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	<title>Orme di Speranza &#187; Mons. Ricchiuti</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>Laurenzana : Festa per il Decennale e per l’Ammissione agli Ordini</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 18:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Festa grande nella parrocchia Assunzione di Maria Vergine a Laurenzana, per la ricorrenza del 10° Anniversario di Ordinazione Sacerdotale del suo parroco don Mimmo Beneventi e per l’ammissione agli Ordini Sacri di Antonio Romano Il giorno 3  luglio u. s., la  comunità ha vissuto l&#8217;evento del decennale con una S. Messa celebrata dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Festa grande nella parrocchia Assunzione di Maria Vergine a Laurenzana, per la ricorrenza del 10° Anniversario di Ordinazione Sacerdotale del suo parroco don Mimmo Beneventi e per l’ammissione agli Ordini Sacri di Antonio Romano Il giorno 3  luglio u. s., la  comunità ha vissuto l&#8217;evento del decennale con una S. Messa celebrata dal Vescovo Mon. Ricchiuti , che ha presieduto l’Eucaristia con la concelebrazione di numerosi sacerdoti e con la partecipazione di una folta delegazione di seminaristi, otre alla presenza delle autorità civili e militari  Per l&#8217;occasione si è costituito un Comitato spontaneo che ha organizzato le varie fasi delle celebrazioni, da quelle di preghiera, di doni, di gioia a cui tutta la comunità parrocchiale ha aderito in modo particolare le signore della Cooperativa La perla preziosa  che hanno progettato e cucito  una Casula data in dono durante l&#8217;Offertorio così come il camice donato ad Antonio.<br />
Il  cammino pastorale di Don Mimmo a Laurenzana lo ha visto costruttore di una nuova comunità per la catechesi, la liturgia e la carità, promotore di tanti pellegrinaggi e aminatore di veglie eucaristiche, <span id="more-989"></span> tutto finalizzato alla formazione cristiana delle nuove generazioni, questa la sintesi dei saluti che gli sono stati rivolti dalla presidente Diocesana di Azione Cattolica Ada Grippo, dalla segretaria del Consiglio Pastorale Franca Nigro, dal presidente del Centro Sociale Beato Egidio da Laurenzana Francesco Parrella e dalla responsabile del  Gruppo  Liturgico  Maria  Castrignano,   oltre che dal  sindaco dottor  Domenico Urga che ha consegnato, a nome dell’ Amministrazione  Comunale,   ad entrambi ,  una targa   ricordo   della giornata.<br />
La concelebrazione eucaristica che ha vissuto momenti di commozione nell&#8217;Omelia del nostro amato Pastore e guida spirituale che ha rivolto parole di incoraggiamento e di speranza verso questa società così difficile e insicura dove i presbiteri sono chiamati ad un lavoro di trincea per infondere la Parola di nostro Signore, sempre più attuale, più chiarificatrice, più consolatoria. Don Mimmo , dal canto suo, fa ripercorso il proprio cammino vocazionale e le tappe della sua vita, ha elevato l’inno di ringraziamento al Signore per il dono del sacerdozio, per Antonio e per i seminaristi che vanno accompagnati, sostenuti e guidati. Al termine del rito religioso è seguito un momento di festa conviviale con la partecipazione di tutti,dove si è potuto rinnovare in modo più affettuoso e partecipativo tutto il bene che si nutre per il proprio parroco, con l&#8217;augurio di poterlo vedere, insieme ad Antonio, sempre più impegnato nella sua delicata missione .</p>
<p>Franca Nigro</p>
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		<title>Omelia per la Veglia Pasquale 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 20:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Miei cari fratelli e sorelle, 
benvenuti in questa ‘NOTTE BEATA’ e  ‘NEL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE’ perché in comunione gioiosa con tutta la Chiesa anche in questa nostra Basilica Cattedrale….. ‘divampi la Speranza’!
E gli occhi, i cuori e le menti si spalanchino, pulsino e si aprano alla dirompente notizia: CRISTO E’ RISORTO, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Miei cari fratelli e sorelle, </p>
<p>benvenuti in questa ‘NOTTE BEATA’ e  ‘NEL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE’ perché in comunione gioiosa con tutta la Chiesa anche in questa nostra Basilica Cattedrale….. ‘divampi la Speranza’!</p>
<p>E gli occhi, i cuori e le menti si spalanchino, pulsino e si aprano alla dirompente notizia: CRISTO E’ RISORTO, SI’, EGLI E’ DAVVERO RISORTO!</p>
<p>Il cammino quaresimale, l’attraversata del deserto con tutti i suoi rischi e pericoli, ma avendo davanti a noi la Parola di Dio,  la fatica, la fame ed il digiuno che ci hanno reso consapevoli della nostra fragilità e, allo stesso tempo, con il sacramento della Riconciliazione, forti nella grazia di Cristo, li abbiamo ormai alle nostre spalle: con Lui, il Risorto ed il vivente, il Vincitore del peccato e della morte, siamo usciti alla luce, purificati e illuminati.</p>
<p>Che le nostre voci esplodano nel canto dei rinati, dei risuscitati e delle creature nuove: ALLELUJA,  ALLELUJA, ALLELUJA!<span id="more-961"></span></p>
<p>Non c’è più posto per domande angoscianti: “Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?”, come si chiedevano Maria di  Magdala, Maria di Giacomo e Salome recandosi al sepolcro. (Mc 16, 3)</p>
<p>Non c ‘è paura che tenga: “ Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui”, annuncia loro quel misterioso giovane, vestito di bianco.(Mc. 16,6)</p>
<p>Non c ‘è tempo da perdere: “Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”, senza indugi e senza spiegazioni.(Mc 16,7)</p>
<p>Spiazzati, completamente spiazzati in quel pietosissimo desiderio, ieri come oggi, di ungere e di imbalsamare, di custodire gelosamente sino a farla ricoprire di polvere, di disinnescare e rendere innocua, di devitalizzare la notizia della RISURREZIONE DEL SIGNORE fulcro e fondamento della fede cristiana.</p>
<p>Abbandoniamo dunque il sepolcro, fuggiamo pure stupiti e increduli dalla tomba vuota e agganciamo questa nostra storia, incrociamo le strade dei nostri amici, condividiamo ‘le speranze e le  attese, i dolori e le angosce’(Gaudium et Spes),  testimoniamo, soprattutto a quanti si sono allontanati dalla Chiesa, con la nostra vita che Cristo Risorto è la Speranza dell’umanità. </p>
<p>Raccontiamo, come abbiamo ascoltato questa notte, il fascino di un Dio che ‘in principio’ si inventò letteralmente il grande cosmo nel quale siamo e ci muoviamo, perché ogni creatura, in particolare la persona umana, portasse impressa su di sé la Sua immagine.</p>
