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	<title>Orme di Speranza &#187; Giovani</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>La giornata Diocesana dei Giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 22:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest&#8217;anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui   ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa ,  ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imag0081.gif" rel="lightbox[942]"><img class="size-medium wp-image-943 alignleft" title="La giornata Diocesana dei Giovani" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imag0081-300x224.gif" alt="imag0081" width="300" height="224" /></a>La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest&#8217;anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui   ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa ,  ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era stata ornata da teli color arancio, quasi a simboleggiare una &#8220;tenda&#8221;. Sappiamo quanti significatici  ci sono  dietro questo termine!  Poi l&#8217;icona della Madonna Madre e Modello dei giovani. Un icona itinerante&#8230; che precederà i giovani nelle tappe di queste giornate .</p>
<p>Non amo parlare dei giovani: mi piace molto parlare con loro e soprattutto ascoltare.  Anche quando dicono poche parole, a me bastano perché ho imparato in questi anni a leggere anche i loro sguardi e a cogliere le loro espressioni.<span id="more-942"></span></p>
<p>Ho raccolto le loro impressioni, mi hanno fatto dono dei loro pensieri e li ringrazio, mi hanno autorizzato a raccontarli, così, con la stessa semplicità con cui loro ne hanno parlato.</p>
<p>Perché la giornata diocesana dei giovani?  Perché insieme è meglio, perché uscire dal proprio spazio significa arricchirsi, perché il sorriso di tanti, la compagnia di tanti, incoraggia a camminare liberi e fiduciosi.</p>
<p>Qual è il rapporto personale con Gesù Cristo? Per molti Gesù è un grande uomo, ma per la maggioranza Gesù è il Figlio di Dio, e qui le cose cambiamo. Gesù diventa luce sui propri passi, Gesù diventa colui che amando ti insegna ad amare, offrendo se stesso insegna a donare. E le parole sue &#8220;vai e anche tu fa lo stesso&#8230;&#8221; sono un punto di riferimento. Spesso si cade sotto il peso delle proprie fragilità, l&#8217;importante è rialzarsi e riprovarci ancora!</p>
<p>L&#8217;Arcivescovo vi ha invitato ad essere esperti animatori di con-vivenza.  Molti dei giovani che ho ascoltato, questo lo hanno tradotto con essere operatori di pace, o persone capaci di costruire ponti: per esempio tra generazioni. Molti lamentavano che anche la Chiesa, casa di tutti, qualche volta non è riuscita, e forse non riesce ancora a far dialogare le generazioni. Spesso si pensa ai giovani come destinatari delle catechesi degli adulti, mentre loro sentono più imperativo il bisogno di &#8220;fare&#8221;. Molti avvertono un certo cambiamento, forse anche perché il Pastore è sempre in dialogo con loro, e gli appuntamenti quaresimali di questo anno sono stati proprio improntati al confronto.</p>
<p>Per chiudere: è sicuramente difficile riportare emozioni, sentimenti, riflessioni. Quello che io personalmente conserverò nel cuore è questo desiderio di stare insieme con gioia, di pregare con le stesse parole, di affrontare temi importanti per cui vale la pena discutere, perché come ha ribadito l&#8217;Arcivescovo in chiusura del messaggio, vale la pena essere protagonisti della propria vita, e soprattutto vivere con fede, quella fede che &#8220;ci fa amare ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza&#8221;.</p>
<p>Ada Grippo</p>
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		<title>La Chiesa invita i credenti a mobilitarsi in aiuto dei terremotati dell&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
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&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arcivescovo a scritto al Pastore della Diocesi si L&#8217;Aquila per esprimergli   la solidarietà e assicurare la preghiera della nostra comunità diocesana.</p>
<p><em>&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle persone care, l&#8217;angoscia per i giorni avvenire.&#8221;</em></p>
<p>Questa mattina la Caritas Diocesana e l&#8217;Ufficio per la Pastorale dei Giovani della Diocesi di Acerenza hanno contattato la Caritas Diocesana di L&#8217;Aquila per dire tutta la nostra disponibilità a venire incontro a quanto ci sarà chiesto e in generi di prima necessità e in vestiario o coperte. Così come per eventuale aiuto da offrire in termini di volontariato.</p>
<p>Nel frattempo La Conferenza Episcopale di Basilicata invita tutti <em>&#8220;a pregare per le vittime del terremoto, mostrando una solidarietà reale verso quanti ora, in quella regione, si trovano nell&#8217;estremo bisogno, perché privati di tutto&#8221;</em>.<span id="more-906"></span></p>
<p><strong> Giovedì 9 p.v., Giovedì Santo in tutte le parrocchie della regione si effettuerà una raccolta fondi. </strong></p>
<p><em> &#8220;Gesù ha lavato i piedi ai discepoli &#8211; scrivono i Vescovi lucani &#8211; per indicare a tutti la priorità dell&#8217;amore, che si esprime nel servizio ai fratelli; noi siamo chiamati ad imitarLo nel compiere un ulteriore e tangibile gesto di amore, condividendo con gioia il frutto del nostro lavoro quotidiano.</p>
<p>Noi, che nel 1980 abbiamo sperimentato la dolcezza, la grandezza e la bellezza dell&#8217;amore concretamente donato e fraternamente accolto, desideriamo, ora, manifestare la forza trasfigurante della vita nuova che sgorga, per tutti, dalla risurrezione di Cristo, con gesti di sincera generosità, perché &#8220;abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente&#8221; (1Tm 4,10).&#8221;</em></p>
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		<title>Lettera dell&#8217;Arcivescovo ai giovani in occasione della Giornata Diocesana dei Giovani.</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 11:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Acerenza 04 aprile 2009
Carissimi giovani,
durante gli incontri dei Giovedì di Quaresima, mentre vi ascoltavo attraverso i vostri sms, le vostre domande e i vostri sguardi carichi di attese, pensavo già al nostro incontro della GDG09 ad Acerenza e a questo mio messaggio, affinché il Signore mi concedesse le giuste parole per descrivere il mio desiderio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/avis-giornata-dei-giovani-129.jpg" rel="lightbox[884]"><img class="size-medium wp-image-887 alignleft" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/avis-giornata-dei-giovani-129-200x300.jpg" alt="avis-giornata-dei-giovani-129" width="200" height="300" /></a>Acerenza 04 aprile 2009</p>
