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	<title>Orme di Speranza &#187; Acerenza</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>La Chiesa invita i credenti a mobilitarsi in aiuto dei terremotati dell&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Arcivescovo a scritto al Pastore della Diocesi si L&#8217;Aquila per esprimergli   la solidarietà e assicurare la preghiera della nostra comunità diocesana.
&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arcivescovo a scritto al Pastore della Diocesi si L&#8217;Aquila per esprimergli   la solidarietà e assicurare la preghiera della nostra comunità diocesana.</p>
<p><em>&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle persone care, l&#8217;angoscia per i giorni avvenire.&#8221;</em></p>
<p>Questa mattina la Caritas Diocesana e l&#8217;Ufficio per la Pastorale dei Giovani della Diocesi di Acerenza hanno contattato la Caritas Diocesana di L&#8217;Aquila per dire tutta la nostra disponibilità a venire incontro a quanto ci sarà chiesto e in generi di prima necessità e in vestiario o coperte. Così come per eventuale aiuto da offrire in termini di volontariato.</p>
<p>Nel frattempo La Conferenza Episcopale di Basilicata invita tutti <em>&#8220;a pregare per le vittime del terremoto, mostrando una solidarietà reale verso quanti ora, in quella regione, si trovano nell&#8217;estremo bisogno, perché privati di tutto&#8221;</em>.<span id="more-906"></span></p>
<p><strong> Giovedì 9 p.v., Giovedì Santo in tutte le parrocchie della regione si effettuerà una raccolta fondi. </strong></p>
<p><em> &#8220;Gesù ha lavato i piedi ai discepoli &#8211; scrivono i Vescovi lucani &#8211; per indicare a tutti la priorità dell&#8217;amore, che si esprime nel servizio ai fratelli; noi siamo chiamati ad imitarLo nel compiere un ulteriore e tangibile gesto di amore, condividendo con gioia il frutto del nostro lavoro quotidiano.</p>
<p>Noi, che nel 1980 abbiamo sperimentato la dolcezza, la grandezza e la bellezza dell&#8217;amore concretamente donato e fraternamente accolto, desideriamo, ora, manifestare la forza trasfigurante della vita nuova che sgorga, per tutti, dalla risurrezione di Cristo, con gesti di sincera generosità, perché &#8220;abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente&#8221; (1Tm 4,10).&#8221;</em></p>
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		<title>Lettera dell&#8217;Arcivescovo ai giovani in occasione della Giornata Diocesana dei Giovani.</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 11:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Acerenza 04 aprile 2009
Carissimi giovani,
durante gli incontri dei Giovedì di Quaresima, mentre vi ascoltavo attraverso i vostri sms, le vostre domande e i vostri sguardi carichi di attese, pensavo già al nostro incontro della GDG09 ad Acerenza e a questo mio messaggio, affinché il Signore mi concedesse le giuste parole per descrivere il mio desiderio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/avis-giornata-dei-giovani-129.jpg" rel="lightbox[884]"><img class="size-medium wp-image-887 alignleft" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/avis-giornata-dei-giovani-129-200x300.jpg" alt="avis-giornata-dei-giovani-129" width="200" height="300" /></a>Acerenza 04 aprile 2009</p>
<p>Carissimi giovani,<br />
durante gli incontri dei Giovedì di Quaresima, mentre vi ascoltavo attraverso i vostri sms, le vostre domande e i vostri sguardi carichi di attese, pensavo già al nostro incontro della GDG09 ad Acerenza e a questo mio messaggio, affinché il Signore mi concedesse le giuste parole per descrivere il mio desiderio di vedervi, in questo mondo così pieno di contraddizioni, entusiasti protagonisti di una storia che si rinnova attraverso la vostra vita di cristiani, testimoni di Cristo Risorto, nostra speranza.</p>
<p>Oggi, alla vigilia della Domenica delle Palme, mentre ci apprestiamo a vivere la Giornata n &#8211; Mondiale della Gioventù, vi chiedo con cuore di padre di accogliere con generosità l&#8217;invito di Cristo ad essere annunciatori del suo Vangelo nell&#8217;ambiente familiare, nei luoghi dove studiate , lavorate e trascorrete il vostro tempo libero, nelle relazioni di amicizia e ovunque voi siete presenti come donne e uomini: da cristiani per ridar speranza di vita ad un mondo dove troppo pessimismo frena la fiducia nel futuro.<span id="more-884"></span><br />
Noi, cristiani, siamo ottimisti, crediamo nel futuro perchè esso non finisce nell&#8217;assurdo del nulla, ma approda in Dio, Padre nostro e Signore nostro.<br />
È questo l&#8217;orizzonte che deve caratterizzare il nostro mondo: la &#8216; convivialità delle differenze&#8217;, la ricchezza delle tradizioni, la creatività di tutti voi giovani, le opportunità che il mondo vi offre, i progetti che abitano il vostro cuore. Tutto deve concorrere a creare una cultura della convivenza.<br />
Questo ci insegna Gesù: saper con-vivere con gli altri per realizzare quella fraternità che non può realizzarsi se esasperiamo le differenze e i propri punti di vista.<br />
Non vi chiedo di rinunciare alle vostre ragioni, ma da ragazze e ragazzi cristiani di sperimentare relazioni libere e liberanti, che abbiano sempre il loro fondamento nel Vangelo di Cristo e diventino accoglienti dell&#8217;altro.<br />
Cari giovani, a voi affido questa grande missione, che ho maturato nella mia personale preghiera di questi giorni: siate esperti animatori di con-vivenza. Rifacendomi alla Beata Geltrude, fondatrice delle suore sacramentino di Bergamo, prossima alla canonizzazione il 26 aprile 09, vi affido il suo progetto di santità: &#8220;Impara a farsi santo chi sa ben convivere coni fratelli&#8221;.<br />
Proprio in questo trova la sua pienezza il comandamento affidatoci da Cristo: amatevi come io vi ho amati.<br />
Miei cari amici grazie per quello che siete, io vi seguo con la preghiera e l&#8217;amicizia, non arrendetevi alla cultura relativistica che vi consuma, ma siate protagonisti della vostra vita, tracciando, anche tra le contraddizioni, lo stile bello e affascinante di una fede che ci fa amare senza misura ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza.</p>
<p>Vostro</p>
<p>don Giovanni, Arcivescovo</p>
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		<title>La giornata degli immigrati</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 10:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono Ileana, vengo dalla Romania e lavoro da tre anni ad Acerenza.
Anche quest&#8217;anno la signore del gruppo &#8220;Caritas&#8221; sono state più che gentili ad organizzare un bell&#8217; incontro per tutti noi in occasione della giornata degli immigrati: 18-01-2009.
