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	<title>Orme di Speranza &#187; Diocesi</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>La giornata Diocesana dei Giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 22:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
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		<description><![CDATA[La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest&#8217;anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui   ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa ,  ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imag0081.gif" rel="lightbox[942]"><img class="size-medium wp-image-943 alignleft" title="La giornata Diocesana dei Giovani" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imag0081-300x224.gif" alt="imag0081" width="300" height="224" /></a>La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest&#8217;anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui   ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa ,  ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era stata ornata da teli color arancio, quasi a simboleggiare una &#8220;tenda&#8221;. Sappiamo quanti significatici  ci sono  dietro questo termine!  Poi l&#8217;icona della Madonna Madre e Modello dei giovani. Un icona itinerante&#8230; che precederà i giovani nelle tappe di queste giornate .</p>
<p>Non amo parlare dei giovani: mi piace molto parlare con loro e soprattutto ascoltare.  Anche quando dicono poche parole, a me bastano perché ho imparato in questi anni a leggere anche i loro sguardi e a cogliere le loro espressioni.<span id="more-942"></span></p>
<p>Ho raccolto le loro impressioni, mi hanno fatto dono dei loro pensieri e li ringrazio, mi hanno autorizzato a raccontarli, così, con la stessa semplicità con cui loro ne hanno parlato.</p>
<p>Perché la giornata diocesana dei giovani?  Perché insieme è meglio, perché uscire dal proprio spazio significa arricchirsi, perché il sorriso di tanti, la compagnia di tanti, incoraggia a camminare liberi e fiduciosi.</p>
<p>Qual è il rapporto personale con Gesù Cristo? Per molti Gesù è un grande uomo, ma per la maggioranza Gesù è il Figlio di Dio, e qui le cose cambiamo. Gesù diventa luce sui propri passi, Gesù diventa colui che amando ti insegna ad amare, offrendo se stesso insegna a donare. E le parole sue &#8220;vai e anche tu fa lo stesso&#8230;&#8221; sono un punto di riferimento. Spesso si cade sotto il peso delle proprie fragilità, l&#8217;importante è rialzarsi e riprovarci ancora!</p>
<p>L&#8217;Arcivescovo vi ha invitato ad essere esperti animatori di con-vivenza.  Molti dei giovani che ho ascoltato, questo lo hanno tradotto con essere operatori di pace, o persone capaci di costruire ponti: per esempio tra generazioni. Molti lamentavano che anche la Chiesa, casa di tutti, qualche volta non è riuscita, e forse non riesce ancora a far dialogare le generazioni. Spesso si pensa ai giovani come destinatari delle catechesi degli adulti, mentre loro sentono più imperativo il bisogno di &#8220;fare&#8221;. Molti avvertono un certo cambiamento, forse anche perché il Pastore è sempre in dialogo con loro, e gli appuntamenti quaresimali di questo anno sono stati proprio improntati al confronto.</p>
<p>Per chiudere: è sicuramente difficile riportare emozioni, sentimenti, riflessioni. Quello che io personalmente conserverò nel cuore è questo desiderio di stare insieme con gioia, di pregare con le stesse parole, di affrontare temi importanti per cui vale la pena discutere, perché come ha ribadito l&#8217;Arcivescovo in chiusura del messaggio, vale la pena essere protagonisti della propria vita, e soprattutto vivere con fede, quella fede che &#8220;ci fa amare ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza&#8221;.</p>
<p>Ada Grippo</p>
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		<title>La Chiesa invita i credenti a mobilitarsi in aiuto dei terremotati dell&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
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&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arcivescovo a scritto al Pastore della Diocesi si L&#8217;Aquila per esprimergli   la solidarietà e assicurare la preghiera della nostra comunità diocesana.</p>
<p><em>&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle persone care, l&#8217;angoscia per i giorni avvenire.&#8221;</em></p>
<p>Questa mattina la Caritas Diocesana e l&#8217;Ufficio per la Pastorale dei Giovani della Diocesi di Acerenza hanno contattato la Caritas Diocesana di L&#8217;Aquila per dire tutta la nostra disponibilità a venire incontro a quanto ci sarà chiesto e in generi di prima necessità e in vestiario o coperte. Così come per eventuale aiuto da offrire in termini di volontariato.</p>
<p>Nel frattempo La Conferenza Episcopale di Basilicata invita tutti <em>&#8220;a pregare per le vittime del terremoto, mostrando una solidarietà reale verso quanti ora, in quella regione, si trovano nell&#8217;estremo bisogno, perché privati di tutto&#8221;</em>.<span id="more-906"></span></p>
<p><strong> Giovedì 9 p.v., Giovedì Santo in tutte le parrocchie della regione si effettuerà una raccolta fondi. </strong></p>
<p><em> &#8220;Gesù ha lavato i piedi ai discepoli &#8211; scrivono i Vescovi lucani &#8211; per indicare a tutti la priorità dell&#8217;amore, che si esprime nel servizio ai fratelli; noi siamo chiamati ad imitarLo nel compiere un ulteriore e tangibile gesto di amore, condividendo con gioia il frutto del nostro lavoro quotidiano.</p>
<p>Noi, che nel 1980 abbiamo sperimentato la dolcezza, la grandezza e la bellezza dell&#8217;amore concretamente donato e fraternamente accolto, desideriamo, ora, manifestare la forza trasfigurante della vita nuova che sgorga, per tutti, dalla risurrezione di Cristo, con gesti di sincera generosità, perché &#8220;abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente&#8221; (1Tm 4,10).&#8221;</em></p>
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		<title>Messaggio di S.E. Mons. Ricchiuti per la Quaresima 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 21:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/ceneri2.jpg" rel="lightbox[868]"><img class="alignleft size-medium wp-image-871" title="Mons. Giovanni Ricchiuti" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/ceneri2-200x300.jpg" alt="ceneri2" width="200" height="300" /></a><span style="color: #000000;">Carissimi,</span></p>
<p>vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e al suo Signore, riscoprire la propria identità di uomini e di donne chiamati a vivere il dono e la responsabilità del Battesimo e proclamare, nella Risurrezione del Signore, l’Alleluja della Vita e della Speranza.</p>
<p>I giorni della Quaresima non saranno leggeri perché a cominciare da questa sera, piegando il nostro capo davanti al vescovo o al presbitero per l’imposizione delle ceneri, ci sarà rivolto un invito che non concede sconti e non consente obiezioni: CONVERTITI E CREDI AL VANGELO!</p>
<p>Seguire Cristo, mettere in pratica il Vangelo e vivere quotidianamente con gioia e con entusiasmo la nostra appartenenza alla Chiesa, dobbiamo ammetterlo, sta riuscendo sempre più difficile e la tentazione di prendere le distanze, di ascoltare altri maestri e di incamminarsi su strade più agevoli è lì, sempre in agguato.<span id="more-868"></span></p>