<p>Che nonostante l’orgogliosa disobbedienza e la devastante autosufficienza della creatura umana, il primo Adamo, Dio non ha mai cessato di inseguirla e di cercarla, con pazienza e con amore, svelando progressivamente la Sua presenza con parole e con gesti nelle vicende del popolo di Israele e preparando così definitivamente il Suo venire nella storia nel Suo Figlio Gesù Cristo, il nuovo Adamo.</p>
<p>L’Incarnazione, la Passione, la Morte , la Risurrezione e l’ Ascensione  del Signore costituiscono  il MISTERO PASQUALE , l’evento di salvezza e di grazia per l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo.</p>
<p>Ma questo evento ci riguarda personalmente, ne siamo coinvolti, anzi ne siamo protagonisti per il dono della fede che abbiamo ricevuto: la Pasqua di Cristo è la nostra Pasqua!</p>
<p>Lo splendido brano dell’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani, proclamata nella Liturgia della Parola di questa Veglia, spiega questo nostro coinvolgimento nel mistero pasquale: battezzati e quindi con-morti, con-sepolti, con-risorti con Cristo. Inizia così la nostra storia di creature nuove e il battesimo di Lucia sarà gioiosa memoria del nostro battesimo e della nostra rinascita alla vita nuova.</p>
<p>Vedete dunque, fratelli e sorelle, in che modo i segni della liturgia della Veglia di Risurrezione diventano eloquenti: le tenebre, il fuoco, la luce e l’acqua.</p>
<p>Passare dal buio alla luce, lasciarsi guidare da quella luce, immergersi non per naufragare ma per riemergere dall’acqua salvati e santificati: è questo il senso del cammino di fede di discepoli di Cristo e di membra vive della Chiesa. </p>
<p>Consentitemi ora di rivolgervi qualche domanda, forse un po’ inquietante, ma che sento doverosa: vi sembra che noi, cristiani di oggi, avvertiamo l’urgenza di ritornare ad essere coraggiosi ed audaci testimoni del Risorto? Di sposare sempre e comunque le ragioni della vita e mai quelle portatrici di morte? Di lottare contro ogni tentazione di arrendevolezza di fronte al male che è nel mondo? Di non portare acqua al mulino della disperazione e del pessimismo ma, al contrario, di lasciare scorrere il fiume della speranza?  Di credere che nessun macigno è inamovibile perché la Pasqua è, secondo una felice immagine la “festa delle pietre rotolate”(+ don Tonino Bello)   </p>
<p>Condivido con voi le difficoltà del momento storico, ecclesiale e civile, mondiale direi, che stiamo attraversando; un passaggio ed una transizione che sembrano non voler finire perché le fedi religiose(cristianesimo compreso) si mostrano a volte incapaci di trasformare questa storia assediate dal secolarismo e dal pensiero dominante che ritiene possibile costruire un futuro senza Dio.</p>
<p>Perché si continuano a percorrere strade di sviluppo e di progresso, bugiarde e menzognere, con l’unico obiettivo da parte dei potenti di questa terra di conservare  e preservare sé stessi da ogni sorpresa e lasciare le briciole agli ultimi e ai poveri.</p>
<p>Perché la pace stenta a disegnare il suo arcobaleno nelle vicende dell’umanità sopraffatto dalle nubi minacciose di popoli in eterno conflitto tra di loro, dal ricorso al nucleare ma non per scopi pacifici, dalla convinzione spesso diffusa che la soluzione dei problemi risiede nel passo degli eserciti e nel crepitìo delle armi.</p>
<p>Perché c’è disperazione nella generazione giovanile assediata dal consumismo e abbandonata dagli adulti,  come ha affermato qualcuno, ma ancora fiduciosa nei valori che possono dischiudere davanti a loro un possibile futuro di speranza.</p>
<p>Vengono in mente, davanti a questo scoraggiante orizzonte, ai giovani di ieri e ai giovani di oggi le parole di una nota canzone degli anni ’60 …..la ricordate?</p>
<p>DIO E’ MORTO ……ai bordi delle strade, nei campi di sterminio, coi miti della razza, con gli odi di partito……</p>
<p>Ma la stessa canzone terminava: ‘perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge! </p>
<p>Sì, cari fratelli  e sorelle, Gesù Cristo è risorto!</p>
<p>Annunciamolo con le labbra e con la vita, indossiamo l’abito della festa, rivestiamoci di speranza, facciamoci coraggio l’un l’altro, diventino i nostri volti luminosi e sorridenti perché nel tremendo duello tra la vita e la morte ha vinto la VITA!</p>
<p>Diciamolo anche a quei nostri fratelli e sorelle che stanno vivendo una Pasqua di sofferenza e dolore nelle tendopoli di L’Aquila dopo i giorni del devastante terremoto, preghiamo per i  loro morti, abbracciamoli con la nostra carità e solidarietà!</p>
<p>Auguri a tutti e a ciascuno di voi di una SANTA PASQUA! </p>
<p>Acerenza, 12.04.’09</p>
<p>Veglia Pasquale</p>
<p>                                                                                      + Giovanni Ricchiuti   </p>
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		<title>Omelia per la messa crismale 2009: l&#8217;Olio della Chiesa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 22:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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Sorelle e fratelli carissimi,
ritorna il Giovedì Santo che ci vede convocati in questa nostra Basilica Cattedrale per la celebrazione della Messa Crismale e vedo, con grande gioia, che non manca nessuno: ci siete tutti, chiesa di Dio che sei in Acerenza, con me, tuo vescovo, e voi presbiteri, seminaristi, religiose, religiosi, comunità parrocchiali, associazioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/piero01.jpg" rel="lightbox[947]"><img class="alignleft size-medium wp-image-937" title="Omelia per la messa crismale 2009: l'Olio della Chiesa" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/piero01-232x300.jpg" alt="piero01" width="232" height="300" /></a></p>
<p>Sorelle e fratelli carissimi,</p>
<p>ritorna il Giovedì Santo che ci vede convocati in questa nostra Basilica Cattedrale per la celebrazione della Messa Crismale e vedo, con grande gioia, che non manca nessuno: ci siete tutti, chiesa di Dio che sei in Acerenza, con me, tuo vescovo, e voi presbiteri, seminaristi, religiose, religiosi, comunità parrocchiali, associazioni e movimenti.<br />
A tutti e a ciascuno porgo il mio più cordiale, fraterno e paterno: BENVENUTI!<br />
Permettetemi di rivolgervi una domanda: perché siamo qui?</p>
<p><em>Per continuare la lettura clicca </em><a href="http://www.diocesiacerenza.it/" target="_blank"><em>qui</em></a></p>
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		<title>La pace di Cristo perchè Egli non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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Sintesi dell&#8217;omelia di Mons. Ricchiuti in occasione della Domenica delle Palme.
