Archivio dell'autore: Mons. Giovanni Ricchiuti

Metterci il cuore

E’ da qualche tempo che nella Chiesa e nella società parliamo di EDUCAZIONE e i termini con cui ne discutiamo, –  ‘sfida’, ‘urgenza’, ‘emergenza’, – evidenziano sin troppo chiaramente che il problema c’è e che non possiamo far finta di niente.

Le  tradizionali ‘agenzìe’ educative, – famiglia, scuola, chiesa e associazioni, –  con i loro attori, –  genitori, insegnanti, sacerdoti e formatori a vario titolo, –  a volte non sanno più quali siano le formule e le strategìe pedagogiche più idonee per la formazione delle giovani generazioni.

Si vive,  a tal riguardo,  come una sensazione  di impotenza resa ancor più grave dalle varie cattedre massmediatiche da cui partono autentici  ‘capolavori(si fa per dire!) teorici’  e  ‘modelli educativi’ destabilizzanti qualsiasi tentativo di progetto formativo.

E gli argini che si costruiscono risultano essere  troppo fragili e deboli per poter resistere al fiume in piena di messaggi, di comportamenti e di atteggiamenti che sembrano assediare quegli ambienti educativi dove si tenta,  nonostante tutto,  di aiutare a  pensare e  a  riflettere nella convinzione che non c’è futuro per quella società dove si rinuncia ad educare.

Anche nelle nostre comunità ecclesiali le cose non vanno molto bene a motivo, dobbiamo confessarlo, di un’atavica e precaria formazione permanente degli adulti e delle famiglie cui, da qualche tempo, si associa un difficile rilancio della  ‘passione’  educativa di sacerdoti, associazioni e movimenti ecclesiali.

Sollecitate però dai molti interventi,  su questo tema, di Benedetto XVI,  le Chiese che sono nella nostra Italia hanno voluto “dedicare un’attenzione specifica al campo educativo”(card. Angelo Bagnasco, Presidente della C.E.I.) nel coraggioso invito a farsi “discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a un’umanità nuova e piena”(idem). Continua a leggere

…giovane e dinamica!

Carissimi,
l‘evento che la nostra Chiesa diocesana ha vissuto a S. Giorgio di Pietragalla, nel pomeriggio di sabato 31 marzo u. s., giornata diocesana della gioventù, GDG 2007 - San Giorgio di Pietragallacon una organizzazione ed una partecipazione davvero perfette e straordinarie, mi da la possibilità di offrirvi qualche riflessione.

Come voi stessi potrete constatare, scorrendo le pagine di questo nuovo numero di Orme di Speranza, al centro dell’attenzione ci sono i ragazzi ed i giovani ai quali la società, e la Chiesa in modo particolare, stanno prestando interesse ed attenzione.

Anch’io, da parte mia, coinvolgendo tutta la nostra comunità ecclesiale, ho voluto collocare, tra le priorità pastorali, quella che fa riferimento all’azione di evangelizzazione dei nostri giovani, indicando nella formazione e nell’accompagnamento affettuoso e autorevole dei sacerdoti e degli animatori, le vie privilegiate per conseguire questo obiettivo. Continua a leggere

Carissimi giovani

dopo i nostri incontri dei giovedì di Quaresima, sento il vivo desiderio di raggiungervi con questa mia lettera per comunicarvi tutta la stima e l’affetto che provo per ognuno di voi. Devo confessarvi che l’esperienza della “Quaresima Giovani”La Giornata Diocesana dei Giovani 2007 di San Giorgio di  Pietragalla ha suscitato una serie di domande che lasciano aperti i dialoghi iniziati, proiettandoli verso le ulteriori occasioni, che non mancheranno, dove intendo intensificare la nostra amicizia.

L’ascolto delle esperienze di vita, che hanno animato i nostri colloqui , ci hanno messi di fronte al grande tema della fragilità umana, sospesa tra desideri infranti e speranze di nuovi inizi.

Osservando il vostro silenzio, segno di un interesse coinvolgente, ho avuto l’ulteriore conferma che voi giovani non siete poi così estranei rispetto a ciò che succede e, nonostante si vuole fare di voi un prodotto commerciale, quando toccano la vostra sensibilità esplode, nelle vostre espressioni, un giudizio severo e inquietante, che sfida la presunzione e l’esperienza di tutti coloro che vi confinano in aride statistiche e getti di parole, frutto di un’osservazione consumata, lontana un abisso da voi e della vostra chiarezza. Continua a leggere

Per la pace, sempre!