<p>Ci vogliono molta umiltà e molto coraggio per ammettere i propri errori, confessare i propri peccati e fare inversione di marcia. Ma non è possibile credere al Vangelo e affidarsi alla Parola del Signore se non si immette nella mente e nel cuore il dinamismo della conversione, del cambiamento di mentalità e del rinnovamento della vita.</p>
<p>Qualche giorno fa Benedetto XVI, il nostro Santo Padre, ci ha fatto pervenire il Suo messaggio per la Quaresima con un invito rivolto a tutti noi Suoi fratelli, desiderosi di essere da Lui confermati nella fede, a vivere questi giorni nella preghiera e nella carità ma con una particolare attenzione “alla pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’elemosina”. E più avanti aggiunge, citando il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II (Enc. Veritatis Splendor, 21) che “a ben vedere il digiuno ha come sua finalità di aiutare ciascuno di noi a fare di sé dono totale a Dio”.</p>
<p>Proviamo dunque, carissimi fratelli e sorelle, a dare inizio al cammino quaresimale con il domandare al Signore la grazia della conversione ponendo in atto, coraggiosamente e generosamente, scelte, atteggiamenti e comportamenti per uno stile di vita cristiana sobrio ed essenziale, che renda possibile un passaggio spirituale da una pienezza di sé ad un ‘prosciugamento’ della propria autosufficienza e del proprio orgoglio sì da consentire al Signore di entrare nella nostra vita con la sua parola e con il suo amore.</p>
<p>E tutto questo sarà possibile se vivremo i giorni quaresimali come tempo<strong> PER LA PAROLA, PER LA RICONCILIAZIONE, PER LA CARITA’</strong>.</p>
<p>PER LA PAROLA: perché “non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”!</p>
<p>Così rispose Gesù al tentatore, avvertendo in sè i morsi della fame dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti nel deserto (Mt 4,1-4), insegnando ai Suoi discepoli di ogni tempo che non si dà vita cristiana là dove non si lascia spazio e primato alla Sua parola.</p>
<p>Lettura personale della Sacra Scrittura, cura della liturgia della Parola nell’eucarestia domenicale, centri di ascolto della Parola nelle nostre famiglie, narrazione del Vangelo nel cammino catechistico. Quante possibilità di non difficile attuazione nelle nostre comunità!</p>
<p>Anche a livello diocesano vivremo momenti privilegiati intorno alla Parola nelle Stazioni Quaresimali, nei Ritiri Spirituali dei Catechisti (01/03 p.v.) e delle Famiglie(22/03p.v.), e nella Quaresima Giovani(5-12-18-26/03pp.vv.)</p>
<p>Ma sarà necessario, permettetemi di suggerirvelo, mettere in pratica un digiuno delle nostre parole, delle chiacchiere inutili, dei pettegolezzi e delle maldicenze, delle lamentele….. per far silenzio e ‘deserto’ dentro di noi e attorno a noi.</p>
<p>Solo in quel silenzio sarà possibile ascoltare il Signore e consentirGli di cambiare il nostro cuore.</p>
<p>PER LA RICONCILIAZIONE: con Dio, con i fratelli e con sé stessi.</p>
<p>L’ascolto della Parola non può non portare ad una revisione di vita, della propria vita cristiana, per verificare fino a che punto il Vangelo stia davvero agendo in noi sì da renderci testimoni e discepoli fedeli di Gesù Cristo.</p>
<p>Sicuramente ‘il nostro cuore ci rimprovererà qualcosa’(1Gv 3,20) e nelle profondità della nostra coscienza forse potranno affiorare sensi di colpa e rimorsi per una fede che non ci fa innamorare di Dio (che esiste e di cui abbiamo bisogno) e che ancora non ce Lo rende presente nel volto del Signore e nella bella esperienza della Chiesa, santa e peccatrice, che è nostra madre.</p>
<p>Sensi di colpa e rimorsi per i conflitti, i litigi, le divisioni, gli odi, l’intolleranza, l’indifferenza e quel senso di superiorità che ci rendono nemici gli uni degli altri, perfino nelle nostre comunità, lontani anni luce da quell’ammonizione evangelica: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.(Gv 13,35)</p>
<p>Sensi di colpa e rimorsi per le agitazioni, le irrequietezze e la mancanza di equilibrio, di moderazione e di dominio delle nostre passionalità e istintualità.</p>
<p>Impossibile dunque ogni cammino di conversione e di riconciliazione?</p>
<p>No, carissimi fratelli e sorelle, perché il tempo quaresimale si presta in modo meraviglioso a farci ritrovare un rapporto di amore con Dio e con i fratelli.</p>
<p>Dall’apostolo Paolo riceviamo un commovente invito: “Vi supplichiamo in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio!” (2Cor 5,20)</p>
<p>Rientriamo dunque in noi stessi, con umiltà e con fiducia, lasciamo lavorare in noi la grazia di Dio, chiediamo perdono al Signore, accostiamoci alla Confessione sacramentale, incamminiamoci su itinerari di penitenza e sperimenteremo che “qualunque cosa il cuore ci rimproveri, Dio è più grande del nostro cuore”!(1Gv 3,20)</p>
<p>Momenti significativi per vivere la riconciliazione saranno le Celebrazioni Penitenziali nelle nostre parrocchie alle quali vi invito a partecipare in gran numero e, per quanti potranno, il pellegrinaggio diocesano a Roma, in occasione dell’ANNO PAOLINO, sabato 28 marzo p.v.</p>
<p>PER LA CARITA’.</p>
<p>Infine, la Quaresima è il tempo nel quale far esperienza della nostra capacità di apertura del nostro cuore e delle nostre mani a gesti di accoglienza, di condivisione e di solidarietà ai tanti poveri che sono in mezzo a noi.</p>
<p>La dolcezza della Parola ascoltata e la gioia della riconciliazione troveranno pienezza di significato e autenticità nella carità.</p>
<p>Tornano alla mente, a questo proposito, due splendidi passi della Scrittura, l’uno tratto da Isaìa e l’altro dal Deuteronomio.</p>
<p>Nel primo, il profeta scrive: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio&#8230; Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo&#8230;?(Is 58, 6-7)</p>
<p>Nel secondo, leggiamo: “Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso…., non indurirai il tu cuore e non chiuderai la mano davanti a lui, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova”.(Dt 15, 7-8)</p>
<p>Stiamo attraversando tempi difficili per i tanti problemi sociali, drammatici e gravi, che non consentono di guardare con serenità al futuro: famiglie sulla soglia della povertà, anziani in miseria, disoccupazione&#8230;</p>
<p>I poveri, vicini o lontani, continuano a guardare con fiducia alla Chiesa e noi non possiamo deluderli, rimandandoli a mani vuote!</p>
<p>Per quanto e per quel che possiamo, siamo invitati a mettere in atto gesti personali, iniziative caritative (penso a quelle delle Caritas parrocchiali che già da tempo nelle nostre comunità offrono una bella testimonianza di servizio) e associative che, in nome e per amore di Gesù Cristo, continueranno a raccontare la straordinaria storia della carità cristiana.</p>
<p>Carissimi fratelli e sorelle, iniziamo dunque questo cammino quaresimale di conversione e di crescita nella fede con coraggio e con fiducia. Il Signore non farà venir meno la Sua compagnìa alla Sua chiesa, bisognosa di purificazione e di penitenza, perché essa risplenda nel mondo come comunità di uomini e di donne testimoni audaci e forti di Speranza.</p>
<p>Buona e santa Quaresima!</p>
<p>Acerenza, 25.02.’09</p>
<p>Vostro<br />
+ Giovanni, Arcivescovo</p>
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		<title>Il movimento dei Cursillos apre la sezione di Acerenza</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;CURSILLOS DE CRISTIANDAD&#8221; è una curiosa parola spagnola che vuol dire &#8220;PICCOLO CORSO DI CRISTIANITA&#8217; &#8220;. Si tratta proprio di un corso della durata di soli tre giorni, ma intensi, durante i quali si riscopre il significato del battesimo e dei doveri che ne scaturiscono.
