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	<title>Orme di Speranza &#187; Cancellara</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>«Amare e desiderare la vita»</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 17:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 4 febbraio l&#8217;arcidiocesi di Acerenza ha festeggiato la &#8220;Giornata per la vita&#8221;, celebrata per la ventinovesima volta dalla Chiesa italiana. S. E. Mons. Giovanni Ricchiuti, per l&#8217;occasione, ha voluto presiedere le celebrazioni eucaristiche in due comunità parrocchiali: a Pietragalla in mattinata, a Cancellara nel pomeriggio.
Quest&#8217;anno il tema della vita acquista una valenza tanto maggiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Pietragalla - Giornata della Vita 2007 - L’Arcivescovo Ricchiuti sul sagrato della Chiesa Madre" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/giovi2k7a.jpg" rel="lightbox[207]"><img title="Pietragalla - Giornata della Vita 2007 - L’Arcivescovo Ricchiuti sul sagrato della Chiesa Madre" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/giovi2k7a.miniatura.jpg" alt="Pietragalla - Giornata della Vita 2007 - L’Arcivescovo Ricchiuti sul sagrato della Chiesa Madre" align="left" /></a>Il 4 febbraio l&#8217;arcidiocesi di Acerenza ha festeggiato la &#8220;Giornata per la vita&#8221;, celebrata per la ventinovesima volta dalla Chiesa italiana. S. E. Mons. Giovanni Ricchiuti, per l&#8217;occasione, ha voluto presiedere le celebrazioni eucaristiche in due comunità parrocchiali: a Pietragalla in mattinata, a Cancellara nel pomeriggio.</p>
<p>Quest&#8217;anno il tema della vita acquista una valenza tanto maggiore quanto più questioni etiche di immediata attualità si impongono alla considerazione generale. Il primo riferimento è ovviamente al dibattuto tema dell&#8217;eutanasia, riportato alla ribalta dal recente caso umano, oltre che mediatico, di Piergiorgio Welby. Accanto ad esso il problema violenza nelle sue diverse, a volte impensate o inimmaginabili, manifestazioni: domestica, di vicinato, carnale, scolastica, da stadio, bellica. Infine, le annose piaghe della povertà e della fame.<span id="more-207"></span></p>
<p>Tali questioni sono sintomatiche di una decisa messa in discussione del «senso profondo di un dono così prezioso che Dio ci ha fatto» e dell&#8217;arbitrarietà con cui l&#8217;uomo ne dispone. Proprio per questo i vescovi italiani lanciano un messaggio forte alla comunità cristiana: &#8220;Amare e desiderare la vita&#8221; è il richiamo a una riflessione sull&#8217;enorme valore dell&#8217;esistenza. «La società attuale sembra dominata da un&#8217;incapacità a comprendere l&#8217;importanza di questa irripetibile esperienza di cui Dio ci fa dono,<a title="Pietragalla - Giornata della Vita 2007 - Alcuni momenti della celebrazione" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/giovi2k7b.jpg" rel="lightbox[207]"><img title="Pietragalla - Giornata della Vita 2007 - Alcuni momenti della celebrazione" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/giovi2k7b.miniatura.jpg" alt="Pietragalla - Giornata della Vita 2007 - Alcuni momenti della celebrazione" align="right" /></a> permeata com&#8217;è da una filosofia di vita che è tedio, paranoia &#8211; nota Sua Eccellenza -. Noi come cristiani, invece, dobbiamo proteggere l&#8217;esistenza, individualmente e comunitariamente, prendere a cuore il tema della vita senza farci abbattere dalle previsioni pessimistiche del futuro e sconcertare dal disvalore della vita».</p>
<p>Un segnale importante per inneggiare alla vita è stato offerto in entrambe le parrocchie dalla partecipazione alla Santa Messa delle famiglie dei battezzati nell&#8217;ultimo anno, con la consegna di alcune pergamene riportanti il messaggio dell&#8217;episcopato italiano e i versi di &#8220;Vivi la vita&#8221; della Beata Teresa di Calcutta. L&#8217;arcivescovo Ricchiuti ha sottolineato come sia proprio la famiglia «il luogo privilegiato in cui si cresce per amare e desiderare la vita».</p>
<p>Al termine della liturgia il Vescovo, attorniato dai bambini sul sagrato, ha lanciato in aria dei palloncini con la poesia di Madre Teresa affinché il suo grido d&#8217;amore per la vita, accolto dal Cielo,<br />
si possa diffondere tra l&#8217;umanità.</p>
<p>Michele Bianchi, Salvatore Iacobuzio</p>