<p>Carissimi giovani,<br />
durante gli incontri dei Giovedì di Quaresima, mentre vi ascoltavo attraverso i vostri sms, le vostre domande e i vostri sguardi carichi di attese, pensavo già al nostro incontro della GDG09 ad Acerenza e a questo mio messaggio, affinché il Signore mi concedesse le giuste parole per descrivere il mio desiderio di vedervi, in questo mondo così pieno di contraddizioni, entusiasti protagonisti di una storia che si rinnova attraverso la vostra vita di cristiani, testimoni di Cristo Risorto, nostra speranza.</p>
<p>Oggi, alla vigilia della Domenica delle Palme, mentre ci apprestiamo a vivere la Giornata n &#8211; Mondiale della Gioventù, vi chiedo con cuore di padre di accogliere con generosità l&#8217;invito di Cristo ad essere annunciatori del suo Vangelo nell&#8217;ambiente familiare, nei luoghi dove studiate , lavorate e trascorrete il vostro tempo libero, nelle relazioni di amicizia e ovunque voi siete presenti come donne e uomini: da cristiani per ridar speranza di vita ad un mondo dove troppo pessimismo frena la fiducia nel futuro.<span id="more-884"></span><br />
Noi, cristiani, siamo ottimisti, crediamo nel futuro perchè esso non finisce nell&#8217;assurdo del nulla, ma approda in Dio, Padre nostro e Signore nostro.<br />
È questo l&#8217;orizzonte che deve caratterizzare il nostro mondo: la &#8216; convivialità delle differenze&#8217;, la ricchezza delle tradizioni, la creatività di tutti voi giovani, le opportunità che il mondo vi offre, i progetti che abitano il vostro cuore. Tutto deve concorrere a creare una cultura della convivenza.<br />
Questo ci insegna Gesù: saper con-vivere con gli altri per realizzare quella fraternità che non può realizzarsi se esasperiamo le differenze e i propri punti di vista.<br />
Non vi chiedo di rinunciare alle vostre ragioni, ma da ragazze e ragazzi cristiani di sperimentare relazioni libere e liberanti, che abbiano sempre il loro fondamento nel Vangelo di Cristo e diventino accoglienti dell&#8217;altro.<br />
Cari giovani, a voi affido questa grande missione, che ho maturato nella mia personale preghiera di questi giorni: siate esperti animatori di con-vivenza. Rifacendomi alla Beata Geltrude, fondatrice delle suore sacramentino di Bergamo, prossima alla canonizzazione il 26 aprile 09, vi affido il suo progetto di santità: &#8220;Impara a farsi santo chi sa ben convivere coni fratelli&#8221;.<br />
Proprio in questo trova la sua pienezza il comandamento affidatoci da Cristo: amatevi come io vi ho amati.<br />
Miei cari amici grazie per quello che siete, io vi seguo con la preghiera e l&#8217;amicizia, non arrendetevi alla cultura relativistica che vi consuma, ma siate protagonisti della vostra vita, tracciando, anche tra le contraddizioni, lo stile bello e affascinante di una fede che ci fa amare senza misura ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza.</p>
<p>Vostro</p>
<p>don Giovanni, Arcivescovo</p>
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		<title>Messaggio di S.E. Mons. Ricchiuti per la Quaresima 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 21:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/ceneri2.jpg" rel="lightbox[868]"><img class="alignleft size-medium wp-image-871" title="Mons. Giovanni Ricchiuti" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/ceneri2-200x300.jpg" alt="ceneri2" width="200" height="300" /></a><span style="color: #000000;">Carissimi,</span></p>
<p>vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e al suo Signore, riscoprire la propria identità di uomini e di donne chiamati a vivere il dono e la responsabilità del Battesimo e proclamare, nella Risurrezione del Signore, l’Alleluja della Vita e della Speranza.</p>
<p>I giorni della Quaresima non saranno leggeri perché a cominciare da questa sera, piegando il nostro capo davanti al vescovo o al presbitero per l’imposizione delle ceneri, ci sarà rivolto un invito che non concede sconti e non consente obiezioni: CONVERTITI E CREDI AL VANGELO!</p>
<p>Seguire Cristo, mettere in pratica il Vangelo e vivere quotidianamente con gioia e con entusiasmo la nostra appartenenza alla Chiesa, dobbiamo ammetterlo, sta riuscendo sempre più difficile e la tentazione di prendere le distanze, di ascoltare altri maestri e di incamminarsi su strade più agevoli è lì, sempre in agguato.<span id="more-868"></span></p>
<p>Ci vogliono molta umiltà e molto coraggio per ammettere i propri errori, confessare i propri peccati e fare inversione di marcia. Ma non è possibile credere al Vangelo e affidarsi alla Parola del Signore se non si immette nella mente e nel cuore il dinamismo della conversione, del cambiamento di mentalità e del rinnovamento della vita.</p>
<p>Qualche giorno fa Benedetto XVI, il nostro Santo Padre, ci ha fatto pervenire il Suo messaggio per la Quaresima con un invito rivolto a tutti noi Suoi fratelli, desiderosi di essere da Lui confermati nella fede, a vivere questi giorni nella preghiera e nella carità ma con una particolare attenzione “alla pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’elemosina”. E più avanti aggiunge, citando il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II (Enc. Veritatis Splendor, 21) che “a ben vedere il digiuno ha come sua finalità di aiutare ciascuno di noi a fare di sé dono totale a Dio”.</p>
<p>Proviamo dunque, carissimi fratelli e sorelle, a dare inizio al cammino quaresimale con il domandare al Signore la grazia della conversione ponendo in atto, coraggiosamente e generosamente, scelte, atteggiamenti e comportamenti per uno stile di vita cristiana sobrio ed essenziale, che renda possibile un passaggio spirituale da una pienezza di sé ad un ‘prosciugamento’ della propria autosufficienza e del proprio orgoglio sì da consentire al Signore di entrare nella nostra vita con la sua parola e con il suo amore.</p>
<p>E tutto questo sarà possibile se vivremo i giorni quaresimali come tempo<strong> PER LA PAROLA, PER LA RICONCILIAZIONE, PER LA CARITA’</strong>.</p>
<p>PER LA PAROLA: perché “non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”!</p>
<p>Così rispose Gesù al tentatore, avvertendo in sè i morsi della fame dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti nel deserto (Mt 4,1-4), insegnando ai Suoi discepoli di ogni tempo che non si dà vita cristiana là dove non si lascia spazio e primato alla Sua parola.</p>
<p>Lettura personale della Sacra Scrittura, cura della liturgia della Parola nell’eucarestia domenicale, centri di ascolto della Parola nelle nostre famiglie, narrazione del Vangelo nel cammino catechistico. Quante possibilità di non difficile attuazione nelle nostre comunità!</p>
