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	<title>Orme di Speranza &#187; Genzano di Lucania</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>Sette corali per la festa della Dedicazione della Cattedrale romanica</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 16:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonino Palumbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre cento cantori per un grande, unico inno di fede. Si è celebrata qualche giorno fa ad Acerenza, nell’ambito dei festeggiamenti per la Dedicazione della cattedrale romanica, la seconda rassegna di cori diocesani. Da Haydn a Perosi, da Frisina a Van Berchem, le note dei grandi compositori hanno risuonato fra l’abside e le navate del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-a.jpg" title="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" rel="lightbox[227]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-a.miniatura.jpg" alt="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" title="I cento cantori in concerto nella Cattedrale di Acerenza" align="left" /></a>Oltre cento cantori per un grande, unico inno di fede. Si è celebrata qualche giorno fa ad Acerenza, nell’ambito dei festeggiamenti per la Dedicazione della cattedrale romanica, la seconda rassegna di cori diocesani. Da Haydn a Perosi, da Frisina a Van Berchem, le note dei grandi compositori hanno risuonato fra l’abside e le navate del tempio eretto oltre nove secoli fa. Sette le corali partecipanti all’evento: la corale polifonica «Acerenza città cattedrale», il coro parrocchiale «Santa Maria della Platea» di Genzano di Lucania, i due cori di Oppido Lucano, «C. Obadiah» e «Oppidi Cantores», il coro parrocchiale «San Nicola» di Palazzo San Gervasio, la corale polifonica di Pietragalla «Mons. Lorenzo Perosi» e il coro parrocchiale di San Chirico. Sette come le chiavi musicali, sette come le note, declinate in diversi tempi e ritmi nella basilica acheruntina.</p>
<p>Dopo la celebrazione eucaristica del pomeriggio, la rassegna è stata aperta dal «Gloria» di Perosi, eseguito dalla corale «Obadiah» di Oppido Lucano, diretta dal maestro Rocco Baccelliere. A seguire, due brani di Frisina: «Ave mundi spes», proposto dal coro di Palazzo San Gervasio, orchestrato da Maria Franca Simone, e «Signore di ogni bellezza», offerto dal gruppo canoro sanchirichese diretto da Maria Tito. <span id="more-227"></span><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-b.jpg" title="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" rel="lightbox[227]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/corali2007-b.miniatura.jpg" alt="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" title="L’Arcivescovo tra i cantori per la celebrazione eucaristica del pomeriggio" align="right" /></a>Il «Gloria Hosanna e Alleluia» di Haydn e Deflrorian è stato presentato dal coro genzanese, diretto da Vito Cilla. Il maestro Teodosio Bevilaqua e la corale «Mons. L. Perosi» hanno cantato «Ave Verum» di Elgar, a seguire gli Oppido Cantores hanno intonato «Regina Coeli» di Perosi e «Vergine Madre», diretti da Donato Fidanza, e la corale di Acerenza, con il maestro Pasquale Menchise, ha interpretato «O Jesu Criste» di Van Berchem e il gospel «Go down Moses». Alla fine, tutti i cantori hanno unito le loro voci per inneggiare alla «Chiesa del risorto».</p>
<p>Antonino Palumbo</p>
<p><em>(La Gazzetta del Mezzogiorno, 20 maggio 2007)</em></p>
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		<title>Gli alunni e l&#8217;Arcivescovo</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2007 23:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pasqua 2007 nelle scuole dell&#8217;Arcidiocesi
ACERENZA &#8211; Pasqua è una ricorrenza che riempie gli animi delle persone di serenità. Strade, vicoli, negozi sono elementi che permettono di far respirare un&#8217; aria magica. Quest&#8217;anno in occasione della Santa Pasqua noi giovani dell&#8217;I.T.C. di Acerenza abbiamo organizzato, attraverso uno scambio di opinioni, un incontro con l&#8217;Arcivescovo Giovanni.