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		<title>Cancellara un paese da presepe</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 17:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Cancellara]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Francescani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il paese ha antichissime origini, X-VII secolo a.C. come è testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti in località &#8220;Serra del Carpine&#8221;. Cancellara è citata per la prima volta nel 1189 nel dizionario storico-blasonico del Di Crollalanza, inserita nel sistema amministrativo del Giustizierato di Basilicata, quando Eustachio Santoro era barone di Cancellara, Castelnuovo e Casale di S. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/stcan.gif" title="Lo stemma di Cancellara" rel="lightbox[167]"><img align="left" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/stcan.miniatura.gif" alt="Lo stemma di Cancellara" title="Lo stemma di Cancellara" /></a>Il paese ha antichissime origini, X-VII secolo a.C. come è testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti in località &#8220;Serra del Carpine&#8221;. Cancellara è citata per la prima volta nel 1189 nel dizionario storico-blasonico del Di Crollalanza, inserita nel sistema amministrativo del Giustizierato di Basilicata, quando Eustachio Santoro era barone di Cancellara, Castelnuovo e Casale di S. M. di Giambove.</p>
<p>Infatti è solo dopo l&#8217;anno mille, nel periodo di influenza Federiciana, che si può parlare di una vera e propria &#8220;Terra Cancellariae&#8221; e sono di quest&#8217; epoca l&#8217;imponente castello medievale che domina il paese e l&#8217; antico borgo.<span id="more-167"></span></p>
<p>Sorse come centro fortificato, munito di castello e di mura, intorno al Mille per opera dei Normanni. Il territorio, fu assegnato dagli Angioini ai de Beaumont. Successivamente appartenne agli Acquaviva D&#8217;Aragona, che ristrutturarono il Castello, ai Monteforte, Acciaiuoli, Orsini Del Balzo, Zurlo, Caracciolo, Capano ed infine venne acquistato dai Carafa per passare poi agli Arcamone, che nel 1775 lo vendettero a Benedetto Candida.</p>
<p>Il 1700 rappresentò per il paese un periodo di grandi trasformazioni: fu il secolo di maggiore espansione urbanistica e demografica nonché di notevole crescita culturale ad opera soprattutto dei frati francescani minori del Convento dell&#8217; Annunziata. Nel 1799 aderì agli ideali della Repubblica Partenopea.</p>
<p>Da ricordare sono anche i frequenti terremoti che nel corso dei secoli hanno danneggiato notevolmente Cancellara. Degni di nota sono: quello del 1694, quello del 1857 che fece diverse vittime e quello del 1980 che rovinò la Chiesa Madre e rese inagibile il castello rendendo necessario anche l&#8217; abbattimento di parte del piano superiore.</p>
<p>Sicuramente il simbolo di Cancellara è il castello medievale, situato in posizione dominante l&#8217;abitato, conserva ancora la caratteristica struttura feudale a fuso. Il castello fu costruito dalla famiglia Acquaviva d&#8217;Aragona intorno al trecento ed ospitò in un passato glorioso i vari principi feudali: i Caracciolo, i Carafa, i Pappacoda. Agli inizi del 1600 riveste un ruolo di notevole importanza nella vita del feudo ed è punto di riferimento per la comunità cittadina. Nel 1694 fu semidistrutto dal terremoto e rimase diruto per lungo tempo e ricostruito agli inizi dell&#8217;Ottocento; successivi eventi sismici ne hanno modificato l&#8217; aspetto a come ci appare oggi.</p>
<p>Alle spalle del castello, proseguendo per le caratteristiche viuzze del borgo antico si trova la chiesetta di S. Caterina di Alessandria (VI secolo), conosciuta anche come Cappella di S.Antonio nel cui interno c&#8217;è una pietra tombale che chiude il vano dove sono conservati i resti di Pietro Cancellario, comandante Romano che, secondo la tradizione, ha dato il nome e l&#8217;origine al paese. In essa è possibile ammirare affreschi di Giovanni Todisco da Abriola e Luca del Giovanni da Eboli raffiguranti episodi della vita di S. Giorgio e S. Caterina.</p>
<p>In adiacenza al castello interessante è la Chiesa Madre di Santa Maria del Carmine, costruita nel XVI sec. con facciata interamente rifatta, caratterizzata da un particolare campanile a cuspide; all&#8217; interno della chiesa si può ammirare il quadro della Madonna Delle Grazie del cinquecento.</p>