In comunione con tutta la Chiesa dopo aver celebrato ieri la giornata diocesana della gioventù oggi celebriamo la festa della Domenica delle Palme. Questi panni rossi che richiamano il colore dei paramenti sacri della odierna liturgia richiamano il sangue e il martirio, vogliono riproporre soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imgp0277.jpg" rel="lightbox[916]"><img class="alignleft size-medium wp-image-924" title="La pace di Cristo perchè Egli non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imgp0277-300x225.jpg" alt="imgp0277" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>Sintesi dell&#8217;omelia di Mons. Ricchiuti in occasione della Domenica delle Palme.</em></p>
<p>In comunione con tutta la Chiesa dopo aver celebrato ieri la giornata diocesana della gioventù oggi celebriamo la festa della Domenica delle Palme. Questi panni rossi che richiamano il colore dei paramenti sacri della odierna liturgia richiamano il sangue e il martirio, vogliono riproporre soprattutto ai nostri giovani, speranza della Chiesa, il sacrificio di Gesù, figlio di Dio che porta a compimento la sua obbedienza al Padre. Obbediente fino alla morte e alla morte di Croce.</p>
<p>Questa è una domenica dai due volti, il primo quello festoso; l&#8217;ingresso trionfale di Gesù come avevano previsto le scritture, che cioè Gesù sarebbe entrato a Gerusalemme cavalcando un&#8217;asina mentre la gente lo acclamava agitando rami d&#8217;ulivo e stendendo come tappeti a terra i propri mantelli.<span id="more-916"></span></p>
<p>L&#8217;altro volto di questa giornata; quello di Gesù sofferente e di Gesù morto.<br />
Oggi la Chiesa invita i giovani a farsi portatori della Croce di Cristo, perchè senza la Croce non potremo professarci discepoli di Cristo. Il signore ci invita a prendere sulle nostre spalle la Croce perchè senza la Croce non riusciremo a vivere la gioia della resurrezione. La passione di Cristo è segno della sofferenza di tanti nostri fratelli. Sarebbe accaduto un giorno che il figlio di Javè sarebbe stato riconosciuto per l&#8217;offesa fatta al suo volto.<br />
Stamattina abbiamo ascoltato questo racconto con la stessa emozione con cui l&#8217;avevano ascoltato i primi cristiani. Il centurione dice: <em>&#8220;Veramente questi era figlio di Dio&#8221;</em>, e noi ci siamo inginocchiati trafitti dall&#8217;immagine del Figlio di Dio morto. In verità  manca ancora qualcosa alla passione del signore: è la nostra passione, è la passione della Chiesa.</p>
<p>A volte diamo l&#8217;impressione di una chiesa trionfante, ma l&#8217;icona più coerente che rappresenta compiutamente la Chiesa è l&#8217;immagine della Croce d Cristo sulla quale è crocifissa anche la sua Chiesa. Dov&#8217;è dunque Cristo? E&#8217; fra i crocifissi della storia, fra coloro che soffrono e muoiono per la fame, per la malattia, per la guerra.</p>
<p>La domenica delle palme propone il valore della pace, perchè Cristo non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati.</p>
<p>Il Signore ci dia la grazia di lasciarci attrarre da lui, perchè ciascuno di noi abbia il coraggio di camminare con lui sulla via del Calvario, perchè possa giungere alla gioia della resurrezione.</p>
<p>Amen.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Messaggio di S.E. Mons. Ricchiuti per la Quaresima 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 21:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/ceneri2.jpg" rel="lightbox[868]"><img class="alignleft size-medium wp-image-871" title="Mons. Giovanni Ricchiuti" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/ceneri2-200x300.jpg" alt="ceneri2" width="200" height="300" /></a><span style="color: #000000;">Carissimi,</span></p>
<p>vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e al suo Signore, riscoprire la propria identità di uomini e di donne chiamati a vivere il dono e la responsabilità del Battesimo e proclamare, nella Risurrezione del Signore, l’Alleluja della Vita e della Speranza.</p>
<p>I giorni della Quaresima non saranno leggeri perché a cominciare da questa sera, piegando il nostro capo davanti al vescovo o al presbitero per l’imposizione delle ceneri, ci sarà rivolto un invito che non concede sconti e non consente obiezioni: CONVERTITI E CREDI AL VANGELO!</p>
<p>Seguire Cristo, mettere in pratica il Vangelo e vivere quotidianamente con gioia e con entusiasmo la nostra appartenenza alla Chiesa, dobbiamo ammetterlo, sta riuscendo sempre più difficile e la tentazione di prendere le distanze, di ascoltare altri maestri e di incamminarsi su strade più agevoli è lì, sempre in agguato.<span id="more-868"></span></p>
<p>Ci vogliono molta umiltà e molto coraggio per ammettere i propri errori, confessare i propri peccati e fare inversione di marcia. Ma non è possibile credere al Vangelo e affidarsi alla Parola del Signore se non si immette nella mente e nel cuore il dinamismo della conversione, del cambiamento di mentalità e del rinnovamento della vita.</p>
<p>Qualche giorno fa Benedetto XVI, il nostro Santo Padre, ci ha fatto pervenire il Suo messaggio per la Quaresima con un invito rivolto a tutti noi Suoi fratelli, desiderosi di essere da Lui confermati nella fede, a vivere questi giorni nella preghiera e nella carità ma con una particolare attenzione “alla pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’elemosina”. E più avanti aggiunge, citando il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II (Enc. Veritatis Splendor, 21) che “a ben vedere il digiuno ha come sua finalità di aiutare ciascuno di noi a fare di sé dono totale a Dio”.</p>
<p>Proviamo dunque, carissimi fratelli e sorelle, a dare inizio al cammino quaresimale con il domandare al Signore la grazia della conversione ponendo in atto, coraggiosamente e generosamente, scelte, atteggiamenti e comportamenti per uno stile di vita cristiana sobrio ed essenziale, che renda possibile un passaggio spirituale da una pienezza di sé ad un ‘prosciugamento’ della propria autosufficienza e del proprio orgoglio sì da consentire al Signore di entrare nella nostra vita con la sua parola e con il suo amore.</p>
<p>E tutto questo sarà possibile se vivremo i giorni quaresimali come tempo<strong> PER LA PAROLA, PER LA RICONCILIAZIONE, PER LA CARITA’</strong>.</p>
