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	<title>Orme di Speranza &#187; Donato Pepe</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>AZIONE CATTOLICA: SCUOLA DI VITA</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>

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		<description><![CDATA[
I ragazzi dell’azione cattolica diocesana si riuniscono ad Acerenza per confrontarsi e riflettere insieme.
Domenica 15 novembre 2009, i ragazzi dell’azione cattolica della Diocesi di Acerenza, si incontrano nel villaggio Gala-Tabor per dialogare e riflettere insieme sulla loro missione all’interno delle singole comunità. Un nuovo anno pastorale è alle porte ed anche i giovani devono far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/ACR-300x225.jpg" alt="ACR" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-1005" /><br />
<strong>I ragazzi dell’azione cattolica diocesana si riuniscono ad Acerenza per confrontarsi e riflettere insieme.</strong></p>
<p>Domenica 15 novembre 2009, i ragazzi dell’azione cattolica della Diocesi di Acerenza, si incontrano nel villaggio Gala-Tabor per dialogare e riflettere insieme sulla loro missione all’interno delle singole comunità. Un nuovo anno pastorale è alle porte ed anche i giovani devono far sentire la loro presenza. Il pomeriggio incomincia con il saluto della presidente dell’azione cattolica diocesana, Ada Grippo, che tramite la visione di alcune diapositive definisce il ruolo dell’AC  nella chiesa e nel sociale.  Con la preghiera e l&#8217;entusiasmo i giovani devono armonizzare il loro cammino di fede con la gioia di essere vivi in Dio e per Dio. Poi alcuni ragazzi  raccontano la propria esperienza all’interno della AC parrocchiale con particolare riferimento alle riflessioni scaturite dalla lettura del volume-guida “ IN CON TRA”.   La presenza di Mons. Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza,  non imbarazza affatto i tanti adolescenti, che con Don Giovanni si sentono a loro agio come in un’allegra combriccola pur avendo la consapevolezza della sua indispensabile funzione spirituale . Il momento più atteso della giornata, ovvero la testimonianza di Chiara Finocchietti,  non si fa attendere.  Il consigliere nazionale AC comincia il suo racconto parlando della sua prima esperienza con l’azione cattolica in Albania. “Non vedevo l’ora di recarmi con gli altri missionari nella parte nord del paese per i campi di animazione e di formazione cristiana e soprattutto umana” ha affermato. “ L’Albania mi ha insegnato tanto: il momento più emozionante è stato il vedere la drammatizzazione della Parabola dei talenti, che ha messo in risalto la Centralità della Parola divina in un cammino missionario.”Chiara Finocchietti non si è trattenuta ma ha proseguito la sua testimonianza ricordando il pellegrinaggio in Terra Santa. È stato emozionante il solo ascoltare della meditazione presente durante la recita del Padre Nostro. “ Lingue e culture differenti unite da un unico fine: la speranza di Cristo”, ha sintetizzato l’ospite della giornata. Molto formativo per quest’ultima anche il  viaggio a Stoccolma, esperienza di solitudine spirituale che le ha dunque inculcato interrogativi sull’ottimismo della Chiesa. È stata messa di fronte a varie difficoltà, soprattutto psicologiche che le hanno fatto capire il valore di una comunità e la forza dell’unione.  A termine del suo intervento ha fornito a tutti i presenti cinque motivazioni per le quali entrare a far parte della grande famiglia dell’azione cattolica.<br />
-	L’AC è una grande associazione radicata su territorio nazionale.<br />
-	In AC si impara a curare la profondità della vita spirituale.<br />
-	Si viene accolti per ciò che si è e si sperimenta la forza dell’amicizia.<br />
-	L’AC è una scuola di vita ed insegna ad affrontare gli insuccessi e a gioire delle piccole conquiste.<br />
-	L’AC ha più di 140 anni di storia ed è nata dai giovani.<br />
A conclusione dell’interessantissima testimonianza, alcuni momenti di svago e condivisione hanno rafforzato ancor più la già consolidata armonia presente fra i ragazzi. Ognuno aveva ricevuto il suo input e l’introduzione ad una grande lezione di vita, che si svilupperà per coloro che vorranno intraprendere il cammino AC perché in questa associazione, come diceva Luigi Scalfaro si comprende il senso della libertà e si impara a lottare prima per quella altrui e poi per la propria.</p>
<p>Merisabell Calitri</p>
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		<title>Marta ci racconta il campo scuola ACR</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 20:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[TU SEGUIMI!
Sono una bambina di nome Marta, quest’anno ho partecipato al campo-scuola diocesano ACR “TU SEGUIMI”.
È stata un’esperienza fantastica e ora ve la racconto…
Appena arrivata mi vergognavo di stare con persone che non conoscevo, soprattutto con i ragazzi degli altri paesi. Il sacerdote che ci ha accolto è stato Don Michele.