<p>Dal piazzale antistante la chiesa e il castello percorrendo una stretta e caratteristica stradina si raggiunge la Cappella di San Rocco, risalente al XV secolo. Una particolarità è costituita dal campanile e dall&#8217;orologio settecentesco, ancora oggi funzionante, con uno speciale sistema di ingranaggi ancora integri nonostante gli anni. Con i rintocchi diversi di due campane, una per le ore ed una per i quarti d&#8217;ora, udibili da buona parte del comprensorio comunale, scandisce con precisione le 24 ore della giornata, suddivise in blocchi di 6 ore e 4/4.</p>
<p>Da piazza S. Rocco, proseguendo per via V. Emanuele III si giunge in Largo Monastero ove si trova il Convento e la chiesa annessa della SS. Annunziata, fondati nel 1604 dai coniugi don Marino Caracciolo e donna Ippolita Pappacoda de la Nois, signori e padroni di Cancellara. La Chiesa, con portale in pietra locale scolpita, datato 1763, presenta un interno a due navate e conserva dipinti di G. Balducci e G. De Gregorio, detto il Pietrafesa.</p>
<p>Ciò che più colpisce iI visitatore che giunge a Cancellara soprattutto se arriva al tramonto, quando si accendono le luminarie nelle strade, è l&#8217; aspetto &#8220;presepistico&#8221; del paese che dona un senso di estrema pace e tranquillità. Oltre alle bellezze architettoniche a Cancellara certamente si possono trovare aria salubre e prelibatezze culinarie: dalla pasta fatta in casa, ai latticini, all&#8217; ottimo vino e olio e soprattutto la rinomata &#8220;salsiccia di Cancellara&#8221; (la sauz&#8217; zza) la cui tradizione viene rinnovata annualmente il 3 febbraio in occasione della festività di S. Biagio (Santo Patrono).</p>
<p><strong>Leggende e misteri sul castello di Cancellara</strong></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/cascan.jpg" title="Il castello di Cancellara" rel="lightbox[167]"><img align="right" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/cascan.miniatura.jpg" alt="Il castello di Cancellara" title="Il castello di Cancellara" /></a>Diverse sono le leggende e i misteri che aleggiano sul castello di Cancellara a cui non si è ancora riusciti a dare una risposta.</p>
<p>Si racconta che quando fu costruito il castello, l&#8217;architetto, ignoto, volle costruire ben 365 stanze, numero che ricorda i giorni dell&#8217;anno. Forse perché così il barone poteva goderne la luce da ogni angolo.</p>
<p>A proposito della luce vi è un aneddoto molto interessante; pare che ancora oggi, qualcuno conosca una stanza del castello dove non compare per niente la luce. Molti hanno tentato di illuminarla, ma non c&#8217;è stato nulla da fare. Alcuni abitanti di Cancellara pensano che ivi fosse l&#8217;inizio dell&#8217;Inferno e, per questo, non tutti pensano di trovarla per non finirci direttamente da vivi.</p>
<p>Altra leggenda è quella della stanza del tesoro: pare che ci fosse una stanza contenente un tesoro il cui pezzo pregiato fosse una chioccia d&#8217; oro con i pulcini anch&#8217; essi dorati. Molti l&#8217; hanno cercata ma mai trovata, o forse il primo&#8230; Come ogni castello anche quello di Cancellara pare avesse un passaggio segreto che sbucasse fuori dal centro abitato, si presuppone vicino la fiumara; molti sono i misteri sul percorso di tale passaggio di certo è che quando eravamo bambini i ragazzi più grandi per impressionarci ci raccontavano di strane storie di fantasmi e &#8220;munacidd&#8221; che esistevano all&#8217; interno di una grotta la cui apertura è visibile dalla fiumara.</p>
<p>Tra leggende e misteri comunque di certo c&#8217;è che secoli fa il castello e la piazza sottostante (piazza Sedile) fossero ad uno stesso livello e che uno smottamento li abbia collocati nella posizione attuale.</p>
<p>Pino Peluso</p>
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		<title>&#8220;Amare e desiderare la vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 22:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Bianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cancellara]]></category>
		<category><![CDATA[Pietragalla]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi la Chiesa italiana celebra la 29ma &#8220;Giornata per la vita&#8221;. Sua Eccellenza Mons. Giovanni Ricchiuti ha voluto presiedere le Sante Messe nelle comunità di Pietragalla e Cancellara, rispettivamente di mattina e pomeriggio. L&#8217;Arcivescovo ha portato il messaggio &#8220;Amare e desiderare la vita&#8221;, lanciato dall&#8217;episcopato italiano, nelle due parrocchie.