<p>PER LA PAROLA: perché “non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”!</p>
<p>Così rispose Gesù al tentatore, avvertendo in sè i morsi della fame dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti nel deserto (Mt 4,1-4), insegnando ai Suoi discepoli di ogni tempo che non si dà vita cristiana là dove non si lascia spazio e primato alla Sua parola.</p>
<p>Lettura personale della Sacra Scrittura, cura della liturgia della Parola nell’eucarestia domenicale, centri di ascolto della Parola nelle nostre famiglie, narrazione del Vangelo nel cammino catechistico. Quante possibilità di non difficile attuazione nelle nostre comunità!</p>
<p>Anche a livello diocesano vivremo momenti privilegiati intorno alla Parola nelle Stazioni Quaresimali, nei Ritiri Spirituali dei Catechisti (01/03 p.v.) e delle Famiglie(22/03p.v.), e nella Quaresima Giovani(5-12-18-26/03pp.vv.)</p>
<p>Ma sarà necessario, permettetemi di suggerirvelo, mettere in pratica un digiuno delle nostre parole, delle chiacchiere inutili, dei pettegolezzi e delle maldicenze, delle lamentele….. per far silenzio e ‘deserto’ dentro di noi e attorno a noi.</p>
<p>Solo in quel silenzio sarà possibile ascoltare il Signore e consentirGli di cambiare il nostro cuore.</p>
<p>PER LA RICONCILIAZIONE: con Dio, con i fratelli e con sé stessi.</p>
<p>L’ascolto della Parola non può non portare ad una revisione di vita, della propria vita cristiana, per verificare fino a che punto il Vangelo stia davvero agendo in noi sì da renderci testimoni e discepoli fedeli di Gesù Cristo.</p>
<p>Sicuramente ‘il nostro cuore ci rimprovererà qualcosa’(1Gv 3,20) e nelle profondità della nostra coscienza forse potranno affiorare sensi di colpa e rimorsi per una fede che non ci fa innamorare di Dio (che esiste e di cui abbiamo bisogno) e che ancora non ce Lo rende presente nel volto del Signore e nella bella esperienza della Chiesa, santa e peccatrice, che è nostra madre.</p>
<p>Sensi di colpa e rimorsi per i conflitti, i litigi, le divisioni, gli odi, l’intolleranza, l’indifferenza e quel senso di superiorità che ci rendono nemici gli uni degli altri, perfino nelle nostre comunità, lontani anni luce da quell’ammonizione evangelica: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.(Gv 13,35)</p>
<p>Sensi di colpa e rimorsi per le agitazioni, le irrequietezze e la mancanza di equilibrio, di moderazione e di dominio delle nostre passionalità e istintualità.</p>
<p>Impossibile dunque ogni cammino di conversione e di riconciliazione?</p>
<p>No, carissimi fratelli e sorelle, perché il tempo quaresimale si presta in modo meraviglioso a farci ritrovare un rapporto di amore con Dio e con i fratelli.</p>
<p>Dall’apostolo Paolo riceviamo un commovente invito: “Vi supplichiamo in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio!” (2Cor 5,20)</p>
<p>Rientriamo dunque in noi stessi, con umiltà e con fiducia, lasciamo lavorare in noi la grazia di Dio, chiediamo perdono al Signore, accostiamoci alla Confessione sacramentale, incamminiamoci su itinerari di penitenza e sperimenteremo che “qualunque cosa il cuore ci rimproveri, Dio è più grande del nostro cuore”!(1Gv 3,20)</p>
<p>Momenti significativi per vivere la riconciliazione saranno le Celebrazioni Penitenziali nelle nostre parrocchie alle quali vi invito a partecipare in gran numero e, per quanti potranno, il pellegrinaggio diocesano a Roma, in occasione dell’ANNO PAOLINO, sabato 28 marzo p.v.</p>
<p>PER LA CARITA’.</p>
<p>Infine, la Quaresima è il tempo nel quale far esperienza della nostra capacità di apertura del nostro cuore e delle nostre mani a gesti di accoglienza, di condivisione e di solidarietà ai tanti poveri che sono in mezzo a noi.</p>
<p>La dolcezza della Parola ascoltata e la gioia della riconciliazione troveranno pienezza di significato e autenticità nella carità.</p>
<p>Tornano alla mente, a questo proposito, due splendidi passi della Scrittura, l’uno tratto da Isaìa e l’altro dal Deuteronomio.</p>
<p>Nel primo, il profeta scrive: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio&#8230; Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo&#8230;?(Is 58, 6-7)</p>
<p>Nel secondo, leggiamo: “Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso…., non indurirai il tu cuore e non chiuderai la mano davanti a lui, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova”.(Dt 15, 7-8)</p>
<p>Stiamo attraversando tempi difficili per i tanti problemi sociali, drammatici e gravi, che non consentono di guardare con serenità al futuro: famiglie sulla soglia della povertà, anziani in miseria, disoccupazione&#8230;</p>
<p>I poveri, vicini o lontani, continuano a guardare con fiducia alla Chiesa e noi non possiamo deluderli, rimandandoli a mani vuote!</p>
<p>Per quanto e per quel che possiamo, siamo invitati a mettere in atto gesti personali, iniziative caritative (penso a quelle delle Caritas parrocchiali che già da tempo nelle nostre comunità offrono una bella testimonianza di servizio) e associative che, in nome e per amore di Gesù Cristo, continueranno a raccontare la straordinaria storia della carità cristiana.</p>
<p>Carissimi fratelli e sorelle, iniziamo dunque questo cammino quaresimale di conversione e di crescita nella fede con coraggio e con fiducia. Il Signore non farà venir meno la Sua compagnìa alla Sua chiesa, bisognosa di purificazione e di penitenza, perché essa risplenda nel mondo come comunità di uomini e di donne testimoni audaci e forti di Speranza.</p>
<p>Buona e santa Quaresima!</p>
<p>Acerenza, 25.02.’09</p>
<p>Vostro<br />
+ Giovanni, Arcivescovo</p>
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		<title>L&#8217;Azione Cattolica riflette sul proprio ruolo alla luce della &#8220;Christi Fidelis Laici&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
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		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
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		<description><![CDATA[Acerenza, 11 gennaio, Centro Congressi Mons. Gala.
Dopo un breve riferimento all’attività svolta la presidente, Ada Grippo, presenta il tema della giornata: una riflessione sul laicato a pochi giorni dalla celebrazione della decima giornata diocesana per la pace.