Un signore di nome Pierpaolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/acr.gif" rel="lightbox[996]"><img class="alignleft size-medium wp-image-997" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/acr-300x168.gif" alt="acr" width="300" height="168" /></a>TU SEGUIMI!</p>
<p>Sono una bambina di nome Marta, quest’anno ho partecipato al campo-scuola diocesano ACR “TU SEGUIMI”.<br />
È stata un’esperienza fantastica e ora ve la racconto…<br />
Appena arrivata mi vergognavo di stare con persone che non conoscevo, soprattutto con i ragazzi degli altri paesi. Il sacerdote che ci ha accolto è stato Don Michele.<br />
Un signore di nome Pierpaolo ci ha regalato un cappellino e una maglietta con il nostro nome.<br />
Sono stati formati 4 gruppi in base ai colori delle magliette. In ogni gruppo si facevano tante attività, si creavano oggetti e nuove preghiere.<br />
Già il primo giorno ci siamo sistemati nei bungalow. Erano puliti ed eravamo i primi a dormire lì, bastava portarsi solo le lenzuola, i vestiti e una torcia.</p>
<p>Chi preparava la colazione, il pranzo e la cena erano alcune mamme dei bambini. A turno si sparecchiava e si apparecchiava ed è stato bello conoscere tanti amici in queste occasioni.<br />
È stato bello che tutte le sere c’erano dei giochi e alcune sere la discoteca e l’ultimo giorno la caccia al tesoro.<br />
Al mattino è stato bello svegliarsi con tante amiche intorno a me.</p>
<p>Il tema del campeggio era dedicato a San Pietro e ogni giorno si aggiungeva un pezzo per costruire una barca con reti, disegni e pesci.<br />
Alla fine del campo-scuola eravamo tutti tristi di andare via e tornare a casa.<br />
Vi consiglio di partecipare all’ACR e soprattutto a un campo-scuola perché è un’esperienza bellissima.</p>
<p>Marta La Gala</p>
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		<title>Laurenzana : Festa per il Decennale e per l’Ammissione agli Ordini</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 18:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Festa grande nella parrocchia Assunzione di Maria Vergine a Laurenzana, per la ricorrenza del 10° Anniversario di Ordinazione Sacerdotale del suo parroco don Mimmo Beneventi e per l’ammissione agli Ordini Sacri di Antonio Romano Il giorno 3  luglio u. s., la  comunità ha vissuto l&#8217;evento del decennale con una S. Messa celebrata dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Festa grande nella parrocchia Assunzione di Maria Vergine a Laurenzana, per la ricorrenza del 10° Anniversario di Ordinazione Sacerdotale del suo parroco don Mimmo Beneventi e per l’ammissione agli Ordini Sacri di Antonio Romano Il giorno 3  luglio u. s., la  comunità ha vissuto l&#8217;evento del decennale con una S. Messa celebrata dal Vescovo Mon. Ricchiuti , che ha presieduto l’Eucaristia con la concelebrazione di numerosi sacerdoti e con la partecipazione di una folta delegazione di seminaristi, otre alla presenza delle autorità civili e militari  Per l&#8217;occasione si è costituito un Comitato spontaneo che ha organizzato le varie fasi delle celebrazioni, da quelle di preghiera, di doni, di gioia a cui tutta la comunità parrocchiale ha aderito in modo particolare le signore della Cooperativa La perla preziosa  che hanno progettato e cucito  una Casula data in dono durante l&#8217;Offertorio così come il camice donato ad Antonio.<br />
Il  cammino pastorale di Don Mimmo a Laurenzana lo ha visto costruttore di una nuova comunità per la catechesi, la liturgia e la carità, promotore di tanti pellegrinaggi e aminatore di veglie eucaristiche, <span id="more-989"></span> tutto finalizzato alla formazione cristiana delle nuove generazioni, questa la sintesi dei saluti che gli sono stati rivolti dalla presidente Diocesana di Azione Cattolica Ada Grippo, dalla segretaria del Consiglio Pastorale Franca Nigro, dal presidente del Centro Sociale Beato Egidio da Laurenzana Francesco Parrella e dalla responsabile del  Gruppo  Liturgico  Maria  Castrignano,   oltre che dal  sindaco dottor  Domenico Urga che ha consegnato, a nome dell’ Amministrazione  Comunale,   ad entrambi ,  una targa   ricordo   della giornata.<br />
La concelebrazione eucaristica che ha vissuto momenti di commozione nell&#8217;Omelia del nostro amato Pastore e guida spirituale che ha rivolto parole di incoraggiamento e di speranza verso questa società così difficile e insicura dove i presbiteri sono chiamati ad un lavoro di trincea per infondere la Parola di nostro Signore, sempre più attuale, più chiarificatrice, più consolatoria. Don Mimmo , dal canto suo, fa ripercorso il proprio cammino vocazionale e le tappe della sua vita, ha elevato l’inno di ringraziamento al Signore per il dono del sacerdozio, per Antonio e per i seminaristi che vanno accompagnati, sostenuti e guidati. Al termine del rito religioso è seguito un momento di festa conviviale con la partecipazione di tutti,dove si è potuto rinnovare in modo più affettuoso e partecipativo tutto il bene che si nutre per il proprio parroco, con l&#8217;augurio di poterlo vedere, insieme ad Antonio, sempre più impegnato nella sua delicata missione .</p>
<p>Franca Nigro</p>
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		<title>Omelia per la Veglia Pasquale 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 20:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Miei cari fratelli e sorelle, 
benvenuti in questa ‘NOTTE BEATA’ e  ‘NEL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE’ perché in comunione gioiosa con tutta la Chiesa anche in questa nostra Basilica Cattedrale….. ‘divampi la Speranza’!
E gli occhi, i cuori e le menti si spalanchino, pulsino e si aprano alla dirompente notizia: CRISTO E’ RISORTO, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Miei cari fratelli e sorelle, </p>
<p>benvenuti in questa ‘NOTTE BEATA’ e  ‘NEL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE’ perché in comunione gioiosa con tutta la Chiesa anche in questa nostra Basilica Cattedrale….. ‘divampi la Speranza’!</p>
<p>E gli occhi, i cuori e le menti si spalanchino, pulsino e si aprano alla dirompente notizia: CRISTO E’ RISORTO, SI’, EGLI E’ DAVVERO RISORTO!</p>
<p>Il cammino quaresimale, l’attraversata del deserto con tutti i suoi rischi e pericoli, ma avendo davanti a noi la Parola di Dio,  la fatica, la fame ed il digiuno che ci hanno reso consapevoli della nostra fragilità e, allo stesso tempo, con il sacramento della Riconciliazione, forti nella grazia di Cristo, li abbiamo ormai alle nostre spalle: con Lui, il Risorto ed il vivente, il Vincitore del peccato e della morte, siamo usciti alla luce, purificati e illuminati.</p>
<p>Che le nostre voci esplodano nel canto dei rinati, dei risuscitati e delle creature nuove: ALLELUJA,  ALLELUJA, ALLELUJA!<span id="more-961"></span></p>
<p>Non c’è più posto per domande angoscianti: “Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?”, come si chiedevano Maria di  Magdala, Maria di Giacomo e Salome recandosi al sepolcro. (Mc 16, 3)</p>
