veronica, precede la crocifissione e la successiva deposizione. Il tutto è curato nei minimi dettagli, da una colonna sonora imponente ai costumi, ai movimenti scenici. Fra questi, l&#8217;arrivo dei soldati romani e del loro governatore.</p>
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		<title>Inni di Pace</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Apr 2006 22:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due iniziative per ribadire un desiderio comune
In meno di un mese si sono tenuti due importanti appuntamenti in altrettanti centri della Diocesi, Acerenza prima, Pietragalla poi, su un medesimo tema: la pace. Un aspetto sintomatico dell&#8217;urgenza con la quale è avvertita dalle nostre comunità una questione apparentemente assai lontana, considerata la distanza geografica dei luoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Due iniziative per ribadire un desiderio comune</em></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/pace1.jpg" title="pace1.jpg" rel="lightbox[52]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/pace1.miniatura.jpg" title="Inni di Pace" alt="Inni di Pace" align="right" /></a>In meno di un mese si sono tenuti due importanti appuntamenti in altrettanti centri della Diocesi, Acerenza prima, Pietragalla poi, su un medesimo tema: la pace. Un aspetto sintomatico dell&#8217;urgenza con la quale è avvertita dalle nostre comunità una questione apparentemente assai lontana, considerata la distanza geografica dei luoghi in cui tale valore è, ad oggi, ancora sconosciuto e continua a rappresentare una sorta di miraggio irrealizzabile.</p>
<p>Lo scorso 29 gennaio nella cittadina acheruntina si è svolta una marcia, preceduta dall&#8217;arcivescovo mons. Giovanni Ricchiuti e dalle autorità amministrative locali, con in testa il sindaco Antonio Giordano, a conclusione di un intero mese dedicato dall&#8217;Azione Cattolica Diocesana alle tematiche legate alla pace, appunto. Il lungo corteo ha preso il via dal piazzale antistante il convento, per poi percorrere le strade del paese fino alla cattedrale romanica, ove ha avuto il suo termine. <span id="more-52"></span>Una festosa e colorata &#8220;passeggiata&#8221; con protagonisti i ragazzi dell&#8217;A.C.R. e i loro animatori. &#8220;Dove c&#8217;è pace &#8211; ha detto il pastore diocesano ai giovani &#8211; ci sono i colori della vita, della gioia, della partecipazione a costruire un futuro di concordia fra tutti. Siete voi i messaggeri della pace&#8221;. Messaggio che i ragazzi, provenienti da diverse parrocchie (Acerenza, Pietrapertosa, Genzano, Oppido Lucano, Banzi) hanno dimostrato di condividere, anticipando, le parole del Vescovo con i loro fantasiosi cartelloni. &#8220;W la pace&#8221;, &#8220;La pace si libra in volo con le ali del nostro amore&#8221;, &#8220;La pace ci unisce tutti&#8221;, &#8220;Nella verità la pace&#8221;, &#8220;Canta e cammina con la pace nel cuore&#8221;.  Modi diversi di inneggiare a un valore che non conosce &#8220;se&#8221; e &#8220;ma&#8221;.</p>