Citando il compianto pontefice Giovanni Paolo II la presidente afferma che, soprattutto in questo momento, non è lecito rimanere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/aci.gif" rel="lightbox[790]"><img class="alignleft size-medium wp-image-792" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/aci-300x198.gif" alt="aci" width="300" height="198" /></a><em>Acerenza, 11 gennaio, Centro Congressi Mons. Gala.</em></p>
<p>Dopo un breve riferimento all’attività svolta la presidente, Ada Grippo, presenta il tema della giornata: una riflessione sul laicato a pochi giorni dalla celebrazione della decima giornata diocesana per la pace.</p>
<p>Citando il compianto pontefice Giovanni Paolo II la presidente afferma che, soprattutto in questo momento, non è lecito rimanere in ozio e, facendo propria una riflessione del Cardinale Tettamanzi: ”Questa è l’ora dei laici, è necessario che essi si inseriscano a pieno titolo e con un proprio ruolo nella missione della Chiesa. E’ necessario passare dalla teoria conciliare sui laici ad un’autentica prassi ecclesiale.”<span id="more-790"></span></p>
<p>Il compito specifico dei laici è, come ha precisato il Papa Benedetto XVI a Verona, “di agire in ambito economico, sociale e politico per costruire un giusto ordine nella società”. Questo obiettivo può essere perseguito percorrendo la via della spiritualità, della comunione, del dialogo. La vita associativa dell’AC trova dunque il suo punto di forza nello stare insieme, per pregare, per discutere e per confrontarsi, per compiere il discernimento delle situazioni concrete, per maturare orientamenti, per agire in spirito di servizio, e soprattutto per inaugurare, con la testimonianza del laicato cattolico, una nuova stagione di dialogo fra la Chiesa e la società.</p>
<p>L’arcivescovo Mons. Ricchiuti ha detto: “Vi confermo la mia vicinanza che fa appello a 140 anni di storia dell’AC, 140 anni di esperienza feconda. Anche oggi i frutti verranno perché vedo con gioia il vostro impegno. Il mio desiderio è camminare con voi.”</p>
<p>Poi, riprendendo e rilanciando il discorso della Presidente, l’Arcivescovo rileva come il laico utilizza la domenica, il giorno della comunità, dell’incontro, del dialogo, della preghiera e della riflessione condivisa secondo lo stile della comunione ecclesiale per poi svolgere nella settimana il suo coerente impegno in ambito produttivo, economico, politico per ordinare il mondo secondo il Vangelo.</p>
<p>In vista di tale impegno diviene centrale nella vita dei laici cattolici la domanda: “E voi chi dite che io sia?” In questa domanda l’iscritto all’Azione Cattolica trova il senso e la prospettiva del suo impegno.</p>
<p>Oggi celebriamo il battesimo del Signore. La liturgia di oggi ci offre la prima risposta a questa domanda. Gesù scende nell’acqua per farsi battezzare per condividere con noi in pienezza la dimensione umana. Allora si squarciano i cieli è il Padre svela l’identità di Gesù: “Questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto”.</p>
<p>Nel momento in cui il Padre svela l’identità del suo figlio diletto definisce anche la nostra identità come fratelli in Cristo, figli dello stesso padre e coeredi. Recuperiamo come AC la nostra identità di figli e coeredi per portare al mondo questa buona novella e per ordinare il mondo secondo Cristo.</p>
<p>Poi Fausto traccia una sintesi per grandi linee ma con molta efficacia della “Cristhi fidelis laici” di Giovanni Paolo II.</p>
<p>Il padrone esce di prima mattina e chiama operai per la sua vigna fino a tarda sera. Anche noi siamo stati chiamati ma il nostro impegno non sarà produttivo se non assumiamo Cristo come punto di forza. Cristo è la vite e noi siamo i tralci. Noi tutti siamo tralci dell’unica vite. Questa considerazione fonda la comunione ecclesiale. La vigna è il mondo che deve essere trasformato, cioè ordinato a Cristo. Egli stesso ha detto: “Vi ho costituito perché andiate e portiate frutto perché siate buoni amministratori della grazia di Dio”. L’ascolto della parola e la formazione costituiscono la linfa che, collegandoci a Cristo, ci consente di portare più frutto.</p>
<p>Dobbiamo evitare la tentazione di rimanere nella Chiesa come consumatori del sacro. Dobbiamo anche evitare di essere cristiani in chiesa ed opportunisti fuori, non possiamo legittimare la separazione tra fede e vita. In quanto laici partecipiamo al sacerdozio di Cristo, un sacerdozio di indole secolare che ci consente di gestire la conflittualità per orientarla alla pace, di valorizzare le diversità fra noi come ricchezza che si esprime in una comunione organica.</p>
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		<title>Epifania 2009. Siate un dono l&#8217;uno per l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 23:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una breve sintesi dell&#8217;omelia di Sua Eccelenza Mons. Ricchiuti arcivescovo di Acerenza pronunciata in Cattedrale nel giorno dell&#8217;Epifania.
La luminosità e lo splendore del Natale raggiunge oggi il punto culminante. Si era già manifestato ai pastori oggi attraverso i magi venuti dall&#8217;oriente si manifesta a tutti i popoli della terra per chiamare tutti alla salvezza. Nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una breve sintesi dell&#8217;omelia di Sua Eccelenza Mons. Ricchiuti arcivescovo di Acerenza pronunciata in Cattedrale nel giorno dell&#8217;Epifania.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania1.gif" rel="lightbox[771]"><img class="alignleft size-medium wp-image-777" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania1-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a><em>La luminosità e lo splendore del Natale raggiunge oggi il punto culminante. Si era già manifestato ai pastori oggi attraverso i magi venuti dall&#8217;oriente si manifesta a tutti i popoli della terra per chiamare tutti alla salvezza. Nessuna esperienza di questa umanità è esclusa dal suo progetto di amore.</em></p>
<p><em>Un racconto straordinario quello di Matteo. Gerusalemme è confusa, Erode teme per il suo trono. I magi offrono al bambino oro, incenso e mirra. Si realizza il sogno del popolo di Israele, ma sono degli stranieri a riconoscerlo.  Nel salmo responsoriale abbiamo cantato: &#8220;Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore&#8221;. Adoreranno: un verbo al futuro, una speranza, una certezza collegata con il progetto di Dio annunciato dalla scrittura.</em><span id="more-771"></span></p>
<p><em>Oggi però la Palestina è straziata dalla guerra. Preghiamo per la pace e, nonostante le difficoltà del momento, guardiamo alla stella che ieri condusse i magi a Betlemme e che oggi invita ciascuno di noi ad andare verso Gesù. Questo è il senso di questa festa nella quale la Chiesa ci ripropone la promessa: &#8221;Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore.&#8221;</em></p>
<p><em>Ma la cosa più straordinaria è che il Signore si serve di noi </em><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania21.gif" rel="lightbox[771]"><em><img class="alignright size-medium wp-image-778" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania21-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></em></a><em>oggi per annunciare al mondo questa promessa, per realizzare questo progetto. Noi siamo la stella cometa grazie alla luce che con il Battesimo è entrata nella nostra vità. E&#8217; necessario che questa luce lasci una traccia nella comunità in cui viviamo. Non spegniamola questa luce. I doni che i magi hanno offerto a Gesù rappresentano ciascuno di noi nel momento in cui, in nome di Gesù, ci facciamo dono gli uni per gli altri.</em></p>
<p><em>Usciamo dunque da queste feste natalizie luminosi e pregni di carità, concorreremo a realizzare il progetto di Dio perchè tutti i popoli vengano a Lui.</em></p>