Il movimento dei Cursillos si basa sul cosiddetto &#8220;TREPPIEDE&#8221;: Studio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;CURSILLOS DE CRISTIANDAD&#8221; è una curiosa parola spagnola che vuol dire &#8220;PICCOLO CORSO DI CRISTIANITA&#8217; &#8220;. Si tratta proprio di un corso della durata di soli tre giorni, ma intensi, durante i quali si riscopre il significato del battesimo e dei doveri che ne scaturiscono.<br />
Il movimento dei Cursillos si basa sul cosiddetto &#8220;TREPPIEDE&#8221;: Studio della Parola, Pietà ed Azione. E&#8217; diviso geograficamente in territori: il terzo unisce Puglia, Basilicata e Calabria.<br />
Il cammino degli aderenti inizia con questi tre giorni vissuti tra rollos (testimonianze) di laici e rollos tenuti da sacerdoti riguardanti la vita di grazia, i sacramenti, la fede, alternati a visite al Santissimo Sacramento, preghiere e canti.<br />
Il &#8220;piccolo corso&#8221; si conclude con la consapevolezza che Cristo conta su di noi e noi contiamo su Cristo, ma da quel momento inizia il quarto giorno che vuol dire portare quell&#8217;esperienza nel vissuto, in famiglia, negli ambienti frequentati. La quotidianità potrebbe affievolire l&#8217;entusiasmo accumulato in quei giorni allora, oltre che attingere dalla Pasqua domenicale, ci si ritrova ogni settimana nell&#8217;incontro chiamato &#8220;ULTREYA&#8221; che vuol dire &#8220;ANDARE AVANTI&#8221; &#8220;ANDARE OLTRE&#8221;, oltre la vita terrena, oltre la sofferenza, oltre i nostri limiti, un incontro durante il quale ci si confronta sul brano del Vangelo della domenica, si visita il Santissimo per lodarLo, ringraziarLo ed affidarGli le nostre vite.<span id="more-853"></span><br />
Anche nella nostra diocesi e precisamente a Tolve, i Cursillos sono presenti da dieci anni. In quest&#8217;arco di tempo sono 55 i laici che hanno fatto l&#8217;esperienza tra cui alcuni fratelli di Castelmezzano, Irsina e Albano di Lucania, 5 le consacrate e 6 i presbiteri.<br />
Quest&#8217;anno S.E. Monsignor Ricchiuti ci ha fatto dono del decreto di riconoscimento e quindi anche i Cursillos di Cristianità da oggi rientrano ufficialmente tra i gruppi riconosciuti nella Chiesa diocesana acheruntina.<br />
Noi componenti del movimento eravamo già impegnati in parrocchia, da oggi lo faremo con una carica in più ed è con il cuore colmo di gioia che lodiamo Dio, lo ringraziamo dei benefici che ci ha fatto attraverso il Vescovo, e i nostri sacerdoti don Nicola Moles e don Nico Baccelliere, ai quali va il nostro affetto e il nostro ringraziamento. Un ringraziamento va anche a tutti i sacerdoti che nel corso degli anni si sono alternati lasciando sempre un segno indelebile nei nostri cuori. &#8220;DE COLORES ED ULTREYA&#8221;</p>
<p>Marilena Mirauda</p>
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		<title>L&#8217;Arcivescovo incontra gli amministratori, gli operatori delle politiche sociali, della Charitas, e delle politiche giovanili</title>
		<link>http://ormedisperanza.altervista.org/2009/01/larcivescovo-incontra-gli-amministratori-gli-operatori-delle-politiche-sociali-della-charitas-e-delle-politiche-giovanili/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 16:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo San Gervasio]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/ricchiuti.gif" rel="lightbox[837]"><img class="alignleft size-medium wp-image-838" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/ricchiuti-300x225.gif" alt="ricchiuti" width="300" height="225" /></a>Si è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme alla Caritas diocesana, al gruppo pastorale giovanile e ai rappresentanti del Progetto Policoro. Alla presenza del vescovo Giovanni Ricchiuti, dei sindaci, degli assessori, degli psicologi e degli assistenti sociali si è cercato di fare il punto della situazione per quel che riguarda il tema della povertà. Un tema affrontato in un momento economico tanto delicato che mette al centro dell’attenzione le famiglie disagiate e i giovani senza lavoro. A rappresentare la Caritas diocesana, il direttore Don Nicola Moles, insieme alle animatrici di comunità Luciana Forlio e Annamaria Ferrari, a rappresentare la pastorale giovanile, il direttore don Mimmo Beneventi, presente Don Giordano Stigliani rappresentante dell’ufficio pastorale per le problematiche sociali e del lavoro e infine, una speranza per i giovani: il Progetto Policoro rappresentato dal segretario regionale Elena Muscena e da Livia Falotico.<span id="more-837"></span></p>
<p>“La povertà – riferisce il vescovo Ricchiuti – è presente nella nostra comunità diocesana, e rispecchia la cifra nazionale secondo la quale il 10–15% delle famiglie vivono al limite di ogni possibilità. Le richieste di aiuto partono dal sostegno verso i bisogni primari e arrivano alle richieste di lavoro.” E’ esattamente nella povertà lavorativa che si spiega il ruolo del Progetto Policoro all’interno dell’incontro. “Il Progetto Policoro – continua Ricchiuti – nasce per dare speranza ai giovani, per fare ciò è molto importante la collaborazione tra le istituzioni e i gruppi locali, come la Caritas e la pastorale giovanile, i quali continuano a lavorare sodo per far fronte ai bisogni delle famiglie meno fortunate”. Il Progetto Policoro, infatti, nasce con l’obiettivo di offrire strumenti e opportunità ai giovani al fine di risolvere il problema della disoccupazione.</p>
<p>Il vescovo Ricchiuti non si ferma ad affrontare il tema “povertà” solo per le famiglie meno agiate, o per i giovani senza una posizione lavorativa, ma si rivolge anche alle problematiche delle comunità neocomunitarie ed extracomunitarie presenti nei centri della arcidiocesi, come la corrente, critica situazione di Palazzo San Gervasio, purtroppo ancora da risolvere.</p>