Questo il messaggio di accoglienza della comuità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Pietragalla - Il Vescovo sul sagrato" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/02/gdv.jpg" rel="lightbox[136]"><img title="Pietragalla - Il Vescovo sul sagrato" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/02/gdv.miniatura.jpg" alt="Pietragalla - Il Vescovo sul sagrato" align="right" /></a>Oggi la Chiesa italiana celebra la 29ma &#8220;Giornata per la vita&#8221;. Sua Eccellenza Mons. Giovanni Ricchiuti ha voluto presiedere le Sante Messe nelle comunità di Pietragalla e Cancellara, rispettivamente di mattina e pomeriggio. L&#8217;Arcivescovo ha portato il messaggio &#8220;Amare e desiderare la vita&#8221;, lanciato dall&#8217;episcopato italiano, nelle due parrocchie.</p>
<p>Questo il messaggio di accoglienza della comuità pietragallese:</p>
<blockquote><p><em>«Eccellenza reverendissima, le porgiamo i ringraziamenti di tutta la comunità di Pietragalla, grata per averla onorata della Sua presenza nella celebrazione della ventinovesima giornata per la vita.<br />
Ogni momento, ogni realtà umana, ogni situazione sociale è preziosa agli occhi di Dio. Infanzia o vecchiaia, povertà o ricchezza, salute o malattia sono circostanze che fanno acquisire alla vita un significato profondo.</em><span id="more-136"></span><br />
<em> La Chiesa, anche se resta sola a difendere la vita non si stanca di ricordare che quando si ferisce la vita in un punto si apre la porta per ferire tutta la vita umana: finisce la dignità e crolla il rispetto verso la persona!</em><br />
<em>Per ciascuno di noi risuona l&#8217;appello del Signore, nonostante i rifiuti, i limiti, le fughe; Egli pazientemente pazientemente ci segue e aspetta il nostro &#8220;sì&#8221;: genitori, sacerdoti, consacrate, laici impegnati, per ciascuno esiste un disegno pensato fin dall&#8217;eternità. &#8220;Essere testimoni con la vita&#8221; del messaggio cristiano che abbiamo ricevuto!</em><br />
<em>La vita è un bene da custodire e valorizzare per sé e per gli altri, è l&#8217;occasione di scoperta, è impegno di crescita, è opportunità straordinaria di collaborare a un disegno di pienezza che coinvolge l&#8217;uomo, la storia, l&#8217;universo.»</em></p></blockquote>
<p>Michele Bianchi</p>
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		<title>L&#8217;udienza dell&#8217;Arcidiocesi di Acerenza dal Papa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 16:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Paolucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[21 giugno 2006, una giornata indimenticabile per ragazzi e adulti in pellegrinaggio a Roma

Davvero una bellissima giornata quella del pellegrinaggio diocesano voluto dal nostro Arcivescovo, piena di gioia e con circa 1300 pellegrini partiti al suo seguito.