<p>Anche a livello diocesano vivremo momenti privilegiati intorno alla Parola nelle Stazioni Quaresimali, nei Ritiri Spirituali dei Catechisti (01/03 p.v.) e delle Famiglie(22/03p.v.), e nella Quaresima Giovani(5-12-18-26/03pp.vv.)</p>
<p>Ma sarà necessario, permettetemi di suggerirvelo, mettere in pratica un digiuno delle nostre parole, delle chiacchiere inutili, dei pettegolezzi e delle maldicenze, delle lamentele….. per far silenzio e ‘deserto’ dentro di noi e attorno a noi.</p>
<p>Solo in quel silenzio sarà possibile ascoltare il Signore e consentirGli di cambiare il nostro cuore.</p>
<p>PER LA RICONCILIAZIONE: con Dio, con i fratelli e con sé stessi.</p>
<p>L’ascolto della Parola non può non portare ad una revisione di vita, della propria vita cristiana, per verificare fino a che punto il Vangelo stia davvero agendo in noi sì da renderci testimoni e discepoli fedeli di Gesù Cristo.</p>
<p>Sicuramente ‘il nostro cuore ci rimprovererà qualcosa’(1Gv 3,20) e nelle profondità della nostra coscienza forse potranno affiorare sensi di colpa e rimorsi per una fede che non ci fa innamorare di Dio (che esiste e di cui abbiamo bisogno) e che ancora non ce Lo rende presente nel volto del Signore e nella bella esperienza della Chiesa, santa e peccatrice, che è nostra madre.</p>
<p>Sensi di colpa e rimorsi per i conflitti, i litigi, le divisioni, gli odi, l’intolleranza, l’indifferenza e quel senso di superiorità che ci rendono nemici gli uni degli altri, perfino nelle nostre comunità, lontani anni luce da quell’ammonizione evangelica: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.(Gv 13,35)</p>
<p>Sensi di colpa e rimorsi per le agitazioni, le irrequietezze e la mancanza di equilibrio, di moderazione e di dominio delle nostre passionalità e istintualità.</p>
<p>Impossibile dunque ogni cammino di conversione e di riconciliazione?</p>
<p>No, carissimi fratelli e sorelle, perché il tempo quaresimale si presta in modo meraviglioso a farci ritrovare un rapporto di amore con Dio e con i fratelli.</p>
<p>Dall’apostolo Paolo riceviamo un commovente invito: “Vi supplichiamo in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio!” (2Cor 5,20)</p>
<p>Rientriamo dunque in noi stessi, con umiltà e con fiducia, lasciamo lavorare in noi la grazia di Dio, chiediamo perdono al Signore, accostiamoci alla Confessione sacramentale, incamminiamoci su itinerari di penitenza e sperimenteremo che “qualunque cosa il cuore ci rimproveri, Dio è più grande del nostro cuore”!(1Gv 3,20)</p>
<p>Momenti significativi per vivere la riconciliazione saranno le Celebrazioni Penitenziali nelle nostre parrocchie alle quali vi invito a partecipare in gran numero e, per quanti potranno, il pellegrinaggio diocesano a Roma, in occasione dell’ANNO PAOLINO, sabato 28 marzo p.v.</p>
<p>PER LA CARITA’.</p>
<p>Infine, la Quaresima è il tempo nel quale far esperienza della nostra capacità di apertura del nostro cuore e delle nostre mani a gesti di accoglienza, di condivisione e di solidarietà ai tanti poveri che sono in mezzo a noi.</p>
<p>La dolcezza della Parola ascoltata e la gioia della riconciliazione troveranno pienezza di significato e autenticità nella carità.</p>
<p>Tornano alla mente, a questo proposito, due splendidi passi della Scrittura, l’uno tratto da Isaìa e l’altro dal Deuteronomio.</p>
<p>Nel primo, il profeta scrive: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio&#8230; Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo&#8230;?(Is 58, 6-7)</p>
<p>Nel secondo, leggiamo: “Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso…., non indurirai il tu cuore e non chiuderai la mano davanti a lui, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova”.(Dt 15, 7-8)</p>
<p>Stiamo attraversando tempi difficili per i tanti problemi sociali, drammatici e gravi, che non consentono di guardare con serenità al futuro: famiglie sulla soglia della povertà, anziani in miseria, disoccupazione&#8230;</p>
<p>I poveri, vicini o lontani, continuano a guardare con fiducia alla Chiesa e noi non possiamo deluderli, rimandandoli a mani vuote!</p>
<p>Per quanto e per quel che possiamo, siamo invitati a mettere in atto gesti personali, iniziative caritative (penso a quelle delle Caritas parrocchiali che già da tempo nelle nostre comunità offrono una bella testimonianza di servizio) e associative che, in nome e per amore di Gesù Cristo, continueranno a raccontare la straordinaria storia della carità cristiana.</p>
<p>Carissimi fratelli e sorelle, iniziamo dunque questo cammino quaresimale di conversione e di crescita nella fede con coraggio e con fiducia. Il Signore non farà venir meno la Sua compagnìa alla Sua chiesa, bisognosa di purificazione e di penitenza, perché essa risplenda nel mondo come comunità di uomini e di donne testimoni audaci e forti di Speranza.</p>
<p>Buona e santa Quaresima!</p>
<p>Acerenza, 25.02.’09</p>
<p>Vostro<br />
+ Giovanni, Arcivescovo</p>
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		<title>L&#8217;Arcivescovo incontra gli amministratori, gli operatori delle politiche sociali, della Charitas, e delle politiche giovanili</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 16:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo San Gervasio]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/ricchiuti.gif" rel="lightbox[837]"><img class="alignleft size-medium wp-image-838" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/ricchiuti-300x225.gif" alt="ricchiuti" width="300" height="225" /></a>Si è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme alla Caritas diocesana, al gruppo pastorale giovanile e ai rappresentanti del Progetto Policoro. Alla presenza del vescovo Giovanni Ricchiuti, dei sindaci, degli assessori, degli psicologi e degli assistenti sociali si è cercato di fare il punto della situazione per quel che riguarda il tema della povertà. Un tema affrontato in un momento economico tanto delicato che mette al centro dell’attenzione le famiglie disagiate e i giovani senza lavoro. A rappresentare la Caritas diocesana, il direttore Don Nicola Moles, insieme alle animatrici di comunità Luciana Forlio e Annamaria Ferrari, a rappresentare la pastorale giovanile, il direttore don Mimmo Beneventi, presente Don Giordano Stigliani rappresentante dell’ufficio pastorale per le problematiche sociali e del lavoro e infine, una speranza per i giovani: il Progetto Policoro rappresentato dal segretario regionale Elena Muscena e da Livia Falotico.<span id="more-837"></span></p>