La festa è incominciata con la celebrazione della Santa Messa nel convento Parrocchia S.Antonio, da Don Pierpaolo. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/giorn_migrantes_1.jpg" rel="lightbox[856]"><img class="alignleft size-medium wp-image-861" title="La giornata degli immigrati" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/giorn_migrantes_1-225x300.jpg" alt="La giornata degli immigrati" width="225" height="300" /></a>Sono Ileana, vengo dalla Romania e lavoro da tre anni ad Acerenza.<br />
Anche quest&#8217;anno la signore del gruppo &#8220;Caritas&#8221; sono state più che gentili ad organizzare un bell&#8217; incontro per tutti noi in occasione della giornata degli immigrati: 18-01-2009.<br />
La festa è incominciata con la celebrazione della Santa Messa nel convento Parrocchia S.Antonio, da Don Pierpaolo. E&#8217; stato un momento spirituale bellissimo che ci ha ricordato che Dio è uno, anche se le confessioni religiose sono diverse, nella casa di Dio siamo tutti suoi figli. Dopo la messa, nel salone vicino alla chiesa, tutti gli immigrati hanno portato dei piatti specifici nazionali,<br />
in modo che abbiano potuto assaggiare anche gli italiani sapori diversi di pietanze e dolci. Sulla tavola si sono ritrovati piatti Rumeni (dolci e salati) insieme con quelli bulgari, graditi da tutti.<br />
Mentre parlavamo tra noi, ho fatto una riflessione: proprio il territorio e la lingua italiana ci hanno avvicinati, per chiedere informazioni riguardo alle ricette bulgare abbiamo parlato tutti in italiano. <span id="more-856"></span><br />
Mi sono resa conto che l&#8217;Italia ha dato modo di avvicinarmi e relazionarmi con cittadini di diverse nazionalità.<br />
Acerenza è diventata il nostro punto comune, in luogo accogliente che ci permette di lavorare, comunicare, fare amicizia con delle persone speciali.<br />
Dopo aver assaporato e gustato tutto, la serata è stata allietata da danze Rumene e Bulgare alle quali hanno partecipato tutte le signore del gruppo Caritas, le amiche, Don Giuseppe che ha partecipato con tanta allegria ed entusiasmo.<br />
La musica e il ballo sono il linguaggio universale per tutti i cittadini del mondo, così ci siamo sentiti ancora più uniti. Purtroppo, si attraversa un periodo molto difficile, quando con gli occhi dell&#8217;opinione pubblica sono stati visti tanti esempi negativi, atteggiamenti sbagliati ed episodi violenti da parte di alcuni immigrati, fatti conclamati con veemenza da tutti noi immigrati.<br />
<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/giorn_migrantes_2.jpg" rel="lightbox[856]"><img class="alignright size-medium wp-image-862" title="La festa degli immigrati" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/giorn_migrantes_2-300x225.jpg" alt="La festa degli immigrati" width="300" height="225" /></a>La gente di Acerenza trova nella fede la forza di non aver pregiudizi e ci mostra comprensione e tolleranza, nel modo che la nostra integrazione è realizzata senza difficoltà. Io sono u esempio concreto, come ortodossa, da un anno faccio parte del gruppo cristiano &#8220;Legione di Maria&#8221; dove mi trovo benissimo, ho incontrato delle persone sensibili e gentili che mi hanno accolta con amore cristiano. In mezzo a loro ho imparato a parlare e scrivere la lingua italiana, che mi ha permesso di esporre questa testimonianza e di approfondire i principi cristiani cattolici.<br />
Ogni anno queste giornate mi hanno fatto felice sentendomi parte della grande famiglia umana.<br />
Grazie, Acerenza, per tutto quello che mi hai dato, mi dai e mi darai ancora&#8230;</p>
<p>Noszek Edith Ileana</p>
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		<title>Il movimento dei Cursillos apre la sezione di Acerenza</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Castelmezzano]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;CURSILLOS DE CRISTIANDAD&#8221; è una curiosa parola spagnola che vuol dire &#8220;PICCOLO CORSO DI CRISTIANITA&#8217; &#8220;. Si tratta proprio di un corso della durata di soli tre giorni, ma intensi, durante i quali si riscopre il significato del battesimo e dei doveri che ne scaturiscono.
Il movimento dei Cursillos si basa sul cosiddetto &#8220;TREPPIEDE&#8221;: Studio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;CURSILLOS DE CRISTIANDAD&#8221; è una curiosa parola spagnola che vuol dire &#8220;PICCOLO CORSO DI CRISTIANITA&#8217; &#8220;. Si tratta proprio di un corso della durata di soli tre giorni, ma intensi, durante i quali si riscopre il significato del battesimo e dei doveri che ne scaturiscono.<br />
Il movimento dei Cursillos si basa sul cosiddetto &#8220;TREPPIEDE&#8221;: Studio della Parola, Pietà ed Azione. E&#8217; diviso geograficamente in territori: il terzo unisce Puglia, Basilicata e Calabria.<br />
Il cammino degli aderenti inizia con questi tre giorni vissuti tra rollos (testimonianze) di laici e rollos tenuti da sacerdoti riguardanti la vita di grazia, i sacramenti, la fede, alternati a visite al Santissimo Sacramento, preghiere e canti.<br />
Il &#8220;piccolo corso&#8221; si conclude con la consapevolezza che Cristo conta su di noi e noi contiamo su Cristo, ma da quel momento inizia il quarto giorno che vuol dire portare quell&#8217;esperienza nel vissuto, in famiglia, negli ambienti frequentati. La quotidianità potrebbe affievolire l&#8217;entusiasmo accumulato in quei giorni allora, oltre che attingere dalla Pasqua domenicale, ci si ritrova ogni settimana nell&#8217;incontro chiamato &#8220;ULTREYA&#8221; che vuol dire &#8220;ANDARE AVANTI&#8221; &#8220;ANDARE OLTRE&#8221;, oltre la vita terrena, oltre la sofferenza, oltre i nostri limiti, un incontro durante il quale ci si confronta sul brano del Vangelo della domenica, si visita il Santissimo per lodarLo, ringraziarLo ed affidarGli le nostre vite.<span id="more-853"></span><br />
Anche nella nostra diocesi e precisamente a Tolve, i Cursillos sono presenti da dieci anni. In quest&#8217;arco di tempo sono 55 i laici che hanno fatto l&#8217;esperienza tra cui alcuni fratelli di Castelmezzano, Irsina e Albano di Lucania, 5 le consacrate e 6 i presbiteri.<br />
Quest&#8217;anno S.E. Monsignor Ricchiuti ci ha fatto dono del decreto di riconoscimento e quindi anche i Cursillos di Cristianità da oggi rientrano ufficialmente tra i gruppi riconosciuti nella Chiesa diocesana acheruntina.<br />
Noi componenti del movimento eravamo già impegnati in parrocchia, da oggi lo faremo con una carica in più ed è con il cuore colmo di gioia che lodiamo Dio, lo ringraziamo dei benefici che ci ha fatto attraverso il Vescovo, e i nostri sacerdoti don Nicola Moles e don Nico Baccelliere, ai quali va il nostro affetto e il nostro ringraziamento. Un ringraziamento va anche a tutti i sacerdoti che nel corso degli anni si sono alternati lasciando sempre un segno indelebile nei nostri cuori. &#8220;DE COLORES ED ULTREYA&#8221;</p>
<p>Marilena Mirauda</p>
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		<title>L&#8217;Azione Cattolica riflette sul proprio ruolo alla luce della &#8220;Christi Fidelis Laici&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Acerenza, 11 gennaio, Centro Congressi Mons. Gala.
