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	<title>Orme di Speranza &#187; Narrando narrando</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>Un pomeriggio a Castelmezzano</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 19:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Narrando narrando]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Castelmezzano]]></category>

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		<description><![CDATA[In una bella giornata di sole, con la neve ai bordi della strada, ci incamminiamo verso Castelmezzano.
Ore 14,10 la Presidente di Azione Cattolica Ada Grippo parte da Palazzo San Gervasio, passa da Banzi alle 14,18 dove trova me ad aspettarla. Alle 14,30 siamo a Genzano di Lucania dove incontriamo Pierpaolo Sacquegna. In prossimità di Potenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una bella giornata di sole, con la neve ai bordi della strada, ci incamminiamo verso Castelmezzano.<br />
Ore 14,10 la Presidente di Azione Cattolica Ada Grippo parte da Palazzo San Gervasio, passa da Banzi alle 14,18 dove trova me ad aspettarla. Alle 14,30 siamo a Genzano di Lucania dove incontriamo Pierpaolo Sacquegna. In prossimità di Potenza ci aspetta Don Michele Cillis.<br />
La compagnia è al completo e alle 15,40 raggiungiamo Castelmezzano.<br />
Superfluo dire, per chi conosce bene la zona, che il paesaggio è stupendo, spettacolare e suggestivo, sembra un presepe.<br />
Davanti la Chiesa ci aspetta il Parroco Don Alessandro Paradiso con un gruppo di signore. Dopo i saluti, la Presidente ed io entriamo in Chiesa per l&#8217;incontro con gli adulti per parlare di Azione Cattolica, mentre Don Michele con Pierpaolo e Don Alessandro vanno ad incontrare i ragazzi per introdurre il discorso su l&#8217;A.C.R..<br />
Quello che più mi ha colpito è stato l&#8217;entusiasmo con cui siamo stati accolti e durante l&#8217;incontro, dove i partecipanti diventavano sempre più numerosi, mentre Ada si addentrava nel discorso sullo spirito e il modo di fare dell&#8217;Azione Cattolica, era evidente l&#8217;interesse dei presenti su questa nuova esperienza che si preparavano a vivere.<br />
All&#8217;incontro si sono aggiunti Franca Nigro e Don Mimmo Beneventi.<br />
Il discorso diventava sempre più interessante e lo è stato ancora di più dopo la lettura del passo del Vangelo di San Marco (Mc 1, 21-39) sulla giornata di Cafarnao.<span id="more-878"></span><br />
Gesù riempie le sue giornate donandosi a noi completamente e lo fa fino in fondo morendo sulla croce per noi. Con la Sua Resurrezione però ci da ancora di più, la speranza della salvezza per tutti.<br />
Lo spirito di coloro che aderiscono all&#8217;Azione Cattolica, non semplicemente con la tessera, deve essere improntato sulla capacità che ognuno ha di donarsi agli altri, senza secondi fini, tenendo sempre presente però la speranza della salvezza.<br />
La partecipazione agli incontri e alle varie iniziative dell&#8217;Azione Cattolica deve essere affrontata con il sorriso sulle labbra, senza affannarci per i problemi della vita perché quelli ci sono e ci saranno sempre, sta a noi affrontarli nel migliore dei modi, senza dimenticare che Dio è sempre con noi, non ci abbandona mai.<br />
L&#8217;incontro si è concluso con una decisione molto importante: si sono stabilite alcune date per gli incontri quindicinali che all&#8217;inizio saranno seguiti dalla signora Franca Nigro oltre che da Don Alessandro, il quale sopraggiungendo ha condiviso l&#8217;entusiasmo generale.<br />
Come inizio direi niente male! Buona fortuna.</p>
<p>Pina Duca &#8211; Vice Presidente Adulti &#8211; Banzi</p>
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		<title>La giornata degli immigrati</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 10:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono Ileana, vengo dalla Romania e lavoro da tre anni ad Acerenza.
Anche quest&#8217;anno la signore del gruppo &#8220;Caritas&#8221; sono state più che gentili ad organizzare un bell&#8217; incontro per tutti noi in occasione della giornata degli immigrati: 18-01-2009.