<p>“La povertà – riferisce il vescovo Ricchiuti – è presente nella nostra comunità diocesana, e rispecchia la cifra nazionale secondo la quale il 10–15% delle famiglie vivono al limite di ogni possibilità. Le richieste di aiuto partono dal sostegno verso i bisogni primari e arrivano alle richieste di lavoro.” E’ esattamente nella povertà lavorativa che si spiega il ruolo del Progetto Policoro all’interno dell’incontro. “Il Progetto Policoro – continua Ricchiuti – nasce per dare speranza ai giovani, per fare ciò è molto importante la collaborazione tra le istituzioni e i gruppi locali, come la Caritas e la pastorale giovanile, i quali continuano a lavorare sodo per far fronte ai bisogni delle famiglie meno fortunate”. Il Progetto Policoro, infatti, nasce con l’obiettivo di offrire strumenti e opportunità ai giovani al fine di risolvere il problema della disoccupazione.</p>
<p>Il vescovo Ricchiuti non si ferma ad affrontare il tema “povertà” solo per le famiglie meno agiate, o per i giovani senza una posizione lavorativa, ma si rivolge anche alle problematiche delle comunità neocomunitarie ed extracomunitarie presenti nei centri della arcidiocesi, come la corrente, critica situazione di Palazzo San Gervasio, purtroppo ancora da risolvere.</p>
<p>In ultima battuta, il vescovo Ricchiuti ha ritenuto opportuno sottolineare che il vero obiettivo dell’incontro, è la ricerca nella collaborazione delle autorità civili con i gruppi spirituali, per interagire, mettendo insieme le forze per superare questo momento socio–economico molto delicato.</p>
<p>Enza Saluzzi</p>
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		<title>Dopo mille anni liturgia per le Chiese orientali in Acerenza</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 19:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dai tempi della venuta dei Normanni (IX secolo) non si ha notizia di liturgie di fedeli in comunione con i Patriarcati orientali ad Acerenza, oggi, domenica 28 dicembre, padre Adrian della Chiesa Ortodossa di Rumania ha celebrato la Divina liturgia (Messa) per gli immigrati del suo Patriarcato (Bucarest) nella Cappella di S. Laviero (detta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/padriano2.gif" rel="lightbox[756]"><img class="alignleft size-medium wp-image-761" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/padriano2-194x300.gif" alt="" width="194" height="300" /></a>Dai tempi della venuta dei Normanni (IX secolo) non si ha notizia di liturgie di fedeli in comunione con i Patriarcati orientali ad Acerenza, oggi, domenica 28 dicembre, padre Adrian della Chiesa Ortodossa di Rumania ha celebrato la Divina liturgia (Messa) per gli immigrati del suo Patriarcato (Bucarest) nella Cappella di S. Laviero (detta del Purgatorio).</p>
<p>Solo una decina di fedeli rumeni ha intonato i canti natalizi nella graziosa cappella ma le immagini della liturgia orientale, grazie alle riprese fatte per <em>Raitre</em>, incoraggeranno gli immigrati ortodossi della nostra regione che le vedranno. Padre Adrian saluta i presenti definendoli ornamento del suo <em>epitrachilio </em>(stola) perché coloro che si sono inebriati con lui delle antichissime preghiere e dei sacri canti saranno d&#8217;ora in poi nella sua responsabilità di pastore. Meglio, ha spiegato il ministro sacro che lavora in una nota falegnameria di Acerenza, i presenti da ora in poi sono nel cammino comune verso la liturgia interminabile escatologica. <span id="more-756"></span></p>
<p>Il Patriarcato di Romania dal 1925 ha introdotto il medesimo calendario liturgico gregoriano modificato dai Papi nel rinascimento per motivi astronomici per cui è coincisa la Festa della Sacra Famiglia con quella dei cattolici. La lunga eucarestia (2 ore) è sembrata brevissima per la piacevole intonazione dei canti della moglie di padre Adrian e delle fedeli presenti visibilmente commosse forse per i ricordi delle famiglie lontane: un pegno di normalità per gli immigrati italiani spesso al centro delle cronache nere. Al termine della celebrazione il prete (tale è anche per la dottrina cattolica) ha annunciato Dio come «la madre paziente alla quale il bimbo morde il seno appena succhiato» o «come madre che lava il bimbo che si sporca in continuazione»: una boccata di speranza, di ottimismo e di fiducia che gli immigrati possono infondere nei nostri paesi sempre più carenti di giovani. </p>
<p>Una cosa eccezionale: il ministro separato (per i cattolici) ha menzionato l&#8217;Arcivescovo cattolico di Acerenza nella lista dei rappresentanti – solo e rigorosamente ortodossi ! &#8211; delle Chiese mondiali, perché per p. Adrian «ormai è il vescovo insieme a quello ortodosso (Siluan di Roma, n.d.a.)» così come ha avuto per vicissitudini varie, doppio padrino di battesimo e altro «ma un&#8217;unica moglie!» Quest&#8217;ultima si è lasciata andare ad un gesto scherzoso di schiaffi per la <em>boutade </em>del marito ma così ha richiamato il motivo della presenza degli immigrati tra noi: mantenere la propria famiglia e non impoverire quelle italiane! Nei saluti del celebrante non è stato tralasciato il sostegno anche materiale della Arcidiocesi di Acerenza agli immigrati ed in particolare allo stesso “prete – falegname- padre di famiglia”.</p>
<p>P. Adrian celebrerà a Potenza (06 gennaio, parr. S. Anna, via Dante) a Tursi (04 gennaio) e Ginosa/ Castellaneta (11 gennaio).</p>
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		<title>Buon Natale da Orme di Speranza</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 21:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Natale e il presepe della Cattedrale ci accoglie maestoso, come da tradizione, rievocando in grandi e piccini il fascino della magica notte in cui nacque il Salvatore del Mondo.
Lo splendido presepe, con statue di scuola napoletana della seconda metà del XVIII secolo, è stato allestito dai ragazzi della parrocchia &#8230;
A loro ed a tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-31.gif" rel="lightbox[730]"><img class="alignleft size-medium wp-image-735" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-31-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a><strong>E&#8217; Natale</strong> e il presepe della Cattedrale ci accoglie maestoso, come da tradizione, rievocando in grandi e piccini il fascino della magica notte in cui nacque il Salvatore del Mondo.</p>
<p><strong>Lo splendido presepe</strong>, con statue di scuola napoletana della seconda metà del XVIII secolo, è stato allestito dai <strong>ragazzi della parrocchia</strong> &#8230;</p>
<p>A loro ed a tutti i lettori la Redazione di ORME DI SPERANZA augura un <strong>SANTO NATALE ED UN FELICE ANNO 2009</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appello del Pastore all&#8217;Azione Cattolica Diocesana</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 20:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una breve sintesi delle riflessioni di S.E. Mons. Ricchiuti in occasione del Convegno dell&#8217;Azione Cattolica Diocesana.