<p>In ultima battuta, il vescovo Ricchiuti ha ritenuto opportuno sottolineare che il vero obiettivo dell’incontro, è la ricerca nella collaborazione delle autorità civili con i gruppi spirituali, per interagire, mettendo insieme le forze per superare questo momento socio–economico molto delicato.</p>
<p>Enza Saluzzi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Preghiera per la pace</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 20:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo volentieri l&#8217;invito alla preghiera per la pace che l&#8217;Azione Cattolica indirizza a tutte le associazioni parrocchiali della diocesi ed a tutti gli uomini di buona volontà.
Carissimi,
l’Azione Cattolica diocesana, accogliendo l’invito della Presidenza Nazionale e del Nostro Arcivescovo, in prossimità della decima giornata diocesana della pace e in base agli ultimi tristi avvenimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-821" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/pace-in-palestina.jpg" alt="pace-in-palestina" width="252" height="183" /><em>Riceviamo e pubblichiamo volentieri l&#8217;invito alla preghiera per la pace che l&#8217;Azione Cattolica indirizza a tutte le associazioni parrocchiali della diocesi ed a tutti gli uomini di buona volontà.</em></p>
<p>Carissimi,</p>
<p>l’Azione Cattolica diocesana, accogliendo l’invito della Presidenza Nazionale e del Nostro Arcivescovo, in prossimità della decima giornata diocesana della pace e in base agli ultimi tristi avvenimenti nella Striscia di Gaza, e non solo</p>
<p style="text-align: center;">INVITA</p>
<p>Le Comunità Parrocchiali a promuovere momenti di PREGHIERA per la pace.</p>
<p>Sentiamo la necessità di pregare insieme, nella consapevolezza che la pace è innanzi tutto un DONO di Dio agli UOMINI.</p>
<p>Al Signore, vogliamo chiedere l’aiuto necessario per essere operatori di pace, capaci di apprezzare pienamente la dimensione comunitaria della vita, nella società dove quotidianamente siamo chiamati ad essere testimoni di Cristo.</p>
<p>Vi saluto caramente , vi aspetto a Palazzo il 25 gennaio.</p>
<p>Acerenza, 17 gennaio 2008</p>
<p>Ada Grippo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prove tecniche di unità</title>
		<link>http://ormedisperanza.altervista.org/2009/01/prove-tecniche-di-unita/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 19:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>

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		<description><![CDATA[CONVEGNO NAZIONALE DEI DELEGATI PER L&#8217;ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO IN UNITATE SPIRITUS (ROMA, 24-27 NOVEMBRE)
Un traguardo importante per i tanti immigrati nel Sud Italia è stato quanto stabilito, dal punto di vista religioso e dell&#8217;integrazione culturale, nel Convegno nazionale degli addetti cattolici alle questioni ecumeniche. Nella “splendida cornice” del Clarhotel, già casa dei Claretiani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/unita1.gif" rel="lightbox[809]"><img class="alignleft size-medium wp-image-812" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/unita1-300x225.gif" alt="unita1" width="300" height="225" /></a>CONVEGNO NAZIONALE DEI DELEGATI PER L&#8217;ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO IN UNITATE SPIRITUS (ROMA, 24-27 NOVEMBRE)</p>
<p>Un traguardo importante per i tanti immigrati nel Sud Italia è stato quanto stabilito, dal punto di vista religioso e dell&#8217;integrazione culturale, nel Convegno nazionale degli addetti cattolici alle questioni ecumeniche. Nella “splendida cornice” del Clarhotel, già casa dei Claretiani, è avvenuto il primo incontro ufficiale tra le diocesi di Italia e le tre grandi giurisdizioni ortodosse storiche nel nostro Paese. L&#8217;evento era nato solo per raccogliere i suggerimenti pratici riguardanti i rapporti “di vicinato” tra le diocesi e i credenti non cattolici ma è divenuto un vero vertice esecutivo nazionale della Metropolia greco-ortodossa, della nascente Arcidiocesi russa in Italia e della neonata diocesi rumena e dei cattolici rappresentati dai Vescovi dell&#8217;Ufficio nazionale CEI per l&#8217;ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI).<span id="more-809"></span> Benchè nel programma fossero equamente distribuiti i tempi delle relazioni nelle “aree“ ortodossia, protestantesimo, ebraismo e islam, tutta l&#8217;attenzione e la tensione dei presenti si è concentrata nelle decisioni pratiche che i cattolici dovranno adottare secondo le richieste del metropolita Zervos del Patriarcato Ecumenico, dell&#8217;Arcivescovo Innokentij e del vescovo rumeno Siluan. Decisione unanime dei Delegati è stata quella di riconoscere come interlocutori primi i rappresentanti di quelle giurisdizioni, ad ogni livello, persino negli Uffici CEI, di più, di riconoscerli come interlocutori indispensabili, come in una vera Conferenza episcopale “allargata”, continuano, insomma, le prove tecniche di unità. Le prove erano non di unificazione bensì dell&#8217;Unità perchè il confronto dei delegati con i singoli gerarchi orientali dava l&#8217;impressione di un dialogo tra i fedeli e i propri pastori, come se fossero i vescovi propri dei delegati!</p>
<p>I cattolici chiedevano a ciascun rappresentante ortodosso decisioni specifiche locali o in materia dell&#8217;amministrazione dei sacramenti con lo stesso impegno e i medesimi scopi che esistono tra i delegati cattolici ed i propri ordinari. Persino le tensioni tra i relatori ortodossi avevano il carattere eccessivamente schietto di una disputa tra parrocchie di paese.</p>