<p>Non c ‘è paura che tenga: “ Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui”, annuncia loro quel misterioso giovane, vestito di bianco.(Mc. 16,6)</p>
<p>Non c ‘è tempo da perdere: “Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”, senza indugi e senza spiegazioni.(Mc 16,7)</p>
<p>Spiazzati, completamente spiazzati in quel pietosissimo desiderio, ieri come oggi, di ungere e di imbalsamare, di custodire gelosamente sino a farla ricoprire di polvere, di disinnescare e rendere innocua, di devitalizzare la notizia della RISURREZIONE DEL SIGNORE fulcro e fondamento della fede cristiana.</p>
<p>Abbandoniamo dunque il sepolcro, fuggiamo pure stupiti e increduli dalla tomba vuota e agganciamo questa nostra storia, incrociamo le strade dei nostri amici, condividiamo ‘le speranze e le  attese, i dolori e le angosce’(Gaudium et Spes),  testimoniamo, soprattutto a quanti si sono allontanati dalla Chiesa, con la nostra vita che Cristo Risorto è la Speranza dell’umanità. </p>
<p>Raccontiamo, come abbiamo ascoltato questa notte, il fascino di un Dio che ‘in principio’ si inventò letteralmente il grande cosmo nel quale siamo e ci muoviamo, perché ogni creatura, in particolare la persona umana, portasse impressa su di sé la Sua immagine.</p>
<p>Che nonostante l’orgogliosa disobbedienza e la devastante autosufficienza della creatura umana, il primo Adamo, Dio non ha mai cessato di inseguirla e di cercarla, con pazienza e con amore, svelando progressivamente la Sua presenza con parole e con gesti nelle vicende del popolo di Israele e preparando così definitivamente il Suo venire nella storia nel Suo Figlio Gesù Cristo, il nuovo Adamo.</p>
<p>L’Incarnazione, la Passione, la Morte , la Risurrezione e l’ Ascensione  del Signore costituiscono  il MISTERO PASQUALE , l’evento di salvezza e di grazia per l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo.</p>
<p>Ma questo evento ci riguarda personalmente, ne siamo coinvolti, anzi ne siamo protagonisti per il dono della fede che abbiamo ricevuto: la Pasqua di Cristo è la nostra Pasqua!</p>
<p>Lo splendido brano dell’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani, proclamata nella Liturgia della Parola di questa Veglia, spiega questo nostro coinvolgimento nel mistero pasquale: battezzati e quindi con-morti, con-sepolti, con-risorti con Cristo. Inizia così la nostra storia di creature nuove e il battesimo di Lucia sarà gioiosa memoria del nostro battesimo e della nostra rinascita alla vita nuova.</p>
<p>Vedete dunque, fratelli e sorelle, in che modo i segni della liturgia della Veglia di Risurrezione diventano eloquenti: le tenebre, il fuoco, la luce e l’acqua.</p>
<p>Passare dal buio alla luce, lasciarsi guidare da quella luce, immergersi non per naufragare ma per riemergere dall’acqua salvati e santificati: è questo il senso del cammino di fede di discepoli di Cristo e di membra vive della Chiesa. </p>
<p>Consentitemi ora di rivolgervi qualche domanda, forse un po’ inquietante, ma che sento doverosa: vi sembra che noi, cristiani di oggi, avvertiamo l’urgenza di ritornare ad essere coraggiosi ed audaci testimoni del Risorto? Di sposare sempre e comunque le ragioni della vita e mai quelle portatrici di morte? Di lottare contro ogni tentazione di arrendevolezza di fronte al male che è nel mondo? Di non portare acqua al mulino della disperazione e del pessimismo ma, al contrario, di lasciare scorrere il fiume della speranza?  Di credere che nessun macigno è inamovibile perché la Pasqua è, secondo una felice immagine la “festa delle pietre rotolate”(+ don Tonino Bello)   </p>
<p>Condivido con voi le difficoltà del momento storico, ecclesiale e civile, mondiale direi, che stiamo attraversando; un passaggio ed una transizione che sembrano non voler finire perché le fedi religiose(cristianesimo compreso) si mostrano a volte incapaci di trasformare questa storia assediate dal secolarismo e dal pensiero dominante che ritiene possibile costruire un futuro senza Dio.</p>
<p>Perché si continuano a percorrere strade di sviluppo e di progresso, bugiarde e menzognere, con l’unico obiettivo da parte dei potenti di questa terra di conservare  e preservare sé stessi da ogni sorpresa e lasciare le briciole agli ultimi e ai poveri.</p>
<p>Perché la pace stenta a disegnare il suo arcobaleno nelle vicende dell’umanità sopraffatto dalle nubi minacciose di popoli in eterno conflitto tra di loro, dal ricorso al nucleare ma non per scopi pacifici, dalla convinzione spesso diffusa che la soluzione dei problemi risiede nel passo degli eserciti e nel crepitìo delle armi.</p>
<p>Perché c’è disperazione nella generazione giovanile assediata dal consumismo e abbandonata dagli adulti,  come ha affermato qualcuno, ma ancora fiduciosa nei valori che possono dischiudere davanti a loro un possibile futuro di speranza.</p>
<p>Vengono in mente, davanti a questo scoraggiante orizzonte, ai giovani di ieri e ai giovani di oggi le parole di una nota canzone degli anni ’60 …..la ricordate?</p>
<p>DIO E’ MORTO ……ai bordi delle strade, nei campi di sterminio, coi miti della razza, con gli odi di partito……</p>
<p>Ma la stessa canzone terminava: ‘perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge! </p>
<p>Sì, cari fratelli  e sorelle, Gesù Cristo è risorto!</p>
<p>Annunciamolo con le labbra e con la vita, indossiamo l’abito della festa, rivestiamoci di speranza, facciamoci coraggio l’un l’altro, diventino i nostri volti luminosi e sorridenti perché nel tremendo duello tra la vita e la morte ha vinto la VITA!</p>
<p>Diciamolo anche a quei nostri fratelli e sorelle che stanno vivendo una Pasqua di sofferenza e dolore nelle tendopoli di L’Aquila dopo i giorni del devastante terremoto, preghiamo per i  loro morti, abbracciamoli con la nostra carità e solidarietà!</p>
<p>Auguri a tutti e a ciascuno di voi di una SANTA PASQUA! </p>
<p>Acerenza, 12.04.’09</p>
<p>Veglia Pasquale</p>
<p>                                                                                      + Giovanni Ricchiuti   </p>
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		<title>Buona Pasqua!</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 20:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Pasqua di questo anno, non la dimenticheremo, per il terremoto che ha colpito questi nostri fratelli di Abruzzo. Anche noi l&#8217;abbiamo vissuto nel 1980, tanti ricordi sono tornati alla mente e spesso ci commuoviamo davanti al televisore. Certamente ci sentiamo più vicini al Gesù del Venerdì Santo, e facciamo fatica a pensare al Gesù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/resurrezione.gif" rel="lightbox[950]"><img class="size-medium wp-image-954 alignleft" title="Buona Pasqua!" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/resurrezione-254x300.gif" alt="resurrezione" width="254" height="300" /></a></p>