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		<title>Diciamo con Maria la nostra disponibilità a Cristo perchè egli possa nascere nella nostra vita</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 23:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Arcivescovo S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti ha indirizzato in preparazione del Natale un messaggio che trovate nell&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;Orme di Speranza&#8221;, è stato distribuito in tutte le Chiese della Diocesi ed è stato pubblicato anche sul  sito diocesano http://www.diocesiacerenza.it/ dove trovate anche il testo della bellissima omelia che S.E. l&#8217;Arcivescovo ha rivolto ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignleft size-medium wp-image-751" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-183x300.gif" alt="" width="183" height="300" /></a>L&#8217;Arcivescovo S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti ha indirizzato in preparazione del Natale un messaggio che trovate nell&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;Orme di Speranza&#8221;, è stato distribuito in tutte le Chiese della Diocesi ed è stato pubblicato anche sul  sito diocesano <a title="sito diocesano" href="http://www.diocesiacerenza.it/">http://www.diocesiacerenza.it/</a> dove trovate anche il testo della bellissima omelia che S.E. l&#8217;Arcivescovo ha rivolto ai fedeli nella notte di Natale. Qui di seguito una sintesi dell&#8217;omelia tenuta nella Messa delle undici nel giorno di Natale.</p>
<p><em>Auguri a voi, alle vostre famiglie ed alle vostre parrocchie che oggi annunciano il Natale e lo fanno in comunione con la Diocesi.</em></p>
<p><em>Benedetto chi ha visto il Natale del Signore.</em></p>
<p><em>Dio che aveva parlato attraverso i profeti ora ci parla attraverso il suo Figlio, Parola per eccellenza. La Parola che, nel dispiegarsi dei secoli, Dio aveva rivolto al popolo di Israele e, attraverso il popolo di Israele, a tutta l’umanità, ora con Giovanni si attualizza: “In principio era il Verbo … e il Verbo si fece carne”.<span id="more-741"></span></em></p>
<p><em>La storia è scandita da momenti  di vitalità e di gioia che si caratterizzano con l’accoglienza della Parola ed eventi di sofferenza e di necrosi che si caratterizzano con il rifiuto. Anche la nostra vita personale è scandita dall’accoglienza e dal rifiuto. Ma nonostante il rifiuto e l’infedeltà dell’uomo quella Parola si è fatta carne e chiede  la nostra disponibilità per attualizzarsi nella nostra vita, per accogliere le nostre debolezze e venire ad abitare fra noi.</em></p>
<p><em>Non dunque un Dio lontano e invisibile ma un Dio vicino, questa è <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-2.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignright size-medium wp-image-752" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-2-201x300.gif" alt="" width="201" height="300" /></a>l’originalità del cristianesimo. Non un dio che governa la vita dell’uomo ma che lo interpella su un progetto d’amore, di solidarietà e di salvezza. Solo questa domanda può dare senso alla nostro nascere ed al nostro morire. Giovanni Battista registrò le prime risposte a questa domanda: “Venne la luce ma non la videro, è venuto tra i suoi ma non lo hanno accolto”.</em></p>
<p><em>La drammaticità della vicenda umana si spiega appunto con questo mancato ascolto, anzi da qualche anno a questa parte si moltiplicano le inchieste su Gesù. Diversi studiosi oggi, sordi alla sua Parola si sforzano di indagare sulla vita di Gesù con gli strumenti dell’antropologia e della storiografia, ma non riescono a cogliere la misteriosa grandezza dell’evento. Non la carne, non il sangue possono attingere a questo mistero ma solo coloro che accolgono Dio che si fa dono all’uomo. Ed a questo uomo confuso, smarrito si rivolge il profeta quando dice: “Prorompete in canti di gioia o rovine di Gerusalemme.”</em></p>
<p><em>Questo è il senso del Natale oggi. Questo è il senso del nostro presepe. Un presepe ambientato sulle rovine morali e spirituali del nostro tempo.</em></p>
<p><em>Su queste rovine oggi si accende la stella cometa e gli angeli annunciano che Dio si è fatto uomo, è nato per noi un fratello che darà ragione del nostro sentirci fratelli, perché Egli ci ama fino in fondo. Facciamo quindi spazio al <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-5.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-5-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Signore nella nostra Vita perché ogni giorno sia per noi il Natale del Signore.</em></p>
<p><em>Allora anche la nostra fragilità, anche l’esperienza del peccato illuminata dalla luce del Natale sarà purificata perché possiamo rendere testimonianza al Signore e renderlo così presente nel mondo. Diciamo con Maria la nostra disponibilità a Cristo perché Egli possa nascere nella nostra vita</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sarà un Natale di gioia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 19:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[ S.E. Mons. Ricchiuti ha celebrato in cattedrale l&#8217;Eucarestia secondo la liturgia della IV domenica di Avvento. Ecco una breve sintesi della sua omelia.

L&#8217;esperienza che viviamo in questi giorni è l&#8217;ansia di fare doni, non vogliamo ridurci all&#8217;ultimo momento. Molti poi si angustiano perché in questo momento di incertezza economica non ci sono le risorse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> S.E. Mons. Ricchiuti ha celebrato in cattedrale l&#8217;Eucarestia secondo la liturgia della IV domenica di Avvento. Ecco una breve sintesi della sua omelia</em>.<br />
<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/cattedrale-di-notte-1.gif" rel="lightbox[713]"><img class="alignleft size-medium wp-image-714" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/cattedrale-di-notte-1-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>L&#8217;esperienza che viviamo in questi giorni è l&#8217;ansia di fare doni, non vogliamo ridurci all&#8217;ultimo momento. Molti poi si angustiano perché in questo momento di incertezza economica non ci sono le risorse necessarie per celebrare il rito del dono di Natale.</p>
<p>Così persi nella consuetudine del dono natalizio rischiamo di non vivere in maniera autentica il Natale. I nostri doni sono soltanto un segno del dono immensamente più grande che il Signore ci fa in questo giorno di grazia.</p>
<p>Davide eresse un grande tempio di pietra in onore del Signore. Nessun tempio di pietra per quanto grande e maestoso può costituirsi degnamente come casa del Signore. Il tempio di Davide era solo un segno. Dio stesso si costruirà un tempio, farà per sé un&#8217;abitazione e la porrà in mezzo agli uomini, è Dio stesso che si dona agli uomini scegliendo di abitare tra noi. Il tempio di Dio che noi dobbiamo adorare è Gesù, figlio di Maria. <span id="more-713"></span></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/cattedrale-di-notte-2.gif" rel="lightbox[713]"><img class="alignright size-medium wp-image-715" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/cattedrale-di-notte-2-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a>Solo se vivremo in pienezza questo mistero sarà per noi Natale. Non dunque un Natale dei regali ma un Natale di conversione. Noi siamo venuti qui oggi per celebrare l&#8217;Eucarestia, per ricevere appunto un dono anzi <strong>il dono</strong>, il Signore che viene.</p>
<p>Il Natale vissuto con autenticità è in grado di rivoluzionare la nostra vita. Noi desideriamo regali importanti, in confezioni dorate. Dio ha confezionato in maniera diversa il suo dono, un piccolo bambino, in una mangiatoia, in una stalla. Il Figlio di Dio ha scelto la povertà e l&#8217;umiltà perché vuole che anche noi ci accostiamo al Natale a testa bassa, con umiltà di spirito e con cuore penitente.</p>
<p>Se seguiremo con umile disponibilità la via che il Signore ci ha indicato sarà un Natale di gioia, ricco di doni spirituali.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Appello del Pastore all&#8217;Azione Cattolica Diocesana</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 20:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una breve sintesi delle riflessioni di S.E. Mons. Ricchiuti in occasione del Convegno dell&#8217;Azione Cattolica Diocesana.
Questa è la domenica della gioia. E&#8217; una sosta nel percorso penitenziale intrapreso per la nostra conversione nel cammino verso il Natale.