Si parte a mezza notte, in una serata semiestiva che non annuncia abbastanza la giornata torrida che caratterizzerà tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>21 giugno 2006, una giornata indimenticabile per ragazzi e adulti in pellegrinaggio a Roma</em></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm604.JPG" title="Benedetto XVI tra i pellegrini della nostra Arcidiocesi" rel="lightbox[129]"><img align="left" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm604.miniatura.JPG" alt="Benedetto XVI tra i pellegrini della nostra Arcidiocesi" title="Benedetto XVI tra i pellegrini della nostra Arcidiocesi" /></a></p>
<p>Davvero una bellissima giornata quella del pellegrinaggio diocesano voluto dal nostro Arcivescovo, piena di gioia e con circa 1300 pellegrini partiti al suo seguito.<br />
Si parte a mezza notte, in una serata semiestiva che non annuncia abbastanza la giornata torrida che caratterizzerà tutta l’udienza generale di Sua Santità Benedetto XVI.<br />
L’appuntamento per tutti i pullmann partiti dai vari paesi è alle sei del mattino del 21 giugno, in una stazione di servizio alle porte di Roma.<br />
Di lì tutti a San Pietro davanti ai valichi di controllo, dove il nostro Vescovo si è unito ai suoi pellegrini consegnandogli i pass d’ingresso per partecipare all’udienza. Ore 10:30 inizio dell’udienza generale.<span id="more-129"></span><br />
Durante la catechesi, abbreviata per il gran caldo, Benedetto XVI pone l’accento sul passo evangelico in cui Gesù chiama a sè gli apostoli che&#8230; “lasciano tutto e lo seguono”. Ha esortato tutti i fedeli a seguire il loro esempio nella prontezza ad accogliere la chiamata del Signore. Disponibilità ad accoglierla con coraggio, coscienti delle difficoltà da superare ma sapendo che si sta andando sulla giusta strada, sulla strada della “verità”.<br />
Successivamente, il Papa, durante i saluti ai partecipanti, ha rivolto una benedizione particolare e personale ai numerosissimi pellegrini dell’ arcidiocesi di Acerenza ed al suo arcivescovo. In un bel momento, sul sagrato, durante i saluti, il Santo Padre parlando confidenzialmente con mons. Ricchiuti esclamava: “ Che gioia”; vedendo l’entusiasmo del foltissimmo gruppo della diocesi di Acerenza.<br />
Alcuni delegati dell’ arcidiocesi hanno offerto a sua Santità numerosi doni fra cui i prodotti tipici dei paesi della diocesi ed in particolare un prezioso libro di don Antonio Giganti, sulla storia della Cattedrale di Acerenza, ed un bellissimo quadro olio su tela, del genzanese Giuseppe Marchione, raffigurante il Papa stesso, che dal simpatico scambio di battute tra il nostro Arcivescovo e Benedetto XVI sembra aver molto gradito.<br />
<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm584.JPG" title="Il gruppo all’arrivo in Vaticano" rel="lightbox[129]"><img align="right" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm584.miniatura.JPG" alt="Il gruppo all’arrivo in Vaticano" title="Il gruppo all’arrivo in Vaticano" /></a>Naturalmete in una visita ufficiale ed in qualità di unico pellegrinaggio diocesano presente con il proprio Arcivescovo all’udienza, era d’obbligo un’intervista del giornale di casa, l’Osservatore Romano, a mons. Ricchiuti, che alla domanda del giornalista: “Come mai siete qui da Acerenza?” rispondeva prontamente “Siamo qui per due motivi principali, primo, ringraziare il Santo Padre di aver dato nella mia persona un nuovo pastore all’ Arcidiocesi ed in secondo luogo per professare la nostra devozione al successore di Pietro, qui in San Pietro, centro della cristianità.<br />
La nostra diocesi mancava da Roma da circa 6 anni in occasione del giubileo del 2000.<br />
Al pellegrinaggio hanno partecipato anche una delegazione di Sindaci ed Assessori dei nostri comuni di Anzi, Cancellara, Acerenza, Genzano, Palazzo, Laurenzana, Trivigno, Tolve, Oppido e Pietragalla.<br />
All’udienza è seguita la visita alla tomba di Giovanni Paolo II ed alla Basilica di San Pietro, dove con mons. Ricchiuti si è pregato secondo le intenzioni del Santo Padre.<br />