<p>La Pasqua di questo anno, non la dimenticheremo, per il terremoto che ha colpito questi nostri fratelli di Abruzzo. Anche noi l&#8217;abbiamo vissuto nel 1980, tanti ricordi sono tornati alla mente e spesso ci commuoviamo davanti al televisore. Certamente ci sentiamo più vicini al Gesù del Venerdì Santo, e facciamo fatica a pensare al Gesù della domenica.</p>
<p>Il cristiano conosce bene il peso da dare alla sofferenza terrena, ma a quanti di noi in questi giorni sentono l&#8217;abbandono di Dio, vorrei dedicare questa poesia di David Maria Turoldo:<span id="more-950"></span></p>
<p><strong>A tutti i cercatori del tuo volto</strong></p>
<p><em>Mostrati, Signore;</em></p>
<p><em>a tutti i pellegrini dell&#8217;Assoluto,</em></p>
<p><em>vieni incontro, Signore;</em></p>
<p><em>con quanti si mettono in cammino</em></p>
<p><em>e non sanno dove andare</em></p>
<p><em>cammina, Signore;</em></p>
<p><em>affiancati e cammina con tutti i disperati</em></p>
<p><em>sulle strade di Emmaus,</em></p>
<p><em>e non offenderti se essi non sanno</em></p>
<p><em>che sei tu ad andare con loro,</em></p>
<p><em>tu che li rendi inquieti ed incendi i loro cuori,</em></p>
<p><em>non sanno che ti portano dentro:</em></p>
<p><em>con loro fermati poiché si fa sera</em></p>
<p><em>e la notte è buia e lunga, Signore.</em></p>
<p> <br />
<strong>Buona Pasqua a tutti</strong>.<br />
Ada Grippo<br />
Presidente Diocesana di Azione Cattolica</p>
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		<title>Omelia per la messa crismale 2009: l&#8217;Olio della Chiesa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 22:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sorelle e fratelli carissimi,
ritorna il Giovedì Santo che ci vede convocati in questa nostra Basilica Cattedrale per la celebrazione della Messa Crismale e vedo, con grande gioia, che non manca nessuno: ci siete tutti, chiesa di Dio che sei in Acerenza, con me, tuo vescovo, e voi presbiteri, seminaristi, religiose, religiosi, comunità parrocchiali, associazioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/piero01.jpg" rel="lightbox[947]"><img class="alignleft size-medium wp-image-937" title="Omelia per la messa crismale 2009: l'Olio della Chiesa" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/piero01-232x300.jpg" alt="piero01" width="232" height="300" /></a></p>
<p>Sorelle e fratelli carissimi,</p>
<p>ritorna il Giovedì Santo che ci vede convocati in questa nostra Basilica Cattedrale per la celebrazione della Messa Crismale e vedo, con grande gioia, che non manca nessuno: ci siete tutti, chiesa di Dio che sei in Acerenza, con me, tuo vescovo, e voi presbiteri, seminaristi, religiose, religiosi, comunità parrocchiali, associazioni e movimenti.<br />
A tutti e a ciascuno porgo il mio più cordiale, fraterno e paterno: BENVENUTI!<br />
Permettetemi di rivolgervi una domanda: perché siamo qui?</p>
<p><em>Per continuare la lettura clicca </em><a href="http://www.diocesiacerenza.it/" target="_blank"><em>qui</em></a></p>
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		<title>La giornata Diocesana dei Giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 22:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<description><![CDATA[La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest&#8217;anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui   ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa ,  ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imag0081.gif" rel="lightbox[942]"><img class="size-medium wp-image-943 alignleft" title="La giornata Diocesana dei Giovani" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imag0081-300x224.gif" alt="imag0081" width="300" height="224" /></a>La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest&#8217;anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui   ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa ,  ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era stata ornata da teli color arancio, quasi a simboleggiare una &#8220;tenda&#8221;. Sappiamo quanti significatici  ci sono  dietro questo termine!  Poi l&#8217;icona della Madonna Madre e Modello dei giovani. Un icona itinerante&#8230; che precederà i giovani nelle tappe di queste giornate .</p>
<p>Non amo parlare dei giovani: mi piace molto parlare con loro e soprattutto ascoltare.  Anche quando dicono poche parole, a me bastano perché ho imparato in questi anni a leggere anche i loro sguardi e a cogliere le loro espressioni.<span id="more-942"></span></p>
<p>Ho raccolto le loro impressioni, mi hanno fatto dono dei loro pensieri e li ringrazio, mi hanno autorizzato a raccontarli, così, con la stessa semplicità con cui loro ne hanno parlato.</p>
<p>Perché la giornata diocesana dei giovani?  Perché insieme è meglio, perché uscire dal proprio spazio significa arricchirsi, perché il sorriso di tanti, la compagnia di tanti, incoraggia a camminare liberi e fiduciosi.</p>
<p>Qual è il rapporto personale con Gesù Cristo? Per molti Gesù è un grande uomo, ma per la maggioranza Gesù è il Figlio di Dio, e qui le cose cambiamo. Gesù diventa luce sui propri passi, Gesù diventa colui che amando ti insegna ad amare, offrendo se stesso insegna a donare. E le parole sue &#8220;vai e anche tu fa lo stesso&#8230;&#8221; sono un punto di riferimento. Spesso si cade sotto il peso delle proprie fragilità, l&#8217;importante è rialzarsi e riprovarci ancora!</p>
<p>L&#8217;Arcivescovo vi ha invitato ad essere esperti animatori di con-vivenza.  Molti dei giovani che ho ascoltato, questo lo hanno tradotto con essere operatori di pace, o persone capaci di costruire ponti: per esempio tra generazioni. Molti lamentavano che anche la Chiesa, casa di tutti, qualche volta non è riuscita, e forse non riesce ancora a far dialogare le generazioni. Spesso si pensa ai giovani come destinatari delle catechesi degli adulti, mentre loro sentono più imperativo il bisogno di &#8220;fare&#8221;. Molti avvertono un certo cambiamento, forse anche perché il Pastore è sempre in dialogo con loro, e gli appuntamenti quaresimali di questo anno sono stati proprio improntati al confronto.</p>
<p>Per chiudere: è sicuramente difficile riportare emozioni, sentimenti, riflessioni. Quello che io personalmente conserverò nel cuore è questo desiderio di stare insieme con gioia, di pregare con le stesse parole, di affrontare temi importanti per cui vale la pena discutere, perché come ha ribadito l&#8217;Arcivescovo in chiusura del messaggio, vale la pena essere protagonisti della propria vita, e soprattutto vivere con fede, quella fede che &#8220;ci fa amare ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza&#8221;.</p>
<p>Ada Grippo</p>
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		<title>La pace di Cristo perchè Egli non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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Sintesi dell&#8217;omelia di Mons. Ricchiuti in occasione della Domenica delle Palme.