Con l&#8217;aiuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pasqua 2007 nelle scuole dell&#8217;Arcidiocesi</em></p>
<p>ACERENZA &#8211; Pasqua è una ricorrenza che riempie gli animi delle persone di serenità. Strade, vicoli, negozi sono elementi che permettono di far respirare un&#8217; aria magica. Quest&#8217;anno in occasione della Santa Pasqua noi giovani dell&#8217;I.T.C. di Acerenza abbiamo organizzato, attraverso uno scambio di opinioni, un incontro con l&#8217;Arcivescovo Giovanni.<br />
Con l&#8217;aiuto dei nostri docenti abbiamo preparato testi da leggere, cartelloni, sottofondi musicali&#8230; aspettando con ansia il grande giorno. Il giorno 5 Aprile, nel nostro istituto, mons. Ricchiuti viene ospitato gioiosamente ed accolto con un clamoroso applauso. Dopo il suo arrivo in mezzo a noi, il preside ci ha invitati alla visione di alcune immagini del filmato &#8220;THE PASSION&#8221;, dopodiché noi giovani abbiamo letto alcuni testi.<br />
Le immagini e le parole, che hanno caratterizzato quest&#8217;incontro, hanno fatto sentire a noi cristiani la presenza di Gesù. Quest&#8217;incontro ha suscitato in noi giovani il desiderio di condividere diverse giornate con il nostro Arcivescovo anche al di fuori dell&#8217;ambito scolastico. <span id="more-226"></span>La gioia che ci ha donato con la sua presenza rimarrà impressa nei nostri cuori e la sentiremo ogni qualvolta entriamo nella casa del Signore. La Pasqua è il fondamento della vita cristiana. Cristo è risorto, è veramente risorto&#8230; consentendo di sperare in un futuro di SALVEZZA, dentro ed oltre la morte.-</p>
<p>GENZANO DI LUCANIA &#8211; &#8220;Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa&#8221; (Inno liturgico della Pasqua).<br />
E&#8217; questo il tema che è stato affrontato al Liceo Scientifico Ettore Majorana lo scorso 4 aprile, durante l&#8217;incontro dell&#8217;Arcivescovo di Acerenza con gli alunni, in preparazione alla Pasqua. Qui infatti un gruppo di ragazzi ha portato in scena alcuni frammenti del musical &#8220;Morte e vita a duello&#8221;, con la regia della professoressa Franca Amendola e gli arrangiamenti musicali curati dal professor Antonio Golia.<br />
Un musical che, a pochi giorni da Pasqua, ha fatto rivivere a tutti gli studenti la passione di Cristo, il suo travaglio interiore e la sua vittoria decisiva sulla morte. Il tutto ha avuto inizio con due monologhi: la Morte (Federica Laginestra), che proclamava la sua sicurezza di vincere su Dio, e Gesù (Costantino Mazzoccoli), che esortava gli uomini a rifugiarsi in Lui e a costruire con Lui un mondo di pace e di amore. Successivamente entrava in scena Maria (Annamaria Malatesta) con il suo dolore di Madre, che non riusciva ad accettare la morte del Figlio. Infine, sulle note della canzone &#8220;Dio è morto&#8221; di Guccini, interpretata da Vito Teto accompagnato da Pascal Golia e Nicolas Beccasio, la morte trionfante esultava per la sua vittoria.<br />
Semplici simboli costituivano i costumi dei ragazzi e questo ha messo ancor più in evidenza il legame tra presente e passato.<br />
L&#8217;Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti, nel suo messaggio pasquale agli studenti, ha affermato che questa sfida tra vita e morte non è finita 2000 anni fa, ma continua ad esistere ancora oggi e molto spesso a vincere è la morte. Vince quando una vita viene uccisa nel grembo materno, quando un ragazzo di 20 anni muore tornando dalla discoteca, quando viene annunciato un male invincibile, quando un ragazzino decide di distruggere il suo futuro con la droga, quando un uomo decide di uccidere intere popolazioni con la guerra.<br />
Il nostro mondo sta diventando una continua battaglia,e per vincerla dobbiamo combattere con Dio. E&#8217; questo il messaggio che questo musical ha voluto trasmettere e che il vescovo ha ribadito.<br />
In questo incessante inno alla morte, noi giovani, futuro del mondo, dobbiamo far risuonare il messaggio di pace che Dio ci ha mandato, per fare in modo che sia la vita a trionfare sulla morte.<br />
Gli studenti hanno accolto questo messaggio con un silenzio che ha stupito persino il vescovo e che ha dimostrato che qualcosa, nel loro cuore, era avvenuto.-</p>
<p><em>da Acerenza</em>: Francesca Monaco &#8211; Classe V A<br />
<em>da Genzano di Lucania</em>: Federica Laginestra &#8211; Studentessa</p>
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		<title>&#8220;La tua vita per la sinfonia del Sì&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2007 09:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Animazione vocazionale nella Arcidiocesi di Acerenza