Dopo un breve riferimento all’attività svolta la presidente, Ada Grippo, presenta il tema della giornata: una riflessione sul laicato a pochi giorni dalla celebrazione della decima giornata diocesana per la pace.
Citando il compianto pontefice Giovanni Paolo II la presidente afferma che, soprattutto in questo momento, non è lecito rimanere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/aci.gif" rel="lightbox[790]"><img class="alignleft size-medium wp-image-792" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/aci-300x198.gif" alt="aci" width="300" height="198" /></a><em>Acerenza, 11 gennaio, Centro Congressi Mons. Gala.</em></p>
<p>Dopo un breve riferimento all’attività svolta la presidente, Ada Grippo, presenta il tema della giornata: una riflessione sul laicato a pochi giorni dalla celebrazione della decima giornata diocesana per la pace.</p>
<p>Citando il compianto pontefice Giovanni Paolo II la presidente afferma che, soprattutto in questo momento, non è lecito rimanere in ozio e, facendo propria una riflessione del Cardinale Tettamanzi: ”Questa è l’ora dei laici, è necessario che essi si inseriscano a pieno titolo e con un proprio ruolo nella missione della Chiesa. E’ necessario passare dalla teoria conciliare sui laici ad un’autentica prassi ecclesiale.”<span id="more-790"></span></p>
<p>Il compito specifico dei laici è, come ha precisato il Papa Benedetto XVI a Verona, “di agire in ambito economico, sociale e politico per costruire un giusto ordine nella società”. Questo obiettivo può essere perseguito percorrendo la via della spiritualità, della comunione, del dialogo. La vita associativa dell’AC trova dunque il suo punto di forza nello stare insieme, per pregare, per discutere e per confrontarsi, per compiere il discernimento delle situazioni concrete, per maturare orientamenti, per agire in spirito di servizio, e soprattutto per inaugurare, con la testimonianza del laicato cattolico, una nuova stagione di dialogo fra la Chiesa e la società.</p>
<p>L’arcivescovo Mons. Ricchiuti ha detto: “Vi confermo la mia vicinanza che fa appello a 140 anni di storia dell’AC, 140 anni di esperienza feconda. Anche oggi i frutti verranno perché vedo con gioia il vostro impegno. Il mio desiderio è camminare con voi.”</p>
<p>Poi, riprendendo e rilanciando il discorso della Presidente, l’Arcivescovo rileva come il laico utilizza la domenica, il giorno della comunità, dell’incontro, del dialogo, della preghiera e della riflessione condivisa secondo lo stile della comunione ecclesiale per poi svolgere nella settimana il suo coerente impegno in ambito produttivo, economico, politico per ordinare il mondo secondo il Vangelo.</p>
<p>In vista di tale impegno diviene centrale nella vita dei laici cattolici la domanda: “E voi chi dite che io sia?” In questa domanda l’iscritto all’Azione Cattolica trova il senso e la prospettiva del suo impegno.</p>
<p>Oggi celebriamo il battesimo del Signore. La liturgia di oggi ci offre la prima risposta a questa domanda. Gesù scende nell’acqua per farsi battezzare per condividere con noi in pienezza la dimensione umana. Allora si squarciano i cieli è il Padre svela l’identità di Gesù: “Questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto”.</p>
<p>Nel momento in cui il Padre svela l’identità del suo figlio diletto definisce anche la nostra identità come fratelli in Cristo, figli dello stesso padre e coeredi. Recuperiamo come AC la nostra identità di figli e coeredi per portare al mondo questa buona novella e per ordinare il mondo secondo Cristo.</p>
<p>Poi Fausto traccia una sintesi per grandi linee ma con molta efficacia della “Cristhi fidelis laici” di Giovanni Paolo II.</p>
<p>Il padrone esce di prima mattina e chiama operai per la sua vigna fino a tarda sera. Anche noi siamo stati chiamati ma il nostro impegno non sarà produttivo se non assumiamo Cristo come punto di forza. Cristo è la vite e noi siamo i tralci. Noi tutti siamo tralci dell’unica vite. Questa considerazione fonda la comunione ecclesiale. La vigna è il mondo che deve essere trasformato, cioè ordinato a Cristo. Egli stesso ha detto: “Vi ho costituito perché andiate e portiate frutto perché siate buoni amministratori della grazia di Dio”. L’ascolto della parola e la formazione costituiscono la linfa che, collegandoci a Cristo, ci consente di portare più frutto.</p>
<p>Dobbiamo evitare la tentazione di rimanere nella Chiesa come consumatori del sacro. Dobbiamo anche evitare di essere cristiani in chiesa ed opportunisti fuori, non possiamo legittimare la separazione tra fede e vita. In quanto laici partecipiamo al sacerdozio di Cristo, un sacerdozio di indole secolare che ci consente di gestire la conflittualità per orientarla alla pace, di valorizzare le diversità fra noi come ricchezza che si esprime in una comunione organica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Epifania 2009. Siate un dono l&#8217;uno per l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 23:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una breve sintesi dell&#8217;omelia di Sua Eccelenza Mons. Ricchiuti arcivescovo di Acerenza pronunciata in Cattedrale nel giorno dell&#8217;Epifania.