<p>La franchezza estrema era moderata dal diplomatico Mons. Paglia ma evidenziava i pregiudizi dei cattolici verso gli orientali separati in Italia (si accusava una competizione tra i ministri ortodossi), e le effettive difficoltà di giurisdizione tra Russi e Costantinopoli. Tutto ciò ha fatto cadere il tono formale, i cattolici e gli ortodossi si sono espressi con la massima chiarezza fino a rasentare “incidenti diplomtici” di sua eminenza Zervos con alcuni delegati diocesani e con l&#8217;arcivescovo russo. Non ci sono state maschere di buonismo né dichiarazioni di principi generici. Ci sono state domande precise e risposte pratiche.<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/unita.gif" rel="lightbox[809]"><img class="alignright size-medium wp-image-813" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/unita-300x225.gif" alt="unita" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il tema reale che si è manifestato è stato ovviamente l&#8217;amministrazione dei sacramenti e il (difficile) riconoscimento dei competenti ministri, risultato sarà la raccolta delle proposte dei delegati diocesani in un vade mecum o addirittura di un Direttorio in materia di sacramenti e liturgia. Sacramenti e liturgia sono gli ambiti più complessi in cui si vive e definisce l&#8217;appartenenza ecclesiale degli orientali. Intanto, dice il vescovo Siluan dei rumeni, rimane l&#8217;impossibilità di partecipazione eucaristica tra cattolici ed ortodossi e si chiede di non imputare generali colpe verso gruppi stranieri in Italia in occasione di delitti; occorre non enfatizzare le contese interortodosse (come per i luoghi di culto tra russi e greco-ortodossi, per esempio), sottolinea Zervos e sua eminenza Innokentij ricorda il diritto degli stranieri di  conservare beni e identità religiosi senza recriminazioni da parte degli Italiani che stigmatizzarono la collaborazione politico religiosa degli Orientali.</p>
<p>L&#8217;arcivescovo di Acerenza ha già anticipato quanto raccomandato al Convegno: la Caritas e i gruppi ecumenici lavorino strettamente per favorire anagrafi e contatti, evitare incomprensioni e sopratutto per evitare che qualcuno passi alla Chiesa di Roma allo scopo di garantirsi aiuti socio-economici.</p>
<p>sac. Giuseppe Nardozza</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dopo mille anni liturgia per le Chiese orientali in Acerenza</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 19:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Dai tempi della venuta dei Normanni (IX secolo) non si ha notizia di liturgie di fedeli in comunione con i Patriarcati orientali ad Acerenza, oggi, domenica 28 dicembre, padre Adrian della Chiesa Ortodossa di Rumania ha celebrato la Divina liturgia (Messa) per gli immigrati del suo Patriarcato (Bucarest) nella Cappella di S. Laviero (detta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/padriano2.gif" rel="lightbox[756]"><img class="alignleft size-medium wp-image-761" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/padriano2-194x300.gif" alt="" width="194" height="300" /></a>Dai tempi della venuta dei Normanni (IX secolo) non si ha notizia di liturgie di fedeli in comunione con i Patriarcati orientali ad Acerenza, oggi, domenica 28 dicembre, padre Adrian della Chiesa Ortodossa di Rumania ha celebrato la Divina liturgia (Messa) per gli immigrati del suo Patriarcato (Bucarest) nella Cappella di S. Laviero (detta del Purgatorio).</p>
<p>Solo una decina di fedeli rumeni ha intonato i canti natalizi nella graziosa cappella ma le immagini della liturgia orientale, grazie alle riprese fatte per <em>Raitre</em>, incoraggeranno gli immigrati ortodossi della nostra regione che le vedranno. Padre Adrian saluta i presenti definendoli ornamento del suo <em>epitrachilio </em>(stola) perché coloro che si sono inebriati con lui delle antichissime preghiere e dei sacri canti saranno d&#8217;ora in poi nella sua responsabilità di pastore. Meglio, ha spiegato il ministro sacro che lavora in una nota falegnameria di Acerenza, i presenti da ora in poi sono nel cammino comune verso la liturgia interminabile escatologica. <span id="more-756"></span></p>
<p>Il Patriarcato di Romania dal 1925 ha introdotto il medesimo calendario liturgico gregoriano modificato dai Papi nel rinascimento per motivi astronomici per cui è coincisa la Festa della Sacra Famiglia con quella dei cattolici. La lunga eucarestia (2 ore) è sembrata brevissima per la piacevole intonazione dei canti della moglie di padre Adrian e delle fedeli presenti visibilmente commosse forse per i ricordi delle famiglie lontane: un pegno di normalità per gli immigrati italiani spesso al centro delle cronache nere. Al termine della celebrazione il prete (tale è anche per la dottrina cattolica) ha annunciato Dio come «la madre paziente alla quale il bimbo morde il seno appena succhiato» o «come madre che lava il bimbo che si sporca in continuazione»: una boccata di speranza, di ottimismo e di fiducia che gli immigrati possono infondere nei nostri paesi sempre più carenti di giovani. </p>
<p>Una cosa eccezionale: il ministro separato (per i cattolici) ha menzionato l&#8217;Arcivescovo cattolico di Acerenza nella lista dei rappresentanti – solo e rigorosamente ortodossi ! &#8211; delle Chiese mondiali, perché per p. Adrian «ormai è il vescovo insieme a quello ortodosso (Siluan di Roma, n.d.a.)» così come ha avuto per vicissitudini varie, doppio padrino di battesimo e altro «ma un&#8217;unica moglie!» Quest&#8217;ultima si è lasciata andare ad un gesto scherzoso di schiaffi per la <em>boutade </em>del marito ma così ha richiamato il motivo della presenza degli immigrati tra noi: mantenere la propria famiglia e non impoverire quelle italiane! Nei saluti del celebrante non è stato tralasciato il sostegno anche materiale della Arcidiocesi di Acerenza agli immigrati ed in particolare allo stesso “prete – falegname- padre di famiglia”.</p>