La giornata si è conclusa nel santuario diocesano del Divino Amore, alle porte di Roma. Nella luce delle sue splendide vetrate si è celebrata la Santa Messa ravvivata dai giovani e accompagnata da Teodosio Bevilacqua all’organo, e presieduta dal nostro Arcivescovo in una splendida cornice celebrativa formata dai presbiteri della Diocesi e da mille pellegrini.<br />
“Saldo è il cuore del giusto che spera nel Signore” ed ancora, ha aggiunto il Vescovo: -Oggi ci siamo fatti sentire e notare ma questo non deve distoglierci dal cercare e dal progettare il nostro futuro nella solidarietà verso i poveri, nella carità, nella preghiera.<br />
Devono parlare soprattutto le opere; stare insieme e accrescere la fraternità ecclesiale.<br />
Un pensiero particolare lo si è rivolto anche a San Luigi Gonzaga, santo del giorno, che visse come religioso Gesuita con un linguaggio nella prospettiva della povertà, obbedienza e castità.<br />
<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm601.JPG" title="Piazza S. Pietro - L’area riservata all’Arcidiocesi Acheruntina" rel="lightbox[129]"><img align="left" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/12/rm601.miniatura.JPG" alt="Piazza S. Pietro - L’area riservata all’Arcidiocesi Acheruntina" title="Piazza S. Pietro - L’area riservata all’Arcidiocesi Acheruntina" /></a>Infine, é giusto riportare anche alcune brevi testimonianze dei partecipanti, sulla giornata.<br />
*Suor Teresa, secondo Lei ne è valsa la pena di sopportare una mattinata infuocata come quella di oggi per salutare il Papa?<br />
- Moltissimo, perchè il tutto è stato davvero coinvolgente.<br />
Alla stessa domanda alcune teenagers rispondono: Sì, è stata un’esperienza davvero nuova in quanto non avevamo mai visto il Papa e nemmeno la basilica di San Pietro. Qualche ragazzina in tono basso sottolinea però, che tra caldo e viaggio notturno per lei è stata davvero una giornata dura.<br />
*Suor Teresa secondo lei, cosa portiamo a casa da questa giornata?<br />
- Bhe! a parte tanto sole, un’emozione indescrivibie per il Papa e per l’entusiasmo del nostro Arcivescovo.<br />
Anche per Maria sembra che sia rimasta soprattutto tanta stanchezza ma alla domanda di mandare un messaggio al nostro Arcivescovo, risponde con entusiasmo: &#8211; Il nostro Vescovo è una persona squisita per la sua bontà, dolcezza, semplicità, s a attirare i giovani&#8230;<br />
Isa, una ragazzina di 16 anni, dice: Io lo ringrazio tanto perchè da quando c’è lui c’è molta più vivacità nella Diocesi.<br />
- Eleonora da Oppido: Non ci sono parole per esprimere la mia gratitudine, un’emozione grandissima. Grazie di cuore Sua Eccellenza.</p>
<p>Michele Paolucci</p>
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		<title>&#8220;La voce di Dio si fa musica&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Oct 2006 06:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Iacobuzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuta ad Acerenza la I Rassegna di Cori Diocesani

E’ stato un successo la I Rassegna dei cori dell’Arcidiocesi di Acerenza. Duecento cantori delle nostre parrocchie si sono ritrovati lo scorso 21 maggio, alla presenza di mons. Ricchiuti e mons. Scandiffio, nel suggestivo scenario della cattedrale di Acerenza, per pregare e festeggiare insieme i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si è tenuta ad Acerenza la I Rassegna di Cori Diocesani</em></p>
<p><a title="Le Corali in ensemble" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/ods-si.jpg" rel="lightbox[113]"><img title="Le Corali in ensemble" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/ods-si.miniatura.jpg" alt="Le Corali in ensemble" align="left" /></a></p>
<p>E’ stato un successo la I Rassegna dei cori dell’Arcidiocesi di Acerenza. Duecento cantori delle nostre parrocchie si sono ritrovati lo scorso 21 maggio, alla presenza di mons. Ricchiuti e mons. Scandiffio, nel suggestivo scenario della cattedrale di Acerenza, per pregare e festeggiare insieme i canti dello spirito.</p>