In comunione con tutta la Chiesa dopo aver celebrato ieri la giornata diocesana della gioventù oggi celebriamo la festa della Domenica delle Palme. Questi panni rossi che richiamano il colore dei paramenti sacri della odierna liturgia richiamano il sangue e il martirio, vogliono riproporre soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imgp0277.jpg" rel="lightbox[916]"><img class="alignleft size-medium wp-image-924" title="La pace di Cristo perchè Egli non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imgp0277-300x225.jpg" alt="imgp0277" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>Sintesi dell&#8217;omelia di Mons. Ricchiuti in occasione della Domenica delle Palme.</em></p>
<p>In comunione con tutta la Chiesa dopo aver celebrato ieri la giornata diocesana della gioventù oggi celebriamo la festa della Domenica delle Palme. Questi panni rossi che richiamano il colore dei paramenti sacri della odierna liturgia richiamano il sangue e il martirio, vogliono riproporre soprattutto ai nostri giovani, speranza della Chiesa, il sacrificio di Gesù, figlio di Dio che porta a compimento la sua obbedienza al Padre. Obbediente fino alla morte e alla morte di Croce.</p>
<p>Questa è una domenica dai due volti, il primo quello festoso; l&#8217;ingresso trionfale di Gesù come avevano previsto le scritture, che cioè Gesù sarebbe entrato a Gerusalemme cavalcando un&#8217;asina mentre la gente lo acclamava agitando rami d&#8217;ulivo e stendendo come tappeti a terra i propri mantelli.<span id="more-916"></span></p>
<p>L&#8217;altro volto di questa giornata; quello di Gesù sofferente e di Gesù morto.<br />
Oggi la Chiesa invita i giovani a farsi portatori della Croce di Cristo, perchè senza la Croce non potremo professarci discepoli di Cristo. Il signore ci invita a prendere sulle nostre spalle la Croce perchè senza la Croce non riusciremo a vivere la gioia della resurrezione. La passione di Cristo è segno della sofferenza di tanti nostri fratelli. Sarebbe accaduto un giorno che il figlio di Javè sarebbe stato riconosciuto per l&#8217;offesa fatta al suo volto.<br />
Stamattina abbiamo ascoltato questo racconto con la stessa emozione con cui l&#8217;avevano ascoltato i primi cristiani. Il centurione dice: <em>&#8220;Veramente questi era figlio di Dio&#8221;</em>, e noi ci siamo inginocchiati trafitti dall&#8217;immagine del Figlio di Dio morto. In verità  manca ancora qualcosa alla passione del signore: è la nostra passione, è la passione della Chiesa.</p>
<p>A volte diamo l&#8217;impressione di una chiesa trionfante, ma l&#8217;icona più coerente che rappresenta compiutamente la Chiesa è l&#8217;immagine della Croce d Cristo sulla quale è crocifissa anche la sua Chiesa. Dov&#8217;è dunque Cristo? E&#8217; fra i crocifissi della storia, fra coloro che soffrono e muoiono per la fame, per la malattia, per la guerra.</p>
<p>La domenica delle palme propone il valore della pace, perchè Cristo non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati.</p>
<p>Il Signore ci dia la grazia di lasciarci attrarre da lui, perchè ciascuno di noi abbia il coraggio di camminare con lui sulla via del Calvario, perchè possa giungere alla gioia della resurrezione.</p>
<p>Amen.</p>
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		<title>La Chiesa invita i credenti a mobilitarsi in aiuto dei terremotati dell&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Arcivescovo a scritto al Pastore della Diocesi si L&#8217;Aquila per esprimergli   la solidarietà e assicurare la preghiera della nostra comunità diocesana.
&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arcivescovo a scritto al Pastore della Diocesi si L&#8217;Aquila per esprimergli   la solidarietà e assicurare la preghiera della nostra comunità diocesana.</p>
<p><em>&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle persone care, l&#8217;angoscia per i giorni avvenire.&#8221;</em></p>
<p>Questa mattina la Caritas Diocesana e l&#8217;Ufficio per la Pastorale dei Giovani della Diocesi di Acerenza hanno contattato la Caritas Diocesana di L&#8217;Aquila per dire tutta la nostra disponibilità a venire incontro a quanto ci sarà chiesto e in generi di prima necessità e in vestiario o coperte. Così come per eventuale aiuto da offrire in termini di volontariato.</p>
<p>Nel frattempo La Conferenza Episcopale di Basilicata invita tutti <em>&#8220;a pregare per le vittime del terremoto, mostrando una solidarietà reale verso quanti ora, in quella regione, si trovano nell&#8217;estremo bisogno, perché privati di tutto&#8221;</em>.<span id="more-906"></span></p>
<p><strong> Giovedì 9 p.v., Giovedì Santo in tutte le parrocchie della regione si effettuerà una raccolta fondi. </strong></p>
<p><em> &#8220;Gesù ha lavato i piedi ai discepoli &#8211; scrivono i Vescovi lucani &#8211; per indicare a tutti la priorità dell&#8217;amore, che si esprime nel servizio ai fratelli; noi siamo chiamati ad imitarLo nel compiere un ulteriore e tangibile gesto di amore, condividendo con gioia il frutto del nostro lavoro quotidiano.</p>
<p>Noi, che nel 1980 abbiamo sperimentato la dolcezza, la grandezza e la bellezza dell&#8217;amore concretamente donato e fraternamente accolto, desideriamo, ora, manifestare la forza trasfigurante della vita nuova che sgorga, per tutti, dalla risurrezione di Cristo, con gesti di sincera generosità, perché &#8220;abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente&#8221; (1Tm 4,10).&#8221;</em></p>
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		<title>Lettera dell&#8217;Arcivescovo ai giovani in occasione della Giornata Diocesana dei Giovani.</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 11:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Acerenza 04 aprile 2009
Carissimi giovani,
durante gli incontri dei Giovedì di Quaresima, mentre vi ascoltavo attraverso i vostri sms, le vostre domande e i vostri sguardi carichi di attese, pensavo già al nostro incontro della GDG09 ad Acerenza e a questo mio messaggio, affinché il Signore mi concedesse le giuste parole per descrivere il mio desiderio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/avis-giornata-dei-giovani-129.jpg" rel="lightbox[884]"><img class="size-medium wp-image-887 alignleft" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/avis-giornata-dei-giovani-129-200x300.jpg" alt="avis-giornata-dei-giovani-129" width="200" height="300" /></a>Acerenza 04 aprile 2009</p>