<p>P. Adrian celebrerà a Potenza (06 gennaio, parr. S. Anna, via Dante) a Tursi (04 gennaio) e Ginosa/ Castellaneta (11 gennaio).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diciamo con Maria la nostra disponibilità a Cristo perchè egli possa nascere nella nostra vita</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 23:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Arcivescovo S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti ha indirizzato in preparazione del Natale un messaggio che trovate nell&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;Orme di Speranza&#8221;, è stato distribuito in tutte le Chiese della Diocesi ed è stato pubblicato anche sul  sito diocesano http://www.diocesiacerenza.it/ dove trovate anche il testo della bellissima omelia che S.E. l&#8217;Arcivescovo ha rivolto ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignleft size-medium wp-image-751" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-183x300.gif" alt="" width="183" height="300" /></a>L&#8217;Arcivescovo S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti ha indirizzato in preparazione del Natale un messaggio che trovate nell&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;Orme di Speranza&#8221;, è stato distribuito in tutte le Chiese della Diocesi ed è stato pubblicato anche sul  sito diocesano <a title="sito diocesano" href="http://www.diocesiacerenza.it/">http://www.diocesiacerenza.it/</a> dove trovate anche il testo della bellissima omelia che S.E. l&#8217;Arcivescovo ha rivolto ai fedeli nella notte di Natale. Qui di seguito una sintesi dell&#8217;omelia tenuta nella Messa delle undici nel giorno di Natale.</p>
<p><em>Auguri a voi, alle vostre famiglie ed alle vostre parrocchie che oggi annunciano il Natale e lo fanno in comunione con la Diocesi.</em></p>
<p><em>Benedetto chi ha visto il Natale del Signore.</em></p>
<p><em>Dio che aveva parlato attraverso i profeti ora ci parla attraverso il suo Figlio, Parola per eccellenza. La Parola che, nel dispiegarsi dei secoli, Dio aveva rivolto al popolo di Israele e, attraverso il popolo di Israele, a tutta l’umanità, ora con Giovanni si attualizza: “In principio era il Verbo … e il Verbo si fece carne”.<span id="more-741"></span></em></p>
<p><em>La storia è scandita da momenti  di vitalità e di gioia che si caratterizzano con l’accoglienza della Parola ed eventi di sofferenza e di necrosi che si caratterizzano con il rifiuto. Anche la nostra vita personale è scandita dall’accoglienza e dal rifiuto. Ma nonostante il rifiuto e l’infedeltà dell’uomo quella Parola si è fatta carne e chiede  la nostra disponibilità per attualizzarsi nella nostra vita, per accogliere le nostre debolezze e venire ad abitare fra noi.</em></p>
<p><em>Non dunque un Dio lontano e invisibile ma un Dio vicino, questa è <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-2.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignright size-medium wp-image-752" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-2-201x300.gif" alt="" width="201" height="300" /></a>l’originalità del cristianesimo. Non un dio che governa la vita dell’uomo ma che lo interpella su un progetto d’amore, di solidarietà e di salvezza. Solo questa domanda può dare senso alla nostro nascere ed al nostro morire. Giovanni Battista registrò le prime risposte a questa domanda: “Venne la luce ma non la videro, è venuto tra i suoi ma non lo hanno accolto”.</em></p>
<p><em>La drammaticità della vicenda umana si spiega appunto con questo mancato ascolto, anzi da qualche anno a questa parte si moltiplicano le inchieste su Gesù. Diversi studiosi oggi, sordi alla sua Parola si sforzano di indagare sulla vita di Gesù con gli strumenti dell’antropologia e della storiografia, ma non riescono a cogliere la misteriosa grandezza dell’evento. Non la carne, non il sangue possono attingere a questo mistero ma solo coloro che accolgono Dio che si fa dono all’uomo. Ed a questo uomo confuso, smarrito si rivolge il profeta quando dice: “Prorompete in canti di gioia o rovine di Gerusalemme.”</em></p>
<p><em>Questo è il senso del Natale oggi. Questo è il senso del nostro presepe. Un presepe ambientato sulle rovine morali e spirituali del nostro tempo.</em></p>
<p><em>Su queste rovine oggi si accende la stella cometa e gli angeli annunciano che Dio si è fatto uomo, è nato per noi un fratello che darà ragione del nostro sentirci fratelli, perché Egli ci ama fino in fondo. Facciamo quindi spazio al <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-5.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-5-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Signore nella nostra Vita perché ogni giorno sia per noi il Natale del Signore.</em></p>
<p><em>Allora anche la nostra fragilità, anche l’esperienza del peccato illuminata dalla luce del Natale sarà purificata perché possiamo rendere testimonianza al Signore e renderlo così presente nel mondo. Diciamo con Maria la nostra disponibilità a Cristo perché Egli possa nascere nella nostra vita</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sarà un Natale di gioia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 19:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[ S.E. Mons. Ricchiuti ha celebrato in cattedrale l&#8217;Eucarestia secondo la liturgia della IV domenica di Avvento. Ecco una breve sintesi della sua omelia.