La luminosità e lo splendore del Natale raggiunge oggi il punto culminante. Si era già manifestato ai pastori oggi attraverso i magi venuti dall&#8217;oriente si manifesta a tutti i popoli della terra per chiamare tutti alla salvezza. Nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una breve sintesi dell&#8217;omelia di Sua Eccelenza Mons. Ricchiuti arcivescovo di Acerenza pronunciata in Cattedrale nel giorno dell&#8217;Epifania.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania1.gif" rel="lightbox[771]"><img class="alignleft size-medium wp-image-777" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania1-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a><em>La luminosità e lo splendore del Natale raggiunge oggi il punto culminante. Si era già manifestato ai pastori oggi attraverso i magi venuti dall&#8217;oriente si manifesta a tutti i popoli della terra per chiamare tutti alla salvezza. Nessuna esperienza di questa umanità è esclusa dal suo progetto di amore.</em></p>
<p><em>Un racconto straordinario quello di Matteo. Gerusalemme è confusa, Erode teme per il suo trono. I magi offrono al bambino oro, incenso e mirra. Si realizza il sogno del popolo di Israele, ma sono degli stranieri a riconoscerlo.  Nel salmo responsoriale abbiamo cantato: &#8220;Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore&#8221;. Adoreranno: un verbo al futuro, una speranza, una certezza collegata con il progetto di Dio annunciato dalla scrittura.</em><span id="more-771"></span></p>
<p><em>Oggi però la Palestina è straziata dalla guerra. Preghiamo per la pace e, nonostante le difficoltà del momento, guardiamo alla stella che ieri condusse i magi a Betlemme e che oggi invita ciascuno di noi ad andare verso Gesù. Questo è il senso di questa festa nella quale la Chiesa ci ripropone la promessa: &#8221;Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore.&#8221;</em></p>
<p><em>Ma la cosa più straordinaria è che il Signore si serve di noi </em><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania21.gif" rel="lightbox[771]"><em><img class="alignright size-medium wp-image-778" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania21-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></em></a><em>oggi per annunciare al mondo questa promessa, per realizzare questo progetto. Noi siamo la stella cometa grazie alla luce che con il Battesimo è entrata nella nostra vità. E&#8217; necessario che questa luce lasci una traccia nella comunità in cui viviamo. Non spegniamola questa luce. I doni che i magi hanno offerto a Gesù rappresentano ciascuno di noi nel momento in cui, in nome di Gesù, ci facciamo dono gli uni per gli altri.</em></p>
<p><em>Usciamo dunque da queste feste natalizie luminosi e pregni di carità, concorreremo a realizzare il progetto di Dio perchè tutti i popoli vengano a Lui.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dopo mille anni liturgia per le Chiese orientali in Acerenza</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 19:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dai tempi della venuta dei Normanni (IX secolo) non si ha notizia di liturgie di fedeli in comunione con i Patriarcati orientali ad Acerenza, oggi, domenica 28 dicembre, padre Adrian della Chiesa Ortodossa di Rumania ha celebrato la Divina liturgia (Messa) per gli immigrati del suo Patriarcato (Bucarest) nella Cappella di S. Laviero (detta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/padriano2.gif" rel="lightbox[756]"><img class="alignleft size-medium wp-image-761" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/padriano2-194x300.gif" alt="" width="194" height="300" /></a>Dai tempi della venuta dei Normanni (IX secolo) non si ha notizia di liturgie di fedeli in comunione con i Patriarcati orientali ad Acerenza, oggi, domenica 28 dicembre, padre Adrian della Chiesa Ortodossa di Rumania ha celebrato la Divina liturgia (Messa) per gli immigrati del suo Patriarcato (Bucarest) nella Cappella di S. Laviero (detta del Purgatorio).</p>
<p>Solo una decina di fedeli rumeni ha intonato i canti natalizi nella graziosa cappella ma le immagini della liturgia orientale, grazie alle riprese fatte per <em>Raitre</em>, incoraggeranno gli immigrati ortodossi della nostra regione che le vedranno. Padre Adrian saluta i presenti definendoli ornamento del suo <em>epitrachilio </em>(stola) perché coloro che si sono inebriati con lui delle antichissime preghiere e dei sacri canti saranno d&#8217;ora in poi nella sua responsabilità di pastore. Meglio, ha spiegato il ministro sacro che lavora in una nota falegnameria di Acerenza, i presenti da ora in poi sono nel cammino comune verso la liturgia interminabile escatologica. <span id="more-756"></span></p>
<p>Il Patriarcato di Romania dal 1925 ha introdotto il medesimo calendario liturgico gregoriano modificato dai Papi nel rinascimento per motivi astronomici per cui è coincisa la Festa della Sacra Famiglia con quella dei cattolici. La lunga eucarestia (2 ore) è sembrata brevissima per la piacevole intonazione dei canti della moglie di padre Adrian e delle fedeli presenti visibilmente commosse forse per i ricordi delle famiglie lontane: un pegno di normalità per gli immigrati italiani spesso al centro delle cronache nere. Al termine della celebrazione il prete (tale è anche per la dottrina cattolica) ha annunciato Dio come «la madre paziente alla quale il bimbo morde il seno appena succhiato» o «come madre che lava il bimbo che si sporca in continuazione»: una boccata di speranza, di ottimismo e di fiducia che gli immigrati possono infondere nei nostri paesi sempre più carenti di giovani. </p>
<p>Una cosa eccezionale: il ministro separato (per i cattolici) ha menzionato l&#8217;Arcivescovo cattolico di Acerenza nella lista dei rappresentanti – solo e rigorosamente ortodossi ! &#8211; delle Chiese mondiali, perché per p. Adrian «ormai è il vescovo insieme a quello ortodosso (Siluan di Roma, n.d.a.)» così come ha avuto per vicissitudini varie, doppio padrino di battesimo e altro «ma un&#8217;unica moglie!» Quest&#8217;ultima si è lasciata andare ad un gesto scherzoso di schiaffi per la <em>boutade </em>del marito ma così ha richiamato il motivo della presenza degli immigrati tra noi: mantenere la propria famiglia e non impoverire quelle italiane! Nei saluti del celebrante non è stato tralasciato il sostegno anche materiale della Arcidiocesi di Acerenza agli immigrati ed in particolare allo stesso “prete – falegname- padre di famiglia”.</p>
<p>P. Adrian celebrerà a Potenza (06 gennaio, parr. S. Anna, via Dante) a Tursi (04 gennaio) e Ginosa/ Castellaneta (11 gennaio).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Franco Miano: &#8220;Azione Cattolica, uomini fino in fondo, fino in cima&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 19:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[
Si è svolto ad Acerenza il convegno Diocesano di Azione Cattolica con la partecipazione del Presidente Nazionale, prof. Franco Miano. riportiamo qui di seguito una sintesi della sua relazione
Come donne e uomini dell’Azione Cattolica noi siamo chiamati a vivere nella laicità in comunione con il magistero ordinario il nostro cammino di Chiesa, e lo facciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ac.gif" rel="lightbox[669]"><img class="alignleft size-medium wp-image-672" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ac-300x214.gif" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p><em>Si è svolto ad Acerenza il convegno Diocesano di Azione Cattolica con la partecipazione del Presidente Nazionale, prof. Franco Miano. riportiamo qui di seguito una sintesi della sua relazione</em></p>
<p>Come donne e uomini dell’Azione Cattolica noi siamo chiamati a vivere nella laicità in comunione con il magistero ordinario il nostro cammino di Chiesa, e lo facciamo nella consapevolezza delle difficoltà di questo particolare momento storico, con il cuore pieno di gioia e traboccante di Speranza perché Cristo ci accompagna nel nostro cammino.</p>
<p>Concretamente la vita dell&#8217;Azione Cattolica è sinergia tra laici e pastori, tra azione e magistero.Una vita che conta ormai 140 anni di storia, una storia importante, spesso profetica , un laboratorio di servizio e di spiritualità che si è concretizzato in animazione liturgica, catechesi ed esercizio della carità, esperienze profetiche che poi sono state tradotte in indicazioni pastorali dal Concilio.</p>