<p>&#8220;Siete disposti a scendere in campo per difenderla e promuoverla?&#8221; ha chiesto Mons. Ricchiuti, con il suo entusiasmo contagioso, trovando come riposta un deciso &#8220;si&#8221; dei ragazzi presenti, quasi a voler far sentire la loro voce fin dove la parola pace non si è mai ascoltata. Tre le fermate lungo il tragitto. Preghiere per la pace in famiglia, con il prossimo e nel mondo; con il rispettivo abbattimento di simboliche fortezze, ottenute con delle scatole, e con, sovrimpresse, scritte come bugie, dispetti, pettegolezzi, odio, violenza. &#8220;Quando parliamo di marcia &#8211; ha infine osservato Sua Eccellenza &#8211; pensiamo agli eserciti della storia, alla guerra, al rumore dei carri e dei cavalli, al tintinnio delle spade e delle lance. Oggi i nostri passi non fanno rumore e le vostre voci cantano inni di pace&#8221;.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/pace2.jpg" title="pace2.jpg" rel="lightbox[52]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/pace2.miniatura.jpg" title="Inni di Pace" alt="Inni di Pace" align="left" /></a>Un cineforum dal titolo &#8220;Su quale pace scommettere?&#8221; ha avuto luogo, invece, giovedì 23 febbraio nel salone parrocchiale &#8220;Monsignor Zotta&#8221; del Palazzo Ducale di Pietragalla. Manifestazione organizzata dal Centro Giovanile &#8220;Pier Giorgio Frassati&#8221; e dal &#8220;Nuovo Cinema Pietragallese &#8211; A.P.P.&#8221;. Dopo alcuni brevi interventi di apertura del Sindaco di Pietragalla Rocco Iacovera, e dei rappresentanti delle associazioni organizzatrici, i giovani Rocco Monetta e Michele Potenza, che hanno introdotto per grandi linee il tema, sono seguite due proiezioni. I filmati &#8220;Jenin Jenin&#8221; sulle conseguenze del conflitto tra Israeliani e Palestinesi, e &#8220;Soran non aver paura&#8221; sulle attività prestate da Emergency a favore dei bambini vittime delle mine anti-uomo, ai quali, grazie alle cure mediche e, nonostante le amputazioni alle quali si è dovuto ricorrere, è stata regalata la vita e la speranza di un futuro migliore. Entrambi i video hanno messo in evidenza, con immagini a volte piuttosto crude e forti, le inevitabili conseguenze cui la guerra porta: morte, distruzione, sofferenza. Esiti con i quali devono fare i conti, innanzitutto, le nuove generazioni, segnate in maniera indelebile dagli eventi, e chiamate al difficile compito di risollevarsi e tentare percorsi diversi da quello immediato della lotta armata. Significativi sono stati i contributi di S.E. mons. Giovanni Ricchiuti, dell&#8217;assessore provinciale alla Pace e all&#8217;Immigrazione, il pietragallese Michele Iacovera, e infine di un attivista di Emergency, intervenuti alla rassegna. Mons. Ricchiuti ha posto l&#8217;accento sull&#8217;inutilità dello strumento bellico, ritenuto oggi l&#8217;unico modo per risolvere i conflitti e sulla necessità di scegliere &#8220;la via del dialogo, superando le divisioni, le faziosità, per mantenere ben chiari gli orizzonti comuni verso i quali ci si muove&#8221;. Per Iacovera &#8220;agire per la pace significa innanzitutto dire un secco &#8220;No alla guerra&#8221;, quindi superare le ingiustizie sociali, le quali minano alla base il dialogo e il confronto&#8221;. L&#8217;attivista dell&#8217;associazione umanitaria capeggiata da Gino Strada, ha illustrato la storia e gli scopi di Emergency, rilevando, inoltre, come &#8220;in teoria, le guerre sono bandite a livello internazionale dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo dell&#8217;ONU, ma non c&#8217;è una volontà ferma dei governi nazionali nell&#8217;applicarla in concreto&#8221;.</p>
<p>Michele Bianchi</p>
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		<title>Uniti contro il disagio</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Apr 2006 23:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Palumbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Oppido un incontro sulle piaghe sociali
E&#8217; il silenzio la droga peggiore.