L&#8217;esperienza che viviamo in questi giorni è l&#8217;ansia di fare doni, non vogliamo ridurci all&#8217;ultimo momento. Molti poi si angustiano perché in questo momento di incertezza economica non ci sono le risorse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> S.E. Mons. Ricchiuti ha celebrato in cattedrale l&#8217;Eucarestia secondo la liturgia della IV domenica di Avvento. Ecco una breve sintesi della sua omelia</em>.<br />
<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/cattedrale-di-notte-1.gif" rel="lightbox[713]"><img class="alignleft size-medium wp-image-714" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/cattedrale-di-notte-1-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>L&#8217;esperienza che viviamo in questi giorni è l&#8217;ansia di fare doni, non vogliamo ridurci all&#8217;ultimo momento. Molti poi si angustiano perché in questo momento di incertezza economica non ci sono le risorse necessarie per celebrare il rito del dono di Natale.</p>
<p>Così persi nella consuetudine del dono natalizio rischiamo di non vivere in maniera autentica il Natale. I nostri doni sono soltanto un segno del dono immensamente più grande che il Signore ci fa in questo giorno di grazia.</p>
<p>Davide eresse un grande tempio di pietra in onore del Signore. Nessun tempio di pietra per quanto grande e maestoso può costituirsi degnamente come casa del Signore. Il tempio di Davide era solo un segno. Dio stesso si costruirà un tempio, farà per sé un&#8217;abitazione e la porrà in mezzo agli uomini, è Dio stesso che si dona agli uomini scegliendo di abitare tra noi. Il tempio di Dio che noi dobbiamo adorare è Gesù, figlio di Maria. <span id="more-713"></span></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/cattedrale-di-notte-2.gif" rel="lightbox[713]"><img class="alignright size-medium wp-image-715" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/cattedrale-di-notte-2-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a>Solo se vivremo in pienezza questo mistero sarà per noi Natale. Non dunque un Natale dei regali ma un Natale di conversione. Noi siamo venuti qui oggi per celebrare l&#8217;Eucarestia, per ricevere appunto un dono anzi <strong>il dono</strong>, il Signore che viene.</p>
<p>Il Natale vissuto con autenticità è in grado di rivoluzionare la nostra vita. Noi desideriamo regali importanti, in confezioni dorate. Dio ha confezionato in maniera diversa il suo dono, un piccolo bambino, in una mangiatoia, in una stalla. Il Figlio di Dio ha scelto la povertà e l&#8217;umiltà perché vuole che anche noi ci accostiamo al Natale a testa bassa, con umiltà di spirito e con cuore penitente.</p>
<p>Se seguiremo con umile disponibilità la via che il Signore ci ha indicato sarà un Natale di gioia, ricco di doni spirituali.</p>
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		<title>Il saluto di Ada Grippo, Presidente Diocesano dell’Azione Cattolica</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 20:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
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		<description><![CDATA[Un vivo ringraziamento al Presidente Nazionale di Azione Cattolica  che ha voluto oggi condividere con noi questa giornata di grazia. Un filiale ringraziamento a Sua Eccellenza l’Arcivescovo che ci gratifica con la sua paterna attenzione. Un vivo ringraziamento all’Assistente Don Tonino Cardillo ed agli Assistenti di tutti i settori. Esprimo a tutti voi la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ac3.gif" rel="lightbox[685]"><img class="alignleft size-medium wp-image-691" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ac3-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Un vivo ringraziamento al Presidente Nazionale di Azione Cattolica  che ha voluto oggi condividere con noi questa giornata di grazia. Un filiale ringraziamento a Sua Eccellenza l’Arcivescovo che ci gratifica con la sua paterna attenzione. Un vivo ringraziamento all’Assistente Don Tonino Cardillo ed agli Assistenti di tutti i settori. Esprimo a tutti voi la gioia di incontrarvi per questo momento di comunione, di riflessione e di preghiera.</p>
<p>Presidente, questa associazione è impegnata a fare propri i percorsi formativi nazionali di settore, attraverso la sistematicità e la continuità. Come tutte le associazioni desidera vivere responsabilmente la vocazione battesimale riscoprendo quotidianamente la gioia del dono di sè agli altri. E&#8217; altresì impegnata a condividere pienamente le scelte dell&#8217;Arivescovo e del Consiglio Pastorale Diocesano. In particolare la diocesi, attraverso iniziative significative quali: la scuola di teologia; il convegno sulla Sacra Scrittura; le tre sere bibliche sul Vangelo di Marco, vuole offrire a noi laici strumenti e mezzi per crescere nella fede e per dare ragione della Speranza che viene da Cristo.<span id="more-685"></span></p>
<p>La nostra più alta ambizione è quella di inserirci in maniera produttivo nel progetto pastorale che Sua Eccellenza propone alla Chiesa di Acerenza e, tramite il collegamento con il Consiglio nazionale di A.C. vogliamo portare nella Chiesa locale il respiro universale della Chiesa.</p>
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		<title>Appello del Pastore all&#8217;Azione Cattolica Diocesana</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 20:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
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		<description><![CDATA[Una breve sintesi delle riflessioni di S.E. Mons. Ricchiuti in occasione del Convegno dell&#8217;Azione Cattolica Diocesana.
Questa è la domenica della gioia. E&#8217; una sosta nel percorso penitenziale intrapreso per la nostra conversione nel cammino verso il Natale.
La Chiesa oggi professa con gioia la certezza che il Signore non mancherà di venire incontro all&#8217;uomo. Giovanni Battista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ad21.gif" rel="lightbox[682]"><img class="alignleft size-medium wp-image-689" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ad21-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a><em>Una breve sintesi delle riflessioni di S.E. Mons. Ricchiuti in occasione del Convegno dell&#8217;Azione Cattolica Diocesana</em>.</p>
<p>Questa è la domenica della gioia. E&#8217; una sosta nel percorso penitenziale intrapreso per la nostra conversione nel cammino verso il Natale.</p>
<p>La Chiesa oggi professa con gioia la certezza che il Signore non mancherà di venire incontro all&#8217;uomo. Giovanni Battista mentre ci invita a preparare la strada al Signore che viene svela anche il progetto di Dio sull&#8217;uomo: Chi viene dopo di me vi battezzerà con il fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo con gioia questo annuncio. Non lasciamoci scoraggiare dalle difficoltà del momento presente, non spegniamo il canto di lode che San Paolo ci mette sulla bocca in questa domenica , né la gioia che proviamo per la buona notizia dell&#8217;avvento del Signore.<span id="more-682"></span></p>