<p><span id="more-669"></span></p>
<p> Si tratta di memoria viva che caratterizza nei tratti fondamentali la nostra identità ma noi, aperti come siamo al futuro, non guardiamo con nostalgia al passato. Nell&#8217;Azione Cattolica abbiamo ragazzi, giovani e adulti, tutti impegnati costruire un futuro migliore. Per ogni età della vita c&#8217;è lo spazio dell&#8217;impegno e della Speranza.</p>
<p>Il tempo che il Signore ci dona di vivere va pensato e vissuto come risposta alla Sua chiamata così come hanno fatto i testimoni che ci hanno preceduto. Il Papa ci ha detto che i Santi dell&#8217;Azione Cattolica hanno fatto grande la nostra Associazione e che a ciascuno di noi, se ci impegniamo in adeguati percorsi formativi sotto la guida dei nostri pastori, sarà possibile realizzare nella nostra vita un capolavoro di santità.</p>
<p>Ciò sarà concretamente possibile seguendo la via che Giovanni Paolo II ci aveva già indicato a Loreto quando ci ammoniva:”rispondete alla domanda di santità secondo la vostra condizione laicale attraverso la contemplazione, la comunione e l&#8217;esercizio fedele della missione”. Sarà bello camminare insieme nutriti dalla Parola di Dio nella partecipazione alla vita ecclesiale ed alla vita civile vivendo insieme un costante impegno formativo. Infatti la bellezza dell&#8217;Azione Cattolica consiste nel percorrere insieme la via della santità alla quale tutti siamo chiamati. Sarà bello allora riscoprire insieme il senso vocazionale della vita . In questi anni l’Azione cattolica ci ha riproposto la domanda di Cristo ai suoi discepoli:”E voi chi dite che io sia?”  Non è una domanda retorica, ma una domanda di vita. Chi è Gesù per me? per noi? Chi è che ci chiama ed a cosa ci chiama? Cosa dice Cristo nella mia, nella nostra vita?</p>
<p>Noi scegliamo di fare Azione Cattolica perché Cristo ci ha chiamati all’unità; perché avvertiamo la gioia di una risposta entusiastica in comunione; perché avvertiamo una responsabilità condivisa.</p>
<p>Non è facile oggi sentire una chiamata. Facciamo fatica ad ascoltare. Per ascoltare la voce del Signore bisogna fargli spazio. Ma la vita associativa ci chiede di ascoltare anche la voce dei fratelli, bisogna trovare il tempo e le motivazioni per vivere in prossimità con loro. Chiamati ad essere santi significa essere chiamati alla pienezza dell&#8217;essere perché l&#8217;azione, il fare ha senso solo se c&#8217;è profondità ed autenticità dell&#8217;essere.</p>
<p>Con il battesimo noi siamo stati chiamati alla santità, il Signore non ci chiede l’impossibile, diventeremo santi con l’azione intesa come risposta alla chiamata e con un costante impegno formativo.</p>
<p>In un tempo in cui si sente il pressante bisogno di affermare se stessi, di differenziarsi dagli altri percepiti come massa, noi dell’Azione Cattolica scegliamo di rinnegare noi stessi per  metterci a servizio della comunità ecclesiale e civile, noi scegliamo di fare unità, di associarci.</p>
<p>L’Azione Cattolica, nel suo piccolo, senza alcuna presunzione di esclusività o di autosufficienza,  rende visibile e concreta la popolarità della Chiesa, in quanto appunto popolo di Dio.</p>
<p>In un tempo in cui, nel mezzogiorno di Italia, si assiste ad un diffuso fenomeno di fuga e di abbandono dei luoghi e delle comunità, noi di Azione Cattolica scegliamo di vivere con il vescovo e con la chiesa locale nel luogo che il Signore ci ha donato come nostro spazio di vita e di santità.</p>
<p>Il papa ci ha detto: “Questo essere collegati alla vita delle persone ed alle realtà delle vostre chiese locali attribuisce un ruolo particolare alla vostra vocazione.</p>
<p>Anche noi in quanto laici con il battesimo siamo consacrati, partecipiamo al Sacerdozio comune, siamo chiamati ad una ministerialità in equilibrio fra Chiesa universale e Chiesa locale, fra comunità ecclesiale e comunità civile, tra fede e cultura.  Si tratta di un equilibrio difficile ma necessario. Per questa ragione l’impegno formativo volto a configurare la nostra persona ad immagine di Dio è essenziale per ciascuno di noi ma nello stesso tempo è importante aver cura della vita associaziativa e della educazione dei giovani, impegno assolutamente centrale per l’Azione Cattolica. Si perché siamo chiamati alla fecondità dello Spirito che ci chiama a vivere in pienezza ed a partecipare la vita. In questo senso siamo chiamati ad essere donne ed uomini fino in fondo, fino in cima.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli echi dell&#8217;omelia sul sagrato della chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 07:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>

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		<description><![CDATA[Acerenza, Domenica 16 novembre 2008.
La cattedrale piano piano si svuota dopo la messa delle undici. C&#8217;è un tenue sole d&#8217;autunno sul sagrato della Chiesa. L&#8217;omelia di Don Giuseppe Nardozza è stata incisiva. A ciascuno di noi il Signore ha dato dei talenti, cioè un tempo e delle opportunità. Le utilizziamo produttivamente per far crescere la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Acerenza, Domenica 16 novembre 2008.</p>
<p>La cattedrale piano piano si svuota dopo la messa delle undici. C&#8217;è un tenue sole d&#8217;autunno sul sagrato della Chiesa. L&#8217;omelia di Don Giuseppe Nardozza è stata incisiva. A ciascuno di noi il Signore ha dato dei talenti, cioè un tempo e delle opportunità. Le utilizziamo produttivamente per far crescere la nostra Chiesa e la nostra comunità civile?</p>
<p>Rina Travascio, presidente dell&#8217;AC parrocchiale, tenta una sintesi: &#8221; Volendo tentare un bilancio credo che nella nostra comunità c&#8217;è disponibilità, impegno e partecipazione. La nostra comunità è vivace ed attiva, nonostante che la comunità sia piccola. Va comunque registrato un indice di dispersione  nel senso che le attività non sempre risultano ispirate ad un coerente progetto pastorale in ambito ecclesiale o ad una puntuale programmazione nella dimensione civile.&#8221;</p>
<p>Anna Rita Ianniello: &#8220;Io vivo fuori Acerenza e francamente ogni volta che torno ho una strana sensazione come di decellerazione. Faccio fatica ad ambientarmi in una comunità dai ritmi lenti, una comunità che mi appare dormiente. Francamente alcuni anni fa quando io ero inserita nella dimensione ecclesiale e civile di Acerenza la comunità era molto più dinamica&#8221;.<span id="more-589"></span></p>
<p>Don Giuseppe Nardozza: Negli ultimi tempi  le nostre parrocchie stanno recuperando  un certo dinamismo, c&#8217;è però ancora molto da fare soprattutto per vincere una sorta di propensione a farsi da parte a non partecipare, una indisponibilità  difficile da interpretare io la ricondurrei alla paura di esporsi.</p>
<p>Anna Rita: &#8220;Bisogna aiutare le persone a riconoscere i propri sentimenti, a consapevolizzare le motivazioni  che sottendono alle loro scelte relazionali, occorre dare senso alla propria disponibilità perchè la nostra azione sia funzionale ai dinamismi della vita ecclesiale e civile.&#8221;</p>
<p>Rosalba Bochiccio: &#8220;Personalmente io avverto la positività della partecipazione alla dimensione ecclesiale dove la persona è accolta, ed aiutata a crescere, ciononostante va segnalata la situazione di profonda emrginazione e di solitudine nella quale vivono diverse persone della nostra comunità che trovandosi in una situazione di disagio o di difficoltà relazionale non riescono ad esprimere una disponibilità alla partecipazione. La sofferenza che si accompagna alla solitudine di queste persone non può non pesare sulla coscienza di noi cristiani. Aiutandoli ad inserirsi potremmo scoprire anche in essi una grande ricchezza interiore. Anche quelli sono dei talenti  che noi colpevolmente abbiamo sotterrato e di essi il Signore ci chiederà conto.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Acerenza: Canio Orlando festeggia i 100 cento anni</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 20:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrando narrando]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[Canio Orlando, classe 1908, era un giovane artigiano quando  conobbe Lucia, una ragazza   dotata di un sorriso splendente e capace di un amore pudico e profondo, autentico e irresistibile. Aveva trent’anni Canio quando  riuscì a coronare il suo sogno e sposare Lucia e trentuno quando nacque Donato, il frutto del loro amore.