Questa è la domenica della gioia. E&#8217; una sosta nel percorso penitenziale intrapreso per la nostra conversione nel cammino verso il Natale.
La Chiesa oggi professa con gioia la certezza che il Signore non mancherà di venire incontro all&#8217;uomo. Giovanni Battista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ad21.gif" rel="lightbox[682]"><img class="alignleft size-medium wp-image-689" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ad21-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a><em>Una breve sintesi delle riflessioni di S.E. Mons. Ricchiuti in occasione del Convegno dell&#8217;Azione Cattolica Diocesana</em>.</p>
<p>Questa è la domenica della gioia. E&#8217; una sosta nel percorso penitenziale intrapreso per la nostra conversione nel cammino verso il Natale.</p>
<p>La Chiesa oggi professa con gioia la certezza che il Signore non mancherà di venire incontro all&#8217;uomo. Giovanni Battista mentre ci invita a preparare la strada al Signore che viene svela anche il progetto di Dio sull&#8217;uomo: Chi viene dopo di me vi battezzerà con il fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo con gioia questo annuncio. Non lasciamoci scoraggiare dalle difficoltà del momento presente, non spegniamo il canto di lode che San Paolo ci mette sulla bocca in questa domenica , né la gioia che proviamo per la buona notizia dell&#8217;avvento del Signore.<span id="more-682"></span></p>
<p>Io vorrei rivolgere all&#8217;Azione Cattolica il Messaggio di Paolo ai tessalonicesi: &#8220;Facciamo emergere nella nostra vita lo splendore della Fede, della Carità e della Speranza.&#8221; L&#8217;Azione Cattolica deve la sua grandezza ai testimoni che l&#8217;hanno tenuta viva in questi 62 anni di presenza nella storia della nostra diocesi. Sulle colonne di questa cattedrale oggi ci sono le immagini di persone che nelle diverse parrocchie della diocesi hanno testimoniato con la loro vita la fedeltà all&#8217;Azione Cattolica. Sull&#8217;esempio di chi vi ha preceduto nella fede anche voi bambini, ragazzi, giovani, adulti siete chiamati alla santità. Il Vescovo guarda a voi con fiducia per il futuro della nostra Chiesa Locale, per questo territorio, per la crescita spirituale, culturale, civile, economica delle nostre comunità.</p>
<p>Vorrei rivolgere a tutta l&#8217;Azione Cattolica un appello: Vivete con piena consapevolezza il vostro ruolo laicale in comunione con il ministero ordinato e percorriamo insieme questo cammino di Chiesa. La Chiesa non può prescindere dall&#8217;Azione Cattolica, sono convinto e fiducioso che le donne e gli uomini dell&#8217;Azione Cattolica, resi uomini nuovi dall&#8217;azione dello Spirito Santo, potranno svolgere un ruolo importante nella nostra Chiesa e nella comunità civile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Franco Miano: &#8220;Azione Cattolica, uomini fino in fondo, fino in cima&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 19:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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Si è svolto ad Acerenza il convegno Diocesano di Azione Cattolica con la partecipazione del Presidente Nazionale, prof. Franco Miano. riportiamo qui di seguito una sintesi della sua relazione
Come donne e uomini dell’Azione Cattolica noi siamo chiamati a vivere nella laicità in comunione con il magistero ordinario il nostro cammino di Chiesa, e lo facciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ac.gif" rel="lightbox[669]"><img class="alignleft size-medium wp-image-672" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ac-300x214.gif" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p><em>Si è svolto ad Acerenza il convegno Diocesano di Azione Cattolica con la partecipazione del Presidente Nazionale, prof. Franco Miano. riportiamo qui di seguito una sintesi della sua relazione</em></p>
<p>Come donne e uomini dell’Azione Cattolica noi siamo chiamati a vivere nella laicità in comunione con il magistero ordinario il nostro cammino di Chiesa, e lo facciamo nella consapevolezza delle difficoltà di questo particolare momento storico, con il cuore pieno di gioia e traboccante di Speranza perché Cristo ci accompagna nel nostro cammino.</p>
<p>Concretamente la vita dell&#8217;Azione Cattolica è sinergia tra laici e pastori, tra azione e magistero.Una vita che conta ormai 140 anni di storia, una storia importante, spesso profetica , un laboratorio di servizio e di spiritualità che si è concretizzato in animazione liturgica, catechesi ed esercizio della carità, esperienze profetiche che poi sono state tradotte in indicazioni pastorali dal Concilio.</p>
<p><span id="more-669"></span></p>
<p> Si tratta di memoria viva che caratterizza nei tratti fondamentali la nostra identità ma noi, aperti come siamo al futuro, non guardiamo con nostalgia al passato. Nell&#8217;Azione Cattolica abbiamo ragazzi, giovani e adulti, tutti impegnati costruire un futuro migliore. Per ogni età della vita c&#8217;è lo spazio dell&#8217;impegno e della Speranza.</p>
<p>Il tempo che il Signore ci dona di vivere va pensato e vissuto come risposta alla Sua chiamata così come hanno fatto i testimoni che ci hanno preceduto. Il Papa ci ha detto che i Santi dell&#8217;Azione Cattolica hanno fatto grande la nostra Associazione e che a ciascuno di noi, se ci impegniamo in adeguati percorsi formativi sotto la guida dei nostri pastori, sarà possibile realizzare nella nostra vita un capolavoro di santità.</p>
<p>Ciò sarà concretamente possibile seguendo la via che Giovanni Paolo II ci aveva già indicato a Loreto quando ci ammoniva:”rispondete alla domanda di santità secondo la vostra condizione laicale attraverso la contemplazione, la comunione e l&#8217;esercizio fedele della missione”. Sarà bello camminare insieme nutriti dalla Parola di Dio nella partecipazione alla vita ecclesiale ed alla vita civile vivendo insieme un costante impegno formativo. Infatti la bellezza dell&#8217;Azione Cattolica consiste nel percorrere insieme la via della santità alla quale tutti siamo chiamati. Sarà bello allora riscoprire insieme il senso vocazionale della vita . In questi anni l’Azione cattolica ci ha riproposto la domanda di Cristo ai suoi discepoli:”E voi chi dite che io sia?”  Non è una domanda retorica, ma una domanda di vita. Chi è Gesù per me? per noi? Chi è che ci chiama ed a cosa ci chiama? Cosa dice Cristo nella mia, nella nostra vita?</p>
<p>Noi scegliamo di fare Azione Cattolica perché Cristo ci ha chiamati all’unità; perché avvertiamo la gioia di una risposta entusiastica in comunione; perché avvertiamo una responsabilità condivisa.</p>
<p>Non è facile oggi sentire una chiamata. Facciamo fatica ad ascoltare. Per ascoltare la voce del Signore bisogna fargli spazio. Ma la vita associativa ci chiede di ascoltare anche la voce dei fratelli, bisogna trovare il tempo e le motivazioni per vivere in prossimità con loro. Chiamati ad essere santi significa essere chiamati alla pienezza dell&#8217;essere perché l&#8217;azione, il fare ha senso solo se c&#8217;è profondità ed autenticità dell&#8217;essere.</p>