<p>Io vorrei rivolgere all&#8217;Azione Cattolica il Messaggio di Paolo ai tessalonicesi: &#8220;Facciamo emergere nella nostra vita lo splendore della Fede, della Carità e della Speranza.&#8221; L&#8217;Azione Cattolica deve la sua grandezza ai testimoni che l&#8217;hanno tenuta viva in questi 62 anni di presenza nella storia della nostra diocesi. Sulle colonne di questa cattedrale oggi ci sono le immagini di persone che nelle diverse parrocchie della diocesi hanno testimoniato con la loro vita la fedeltà all&#8217;Azione Cattolica. Sull&#8217;esempio di chi vi ha preceduto nella fede anche voi bambini, ragazzi, giovani, adulti siete chiamati alla santità. Il Vescovo guarda a voi con fiducia per il futuro della nostra Chiesa Locale, per questo territorio, per la crescita spirituale, culturale, civile, economica delle nostre comunità.</p>
<p>Vorrei rivolgere a tutta l&#8217;Azione Cattolica un appello: Vivete con piena consapevolezza il vostro ruolo laicale in comunione con il ministero ordinato e percorriamo insieme questo cammino di Chiesa. La Chiesa non può prescindere dall&#8217;Azione Cattolica, sono convinto e fiducioso che le donne e gli uomini dell&#8217;Azione Cattolica, resi uomini nuovi dall&#8217;azione dello Spirito Santo, potranno svolgere un ruolo importante nella nostra Chiesa e nella comunità civile.</p>
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		<title>Franco Miano: &#8220;Azione Cattolica, uomini fino in fondo, fino in cima&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 19:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
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		<description><![CDATA[
Si è svolto ad Acerenza il convegno Diocesano di Azione Cattolica con la partecipazione del Presidente Nazionale, prof. Franco Miano. riportiamo qui di seguito una sintesi della sua relazione
Come donne e uomini dell’Azione Cattolica noi siamo chiamati a vivere nella laicità in comunione con il magistero ordinario il nostro cammino di Chiesa, e lo facciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ac.gif" rel="lightbox[669]"><img class="alignleft size-medium wp-image-672" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ac-300x214.gif" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p><em>Si è svolto ad Acerenza il convegno Diocesano di Azione Cattolica con la partecipazione del Presidente Nazionale, prof. Franco Miano. riportiamo qui di seguito una sintesi della sua relazione</em></p>
<p>Come donne e uomini dell’Azione Cattolica noi siamo chiamati a vivere nella laicità in comunione con il magistero ordinario il nostro cammino di Chiesa, e lo facciamo nella consapevolezza delle difficoltà di questo particolare momento storico, con il cuore pieno di gioia e traboccante di Speranza perché Cristo ci accompagna nel nostro cammino.</p>
<p>Concretamente la vita dell&#8217;Azione Cattolica è sinergia tra laici e pastori, tra azione e magistero.Una vita che conta ormai 140 anni di storia, una storia importante, spesso profetica , un laboratorio di servizio e di spiritualità che si è concretizzato in animazione liturgica, catechesi ed esercizio della carità, esperienze profetiche che poi sono state tradotte in indicazioni pastorali dal Concilio.</p>
<p><span id="more-669"></span></p>
<p> Si tratta di memoria viva che caratterizza nei tratti fondamentali la nostra identità ma noi, aperti come siamo al futuro, non guardiamo con nostalgia al passato. Nell&#8217;Azione Cattolica abbiamo ragazzi, giovani e adulti, tutti impegnati costruire un futuro migliore. Per ogni età della vita c&#8217;è lo spazio dell&#8217;impegno e della Speranza.</p>
<p>Il tempo che il Signore ci dona di vivere va pensato e vissuto come risposta alla Sua chiamata così come hanno fatto i testimoni che ci hanno preceduto. Il Papa ci ha detto che i Santi dell&#8217;Azione Cattolica hanno fatto grande la nostra Associazione e che a ciascuno di noi, se ci impegniamo in adeguati percorsi formativi sotto la guida dei nostri pastori, sarà possibile realizzare nella nostra vita un capolavoro di santità.</p>
<p>Ciò sarà concretamente possibile seguendo la via che Giovanni Paolo II ci aveva già indicato a Loreto quando ci ammoniva:”rispondete alla domanda di santità secondo la vostra condizione laicale attraverso la contemplazione, la comunione e l&#8217;esercizio fedele della missione”. Sarà bello camminare insieme nutriti dalla Parola di Dio nella partecipazione alla vita ecclesiale ed alla vita civile vivendo insieme un costante impegno formativo. Infatti la bellezza dell&#8217;Azione Cattolica consiste nel percorrere insieme la via della santità alla quale tutti siamo chiamati. Sarà bello allora riscoprire insieme il senso vocazionale della vita . In questi anni l’Azione cattolica ci ha riproposto la domanda di Cristo ai suoi discepoli:”E voi chi dite che io sia?”  Non è una domanda retorica, ma una domanda di vita. Chi è Gesù per me? per noi? Chi è che ci chiama ed a cosa ci chiama? Cosa dice Cristo nella mia, nella nostra vita?</p>
<p>Noi scegliamo di fare Azione Cattolica perché Cristo ci ha chiamati all’unità; perché avvertiamo la gioia di una risposta entusiastica in comunione; perché avvertiamo una responsabilità condivisa.</p>
<p>Non è facile oggi sentire una chiamata. Facciamo fatica ad ascoltare. Per ascoltare la voce del Signore bisogna fargli spazio. Ma la vita associativa ci chiede di ascoltare anche la voce dei fratelli, bisogna trovare il tempo e le motivazioni per vivere in prossimità con loro. Chiamati ad essere santi significa essere chiamati alla pienezza dell&#8217;essere perché l&#8217;azione, il fare ha senso solo se c&#8217;è profondità ed autenticità dell&#8217;essere.</p>
<p>Con il battesimo noi siamo stati chiamati alla santità, il Signore non ci chiede l’impossibile, diventeremo santi con l’azione intesa come risposta alla chiamata e con un costante impegno formativo.</p>
<p>In un tempo in cui si sente il pressante bisogno di affermare se stessi, di differenziarsi dagli altri percepiti come massa, noi dell’Azione Cattolica scegliamo di rinnegare noi stessi per  metterci a servizio della comunità ecclesiale e civile, noi scegliamo di fare unità, di associarci.</p>
<p>L’Azione Cattolica, nel suo piccolo, senza alcuna presunzione di esclusività o di autosufficienza,  rende visibile e concreta la popolarità della Chiesa, in quanto appunto popolo di Dio.</p>
<p>In un tempo in cui, nel mezzogiorno di Italia, si assiste ad un diffuso fenomeno di fuga e di abbandono dei luoghi e delle comunità, noi di Azione Cattolica scegliamo di vivere con il vescovo e con la chiesa locale nel luogo che il Signore ci ha donato come nostro spazio di vita e di santità.</p>
<p>Il papa ci ha detto: “Questo essere collegati alla vita delle persone ed alle realtà delle vostre chiese locali attribuisce un ruolo particolare alla vostra vocazione.</p>
<p>Anche noi in quanto laici con il battesimo siamo consacrati, partecipiamo al Sacerdozio comune, siamo chiamati ad una ministerialità in equilibrio fra Chiesa universale e Chiesa locale, fra comunità ecclesiale e comunità civile, tra fede e cultura.  Si tratta di un equilibrio difficile ma necessario. Per questa ragione l’impegno formativo volto a configurare la nostra persona ad immagine di Dio è essenziale per ciascuno di noi ma nello stesso tempo è importante aver cura della vita associaziativa e della educazione dei giovani, impegno assolutamente centrale per l’Azione Cattolica. Si perché siamo chiamati alla fecondità dello Spirito che ci chiama a vivere in pienezza ed a partecipare la vita. In questo senso siamo chiamati ad essere donne ed uomini fino in fondo, fino in cima.</p>
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