Lo slogan &#8220;la tua vita per la sinfonia del Si&#8221;, ha guidato la missione popolare dei Seminaristi del Seminario Maggiore di Basilicata dal 12 al 18 Febbraio scorso nell’Arcidiocesi di Acerenza, precisamente nelle comunità parrocchiali di Acerenza, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Oppido Lucano e Laurenzana. Quest&#8217;iniziativa che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Animazione vocazionale nella Arcidiocesi di Acerenza</em></p>
<p><a title="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/sinfosi1.jpg" rel="lightbox[219]"><img title="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/sinfosi1.miniatura.jpg" alt="Il logo della 44a giornata mondiale di preghiera per le vocazioni" align="left" /></a>Lo slogan &#8220;la tua vita per la sinfonia del Si&#8221;, ha guidato la missione popolare dei Seminaristi del Seminario Maggiore di Basilicata dal 12 al 18 Febbraio scorso nell’Arcidiocesi di Acerenza, precisamente nelle comunità parrocchiali di Acerenza, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Oppido Lucano e Laurenzana. Quest&#8217;iniziativa che il Seminario prevede nel suo cammino formativo per i giovani che si avviano verso il sacerdozio, ormai da anni vede i seminaristi visitare le varie diocesi della nostra regione con l&#8217;obiettivo di far conoscere la vita del nostro Seminario, ma anche di testimoniare la bellezza della chiamata al sacerdozio ad altri giovani ed alle comunità incontrate.</p>
<p>Le giornate trascorse nelle comunità hanno visto i seminaristi impegnati in varie attività, soprattutto inserendosi nella vita &#8220;ordinaria&#8221; delle parrocchie. Si è potuto così comprendere la vita e le attività pastorali. <span id="more-219"></span>I luoghi d’incontro soprattutto per le realtà giovanili sono stati le scuole, posto ideale oggi per la catechesi, dove i seminaristi hanno raccontato la loro esperienza di vita cristiana e poi la loro disponibilità alla chiamata del Signore Gesù. Oltre le scuole, altri punti di ritrovo sono stati gli oratori, i centri d&#8217;ascolto, dove abbiamo avuto la possibilità di incontrare le famiglie e condividere con loro la bellezza di un’altra vocazione quella alla vita coniugale; inoltre le liturgie in cui si è condiviso il pane eucaristico con tutta la comunità, ma è stata anche l’occasione per incontrare gli adulti, gli anziani con i quali si è scambiato una parola. Altro momento molto rilevante è stata la visita agli ammalati in cui si è sperimentato da vicino la sofferenza vissuta in unione alla passione di Cristo.</p>
<p>Nella settimana si è tenuta poi una veglia di preghiera per le vocazioni il giovedì sera e un mini torneo di calcetto tra le varie comunità. Il sabato ad Oppido Lucano, con la presenza dell’Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti si è conclusa questa stupenda esperienza con una festa. Il tema che ci ha guidato in questa settimana vocazionale, è stato quello suggerito dal Centro Nazionale delle Vocazioni, &#8220;la tua vita per la sinfonia del Sì&#8221;, teso a far riscoprire la dimensione comunionale d&#8217;ogni vocazione all&#8217;interno delle comunità cristiane. Tale legame di comunione e di condivisione della propria esperienza di fede vissuta e testimoniata con la propria vita, si è cercato di proporre nel corso degli incontri.</p>
<p>Sicuramente il messaggio che si è voluto far passare è che ogni vocazione è la storia di un ineffabile dialogo tra Dio e l&#8217;uomo, tra l&#8217;amore di Dio che chiama e la libertà dell&#8217;uomo, che nell&#8217;amore risponde. Ogni scelta vocazionale, sia essa alla vita sacerdotale o alla vita coniugale prevede un cammino di discernimento, una &#8220;electio&#8221;, ed una risposta libera e convinta da parte del soggetto e come tale da vivere con coerenza. Appunto su quest&#8217;aspetto molto importante, quanto difficile per le giovani generazioni, vale a dire la coerenza verso le proprie scelte, ma anche perseguire un progetto di vita, che ti chiede di donarti senza risparmiare nulla, per attuare in pieno la volontà di Dio su di noi, si è ampiamente discusso. Veniva fuori tutta la difficoltà che i giovani incontrano nel vivere con coerenza la loro esperienza di vita e di cristiana. Nella lettera che i seminaristi hanno inviato in occasione della Pasqua, a tutti i giovani incontrati in missione, si è sottolineato proprio questa testimonianza autentica e coerente al vero modello da imitare, Gesù Cristo, ma c&#8217;è lo ha ricordato anche il nostro Arcivescovo, quando nella lettera, scritta in occasione della XXII Giornata Diocesana della Gioventù, ci esortava ad essere &#8220;giovani politici&#8221;, capaci di testimoniare la bellezza dell&#8217;essere cristiani ai nostri coetanei.</p>