<p>Carissimi giovani,<br />
durante gli incontri dei Giovedì di Quaresima, mentre vi ascoltavo attraverso i vostri sms, le vostre domande e i vostri sguardi carichi di attese, pensavo già al nostro incontro della GDG09 ad Acerenza e a questo mio messaggio, affinché il Signore mi concedesse le giuste parole per descrivere il mio desiderio di vedervi, in questo mondo così pieno di contraddizioni, entusiasti protagonisti di una storia che si rinnova attraverso la vostra vita di cristiani, testimoni di Cristo Risorto, nostra speranza.</p>
<p>Oggi, alla vigilia della Domenica delle Palme, mentre ci apprestiamo a vivere la Giornata n &#8211; Mondiale della Gioventù, vi chiedo con cuore di padre di accogliere con generosità l&#8217;invito di Cristo ad essere annunciatori del suo Vangelo nell&#8217;ambiente familiare, nei luoghi dove studiate , lavorate e trascorrete il vostro tempo libero, nelle relazioni di amicizia e ovunque voi siete presenti come donne e uomini: da cristiani per ridar speranza di vita ad un mondo dove troppo pessimismo frena la fiducia nel futuro.<span id="more-884"></span><br />
Noi, cristiani, siamo ottimisti, crediamo nel futuro perchè esso non finisce nell&#8217;assurdo del nulla, ma approda in Dio, Padre nostro e Signore nostro.<br />
È questo l&#8217;orizzonte che deve caratterizzare il nostro mondo: la &#8216; convivialità delle differenze&#8217;, la ricchezza delle tradizioni, la creatività di tutti voi giovani, le opportunità che il mondo vi offre, i progetti che abitano il vostro cuore. Tutto deve concorrere a creare una cultura della convivenza.<br />
Questo ci insegna Gesù: saper con-vivere con gli altri per realizzare quella fraternità che non può realizzarsi se esasperiamo le differenze e i propri punti di vista.<br />
Non vi chiedo di rinunciare alle vostre ragioni, ma da ragazze e ragazzi cristiani di sperimentare relazioni libere e liberanti, che abbiano sempre il loro fondamento nel Vangelo di Cristo e diventino accoglienti dell&#8217;altro.<br />
Cari giovani, a voi affido questa grande missione, che ho maturato nella mia personale preghiera di questi giorni: siate esperti animatori di con-vivenza. Rifacendomi alla Beata Geltrude, fondatrice delle suore sacramentino di Bergamo, prossima alla canonizzazione il 26 aprile 09, vi affido il suo progetto di santità: &#8220;Impara a farsi santo chi sa ben convivere coni fratelli&#8221;.<br />
Proprio in questo trova la sua pienezza il comandamento affidatoci da Cristo: amatevi come io vi ho amati.<br />
Miei cari amici grazie per quello che siete, io vi seguo con la preghiera e l&#8217;amicizia, non arrendetevi alla cultura relativistica che vi consuma, ma siate protagonisti della vostra vita, tracciando, anche tra le contraddizioni, lo stile bello e affascinante di una fede che ci fa amare senza misura ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza.</p>
<p>Vostro</p>
<p>don Giovanni, Arcivescovo</p>
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		<title>Messaggio di S.E. Mons. Ricchiuti per la Quaresima 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 21:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/ceneri2.jpg" rel="lightbox[868]"><img class="alignleft size-medium wp-image-871" title="Mons. Giovanni Ricchiuti" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/ceneri2-200x300.jpg" alt="ceneri2" width="200" height="300" /></a><span style="color: #000000;">Carissimi,</span></p>
<p>vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e al suo Signore, riscoprire la propria identità di uomini e di donne chiamati a vivere il dono e la responsabilità del Battesimo e proclamare, nella Risurrezione del Signore, l’Alleluja della Vita e della Speranza.</p>
<p>I giorni della Quaresima non saranno leggeri perché a cominciare da questa sera, piegando il nostro capo davanti al vescovo o al presbitero per l’imposizione delle ceneri, ci sarà rivolto un invito che non concede sconti e non consente obiezioni: CONVERTITI E CREDI AL VANGELO!</p>
<p>Seguire Cristo, mettere in pratica il Vangelo e vivere quotidianamente con gioia e con entusiasmo la nostra appartenenza alla Chiesa, dobbiamo ammetterlo, sta riuscendo sempre più difficile e la tentazione di prendere le distanze, di ascoltare altri maestri e di incamminarsi su strade più agevoli è lì, sempre in agguato.<span id="more-868"></span></p>
<p>Ci vogliono molta umiltà e molto coraggio per ammettere i propri errori, confessare i propri peccati e fare inversione di marcia. Ma non è possibile credere al Vangelo e affidarsi alla Parola del Signore se non si immette nella mente e nel cuore il dinamismo della conversione, del cambiamento di mentalità e del rinnovamento della vita.</p>
<p>Qualche giorno fa Benedetto XVI, il nostro Santo Padre, ci ha fatto pervenire il Suo messaggio per la Quaresima con un invito rivolto a tutti noi Suoi fratelli, desiderosi di essere da Lui confermati nella fede, a vivere questi giorni nella preghiera e nella carità ma con una particolare attenzione “alla pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’elemosina”. E più avanti aggiunge, citando il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II (Enc. Veritatis Splendor, 21) che “a ben vedere il digiuno ha come sua finalità di aiutare ciascuno di noi a fare di sé dono totale a Dio”.</p>
<p>Proviamo dunque, carissimi fratelli e sorelle, a dare inizio al cammino quaresimale con il domandare al Signore la grazia della conversione ponendo in atto, coraggiosamente e generosamente, scelte, atteggiamenti e comportamenti per uno stile di vita cristiana sobrio ed essenziale, che renda possibile un passaggio spirituale da una pienezza di sé ad un ‘prosciugamento’ della propria autosufficienza e del proprio orgoglio sì da consentire al Signore di entrare nella nostra vita con la sua parola e con il suo amore.</p>