Per la pace, sempre!Nei miei occhi e in quelli di quanti vi hanno partecipato scorre ancora il fiume, coloratissimo e chiassoso, dei ragazzi e delle ragazze che lungo il bel corso di Genzano hanno camminato domenica 28 gennaio cantando e pregando per la pace. E quando la ‘marcia’ è sfociata nella chiesa di S:Maria delle Grazie mi sono tornate in mente le parole del Salmo: “Quale gioia quando mi dissero…. Andiamo alla casa del Signore…. E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme… Domandate pace per Gerusalemme… Sia pace sulle tue mura!”

Conversando poi con i ragazzi ho chiesto loro che ne pensassero sul futuro della pace nel mondo e dalle risposte ricevute ho potuto capire quanto possa diventare irrealizzabile il sogno di una umanità senza conflitti e senza guerre se non ci si impegna a cambiare completamente logica e mentalità in tal senso. Continua a leggere

Auguri!

Il presepe dei Palmenti di PietragallaMentre tutta la Chiesa celebra in questi giorni la Natività del Signore e si augura, unitamente a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, giorni di pace, giungano a tutti voi, attraverso le pagine di questo nostro Orme di Speranza, i miei più affettuosi e paterni auguri per un Santo Natale e per un Sereno 2007!

Vostro

+ Don Giovanni, Arcivescovo

Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti

“Tenete accese le vostre lampade!”

Orme di Speranza - anno I n. IICarissimi, vi scrivo da Lourdes, per la pagina d’apertura del secondo numero di questo nostro giornale Diocesano, dove mi trovo a guidare il pellegrinaggio regionale della sezione lucana dell’U.N.I.T.A.L.S.I..

Vi confido che sto vivendo con tutti gli ammalati, i pellegrini, i volontari (ammirevoli tra questi in modo particolare tantissimi giovani) i sacerdoti e i seminaristi, giornate intense di preghiera di carità di fraternità e di accoglienza davvero straordinarie.
Le parole che ho utilizzato, come titolo posto in cima a queste mie riflessioni, costituiscono il cammino spirituale annuale dell’associazione sono allo stesso tempo per tutti noi credenti un invito alla speranza e alla fiducia nel Signore e nella intercessione di Maria. Continua a leggere

Giornata Diocesana della Gioventù – Brindisi Montagna 8 aprile ’06

“Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” 1Pt 3,14

Giornata Diocesana della Gioventù - Brindisi Montagna 8 aprile ’06Cari giovani
da qualche mese ormai sfreccio, come dite voi, da una comunità all’altra della nostra diocesi e ogni volta che incrocio il vostro sguardo, sospeso tra la curiosità e il timore reverenziale, mi chiedo con insistenza cosa attende il vostro cuore, quali speranze accarezzate quando mi incontrate.

Durante la Quaresima, nei nostri “dialoghi” del mercoledì, ci siamo confrontati con la Parola di Dio che, attraverso la Prima lettera di Pietro, ha rivolto ad ognuno di noi un invito affascinante e, nello stesso tempo, impegnativo: “dare ragione della speranza che è in noi” (Cfr 1Pt 3,15).

Come possiamo rispondere a questo progetto, che coinvolge ogni credente, ma soprattutto me vescovo e voi giovani, speranza della Chiesa? Continua a leggere

… avremo ancora pane… avremo ancora vino…!

Mons. Giovanni RicchiutiCarissimi,

sull’eco di un canto offertoriale delle nostre celebrazioni Eucaristiche vi scrivo per dialogare con voi sul tema sempre suggestivo e affascinante della speranza. Lo faccio mentre la luce e i colori di questa giornata sembrano presagire l’incipiente primavera dopo questo lungo inverno. Sono trascorsi sei mesi dall’inizio del mio ministero Episcopale in questa antica Chiesa di Acerenza e vi assicuro che il tempo sin qui trascorso è stato per me come un attraversare i solchi di un terreno ecclesiale vivo e fecondo.

Ho incontrato per la prima volta i vostri volti, ho camminato lungo le strade dei nostri paesi, ho ascoltato e incrociato le attese, le speranze, i problemi e le difficoltà: ma ho anche percepito il desiderio e la voglia di continuare il cammino e non arrendersi, di non tirare i remi in barca e quindi di tornare a sperare.

Siamo nel giorno della Risurrezione del Signore, il vertice più alto e il livello più profondo della nostra fede e allo stesso tempo la sollecitazione più dinamica a diventare “testimoni di Gesù risorto per la speranza del mondo”. Continua a leggere