<p>Musiche sacre, popolari e concertistiche, dirette dal maestro Pasquale Menchise e musicate dall’organista maestro Teodosio Bevilacqua, sono state intonate dalle corali “Città di Acerenza”, “B.V. del Carmine” di Cancellara, “Carreri” “Maria SS. Delle Grazie” e “Santa Maria della Platea” di Genzano di L., “Obadiah” di Oppido L., “S. Nicola” e “SS. Crocifisso” di Palazzo S. G., “S. Nicola di Bari” di Pietragalla, “S. Nicola di Bari” di S. Chirico N. e “S. Nicola” di Tolve. Ospite d’onore il coro “Die Stimmolanten” di Berlino, che ha emozionato i presenti con le proprie particolari doti canore ed espressive.<span id="more-113"></span></p>
<p>“Sono le corali delle nostre comunità parrocchiali – ha detto monsignor Ricchiuti – che attraverso il canto ci aiutano a levare con gioia il nostro inno di ringraziamento al Signore. Questi momenti passati insieme sono la testimonianza di una comunità che sa pregare, amare e sperare in comunione”.“Le cronache dicono che il 13 maggio 1095 questa Chiesa fu dedicata a Basilica – ha poi annunciato l’arcivescovo acheruntino &#8211; e dunque ogni anno le corali dell’Arcidiocesi saranno invitate in Cattedrale per ricordare e festeggiare quella consacrazione”.</p>
<p>A fine serata mons. Ricchiuti, promotore dell’iniziativa, ha ringraziato dell’operato i coristi, i parroci che curano le corali, i maestri e gli organizzatori. Il canto “Jesus Christ you are my life”, eseguito a corali riunite, ha suggellato la rassegna, con l’arrivederci al 13 maggio 2007.</p>
<p>Salvatore Iacobuzio</p>
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		<title>Lo Sporting Genzano approda in serie D</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 22:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Bevilacqua</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stagione positiva per il calcio diocesano
La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stagione positiva per il calcio diocesano</em></p>
<p><img align="right" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/09/spgencsp.jpg" alt="Stagione positiva per il calcio diocesano" title="Stagione positiva per il calcio diocesano" id="image103" class="alignright" />La stagione sportiva 2005/2006 ha portato risultati decisamente positivi per alcuni centri abitati ricadenti nella Diocesi di Acerenza, facendo gioire in tal modo migliaia di sportivi e tifosi.<br />
Dal punto di vista calcistico lo Sporting Genzano, vincendo il campionato regionale di Eccellenza, ha raggiunto l’ambito traguardo della Serie “D”, così come il Banzi, aggiudicandosi il torneo di prima categoria, si affaccia nel campionato regionale di Promozione. Ma anche altre compagini calcistiche cittadine si sono ben disimpegnate nei due tornei di prima categoria: nel girone “A” il Real Tolve ed il Pietragalla si sono classificati, rispettivamen<span id="more-104"></span>te, al quinto ed al settimo posto mentre nel girone “B” la Serafica Calvello si è posizionato al quarto posto. In seconda categoria, girone “A” il Real San Chirico Nuovo e l’Atletico Genzano hanno disputato un dignitoso campionato così come nel campionato di terza categoria il Cancellara, il Tolve, lo Sporting Vaglio e il San Chirico Nuovo si sono posizionati a metà classifica. Da segnalare intanto il positivo comportamento delle tre squadre di Oppido Lucano: l’Angelo Cristofaro è giunto terzo in eccellenza mentre l’Albatros (in prima categoria) e la Fiasca (in seconda categoria) hanno agguantato la sospirata salvezza nelle ultime giornate dei propri campionati.<br />
Per quanto concerne il calcio a cinque in serie C2 l’Associazione “A.MI.CA.” di Palazzo San Gervasio si è collocato a centro classifica mentre l’S.C. “Acheruntia” è stato promossa in serie C2 avendo vinto il campionato provinciale di Serie D.<br />
Infine è opportuno rilevare la crescita del ciclismo, locale e regionale, grazie soprattutto al velodromo di Oppido Lucano dove è continua e frequente l’organizzazione di manifestazioni non solo extraregionali ma anche a livello nazionale alle quali partecipano tantissimi giovani e giovanissimi di belle speranze.</p>
<p>Antonello Bevilacqua</p>
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