<p>L&#8217;esperienza che abbiamo condiviso con queste comunità cristiane, come giovani in cammino verso un ideale alto ed affascinante come quello di seguire Gesù Cristo da vicino è stato ricco di grazia ed entusiasmante allo stesso tempo, poiché, abbiamo riscontrato nei ragazzi e nei giovani la voglia di camminare e di crescere. Noi ci auguriamo di aver consegnato un messaggio che porti speranza e fiducia per tutti, nella prospettiva di poter realizzare insieme, ognuno in base ai propri carismi un&#8217;unica sinfonia dell&#8217;amore.</p>
<p>Sem. Antonio Romano</p>
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		<title>Dialoghi di speranza</title>
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		<pubDate>Mon, 01 May 2006 02:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro tappe per un cammino quaresimale. E&#8217; il percorso di fede  e comunione intrapreso da mons. Ricchiuti, assieme ai giovani, verso la Pasqua. E&#8217; il viaggio quaresimale che ha toccato altrettanti paesi della diocesi: Genzano, Anzi, Tolve e Castelmezzano. Prima delle tappe è stata per l&#8217;appunto Genzano di Lucania. Ha fatto da sfondo alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/05/orme.jpg" title="Dialoghi di speranza" rel="lightbox[60]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/05/orme.miniatura.jpg" title="Dialoghi di speranza" alt="Dialoghi di speranza" align="left" /></a>Quattro tappe per un cammino quaresimale. E&#8217; il percorso di fede  e comunione intrapreso da mons. Ricchiuti, assieme ai giovani, verso la Pasqua. E&#8217; il viaggio quaresimale che ha toccato altrettanti paesi della diocesi: Genzano, Anzi, Tolve e Castelmezzano. Prima delle tappe è stata per l&#8217;appunto Genzano di Lucania. Ha fatto da sfondo alla cerimonia la chiesa di Maria SS.ma delle Grazie, dove l&#8217;8 marzo si sono radunati i ragazzi provenienti dalla zona nord della diocesi. Dopo il breve saluto di una ragazza della collettività ospitante, l&#8217;arcivescovo ha cominciato la sua &#8220;lectio divina&#8221;. A discapito della traduzione letterale, lezione divina, Sua Eccellenza ha immediatamente sfatato i tabù di un incontro prettamente teologico, rivolgendosi ai giovani in toni confidenziali e &#8220;pretendendo&#8221; di essere chiamato arcivescovo Giovanni e semplicemente don Giovanni. &#8220;La Quaresima è un momento bello per la Chiesa universale &#8211; le parole di mons. Ricchiuti &#8211; che fa suo il pellegrinaggio di Cristo nel deserto e si pone in atteggiamento di orante attesa verso la Resurrezione del Messia&#8221;. Questo momento non dev&#8217;essere inteso solo appannaggio delle persone anziane, ma va vissuto dalle nuove generazioni con il loro caratteristico spirito lieto, cercando di riconoscere nel quotidiano la luce di Cristo, &#8220;faro acceso sulla nostra esistenza&#8221;. <span id="more-60"></span>La parte finale della &#8220;lectio&#8221; si è distinta per l&#8217;invito rivolto ai giovani dal presule acheruntino, che li ha chiamati a rendersi protagonisti della vita della Chiesa all&#8217;interno, ma soprattutto all&#8217;esterno, comunicando ai coetanei la forza di essere cristiani. L&#8217;arcivescovo ha poi consegnato poi delle lampade ai rappresentanti delle parrocchie presenti, come emblema della luce di Cristo, da portarre a tutte le genti.</p>
<p>A Tolve don Giovanni ha esplicitato subito i suoi sentimenti di gioia e di soddisfazione per il buon esito di quest&#8217;iniziativa. La parte puramente dottrinale ha invece avuto come filo conduttore il concetto di &#8220;Speranza&#8221;, una delle parole chiave dell&#8217;intero Cristianesimo. E&#8217; stata ribadita la traccia di riflessione che ci porterà al convegno ecclesiale di Verona in programma il prossimo ottobre, ossia &#8220;Testimoni di Gesù Risorto, Speranza del Mondo&#8221;: proprio da qui è partito l&#8217;intero discorso del nostro arcivescovo, che ha preso in esame anche l&#8217;annunciata lettura annunziata. Come ci dice San Pietro infatti, la vita cristiana va vissuta fino in fondo seguendo le orme di Gesù Cristo. Prima della benedizione finale, Sua Eccellenza ha citato Padre Davide Maria Turoldo e ha chiesto ai convenuti di non lasciarsi mai condizionare dai cattivi esempi, ma di seguire esclusivamente la Croce, modello ed emblema di amore e dono di sé.</p>
<p>Al termine di questa esperienza a dir poco positiva, l&#8217;augurio per tutti i giovani è che questo cammino quaresimale possa far loro capire il vero significato della vita intesa come connubio tra fede, speranza e carità, affinché possano giungere alla Pasqua del Signore per risorgere a nuova vita con Gesù Cristo, principio e fine di ogni cosa.</p>
<p>Rocco De Nicola</p>
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