Nel 1939 la guerra si abbatté come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignleft size-medium wp-image-554" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5-166x300.gif" alt="" width="166" height="300" /></a>Canio Orlando, classe 1908, era un giovane artigiano quando  conobbe Lucia, una ragazza   dotata di un sorriso splendente e capace di un amore pudico e profondo, autentico e irresistibile. Aveva trent’anni Canio quando  riuscì a coronare il suo sogno e sposare Lucia e trentuno quando nacque Donato, il frutto del loro amore.</p>
<p>Nel 1939 la guerra si abbatté come una immane tragedia sulla felicità dei giovani sposi e mast’ Cani’ venne strappato alla famiglia e inviato al fronte in Polonia dove il suo battaglione fu distrutto ed egli, insieme a pochi altri superstiti,  fu fatto prigioniero da una pattuglia australiana.  Dopo molte peripezie, caricato insieme ad altri prigionieri su un carro bestiame, fu condotto in un campo di concentramento ad Alessandria d’Egitto,  poi in Libia, in Eritrea, in Cirenaica e quindi in India dove rimase un tempo imprecisato, forse qualche anno. <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5.gif" rel="lightbox[552]"><span id="more-552"></span></a>Qui finalmente fu raggiunto dalla Croce Rossa, <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario8.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignright size-medium wp-image-555" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario8-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>che, dopo averlo identificato gli offrì un foglio di carta ed una busta perchè desse notizie di sé alla famiglia. Fu poi imbarcato e, dopo 29 giorni di avventurosa navigazione, arrivò in Australia per essere condotto a lavorare nei campi di un azienda privata come uno schiavo.</p>
<p>Canio Orlando dovette sopportare tutte le contraddizioni e le sofferenze di un mondo profondamente malato. Gli fu negata la famiglia, la dignità, l’identità e tutti i diritti fondamentali del vivere civile.  <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario7.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignleft size-medium wp-image-556" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario7-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a>Canio non si perse d&#8217;animo il ricordo di Lucia che teneva amorevolmente fra le braccia il loro bambino, il loro futuro gli consentì di superare prove difficilissime..</p>
<p>Trascorsero diversi, lunghissimi anni fino al 1947 quando finalmente fu imbarcato su una nave e, dopo un mese di navigazione, sbarcò a Napoli.</p>
<p>Quando Canio Orlando arrivò ad Acerenza il figlio Donato aveva ormai otto anni.  I giovani della parrocchia che gli fanno corona in questa foto hanno molto da apprendere dall&#8217;esperienza centenaria di Zio Canio.  In primo luogo il valore fondamentale della famiglia. Zio Canio, persona schiva e riservata, ha fatto comprendere come l&#8217;amore è un valore profondo che va vissuto nell&#8217;autenticità non esibito.  L&#8217;amore quando è autentico riesce  a dare senso a tutta una vita e consente  di superare tutte le avversità ed é persino più forte della barbarie umana e della guerra.</p>
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		<title>La Diocesi festeggia l&#8217;ottantesimo compleanno di Mons. Scandiffio</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 23:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Diocesi di Acerenza si stringe affettuosamente intorno all’Arcivescovo Emerito Mons. Michele Scandiffio in occasione del suo onomastico e del suo ottantesimo compleanno.