E&#8217; il mutismo di fronte ai problemi sociali che uccide come e peggio di alcool e stupefacenti. E&#8217; uno dei pensieri espressi dal vescovo acheruntino mons. Giovanni Ricchiuti, nel corso di un incontro sul tema che ha avuto luogo lo scorso mese di febbraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Oppido un incontro sulle piaghe sociali</em></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/unidisagio.jpg" title="unidisagio.jpg" rel="lightbox[48]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/unidisagio.miniatura.jpg" title="unidisagio.jpg" alt="unidisagio.jpg" align="left" /></a>E&#8217; il silenzio la droga peggiore.</p>
<p>E&#8217; il mutismo di fronte ai problemi sociali che uccide come e peggio di alcool e stupefacenti. E&#8217; uno dei pensieri espressi dal vescovo acheruntino mons. Giovanni Ricchiuti, nel corso di un incontro sul tema che ha avuto luogo lo scorso mese di febbraio a Oppido Lucano.</p>
<p>&#8220;La droga e l&#8217;alcool uccidono. Ma anche il silenzio&#8221;  l&#8217;argomento della partecipata serata, che ha radunato presso la casa comunale del centro del velodromo personalità politiche e religiose, ma anche una cospicua fetta della cittadinanza. Ampio l&#8217;orizzonte della discussione, ruotata comunque attorno ad alcuni temi fondamentali. Disagio giovanile. Droghe e tossicodipendenza. Ruolo degli adulti nella crescita delle nuove generazioni. Assenza di svaghi, di attrattive per i giovani nei centri minuti. <span id="more-48"></span>Ricerca di alternative possibili allo spinello e alla &#8220;bottiglia&#8221;. E quella cappa di silenzio che spesso copre, muta e insensibile, situazioni di disagio nelle nostre piccole realtà. Nel confronto, organizzato nel centro bradanico dalla locale Unitre, sono stati plurimi gli interventi che hanno calamitato l&#8217;attenzione. Fra gli ospiti c&#8217;erano infatti don Marcello Cozzi, presidente del Cestrim; Giuseppina Agresti, responsabile del Sert di Potenza; Francesco Grignetti, responsabile Dsb Oppido Lucano Asl. 2; il dirigente scolastico dell&#8217;istituto comprensivo di Oppido Lucano, Francesco Casale; mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo della diocesi di Acerenza. In apertura di serata hanno preso la parola il sindaco di Oppido Lucano, Rocco Pappalardo, il suo vice e locale assessore alla Cultura, Francesco Maglione, e il responsabile dell&#8217;Unitre oppidana, Franco Scarfiello.</p>
<p>Capire il linguaggio dei giovani e andar loro incontro, magari frequentando anche i loro luoghi. E&#8217; l&#8217;esortazione lanciata da Don Cozzi agli adulti, che costituivano la quasi totalità dell&#8217;uditorio. &#8220;No&#8221;, dunque, ai facili giudizi, sul modo di vestire e di parlare. &#8220;Si&#8221; al dialogo, alla convergenza con il loro mondo. La stessa Agresti ha evidenziato come al centro di tutto bisogna mettere i giovani, dai quali i &#8220;grandi&#8221; hanno molto da imparare.</p>
<p>La conoscenza delle persone, delle loro difficoltà, è fondamentale anche per monsignor Ricchiuti. Il presule ha ribadito come il ruolo della Chiesa sia stare fra la gente, per dare una mano sempre gradita a chi ha bisogno d&#8217;aiuto, magari prevenendo situazioni di disagio. Ai cambiamenti del mondo scolastico attraverso le leggi dell&#8217;ultimo decennio si è ispirato l&#8217;intervento di Casale, mentre Grignetti ha illustrato un altro tema, tecnico quanto utile: la dipendenza da sostanze d&#8217;abuso.</p>
<p>Antonino Palumbo</p>
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		<title>Dominus Jesus &#8211; Gesù al centro della nostra vita</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Apr 2006 22:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni 17, 18 e 19 gennaio si è tenuto ad Oppido Lucano un ciclo d&#8217;interventi dedicato al documento Dichiarazione di Giovanni Paolo II: Dominus Jesus  del 6 Agosto 2000 redatto materialmente dall&#8217;allora cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI.