<p>Con il battesimo noi siamo stati chiamati alla santità, il Signore non ci chiede l’impossibile, diventeremo santi con l’azione intesa come risposta alla chiamata e con un costante impegno formativo.</p>
<p>In un tempo in cui si sente il pressante bisogno di affermare se stessi, di differenziarsi dagli altri percepiti come massa, noi dell’Azione Cattolica scegliamo di rinnegare noi stessi per  metterci a servizio della comunità ecclesiale e civile, noi scegliamo di fare unità, di associarci.</p>
<p>L’Azione Cattolica, nel suo piccolo, senza alcuna presunzione di esclusività o di autosufficienza,  rende visibile e concreta la popolarità della Chiesa, in quanto appunto popolo di Dio.</p>
<p>In un tempo in cui, nel mezzogiorno di Italia, si assiste ad un diffuso fenomeno di fuga e di abbandono dei luoghi e delle comunità, noi di Azione Cattolica scegliamo di vivere con il vescovo e con la chiesa locale nel luogo che il Signore ci ha donato come nostro spazio di vita e di santità.</p>
<p>Il papa ci ha detto: “Questo essere collegati alla vita delle persone ed alle realtà delle vostre chiese locali attribuisce un ruolo particolare alla vostra vocazione.</p>
<p>Anche noi in quanto laici con il battesimo siamo consacrati, partecipiamo al Sacerdozio comune, siamo chiamati ad una ministerialità in equilibrio fra Chiesa universale e Chiesa locale, fra comunità ecclesiale e comunità civile, tra fede e cultura.  Si tratta di un equilibrio difficile ma necessario. Per questa ragione l’impegno formativo volto a configurare la nostra persona ad immagine di Dio è essenziale per ciascuno di noi ma nello stesso tempo è importante aver cura della vita associaziativa e della educazione dei giovani, impegno assolutamente centrale per l’Azione Cattolica. Si perché siamo chiamati alla fecondità dello Spirito che ci chiama a vivere in pienezza ed a partecipare la vita. In questo senso siamo chiamati ad essere donne ed uomini fino in fondo, fino in cima.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Consacrazione della basilica di S.Giovanni in Laterano. Festa del 4 Novembre</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 19:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[S. E. l&#8217;Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti ha presieduto in cattedrale l&#8217;Eucarestia nella festa della Consacrazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, nella festa del ringraziamento, e nella festa delle Forze armate.
Dall&#8217;ascolto della Parola abbiamo potuto comprendere la bellezza del mistero della Chiesa. La Basilica di San Giovanni in Laterano, madre di tutte le Chiese, cattedra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov2.gif" rel="lightbox[571]"><img class="alignleft size-medium wp-image-581" title="Mons. Giovanni Ricchiuti" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov2-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a>S. E. l&#8217;Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti ha presieduto in cattedrale l&#8217;Eucarestia nella festa della Consacrazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, nella festa del ringraziamento, e nella festa delle Forze armate.</p>
<p>Dall&#8217;ascolto della Parola abbiamo potuto comprendere la bellezza del mistero della Chiesa. La Basilica di San Giovanni in Laterano, madre di tutte le Chiese, cattedra del magistero del Vescovo di Roma è segno della presenza di Dio in mezzo al popolo. Eppure nessuna Cattedrale per quanto maestosa e bella può compiutamente rappresentare l&#8217;immagine di Dio. La cattedrale è un segno ma il tempio autentico è il cuore dell&#8217;uomo dove Dio deve essere onorato in spirito e verità.</p>
<p>E tuttavia dobbiamo prestare attenzione a questi luoghi dove gli uomini, ciascuno dei quali è tempio dello Spirito Santo, si incontrano per pregare insieme, per partecipare all&#8217;Eucarestia. E&#8217; infatti l&#8217;Eucarestia il fondamento della Chiesa  i cui effetti a partire dal Tabernacolo, dalla Chiesa di pietra, si effondono nella quotidianità della famiglia e nella espressione civile della comunità cristiana.<span id="more-571"></span><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov3.gif" rel="lightbox[571]"><img class="alignright size-medium wp-image-576" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov3-187x300.gif" alt="" width="187" height="300" /></a> La comunità degli uomini che si pone alla sequela di Cristo non può non essere che giusta, solidale, feconda di progresso.</p>
<p>Una comunità che onora il Signore in verità e giustizia saprà anche ringraziare il Signore per i frutti con cui la terra ripagherà in abbondanza il lavoro dell&#8217;uomo. Questa è il senso della festa del ringraziamento che oggi celebriamo. Oggi tradizionalmente gli agricoltori in festa esprimono la loro gioia per il raccolto che nella loro saggezza, povero o ricco, essi considerano sempre come un dono del Signore.</p>
<p>Oggi ricorre anche la festa delle Forze armate, in ricordo dei caduti della prima e della seconda guerra mondiale. Questa ricorrenza che vede qui raccolte le associazioni dei combattenti e reduci, delle famiglie dei caduti, dei carabinieri in congedo, le autorità civili e miliari e tanti bambini delle nostre scuole è una occasione preziosa per ricordare ai nostri giovani le vittime delle guerre. <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov1.gif" rel="lightbox[571]"><img class="alignleft size-medium wp-image-575" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/4nov1-167x300.gif" alt="" width="167" height="300" /></a>Questa festa ci deve richiamare  al ricordo delle inaudite sofferenze che la guerra ha inflitto all&#8217;umanità tutta, ai vinti ed ai vincitori, quelle sofferenze che i nostri anziani hanno sperimentato e che oggi ci testimoniano con tanta dignità e discrezione. Preghiamo dunque per i nostri caduti e preghiamo anche il Signore ci allontani da una mentalità che esalta la violenza in tutte le sue espressioni. Don Marcello Cozzi è stato recentemente fatto segno di minacce di morte ha ricevuto infatti una lettera con alcune cartucce. E&#8217; violeza e guerra anche questa. Vorremmo offrire tutta la nostra solidarietà a Don Marcello mentre preghiamo per tutti i morti delle guerre di ieri e di oggi impegnandoci in ogni modo perchè con l&#8217;aiuto di Dio non ci siano morti in guerra anche domani.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Acerenza: Canio Orlando festeggia i 100 cento anni</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 20:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrando narrando]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<description><![CDATA[Canio Orlando, classe 1908, era un giovane artigiano quando  conobbe Lucia, una ragazza   dotata di un sorriso splendente e capace di un amore pudico e profondo, autentico e irresistibile. Aveva trent’anni Canio quando  riuscì a coronare il suo sogno e sposare Lucia e trentuno quando nacque Donato, il frutto del loro amore.
