Archivio dell'autore: Antonia Saluzzi

Una “favola” attuale… d’altri tempi

Abitacolo del bastone di San Canio ad AcerenzaC’era una volta, tanto tempo fa, un vescovo africano soave e retto, che amava Dio e le sue creature sopra ogni cosa. Compagno delle sue forze era un pastorale silente e fedele, vigoroso sostenitore di un uomo di tanta fede.

Il vescovo aveva scelto il suo bastone fra mille, ma il suo occhio si era posato sul più “prezioso”: un bastone ligneo, nodoso e privo di riccio. I due compagni di viaggio vivevano nella povertà e nell’amore… finché un giorno il prefetto di Cartagine, spaventato da “segni” straordinari, condannò il povero vescovo alla decapitazione. Il boia ebbe paura di eseguire la condanna e preferì abbandonarlo, su una precaria imbarcazione, in alto mare.

L’affiatato connubio approdò, miracolosamente, sulle coste della Campania dove continuò il suo cammino evangelico. Ma la vita di un grande uomo non poteva spegnersi in silenzio; così, durante la crudele persecuzione di Diocleziano, fu martirizzato, alla presenza fedele e muta del caro pastorale. Era il 1° settembre dell’anno 305 e il vescovo martire era San Canio. Continua a leggere