L&#8217;apertura della conferenza, organizzata dal responsabile culturale della diocesi don Giuseppe Greco, è stata affidata al Francesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="dominusjesus.jpg" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/dominusjesus.jpg" rel="lightbox[45]"><img title="dominusjesus.jpg" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/dominusjesus.miniatura.jpg" alt="dominusjesus.jpg" align="left" /></a>Nei giorni 17, 18 e 19 gennaio si è tenuto ad Oppido Lucano un ciclo d&#8217;interventi dedicato al documento Dichiarazione di Giovanni Paolo II: Dominus Jesus  del 6 Agosto 2000 redatto materialmente dall&#8217;allora cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI.</p>
<p>L&#8217;apertura della conferenza, organizzata dal responsabile culturale della diocesi don Giuseppe Greco, è stata affidata al Francesco Lioi, insegnante di greco presso il liceo classico di Potenza. Con stile colloquiale, e qualche citazione in &#8220;lingua&#8221;, Lioi ha introdotto il relatore della prima giornata conferenziale: padre  Emanuele Bochicchio, responsabile della pagina regionale di &#8220;Avvenire&#8221;, e docente di Storia della Chiesa all&#8217;Istituto Superiore di Scienze Religiose di Potenza e del Seminario Maggiore.</p>
<p>Si è parlato di Relativismo, Universalismo, Massimalismo. Per Padre Emanuele, la Cristianità ha ricevuto e possiede il dono della &#8220;verità tutta intera&#8221; e di conseguenza deve accollarsi anche la sua responsabilità, a dispetto di alcuni intellettuali per i quali la &#8216;Verità  assoluta&#8217; andrebbe condivisa anche con tutte le altre religioni. Ed è proprio il confronto con le altre religioni una delle maggiori difficoltà dei nostri giorni.<span id="more-45"></span></p>
<p>La seconda giornata di approfondimento del 18 gennaio, è stata affidata a don Domenico Baccelliere, docente presso l&#8217;Istituto Superiore di Scienze Religiose di Potenza.</p>
<p>Per don Nico, la verità che la dichiarazione Dominus Jesus ripropone è la stessa di sempre: Gesù Cristo, Verbo del Padre, è l&#8217;unico salvatore del mondo, non si crede in lui se non attraverso la mediazione della Chiesa, perché tra Cristo e la Chiesa c&#8217;è un legame indissolubile e perciò la chiesa rimane la corsia preferenziale della salvezza. È questo lo scandalo dei critici della dichiarazione. Scandalo che non esiste se si pensa bene ai concetti di dialogo e tolleranza. Un dialogo vero si fa tra interlocutori chiari ed onesti: senza fedeltà alla propria identità non si serve neanche la causa dell&#8217;altro. I termini come universalità, assolutezza, unicità oggi fanno paura. Fa scandalo dire che l&#8217;unica salvezza viene da Cristo: ma è uno   scandalo sempre di sconcertante attualità. Il primo compito del cristiano, era, è e sarà il continuare a confessare Gesù Cristo come verità e salvezza. Da questa verità parte il dialogo con tutti.</p>
<p>La giornata conclusiva della conferenza è stata affidata a mons. Giovanni Ricchiuti. Cosa accade oggi nella ricerca della verità? Il relativismo religioso analizzato nella Dominus Jesus &#8211; principio che esclude una verità assoluta &#8211;    si pone con criticità verso la cristianità.</p>
<p>Don Giovanni ha esposto il suo pensiero dapprima svolgendo un&#8217;anamnesi storica sul relativismo dal sofista Protagora, a Erodoto, a Platone. Numerose le citazioni di San Paolo prima di entrare nei pensieri dei filosofi occidentali: Nietzsche, fautore del  &#8220;Dio è morto&#8221;, Bacone, per il quale la negazione di Dio spesso sta più sulle labbra che nel cuore della gente. Si è parlato anche di Hegel e della sua negazione di Dio.</p>
<p>L&#8217;eclettismo, che anche per affermazione di Ratzinger sul piano filosofico non è del tutto negativo, vuole affermare che una religione vale l&#8217;altra. Esso però non va accettato dal cristianesimo, soprattutto quando dice che Dio è lontano e irraggiungibile. Le sue parole sono risuonate semplici ma ferme: &#8220;Una religione non vale l&#8217;altra e dialogo non significa cedimento&#8221;. Per esprimere meglio il suo pensiero ha ricordato le parole di Giovanni Paolo II: &#8220;Egli ha detto all&#8217;umanità chi è&#8221;; ed ha concluso con forza ricordando: &#8220;Nel Figlio ci ha dato tutto e ci ha detto tutto&#8221;.</p>
<p>Michele Paolucci</p>