Nel 1939 la guerra si abbatté come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignleft size-medium wp-image-554" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5-166x300.gif" alt="" width="166" height="300" /></a>Canio Orlando, classe 1908, era un giovane artigiano quando  conobbe Lucia, una ragazza   dotata di un sorriso splendente e capace di un amore pudico e profondo, autentico e irresistibile. Aveva trent’anni Canio quando  riuscì a coronare il suo sogno e sposare Lucia e trentuno quando nacque Donato, il frutto del loro amore.</p>
<p>Nel 1939 la guerra si abbatté come una immane tragedia sulla felicità dei giovani sposi e mast’ Cani’ venne strappato alla famiglia e inviato al fronte in Polonia dove il suo battaglione fu distrutto ed egli, insieme a pochi altri superstiti,  fu fatto prigioniero da una pattuglia australiana.  Dopo molte peripezie, caricato insieme ad altri prigionieri su un carro bestiame, fu condotto in un campo di concentramento ad Alessandria d’Egitto,  poi in Libia, in Eritrea, in Cirenaica e quindi in India dove rimase un tempo imprecisato, forse qualche anno. <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5.gif" rel="lightbox[552]"><span id="more-552"></span></a>Qui finalmente fu raggiunto dalla Croce Rossa, <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario8.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignright size-medium wp-image-555" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario8-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>che, dopo averlo identificato gli offrì un foglio di carta ed una busta perchè desse notizie di sé alla famiglia. Fu poi imbarcato e, dopo 29 giorni di avventurosa navigazione, arrivò in Australia per essere condotto a lavorare nei campi di un azienda privata come uno schiavo.</p>
<p>Canio Orlando dovette sopportare tutte le contraddizioni e le sofferenze di un mondo profondamente malato. Gli fu negata la famiglia, la dignità, l’identità e tutti i diritti fondamentali del vivere civile.  <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario7.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignleft size-medium wp-image-556" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario7-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a>Canio non si perse d&#8217;animo il ricordo di Lucia che teneva amorevolmente fra le braccia il loro bambino, il loro futuro gli consentì di superare prove difficilissime..</p>
<p>Trascorsero diversi, lunghissimi anni fino al 1947 quando finalmente fu imbarcato su una nave e, dopo un mese di navigazione, sbarcò a Napoli.</p>
<p>Quando Canio Orlando arrivò ad Acerenza il figlio Donato aveva ormai otto anni.  I giovani della parrocchia che gli fanno corona in questa foto hanno molto da apprendere dall&#8217;esperienza centenaria di Zio Canio.  In primo luogo il valore fondamentale della famiglia. Zio Canio, persona schiva e riservata, ha fatto comprendere come l&#8217;amore è un valore profondo che va vissuto nell&#8217;autenticità non esibito.  L&#8217;amore quando è autentico riesce  a dare senso a tutta una vita e consente  di superare tutte le avversità ed é persino più forte della barbarie umana e della guerra.</p>
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		<title>Ordinazione presbiterale di don Francesco Paolo Nardone</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 22:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Basilica Cattedrale di Acerenza, 25 ottobre 2008.
Tutta la comunità diocesana si è stretta intorno don Francesco Paolo Nardone nella maestosa Cattedrale di Acerenza in occasione della sua  ordinazione sacerdotale. Raccogliamo in questo breve testo gli spunti essenziali offerti nella magistrale omelia di S.E. Mons. Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza.  
L&#8217;ordinazione di un nuovo presbitero è un dono della Chiesa alla comunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basilica Cattedrale di Acerenza, 25 ottobre 2008.</p>
<p>Tutta la comunità diocesana si è stretta intorno don Francesco Paolo Nardone nella maestosa Cattedrale di Acerenza in occasione della sua  ordinazione sacerdotale. <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone.gif" rel="lightbox[508]"><img class="alignleft size-medium wp-image-512" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Raccogliamo in questo breve testo gli spunti essenziali offerti nella magistrale omelia di S.E. Mons. Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza.  </p>
<p>L&#8217;ordinazione di un nuovo presbitero è un dono della Chiesa alla comunità degli uomini. Ringraziamo pertanto la Chiesa di Acerenza per il dono di un nuovo sacerdote nella persona di Don Francesco Paolo Nardone. Egli viene ordinato nella felice circostanza della Peregrinatio Mariae, con l&#8217;immagine della Madonna di Lourdes, nella nostra Arcidiocesi.</p>
<p><span id="more-508"></span></p>
<p>Il sì di Maria  e il sì di un giovane che risponde alla vocazione sacerdotale concorrono a rendere presente Cristo tra noi perché anche oggi egli possa parlare ai suoi discepoli ed alla sua Chiesa.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone2.gif" rel="lightbox[508]"><img class="alignright size-medium wp-image-513" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone2-199x300.gif" alt="" width="199" height="300" /></a>Gli avevano chiesto quale fosse il grande comandamento della Legge, Gesù rispose: “L&#8217;amore per Dio e per il prossimo è il grande comandamento della Legge”. San Giovanni e San Paolo confermano che in continuità con le Scritture anche il Nuovo Testamento si fonda sull&#8217;amore e Benedetto XVI nell&#8217;enciclica “Deus Charitas est” precisa che Cristo ha fuso in maniera inscindibile l&#8217;amore per Dio e l&#8217;amore per il prossimo.</p>
<p>Il Sacerdote è l&#8217;immagine vivente di questa sintesi: egli per amore mette nelle mani di Dio la sua vita e la spende nel servire Dio a favore degli uomini.</p>
<p>Don Francesco Paolo Nardone si è lasciato amare dalla sua famiglia e dalla Chiesa. Ha imparato ad amare e così ha avuto il coraggio di perdersi nel Signore con un impegno irrevocabile. La Chiesa ringrazia mamma Maria e papà Alfonso perché la famiglia è la prima culla della vocazione di Francesco.</p>
<p>Servire la Chiesa, sposa e madre, questo è l&#8217;orizzonte ideale verso il quale si orienta il sacerdote che non può lasciarsi distrarre dalle suggestioni della carriera o di altri obiettivi che esulino dal servizio alla Chiesa ed ai fratelli.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone3.gif" rel="lightbox[508]"><img class="alignleft size-medium wp-image-514" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/10/nardone3-208x300.gif" alt="" width="208" height="300" /></a>Amico ed educatore delle giovani generazioni il sacerdote sa leggere i segni dei tempi per orientare i giovani verso una visione progettuale della vita che sia coerente con il disegno provvidenziale di Dio in una dimensione vocazionale.</p>
<p>L&#8217;arcivescovo ha invitato don Francesco ad abbandonarsi al Signore perché in questo atteggiamento c&#8217;è tutta la spiritualità del sacerdote che fa risplendere fra gli uomini la luce della Chiesa.</p>
<p>Grazie al sacerdote nella celebrazione eucaristica Cristo viene a noi per sopravvivere con noi e farci sopravvivere con lui anche dopo di noi.</p>
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		<title>Intervista ad Ada Grippo, nuovo presidente dell&#8217;Azione Cattolica diocesana</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 07:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Oppido Lucano]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione del rinnovo delle cariche dell’Azione Cattolica della ns. Diocesi abbiamo voluto conoscere e far conoscere meglio, la nuova guida dell’AC che come sempre, per i prossimi anni, sarà impegnata nel dare un segno forte alla vita delle ns comunità parrocchiali.