Rispondendo all’invito di Mons. Giovanni Ricchiuti, l’Arcivescovo Emerito ha espresso la sua profonda riconoscenza e la sua gioia nel celebrare “gli ottant’anni della mia vita nella Chiesa dove ho speso gli ultimi vent’anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.acerenza.info/wp-content/uploads/2008/09/scandiffio-1.gif" rel="lightbox[289]"><img class="alignleft" title="Mons. Scandiffio" src="http://blog.acerenza.info/wp-content/uploads/2008/09/scandiffio-1.gif" alt="" width="173" height="277" /></a></p>
<p>La Diocesi di Acerenza si stringe affettuosamente intorno all’Arcivescovo Emerito Mons. Michele Scandiffio in occasione del suo onomastico e del suo ottantesimo compleanno.</p>
<p>Rispondendo all’invito di Mons. Giovanni Ricchiuti, l’Arcivescovo Emerito ha espresso la sua profonda riconoscenza e la sua gioia nel celebrare <em>“gli ottant’anni della mia vita nella Chiesa dove ho speso gli ultimi vent’anni di servizio pastorale”</em>.</p>
<p>La vecchiaia letta nella attualità del nostro tempo è icona dell’inefficienza, della debolezza, della inutilità degli ultimi scampoli di vita, solitudine, abbandono, disperazione. La giovinezza invece è il momento del non ancora, della ricerca di un senso, del carpe diem, della insignificanza.</p>
<p>Mons. Scandiffio con voce rauca, stanca, ma con slancio giovanile, utilizzando immagini bibliche, ha fatto una lezione magistrale sulle stagioni della vita. Un vegliardo seduto sul trono con i capelli bianchi circondato dal fuoco, simbolo della vita che si fa progetto a partire da un’esperienza vissuta, e un figlio che scende dalle nubi a far nuove tutte le cose. Con questa immagine Dio Amore svela il segreto della vicenda umana attraverso l’icona della SS. Trinità. Padre e Figlio resi solidali dall’Amore.<span id="more-289"></span></p>
<p>Calata nella vicenda umana, nell’attualità della nostra Chiesa locale, questa immagine di continuità, cementata dall’amore, che vede accomunati da un unico progetto provvidenziale l’anziano ed il giovane, dà senso alla speranza nella solidarietà tra le stagioni della vicenda umana.</p>
<p><a href="http://blog.acerenza.info/wp-content/uploads/2008/09/scandiffio-3.gif" rel="lightbox[289]"><img class="alignright" title="Mons. Scandiffio e Mons. Ricchiuti" src="http://blog.acerenza.info/wp-content/uploads/2008/09/scandiffio-3.gif" alt="" width="173" height="260" /></a></p>
<p>Così Mons. Scandiffio ci chiama a ringraziare il Signore per il dono della vita, che riesce ad avere un senso se inquadrata in un disegno provvidenziale.</p>
<p>Mons. Scandiffio ha ringraziato il Santo Padre per avergli affidato la guida di questa Chiesa, storica madre di tutte le Chiese di Basilicata. Confessa la sua debolezza umana che lo faceva sentire inadeguato rispetto al compito affidatogli dal disegno provvidenziale di Dio. Ci invita a confidare nel Signore che, nella festa di San Michele Arcangelo, garantisce la forza e la dignità di ogni progetto umano. Nell’affidare la Chiesa di Acerenza all’Arcangelo San Michele, l’Arcivescovo Emerito ha pregato perchè, accompagnato dall’affettuosa preghiera di tutti noi, egli possa chiudere gli occhi nella pace del Signore.</p>
<p>Il Sindaco di Acerenza, dott. Antonio Giordano, nel farsi portavoce della comunità civile cittadina e diocesana, ha ripercorso tutte le tappe della storia della diocesi nei diciassette anni di governo di Mons Scandiffio, gli ha espresso la gratitudine affettuosa di tutta la comunità diocesana augurandogli, sostenuto da un corale applauso: <strong>ad multos annos</strong>.</p>
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		<title>Giornata Diocesana dei Ministranti</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2007 20:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringraziando il buon Dio la nostra diocesi, quest&#8217;anno, ha celebrato davvero &#8220;una vita per la Sinfonia del SI&#8221;. Insieme a tutti i nostri ministranti, provenienti dalle parrocchie ed accompagnati dai loro animatori ed alcuni parroci, ci siamo ritrovati intorno al nostro Arcivescovo ad Acerenza.
Nel preparare la giornata con l&#8217;equipe organizzativa, avevamo stabilito di vivere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Il manifesto della Giornata Diocesana dei Ministranti 2007" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/07/gdm2007.jpg" rel="lightbox[265]"><img title="Il manifesto della Giornata Diocesana dei Ministranti 2007" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/07/gdm2007.thumbnail.jpg" alt="Il manifesto della Giornata Diocesana dei Ministranti 2007" align="left" /></a>Ringraziando il buon Dio la nostra diocesi, quest&#8217;anno, ha celebrato davvero &#8220;una vita per la Sinfonia del SI&#8221;. Insieme a tutti i nostri ministranti, provenienti dalle parrocchie ed accompagnati dai loro animatori ed alcuni parroci, ci siamo ritrovati intorno al nostro Arcivescovo ad Acerenza.<br />
Nel preparare la giornata con l&#8217;equipe organizzativa, avevamo stabilito di vivere la giornata scandita da tre momenti fondamentali: I? momento l&#8217;accoglienza da farsi nel piazzale antistante la Chiesa di S.Antonio; 2? momento la celebrazione Eucaristica; 3? momento festa insieme.<br />
Grazie alla disponibilità degli animatori della Parrocchia di Genzano dell&#8217;Oratorio S.Filippo Neri, incaricati di animare tutta la giornata e davvero siamo grati a loro perché sono stati molto bravi sia nell&#8217;accoglienza sia nella celebrazione dell&#8217;Eucarestia e sia nella preparazione dei giochi.<span id="more-265"></span><br />
L&#8217;arrivo dei nostri ragazzi è iniziato verso le ore 9.30, dove avevamo preparato un piccolo palco, messo a disposizione dalla comunità di Acerenza e preparato con cura da alcune laiche insieme a don Michele Cillis, gli animatori di Genzano avevano portato anche uno striscione posto poi avanti al palco con la frase tema della giornata &#8220;la tua vita per la Sinfonia del Si&#8221;, sullo sfondo è stato messo il dipinto del volto del Signore Gesu, particolarmente suggestivo e a fianco il simbolo dell&#8217;ostia spezzata sostenuta da due mani di colore.<br />
Verso le 9.50 è arrivato il nostro Arcivescovo, con la talare filettata, immediata l&#8217;esultanza di tutti i presenti, in particolare dei bambini che subito hanno gridato cantando &#8220;don Giovanni&#8221; e tutti salutati con semplicità dall&#8217;Arcivescovo il quale è rimasto per un po&#8217; in mezzo a loro partecipando anche alle loro danze proposte dagli animatori. Nel frattempo i nostri seminaristi hanno avuto la cura di registrare tutte le presenze e prendere i nominativi dei ministranti che avrebbero poi animato il servizio liturgico, erano presenti tutti i seminaristi sia del Maggiore che del seminario minore.<br />
Nel momento in cui abbiamo constatato l&#8217;arrivo di quasi tutti i ministranti, circa duecento ministranti, l&#8217;Arcivescovo è stato invitato a salire sul palco ed diventato poi il &#8220;vero animatore&#8221;, rivolgendo anzitutto il saluto a tutti i presenti, ma poi riuscendo ad attirare l&#8217;attenzione di tutti i bambini, che sappiamo non è cosa facile, facendo capire loro il significato della giornata. Il sottoscritto con i seminaristi e i ministranti scelti per il servizio liturgico, nel frattempo siamo andati con le macchine in cattedrale per fare le prove del servizio.<br />
Tutti gli altri poi insieme all&#8217;Arcivescovo sono venuti cantando a piedi verso la Cattedrale.<br />