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		<title>&#8220;Contate su di me&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Apr 2006 01:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il benvenuto di Oppido Lucano al nuovo &#8220;pastore&#8221; diocesano
Oppido Lucano ha accolto il nuovo vescovo. All&#8217;arrivo di monsignor Ricchiuti, erano presenti in piazza Guglielmo Marconi numerosi cittadini e tanti bambini con striscioni di saluto. L&#8217;accoglienza era stata preparata in special modo dagli alunni delle scuole elementari, ma a causa di un contrattempo e del conseguente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il benvenuto di Oppido Lucano al nuovo &#8220;pastore&#8221; diocesano</em></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/panoppido.jpg" title="Oppido Lucano, panorama" rel="lightbox[37]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/panoppido.miniatura.jpg" title="Oppido Lucano, panorama" alt="Oppido Lucano, panorama" align="right" /></a>Oppido Lucano ha accolto il nuovo vescovo. All&#8217;arrivo di monsignor Ricchiuti, erano presenti in piazza Guglielmo Marconi numerosi cittadini e tanti bambini con striscioni di saluto. L&#8217;accoglienza era stata preparata in special modo dagli alunni delle scuole elementari, ma a causa di un contrattempo e del conseguente dilatarsi dei tempi del programma, la presenza dei più piccoli è andata man mano scemando.</p>
<p>Il freddo e il protrarsi dell&#8217;attesa non hanno impedito, però, ai più tenaci e resistenti, di rendere ugualmente una calorosa accoglienza espressa con striscioni e saluti inneggianti al nuovo prelato, che ha ripetuto questi incontri in ogni cittadina della diocesi.</p>
<p>L&#8217;accoglienza istituzionale è stata invece portata, oltre che dal parroco don Giuseppe Greco e da don Nico Baccelliere, dal vicesindaco Franco Maglione, dagli assessori Martino, Fidanza e Manniello, accompagnati dal dirigente scolastico dell&#8217;istituto comprensivo Franco Casale e alcuni docenti delle scuole elementari.<span id="more-37"></span></p>
<p>Monsignor Ricchiuti è stato accompagnato in chiesa Madre, dove si è celebrata la Santa Messa vespertina, come sempre piena di numerosi fedeli, felici e incuriositi dalla presenza del loro nuovo &#8220;pastore&#8221; che dopo l&#8217;omelia, in poche parole, ha espresso il suo pensiero. &#8220;C&#8217;è molto da fare&#8221;.</p>
<p>Dopo la celebrazione eucaristica, l&#8217;arcivescovo si è imbattuto nella gente della piazza salutando e dialogando con i cittadini. La serata ha avuto la sua conclusione con un incontro nella sala consiliare del Comune. Il vicesindaco Franco Maglione ha colto l&#8217;occasione per illustrare a Sua Eccellenza le problematiche più attuali della comunità e i problemi economici e sociali che invadono i territori lucani in questo momento di crisi. I temi centrali sono stati la viabilità, la difesa dell&#8217;ambiente, la valorizzazione dei beni storici e in particolar modo i temi della solidarietà, tolleranza e difesa dei valori; questi ultimi, attualissimi in un momento in cui anche nella comunità oppidana si vede un aumento significativo della presenza di immigrati stranieri.</p>
<p>In un discorso sociale tendente alla pace si è chiesta collaborazione e disponibilità alla Chiesa per affrontare la problematiche dell&#8217;integrazione. Infine si è messo in luce il problema &#8220;giovani&#8221;. Il vescovo è sembrato volenteroso nel far sua, al più presto, la realtà della nuova comunità.</p>
<p>Durante il suo intervento, mons. Ricchiuti si è rivolto alla gente con parole forti. &#8220;Intendo mettermi in cammino assieme a voi &#8211; ha detto &#8211; per combattere le difficoltà&#8221;. Ha chiesto alle autorità locali di svolgere il loro servizio &#8220;per il bene comune&#8221; e ha continuato scherzosamente paragonando &#8220;i gradini per salire nella sala consiliare&#8221; a quelli della chiesa Madre di Oppido: &#8220;in entrambe si entra e si esce con l&#8217;intento di essere buoni cristiani&#8221;. Chiudendo con un &#8220;contate sulla mia presenza&#8221;. A fine serata l&#8217;amministrazione e don Giuseppe Greco hanno omaggiato monsignor Ricchiuti con una icona della Madonna con Bambino e una casula.</p>
<p>Michele Paolucci</p>
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