La festa è incominciata con la celebrazione della Santa Messa nel convento Parrocchia S.Antonio, da Don Pierpaolo. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/giorn_migrantes_1.jpg" rel="lightbox[856]"><img class="alignleft size-medium wp-image-861" title="La giornata degli immigrati" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/giorn_migrantes_1-225x300.jpg" alt="La giornata degli immigrati" width="225" height="300" /></a>Sono Ileana, vengo dalla Romania e lavoro da tre anni ad Acerenza.<br />
Anche quest&#8217;anno la signore del gruppo &#8220;Caritas&#8221; sono state più che gentili ad organizzare un bell&#8217; incontro per tutti noi in occasione della giornata degli immigrati: 18-01-2009.<br />
La festa è incominciata con la celebrazione della Santa Messa nel convento Parrocchia S.Antonio, da Don Pierpaolo. E&#8217; stato un momento spirituale bellissimo che ci ha ricordato che Dio è uno, anche se le confessioni religiose sono diverse, nella casa di Dio siamo tutti suoi figli. Dopo la messa, nel salone vicino alla chiesa, tutti gli immigrati hanno portato dei piatti specifici nazionali,<br />
in modo che abbiano potuto assaggiare anche gli italiani sapori diversi di pietanze e dolci. Sulla tavola si sono ritrovati piatti Rumeni (dolci e salati) insieme con quelli bulgari, graditi da tutti.<br />
Mentre parlavamo tra noi, ho fatto una riflessione: proprio il territorio e la lingua italiana ci hanno avvicinati, per chiedere informazioni riguardo alle ricette bulgare abbiamo parlato tutti in italiano. <span id="more-856"></span><br />
Mi sono resa conto che l&#8217;Italia ha dato modo di avvicinarmi e relazionarmi con cittadini di diverse nazionalità.<br />
Acerenza è diventata il nostro punto comune, in luogo accogliente che ci permette di lavorare, comunicare, fare amicizia con delle persone speciali.<br />
Dopo aver assaporato e gustato tutto, la serata è stata allietata da danze Rumene e Bulgare alle quali hanno partecipato tutte le signore del gruppo Caritas, le amiche, Don Giuseppe che ha partecipato con tanta allegria ed entusiasmo.<br />
La musica e il ballo sono il linguaggio universale per tutti i cittadini del mondo, così ci siamo sentiti ancora più uniti. Purtroppo, si attraversa un periodo molto difficile, quando con gli occhi dell&#8217;opinione pubblica sono stati visti tanti esempi negativi, atteggiamenti sbagliati ed episodi violenti da parte di alcuni immigrati, fatti conclamati con veemenza da tutti noi immigrati.<br />
<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/giorn_migrantes_2.jpg" rel="lightbox[856]"><img class="alignright size-medium wp-image-862" title="La festa degli immigrati" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/02/giorn_migrantes_2-300x225.jpg" alt="La festa degli immigrati" width="300" height="225" /></a>La gente di Acerenza trova nella fede la forza di non aver pregiudizi e ci mostra comprensione e tolleranza, nel modo che la nostra integrazione è realizzata senza difficoltà. Io sono u esempio concreto, come ortodossa, da un anno faccio parte del gruppo cristiano &#8220;Legione di Maria&#8221; dove mi trovo benissimo, ho incontrato delle persone sensibili e gentili che mi hanno accolta con amore cristiano. In mezzo a loro ho imparato a parlare e scrivere la lingua italiana, che mi ha permesso di esporre questa testimonianza e di approfondire i principi cristiani cattolici.<br />
Ogni anno queste giornate mi hanno fatto felice sentendomi parte della grande famiglia umana.<br />
Grazie, Acerenza, per tutto quello che mi hai dato, mi dai e mi darai ancora&#8230;</p>
<p>Noszek Edith Ileana</p>
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		<title>Il movimento dei Cursillos apre la sezione di Acerenza</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;CURSILLOS DE CRISTIANDAD&#8221; è una curiosa parola spagnola che vuol dire &#8220;PICCOLO CORSO DI CRISTIANITA&#8217; &#8220;. Si tratta proprio di un corso della durata di soli tre giorni, ma intensi, durante i quali si riscopre il significato del battesimo e dei doveri che ne scaturiscono.