Ringraziamo la Prof.ssa Grippo per la sua disponibilità facendole i più vivi complimenti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del rinnovo delle cariche dell’Azione Cattolica della ns. Diocesi abbiamo voluto conoscere e far conoscere meglio, la nuova guida dell’AC che come sempre, per i prossimi anni, sarà impegnata nel dare un segno forte alla vita delle ns comunità parrocchiali.</p>
<p>Ringraziamo la Prof.ssa Grippo per la sua disponibilità facendole i più vivi complimenti da parte di tutta la redazione di OdS per il suo nuovo incarico.</p>
<blockquote>
<ol>
<li><strong>Prof.ssa Grippo, ci può dare un breve quadro descrittivo della presenza dell’AC sul territorio della ns Diocesi?<br />
</strong>La nostra Associazione è presente in quasi tutte le Parrocchie della Diocesi, complessivamente conta più di settecento aderenti, distinti per settore: adulti, giovani, ragazzi.</li>
<li><strong>Quali sono i principi ed i valori ispiratori dell’AC?<br />
</strong>L’AC è un’associazione di laici, che, in diretta collaborazione con la Gerarchia ecclesiastica, si impegna per la realizzazione del fine apostolico della Chiesa, attraverso l’evangelizzazione, la santificazione degli uomini, la formazione cristiana delle loro coscienze, sì da poter essere testimoni autentici del Risorto.</li>
<li><strong>Ci descrive brevemente chi è l’ ”iscritto” dell’Ac?</strong><span id="more-287"></span><br />
Il socio di azione cattolica è una persona di fede, impegnata in un percorso di formazione personale e comunitario che lo aiuti a scoprire e a vivere la vocazione alla santità, che collabora alla missione della Chiesa portando la propria esperienza, ed assumendosi le proprie responsabilità nei confronti del mondo e dell’Associazione, TESTIMONIANDO l’unione con Cristo e uniformando le scelte del vivere quotidiano allo spirito cristiano.</li>
<li><strong>Nella nostra diocesi stanno nascendo nuovi gruppi di Ac?</strong></li>
<p>A questo proposito cito un esempio su tutti: quello di Oppido Lucano che nel 2007 ha tesserato 70 acierrini (ragazzi dell’acr)… l’associazione è in movimento, col tempo si vedrà. Quest’anno celebra il suo 140mo, ed è un’occasione per rileggere la nostra storia e magari riscoprire un’affinità, in fondo quasi tutti quelli della mia età, senza contare quelli più avanti negli anni, si sono formati in parrocchia sotto la guida di educatori dell’azione cattolica; il mio desiderio è che l’associazione sia presente in tutte le parrocchie, per questo è necessario pregare molto ed impegnarsi tutti insieme.</p>
<li><strong>Quali dovranno essere secondo Lei i futuri obiettivi dell’ AC nella ns Diocesi?<br />
</strong>All’inizio del mio mandato nella lettera di saluto, ho sottolineato tre aspetti a mio avviso importanti, per la vita associativa: la missionarietà, la responsabilità e l’ecclesialità. Uno degli obiettivi emerso nell’Assemblea Nazionale, tenutasi a Roma dal 1 al 3 maggio, è quello di FARE NUOVA L’AZIONE CATTOLICA ricercando sintesi attuali tra l’annuncio cristiano e la promozione del bene comune. Confidiamo in una rinascita che faccia di noi, laici maturi. E come non spendere una parola sulla emergenza educativa? Dovremmo farci carico di questo disagio delle giovani generazioni, dovremmo riuscire a parlare al cuore dei giovani, e ad offrire un sostegno alle famiglie. Certo, gli argomenti possono essere tanti, forse ho tralasciato le cose più importanti. Saremo attenti alla realtà che ci circonda, e insieme con il Consiglio Diocesano, con gli Assistenti ed in ascolto delle indicazioni del nostro Arcivescovo lavoreremo per il bene della Diocesi.</li>
<li><strong>Nel farle un in bocca al lupo per la sua nuova esperienza di Presidente Diocesano le posso chiedere di chiudere l’intervista con un messaggio a tutti gli iscritti all’Azione Cattolica?<br />
</strong>La ringrazio di cuore; ai soci mando un saluto fraterno in Cristo, a tutti e a ciascuno, auguro di vivere con passione, secondo le proprie responsabilità, la dimensione associativa e di contribuire con la preghiera , con il sacrifico, con lo studio e con l’azione, alla realizzazione delle finalità dell’Associazione. Negli Atti al Cap.2,42 leggiamo a proposito della vita delle prime Comunità: “E partecipavano assiduamente alle istruzioni degli Apostoli, alla vita comune, allo spezzare del pane e alle preghiere”. Mi piacerebbe che fossimo riconosciuti per queste caratteristiche!</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Michele Paolucci</p>
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