La Chiesa oggi professa con gioia la certezza che il Signore non mancherà di venire incontro all&#8217;uomo. Giovanni Battista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ad21.gif" rel="lightbox[682]"><img class="alignleft size-medium wp-image-689" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ad21-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a><em>Una breve sintesi delle riflessioni di S.E. Mons. Ricchiuti in occasione del Convegno dell&#8217;Azione Cattolica Diocesana</em>.</p>
<p>Questa è la domenica della gioia. E&#8217; una sosta nel percorso penitenziale intrapreso per la nostra conversione nel cammino verso il Natale.</p>
<p>La Chiesa oggi professa con gioia la certezza che il Signore non mancherà di venire incontro all&#8217;uomo. Giovanni Battista mentre ci invita a preparare la strada al Signore che viene svela anche il progetto di Dio sull&#8217;uomo: Chi viene dopo di me vi battezzerà con il fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo con gioia questo annuncio. Non lasciamoci scoraggiare dalle difficoltà del momento presente, non spegniamo il canto di lode che San Paolo ci mette sulla bocca in questa domenica , né la gioia che proviamo per la buona notizia dell&#8217;avvento del Signore.<span id="more-682"></span></p>
<p>Io vorrei rivolgere all&#8217;Azione Cattolica il Messaggio di Paolo ai tessalonicesi: &#8220;Facciamo emergere nella nostra vita lo splendore della Fede, della Carità e della Speranza.&#8221; L&#8217;Azione Cattolica deve la sua grandezza ai testimoni che l&#8217;hanno tenuta viva in questi 62 anni di presenza nella storia della nostra diocesi. Sulle colonne di questa cattedrale oggi ci sono le immagini di persone che nelle diverse parrocchie della diocesi hanno testimoniato con la loro vita la fedeltà all&#8217;Azione Cattolica. Sull&#8217;esempio di chi vi ha preceduto nella fede anche voi bambini, ragazzi, giovani, adulti siete chiamati alla santità. Il Vescovo guarda a voi con fiducia per il futuro della nostra Chiesa Locale, per questo territorio, per la crescita spirituale, culturale, civile, economica delle nostre comunità.</p>
<p>Vorrei rivolgere a tutta l&#8217;Azione Cattolica un appello: Vivete con piena consapevolezza il vostro ruolo laicale in comunione con il ministero ordinato e percorriamo insieme questo cammino di Chiesa. La Chiesa non può prescindere dall&#8217;Azione Cattolica, sono convinto e fiducioso che le donne e gli uomini dell&#8217;Azione Cattolica, resi uomini nuovi dall&#8217;azione dello Spirito Santo, potranno svolgere un ruolo importante nella nostra Chiesa e nella comunità civile.</p>
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		<title>La Giornata ebraico-cristiana cambia tema</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 20:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo le critiche per la nuova preghiera per gli ebrei del Venerdì Santo
ROMA, mercoledì, 26 novembre 2008 &#8211; Dopo le lamentele da parte di numerosi esponenti ebraici in merito al cambiamento della preghiera per il popolo ebraico del Venerdì Santo (cfr. ZENIT, 21 novembre 2008), la Giornata ebraico-cristiana, che si celebra tutti gli anni il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/txt0381.gif" rel="lightbox[601]"><img class="alignleft size-medium wp-image-605" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/txt0381-214x299.gif" alt="" width="214" height="299" /></a>Dopo le critiche per la nuova preghiera per gli ebrei del Venerdì Santo</p>
<p>ROMA, mercoledì, 26 novembre 2008 &#8211; Dopo le lamentele da parte di numerosi esponenti ebraici in merito al cambiamento della preghiera per il popolo ebraico del Venerdì Santo (cfr. <a href="http://www.zenit.org/article-16226?l=italian">ZENIT, 21 novembre 2008</a>), la Giornata ebraico-cristiana, che si celebra tutti gli anni il 17 gennaio, cambierà tema.<br />
Lo ha annunciato il Vescovo di Terni-Narni-Amelia, monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l&#8217;ecumenismo e il dialogo, parlando ai delegati diocesani riuniti in convegno a Roma, ricorda il Sir.<br />
“Questo incidente – ha affermato il presule – non può far saltare per noi una riflessione sul rapporto ebraico-cristiano che rimane essenziale. Semmai ci spinge a farlo ancora di più”.<br />
La Giornata, dunque, “continuerà e andrà fatta con grande tenacia e con profonda spiritualità”.<span id="more-601"></span><br />
“Per senso di fraternità con gli ebrei”, ha tuttavia spiegato, “sospenderemo la riflessione che dal 2006 stiamo facendo insieme sui dieci comandamenti”.<br />
Si è quindi deciso “di riflettere sul rapporto tra ebrei e cristiani sottolineando l&#8217;importanza delle Scritture, alla luce del recente Sinodo e della partecipazione, per la prima volta, di un rabbino tra i Vescovi di tutto il mondo”.<br />
L&#8217;ufficio della Cei per l&#8217;ecumenismo e il dialogo farà presto arrivare ai delegati diocesani il nuovo sussidio per la celebrazione della Giornata.<br />
“Naturalmente se ci sono ebrei che nelle diocesi vogliono partecipare alle iniziative della Giornata, noi non glielo impediremo – ha dichiarato monsignor Paglia –. Ma ciò dipende dai rapporti che ognuno di noi ha con i rabbini e con i fratelli ebrei”.<br />
La linea scelta è quella “di non enfatizzare” l&#8217;incidente, “anche perché una sua eccessiva sottolineatura contraddirebbe quello che vogliamo fare e cioè appianare la situazione. La nostra saggezza ci aiuterà a ricucire gli strappi”.<br />
Al convegno è intervenuto questo martedì l&#8217;Arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che ha sottolineato che la “finalità del dialogo interreligioso non è, come alcune correnti teosofiche lasciano intendere, la creazione di una religione universale, sincretistica, che riconosce un minimo comune denominatore” presente in tutte le religioni.<br />
Nel dialogo ecumenico, ha osservato, le Chiese hanno “una piattaforma comune e condivisa” che ovviamente non può esistere nel dialogo interreligioso, per cui le finalità sono diverse.<br />
Nel dialogo interreligioso, inoltre, non bisogna esitare a mostrare la propria identità religiosa. “Non si può fare tabula rasa della propria identità cristiana”, ha concluso l&#8217;Arcivescovo.</p>
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		<title>Consacrazione della basilica di S.Giovanni in Laterano. Festa del 4 Novembre</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 19:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[S. E. l&#8217;Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti ha presieduto in cattedrale l&#8217;Eucarestia nella festa della Consacrazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, nella festa del ringraziamento, e nella festa delle Forze armate.