Giunti davanti alla Cattedrale prima di entrare l&#8217;Arcivescovo ha intrattenuto brevemente i bambini spiegando il luogo in cui si stava per entrare, chiedendo quindi loro la giusta predisposizione nell&#8217;entrare e così è stato, certo un po&#8217; di movimento non poteva non esserci, erano tanti ma non offendeva la dignità del luogo, Monsignore i sacerdoti e il gruppo di servizio ci siamo vestiti nella sacrestia secondaria, intanto tutti i ministranti hanno avuto la possibilità di indossare la tarcisiana.<br />
L&#8217;arcivescovo ha voluto come primo concelebrante don Donato Glisci il quale celebrava il suo anniversario di ordinazione e come secondo concelebrante il sottoscritto in qualità di direttore C.D.V.; Così è iniziata la celebrazione, vissuta davvero all&#8217;insegna della semplicità. Al momento della Omelia, l&#8217;Arcivescovo ha lasciato la cattedra e si è portato dinanzi all&#8217;altare invitando attorno a se tutti i ministranti del servizio liturgico, facendoli sedere sulla gradinata e lasciando due di loro al suo fianco in piedi, ha parlato a tutti loro, a tutti noi, in forma dialogica coinvolgendo tutti e tenendo desta l&#8217;attenzione di tutti, in particolare quando ha raccontato un po&#8217; la sua vocazione dicendo con santo orgoglio di essere stato anche lui da bambino ministrante e poi ha chiesto anche a noi sacerdoti se da piccoli avevamo fatto i chierichetti. Inoltre nell&#8217;omelia ha sviluppato il tema vocazionale sottolineando, senza timidezza di non avere mai paura o fare resistenza alla chiamata del Signore, sia per la vita sacerdotale che per la vita consacrata, cogliendo l&#8217;occasione per far emergere l&#8217;importanza della presenza delle suore nelle nostre comunità e quindi alle bambine di saper dire di si a una eventuale chiamata.<br />
Con altrettanta schiettezza l&#8217;Arcivescovo ha detto di essere sempre orgogliosi di fare questo servizio e di non temere mai i compagni anche quando questi tendono a prendere in giro, come purtroppo fanno.<br />
L&#8217;esortazione quindi rivolta a tutti loro è stata quella di essere sempre più vigilanti ai segni del Signore, attraverso cui discernere il suo progetto su ciascuno di noi perché se realizzeremo la Sua volontà troveremo la vera felicità.<br />
Conclusa la celebrazione eucaristica ci siamo ritrovati tutti insieme al villaggio Tabor per consumare il pasto, per la cronaca sono stati consumati circa venti kg. di pasta, se è vero il detto che l&#8217;appetito è un segno di vocazione avevano tutti la vocazione, ringranziando Dio i nostri bambini hanno mangiato tutto, la pasta i wurstel con pourè di patate formaggio e frutta.<br />
Il gruppo animatori poi per l&#8217;ultimo momento della giornata caratterizzata dal gioco hanno preparato la caccia al tesoro e il gioco del labirinto, saggiamente preparati a tema della giornata, facendo tre squadre: i rossi, i gialli e i verdi.<br />
Inutile dire l&#8217;entusiasmo dei bambini alla partecipazione e anche molto edificante la partecipazione ai giochi di alcuni sacerdoti compreso l&#8217;Arcivescovo al gioco del labirinto.<br />
Così verso le 16.30 ci siamo ritrovati nella sala convegni per concludere con la preghiera, Monsignore ha chiamato tre ministranti volontari facendo loro leggere la preghiera propria del ministrante, e infine dai nostri seminaristi è stato consegnato a tutti, come ricordo della giornata, un portachiavi con la scritta tematica &#8220;la tua vita per una sinfonia del SI&#8221;.<br />
IL buon Dio ricompensi quanti hanno in diverse maniere contribuito alla riuscita della giornata, sia Lui ha portare a compimento quanto è nei cuori di tutti i nostri bambini aiutati dall&#8217;esempio di noi adulti e con l&#8217;intercessione della Madre SS. e di tutti i nostri santi patroni felici soli di vivere tutta la nostra vita per la sinfonia del SI.<br />
Don Pasquale ORLANDO, Direttore C.D.V.</p>
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		<title>&#8220;La Passione di Cristo &#8211; Pasqua di Resurrezione&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 11:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrando narrando]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno, ad Acerenza si è svolta la manifestazione, &#8220;La Passione di Cristo &#8211; Pasqua di Resurrezione&#8221;, edizione 2007. L&#8217;evento, che rievoca le fasi della passione di nostro Signore, si è tenuto nei giorni 6 e 7 aprile. Divisa in due giorni la rappresentazione ha potuto cogliere in modo più ampio aspetti della vita e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/vcru2k7ace.jpg" rel="lightbox[244]"><img title="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/vcru2k7ace.miniatura.jpg" alt="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" align="left" /></a>Anche quest&#8217;anno, ad Acerenza si è svolta la manifestazione, &#8220;La Passione di Cristo &#8211; Pasqua di Resurrezione&#8221;, edizione 2007. L&#8217;evento, che rievoca le fasi della passione di nostro Signore, si è tenuto nei giorni 6 e 7 aprile. Divisa in due giorni la rappresentazione ha potuto cogliere in modo più ampio aspetti della vita e della morte di Cristo.</p>
<p>Nella prima serata partendo dall&#8217;ingresso in Gerusalemme, ove Gesù è osannato e acclamato come il Messia, attraverso l&#8217;ultima cena e la preghiera nell&#8217;orto degli ulivi, si è giunti fino alla fase del tradimento di Giuda e del suo pentimento, consumato davanti agli anziani del tempio.</p>
<p>Il secondo giorno, dopo la condanna di Cristo davanti agli anziani e a Pilato, si è proceduto attraverso le vie cittadine fino a contrada Sant&#8217;Angelo, dove è avvenuta la crocifissione. Il tutto è stato creato dalla collaborazione di volontari e di parrocchiani spinti dalla fede e dalla volontà di animare il paese con un evento che fosse culturale e nello stesso tempo cristiano.<span id="more-244"></span></p>
<p><a title="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/vcru2k7ace2.jpg" rel="lightbox[244]"><img title="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/vcru2k7ace2.miniatura.jpg" alt="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" align="right" /></a>Il lavoro effettuato da tutti i partecipanti è stato lungo e dispendioso per le energie e per il tempo impiegati, con l&#8217;obiettivo di creare una rappresentazione suggestiva, commovente ma fedele all&#8217;epoca storica di riferimento. Particolare cura è stata posta nella creazione dei costumi, degli arredi, delle suppellettili, con dettagli derivati da un&#8217;attenta verifica delle fonti storiche. Proficua è stata la collaborazione di artigiani locali che hanno permesso di trasformare le idee in realtà. Anche i dialoghi e i testi sono stati elaborati dallo studio delle Sacre Scritture e proposti in modo semplice e chiaro per consentire a tutti di apprezzare la rappresentazione. Le scene si sono svolte in luoghi suggestivi scelti fra quelli che offre la bellissima città di Acerenza.</p>
<p>I risultati ottenuti in termini di consensi e apprezzamenti hanno enormemente lusingato gli organizzatori, Canio Bochicchio, Mimmo Ianniello, Clementina Monaco, Salvatore Piturro e Canio Scattone, che si sono dedicati alla preparazione e allo svolgimento dell&#8217;evento, per lunghi mesi insieme a tutti i protagonisti della stessa manifestazione.</p>
<p>Un particolare ringraziamento va ai sacerdoti ed a sua eccellenza Mons. Ricchiuti, per l&#8217;enorme contributo morale ed al presidente del Gal &#8211; Sviluppo Vulture Alto Bradano, Franco Perillo, che ha creduto nell&#8217;iniziativa e ha promosso la sponsorizzazione dell&#8217;evento.</p>
<p>Clementina Monaco</p>
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