<p>E tutto questo sarà possibile se vivremo i giorni quaresimali come tempo<strong> PER LA PAROLA, PER LA RICONCILIAZIONE, PER LA CARITA’</strong>.</p>
<p>PER LA PAROLA: perché “non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”!</p>
<p>Così rispose Gesù al tentatore, avvertendo in sè i morsi della fame dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti nel deserto (Mt 4,1-4), insegnando ai Suoi discepoli di ogni tempo che non si dà vita cristiana là dove non si lascia spazio e primato alla Sua parola.</p>
<p>Lettura personale della Sacra Scrittura, cura della liturgia della Parola nell’eucarestia domenicale, centri di ascolto della Parola nelle nostre famiglie, narrazione del Vangelo nel cammino catechistico. Quante possibilità di non difficile attuazione nelle nostre comunità!</p>
<p>Anche a livello diocesano vivremo momenti privilegiati intorno alla Parola nelle Stazioni Quaresimali, nei Ritiri Spirituali dei Catechisti (01/03 p.v.) e delle Famiglie(22/03p.v.), e nella Quaresima Giovani(5-12-18-26/03pp.vv.)</p>
<p>Ma sarà necessario, permettetemi di suggerirvelo, mettere in pratica un digiuno delle nostre parole, delle chiacchiere inutili, dei pettegolezzi e delle maldicenze, delle lamentele….. per far silenzio e ‘deserto’ dentro di noi e attorno a noi.</p>
<p>Solo in quel silenzio sarà possibile ascoltare il Signore e consentirGli di cambiare il nostro cuore.</p>
<p>PER LA RICONCILIAZIONE: con Dio, con i fratelli e con sé stessi.</p>
<p>L’ascolto della Parola non può non portare ad una revisione di vita, della propria vita cristiana, per verificare fino a che punto il Vangelo stia davvero agendo in noi sì da renderci testimoni e discepoli fedeli di Gesù Cristo.</p>
<p>Sicuramente ‘il nostro cuore ci rimprovererà qualcosa’(1Gv 3,20) e nelle profondità della nostra coscienza forse potranno affiorare sensi di colpa e rimorsi per una fede che non ci fa innamorare di Dio (che esiste e di cui abbiamo bisogno) e che ancora non ce Lo rende presente nel volto del Signore e nella bella esperienza della Chiesa, santa e peccatrice, che è nostra madre.</p>
<p>Sensi di colpa e rimorsi per i conflitti, i litigi, le divisioni, gli odi, l’intolleranza, l’indifferenza e quel senso di superiorità che ci rendono nemici gli uni degli altri, perfino nelle nostre comunità, lontani anni luce da quell’ammonizione evangelica: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.(Gv 13,35)</p>
<p>Sensi di colpa e rimorsi per le agitazioni, le irrequietezze e la mancanza di equilibrio, di moderazione e di dominio delle nostre passionalità e istintualità.</p>
<p>Impossibile dunque ogni cammino di conversione e di riconciliazione?</p>
<p>No, carissimi fratelli e sorelle, perché il tempo quaresimale si presta in modo meraviglioso a farci ritrovare un rapporto di amore con Dio e con i fratelli.</p>
<p>Dall’apostolo Paolo riceviamo un commovente invito: “Vi supplichiamo in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio!” (2Cor 5,20)</p>
<p>Rientriamo dunque in noi stessi, con umiltà e con fiducia, lasciamo lavorare in noi la grazia di Dio, chiediamo perdono al Signore, accostiamoci alla Confessione sacramentale, incamminiamoci su itinerari di penitenza e sperimenteremo che “qualunque cosa il cuore ci rimproveri, Dio è più grande del nostro cuore”!(1Gv 3,20)</p>
<p>Momenti significativi per vivere la riconciliazione saranno le Celebrazioni Penitenziali nelle nostre parrocchie alle quali vi invito a partecipare in gran numero e, per quanti potranno, il pellegrinaggio diocesano a Roma, in occasione dell’ANNO PAOLINO, sabato 28 marzo p.v.</p>
<p>PER LA CARITA’.</p>
<p>Infine, la Quaresima è il tempo nel quale far esperienza della nostra capacità di apertura del nostro cuore e delle nostre mani a gesti di accoglienza, di condivisione e di solidarietà ai tanti poveri che sono in mezzo a noi.</p>
<p>La dolcezza della Parola ascoltata e la gioia della riconciliazione troveranno pienezza di significato e autenticità nella carità.</p>
<p>Tornano alla mente, a questo proposito, due splendidi passi della Scrittura, l’uno tratto da Isaìa e l’altro dal Deuteronomio.</p>
<p>Nel primo, il profeta scrive: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio&#8230; Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo&#8230;?(Is 58, 6-7)</p>
<p>Nel secondo, leggiamo: “Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso…., non indurirai il tu cuore e non chiuderai la mano davanti a lui, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova”.(Dt 15, 7-8)</p>
<p>Stiamo attraversando tempi difficili per i tanti problemi sociali, drammatici e gravi, che non consentono di guardare con serenità al futuro: famiglie sulla soglia della povertà, anziani in miseria, disoccupazione&#8230;</p>
<p>I poveri, vicini o lontani, continuano a guardare con fiducia alla Chiesa e noi non possiamo deluderli, rimandandoli a mani vuote!</p>
<p>Per quanto e per quel che possiamo, siamo invitati a mettere in atto gesti personali, iniziative caritative (penso a quelle delle Caritas parrocchiali che già da tempo nelle nostre comunità offrono una bella testimonianza di servizio) e associative che, in nome e per amore di Gesù Cristo, continueranno a raccontare la straordinaria storia della carità cristiana.</p>
<p>Carissimi fratelli e sorelle, iniziamo dunque questo cammino quaresimale di conversione e di crescita nella fede con coraggio e con fiducia. Il Signore non farà venir meno la Sua compagnìa alla Sua chiesa, bisognosa di purificazione e di penitenza, perché essa risplenda nel mondo come comunità di uomini e di donne testimoni audaci e forti di Speranza.</p>
<p>Buona e santa Quaresima!</p>
<p>Acerenza, 25.02.’09</p>
<p>Vostro<br />
+ Giovanni, Arcivescovo</p>
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		<title>L&#8217;Azione Cattolica riflette sul proprio ruolo alla luce della &#8220;Christi Fidelis Laici&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Acerenza, 11 gennaio, Centro Congressi Mons. Gala.
Dopo un breve riferimento all’attività svolta la presidente, Ada Grippo, presenta il tema della giornata: una riflessione sul laicato a pochi giorni dalla celebrazione della decima giornata diocesana per la pace.