Dall&#8217;ascolto della Parola abbiamo potuto comprendere la bellezza del mistero della Chiesa. La Basilica di San Giovanni in Laterano, madre di tutte le Chiese, cattedra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov2.gif" rel="lightbox[571]"><img class="alignleft size-medium wp-image-581" title="Mons. Giovanni Ricchiuti" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov2-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a>S. E. l&#8217;Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti ha presieduto in cattedrale l&#8217;Eucarestia nella festa della Consacrazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, nella festa del ringraziamento, e nella festa delle Forze armate.</p>
<p>Dall&#8217;ascolto della Parola abbiamo potuto comprendere la bellezza del mistero della Chiesa. La Basilica di San Giovanni in Laterano, madre di tutte le Chiese, cattedra del magistero del Vescovo di Roma è segno della presenza di Dio in mezzo al popolo. Eppure nessuna Cattedrale per quanto maestosa e bella può compiutamente rappresentare l&#8217;immagine di Dio. La cattedrale è un segno ma il tempio autentico è il cuore dell&#8217;uomo dove Dio deve essere onorato in spirito e verità.</p>
<p>E tuttavia dobbiamo prestare attenzione a questi luoghi dove gli uomini, ciascuno dei quali è tempio dello Spirito Santo, si incontrano per pregare insieme, per partecipare all&#8217;Eucarestia. E&#8217; infatti l&#8217;Eucarestia il fondamento della Chiesa  i cui effetti a partire dal Tabernacolo, dalla Chiesa di pietra, si effondono nella quotidianità della famiglia e nella espressione civile della comunità cristiana.<span id="more-571"></span><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov3.gif" rel="lightbox[571]"><img class="alignright size-medium wp-image-576" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov3-187x300.gif" alt="" width="187" height="300" /></a> La comunità degli uomini che si pone alla sequela di Cristo non può non essere che giusta, solidale, feconda di progresso.</p>
<p>Una comunità che onora il Signore in verità e giustizia saprà anche ringraziare il Signore per i frutti con cui la terra ripagherà in abbondanza il lavoro dell&#8217;uomo. Questa è il senso della festa del ringraziamento che oggi celebriamo. Oggi tradizionalmente gli agricoltori in festa esprimono la loro gioia per il raccolto che nella loro saggezza, povero o ricco, essi considerano sempre come un dono del Signore.</p>
<p>Oggi ricorre anche la festa delle Forze armate, in ricordo dei caduti della prima e della seconda guerra mondiale. Questa ricorrenza che vede qui raccolte le associazioni dei combattenti e reduci, delle famiglie dei caduti, dei carabinieri in congedo, le autorità civili e miliari e tanti bambini delle nostre scuole è una occasione preziosa per ricordare ai nostri giovani le vittime delle guerre. <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov1.gif" rel="lightbox[571]"><img class="alignleft size-medium wp-image-575" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov1-167x300.gif" alt="" width="167" height="300" /></a>Questa festa ci deve richiamare  al ricordo delle inaudite sofferenze che la guerra ha inflitto all&#8217;umanità tutta, ai vinti ed ai vincitori, quelle sofferenze che i nostri anziani hanno sperimentato e che oggi ci testimoniano con tanta dignità e discrezione. Preghiamo dunque per i nostri caduti e preghiamo anche il Signore ci allontani da una mentalità che esalta la violenza in tutte le sue espressioni. Don Marcello Cozzi è stato recentemente fatto segno di minacce di morte ha ricevuto infatti una lettera con alcune cartucce. E&#8217; violeza e guerra anche questa. Vorremmo offrire tutta la nostra solidarietà a Don Marcello mentre preghiamo per tutti i morti delle guerre di ieri e di oggi impegnandoci in ogni modo perchè con l&#8217;aiuto di Dio non ci siano morti in guerra anche domani.</p>
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		<title>Ordinazione presbiterale di don Francesco Paolo Nardone</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 22:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Basilica Cattedrale di Acerenza, 25 ottobre 2008.
Tutta la comunità diocesana si è stretta intorno don Francesco Paolo Nardone nella maestosa Cattedrale di Acerenza in occasione della sua  ordinazione sacerdotale. Raccogliamo in questo breve testo gli spunti essenziali offerti nella magistrale omelia di S.E. Mons. Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza.  
L&#8217;ordinazione di un nuovo presbitero è un dono della Chiesa alla comunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basilica Cattedrale di Acerenza, 25 ottobre 2008.</p>
<p>Tutta la comunità diocesana si è stretta intorno don Francesco Paolo Nardone nella maestosa Cattedrale di Acerenza in occasione della sua  ordinazione sacerdotale. <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone.gif" rel="lightbox[508]"><img class="alignleft size-medium wp-image-512" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Raccogliamo in questo breve testo gli spunti essenziali offerti nella magistrale omelia di S.E. Mons. Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza.  </p>
<p>L&#8217;ordinazione di un nuovo presbitero è un dono della Chiesa alla comunità degli uomini. Ringraziamo pertanto la Chiesa di Acerenza per il dono di un nuovo sacerdote nella persona di Don Francesco Paolo Nardone. Egli viene ordinato nella felice circostanza della Peregrinatio Mariae, con l&#8217;immagine della Madonna di Lourdes, nella nostra Arcidiocesi.</p>
<p><span id="more-508"></span></p>
<p>Il sì di Maria  e il sì di un giovane che risponde alla vocazione sacerdotale concorrono a rendere presente Cristo tra noi perché anche oggi egli possa parlare ai suoi discepoli ed alla sua Chiesa.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone2.gif" rel="lightbox[508]"><img class="alignright size-medium wp-image-513" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone2-199x300.gif" alt="" width="199" height="300" /></a>Gli avevano chiesto quale fosse il grande comandamento della Legge, Gesù rispose: “L&#8217;amore per Dio e per il prossimo è il grande comandamento della Legge”. San Giovanni e San Paolo confermano che in continuità con le Scritture anche il Nuovo Testamento si fonda sull&#8217;amore e Benedetto XVI nell&#8217;enciclica “Deus Charitas est” precisa che Cristo ha fuso in maniera inscindibile l&#8217;amore per Dio e l&#8217;amore per il prossimo.</p>
<p>Il Sacerdote è l&#8217;immagine vivente di questa sintesi: egli per amore mette nelle mani di Dio la sua vita e la spende nel servire Dio a favore degli uomini.</p>
<p>Don Francesco Paolo Nardone si è lasciato amare dalla sua famiglia e dalla Chiesa. Ha imparato ad amare e così ha avuto il coraggio di perdersi nel Signore con un impegno irrevocabile. La Chiesa ringrazia mamma Maria e papà Alfonso perché la famiglia è la prima culla della vocazione di Francesco.</p>
<p>Servire la Chiesa, sposa e madre, questo è l&#8217;orizzonte ideale verso il quale si orienta il sacerdote che non può lasciarsi distrarre dalle suggestioni della carriera o di altri obiettivi che esulino dal servizio alla Chiesa ed ai fratelli.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone3.gif" rel="lightbox[508]"><img class="alignleft size-medium wp-image-514" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone3-208x300.gif" alt="" width="208" height="300" /></a>Amico ed educatore delle giovani generazioni il sacerdote sa leggere i segni dei tempi per orientare i giovani verso una visione progettuale della vita che sia coerente con il disegno provvidenziale di Dio in una dimensione vocazionale.</p>
<p>L&#8217;arcivescovo ha invitato don Francesco ad abbandonarsi al Signore perché in questo atteggiamento c&#8217;è tutta la spiritualità del sacerdote che fa risplendere fra gli uomini la luce della Chiesa.</p>
<p>Grazie al sacerdote nella celebrazione eucaristica Cristo viene a noi per sopravvivere con noi e farci sopravvivere con lui anche dopo di noi.</p>
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