Citando il compianto pontefice Giovanni Paolo II la presidente afferma che, soprattutto in questo momento, non è lecito rimanere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/aci.gif" rel="lightbox[790]"><img class="alignleft size-medium wp-image-792" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/aci-300x198.gif" alt="aci" width="300" height="198" /></a><em>Acerenza, 11 gennaio, Centro Congressi Mons. Gala.</em></p>
<p>Dopo un breve riferimento all’attività svolta la presidente, Ada Grippo, presenta il tema della giornata: una riflessione sul laicato a pochi giorni dalla celebrazione della decima giornata diocesana per la pace.</p>
<p>Citando il compianto pontefice Giovanni Paolo II la presidente afferma che, soprattutto in questo momento, non è lecito rimanere in ozio e, facendo propria una riflessione del Cardinale Tettamanzi: ”Questa è l’ora dei laici, è necessario che essi si inseriscano a pieno titolo e con un proprio ruolo nella missione della Chiesa. E’ necessario passare dalla teoria conciliare sui laici ad un’autentica prassi ecclesiale.”<span id="more-790"></span></p>
<p>Il compito specifico dei laici è, come ha precisato il Papa Benedetto XVI a Verona, “di agire in ambito economico, sociale e politico per costruire un giusto ordine nella società”. Questo obiettivo può essere perseguito percorrendo la via della spiritualità, della comunione, del dialogo. La vita associativa dell’AC trova dunque il suo punto di forza nello stare insieme, per pregare, per discutere e per confrontarsi, per compiere il discernimento delle situazioni concrete, per maturare orientamenti, per agire in spirito di servizio, e soprattutto per inaugurare, con la testimonianza del laicato cattolico, una nuova stagione di dialogo fra la Chiesa e la società.</p>
<p>L’arcivescovo Mons. Ricchiuti ha detto: “Vi confermo la mia vicinanza che fa appello a 140 anni di storia dell’AC, 140 anni di esperienza feconda. Anche oggi i frutti verranno perché vedo con gioia il vostro impegno. Il mio desiderio è camminare con voi.”</p>
<p>Poi, riprendendo e rilanciando il discorso della Presidente, l’Arcivescovo rileva come il laico utilizza la domenica, il giorno della comunità, dell’incontro, del dialogo, della preghiera e della riflessione condivisa secondo lo stile della comunione ecclesiale per poi svolgere nella settimana il suo coerente impegno in ambito produttivo, economico, politico per ordinare il mondo secondo il Vangelo.</p>
<p>In vista di tale impegno diviene centrale nella vita dei laici cattolici la domanda: “E voi chi dite che io sia?” In questa domanda l’iscritto all’Azione Cattolica trova il senso e la prospettiva del suo impegno.</p>
<p>Oggi celebriamo il battesimo del Signore. La liturgia di oggi ci offre la prima risposta a questa domanda. Gesù scende nell’acqua per farsi battezzare per condividere con noi in pienezza la dimensione umana. Allora si squarciano i cieli è il Padre svela l’identità di Gesù: “Questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto”.</p>
<p>Nel momento in cui il Padre svela l’identità del suo figlio diletto definisce anche la nostra identità come fratelli in Cristo, figli dello stesso padre e coeredi. Recuperiamo come AC la nostra identità di figli e coeredi per portare al mondo questa buona novella e per ordinare il mondo secondo Cristo.</p>
<p>Poi Fausto traccia una sintesi per grandi linee ma con molta efficacia della “Cristhi fidelis laici” di Giovanni Paolo II.</p>
<p>Il padrone esce di prima mattina e chiama operai per la sua vigna fino a tarda sera. Anche noi siamo stati chiamati ma il nostro impegno non sarà produttivo se non assumiamo Cristo come punto di forza. Cristo è la vite e noi siamo i tralci. Noi tutti siamo tralci dell’unica vite. Questa considerazione fonda la comunione ecclesiale. La vigna è il mondo che deve essere trasformato, cioè ordinato a Cristo. Egli stesso ha detto: “Vi ho costituito perché andiate e portiate frutto perché siate buoni amministratori della grazia di Dio”. L’ascolto della parola e la formazione costituiscono la linfa che, collegandoci a Cristo, ci consente di portare più frutto.</p>
<p>Dobbiamo evitare la tentazione di rimanere nella Chiesa come consumatori del sacro. Dobbiamo anche evitare di essere cristiani in chiesa ed opportunisti fuori, non possiamo legittimare la separazione tra fede e vita. In quanto laici partecipiamo al sacerdozio di Cristo, un sacerdozio di indole secolare che ci consente di gestire la conflittualità per orientarla alla pace, di valorizzare le diversità fra noi come ricchezza che si esprime in una comunione organica.</p>
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		<title>Epifania 2009. Siate un dono l&#8217;uno per l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 23:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una breve sintesi dell&#8217;omelia di Sua Eccelenza Mons. Ricchiuti arcivescovo di Acerenza pronunciata in Cattedrale nel giorno dell&#8217;Epifania.
La luminosità e lo splendore del Natale raggiunge oggi il punto culminante. Si era già manifestato ai pastori oggi attraverso i magi venuti dall&#8217;oriente si manifesta a tutti i popoli della terra per chiamare tutti alla salvezza. Nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una breve sintesi dell&#8217;omelia di Sua Eccelenza Mons. Ricchiuti arcivescovo di Acerenza pronunciata in Cattedrale nel giorno dell&#8217;Epifania.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania1.gif" rel="lightbox[771]"><img class="alignleft size-medium wp-image-777" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania1-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a><em>La luminosità e lo splendore del Natale raggiunge oggi il punto culminante. Si era già manifestato ai pastori oggi attraverso i magi venuti dall&#8217;oriente si manifesta a tutti i popoli della terra per chiamare tutti alla salvezza. Nessuna esperienza di questa umanità è esclusa dal suo progetto di amore.</em></p>
<p><em>Un racconto straordinario quello di Matteo. Gerusalemme è confusa, Erode teme per il suo trono. I magi offrono al bambino oro, incenso e mirra. Si realizza il sogno del popolo di Israele, ma sono degli stranieri a riconoscerlo.  Nel salmo responsoriale abbiamo cantato: &#8220;Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore&#8221;. Adoreranno: un verbo al futuro, una speranza, una certezza collegata con il progetto di Dio annunciato dalla scrittura.</em><span id="more-771"></span></p>
<p><em>Oggi però la Palestina è straziata dalla guerra. Preghiamo per la pace e, nonostante le difficoltà del momento, guardiamo alla stella che ieri condusse i magi a Betlemme e che oggi invita ciascuno di noi ad andare verso Gesù. Questo è il senso di questa festa nella quale la Chiesa ci ripropone la promessa: &#8221;Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore.&#8221;</em></p>
<p><em>Ma la cosa più straordinaria è che il Signore si serve di noi </em><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania21.gif" rel="lightbox[771]"><em><img class="alignright size-medium wp-image-778" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania21-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></em></a><em>oggi per annunciare al mondo questa promessa, per realizzare questo progetto. Noi siamo la stella cometa grazie alla luce che con il Battesimo è entrata nella nostra vità. E&#8217; necessario che questa luce lasci una traccia nella comunità in cui viviamo. Non spegniamola questa luce. I doni che i magi hanno offerto a Gesù rappresentano ciascuno di noi nel momento in cui, in nome di Gesù, ci facciamo dono gli uni per gli altri.</em></p>
<p><em>Usciamo dunque da queste feste natalizie luminosi e pregni di carità, concorreremo a realizzare il progetto di Dio perchè tutti i popoli vengano a Lui.</em></p>
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