Il movimento dei Cursillos si basa sul cosiddetto &#8220;TREPPIEDE&#8221;: Studio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;CURSILLOS DE CRISTIANDAD&#8221; è una curiosa parola spagnola che vuol dire &#8220;PICCOLO CORSO DI CRISTIANITA&#8217; &#8220;. Si tratta proprio di un corso della durata di soli tre giorni, ma intensi, durante i quali si riscopre il significato del battesimo e dei doveri che ne scaturiscono.<br />
Il movimento dei Cursillos si basa sul cosiddetto &#8220;TREPPIEDE&#8221;: Studio della Parola, Pietà ed Azione. E&#8217; diviso geograficamente in territori: il terzo unisce Puglia, Basilicata e Calabria.<br />
Il cammino degli aderenti inizia con questi tre giorni vissuti tra rollos (testimonianze) di laici e rollos tenuti da sacerdoti riguardanti la vita di grazia, i sacramenti, la fede, alternati a visite al Santissimo Sacramento, preghiere e canti.<br />
Il &#8220;piccolo corso&#8221; si conclude con la consapevolezza che Cristo conta su di noi e noi contiamo su Cristo, ma da quel momento inizia il quarto giorno che vuol dire portare quell&#8217;esperienza nel vissuto, in famiglia, negli ambienti frequentati. La quotidianità potrebbe affievolire l&#8217;entusiasmo accumulato in quei giorni allora, oltre che attingere dalla Pasqua domenicale, ci si ritrova ogni settimana nell&#8217;incontro chiamato &#8220;ULTREYA&#8221; che vuol dire &#8220;ANDARE AVANTI&#8221; &#8220;ANDARE OLTRE&#8221;, oltre la vita terrena, oltre la sofferenza, oltre i nostri limiti, un incontro durante il quale ci si confronta sul brano del Vangelo della domenica, si visita il Santissimo per lodarLo, ringraziarLo ed affidarGli le nostre vite.<span id="more-853"></span><br />
Anche nella nostra diocesi e precisamente a Tolve, i Cursillos sono presenti da dieci anni. In quest&#8217;arco di tempo sono 55 i laici che hanno fatto l&#8217;esperienza tra cui alcuni fratelli di Castelmezzano, Irsina e Albano di Lucania, 5 le consacrate e 6 i presbiteri.<br />
Quest&#8217;anno S.E. Monsignor Ricchiuti ci ha fatto dono del decreto di riconoscimento e quindi anche i Cursillos di Cristianità da oggi rientrano ufficialmente tra i gruppi riconosciuti nella Chiesa diocesana acheruntina.<br />
Noi componenti del movimento eravamo già impegnati in parrocchia, da oggi lo faremo con una carica in più ed è con il cuore colmo di gioia che lodiamo Dio, lo ringraziamo dei benefici che ci ha fatto attraverso il Vescovo, e i nostri sacerdoti don Nicola Moles e don Nico Baccelliere, ai quali va il nostro affetto e il nostro ringraziamento. Un ringraziamento va anche a tutti i sacerdoti che nel corso degli anni si sono alternati lasciando sempre un segno indelebile nei nostri cuori. &#8220;DE COLORES ED ULTREYA&#8221;</p>
<p>Marilena Mirauda</p>
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		<title>Corrado Ursi uomo dell&#8217;amen e dell&#8217;alleluia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 11:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Narrando narrando]]></category>
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A cento anni dalla nascita del Cardinale Corrado Ursi don Salvatore Giuliano, parroco della Comunità di San Giovanni Battista in Napoli, ha voluto ricordare con una pubblicazione l&#8217;esperienza pastorale di uno dei più grandi testimoni della fede che il mezzogiorno d&#8217;Italia ha espresso in questi ultimi tempi: il Cardinale Corrado Ursi Arcivescovo di Napoli.
In un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ursi.gif" rel="lightbox[617]"><img class="size-medium wp-image-619 alignleft" title="Mons. Anselmo Saluzzi" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ursi-196x300.gif" alt="" width="196" height="300" /></a></p>
<p>A cento anni dalla nascita del Cardinale Corrado Ursi don Salvatore Giuliano, parroco della Comunità di San Giovanni Battista in Napoli, ha voluto ricordare con una pubblicazione l&#8217;esperienza pastorale di uno dei più grandi testimoni della fede che il mezzogiorno d&#8217;Italia ha espresso in questi ultimi tempi: il Cardinale Corrado Ursi Arcivescovo di Napoli.</p>
<p>In un ricordo commosso Mons. Anselmo Saluzzi, lo presenta come: &#8220;Pastore solerte, profeta dei tempi nuovi, missionario infaticabile, riformatore sapiente e concreto&#8221;. Egli stimolava a guardare al futuro con fiducia perchè vedeva nello svolgersi della storia lo sviluppo di un disegno provvidenziale al quale si abbandonava senza riserve: <em>Amen</em>. In questa adesione totale c&#8217;era l&#8217;esuberanza positiva e costante della pienezza interiore donde esplodeva nell&#8217;<em>alleluia</em> un contagioso grido di gioia perchè tutta la Chiesa levasse una lode corale al Signore.<span id="more-617"></span></p>
<p>Don Salvatore Giuliano, nel ripercorrere le tappe fondamentali della vita e dell&#8217;attività pastorale del presule, segnala la partecipazione al Concilio Ecumenico Vaticano II come un momento di profonda riflessione e rigenerazione interiore che portò   Corrado Ursi ad una autentica <em>conversione conciliare</em> dalla quale scaturì nelle sue linee portanti il progetto pastorale che attuerà nella diocesi di Napoli:<br />
La &#8220;<em>cristologia pasquale</em>&#8221; che si concretizza nell&#8217;essere vicino agli ultimi e culmina nella celebrazione dell&#8217;Eucarestia.<br />
L&#8217;ecclesiologia pastorale nella quale la Chiesa è presentata come attualizzazione della vita di Cristo nel mondo contemporaneo dove Egli, nelle carni della sua Chiesa, viene ancora perseguitato e messo in croce ma è destinato a risorgere per portare a compimento con la Redenzione l&#8217;agire di Dio nel mondo iniziata con la creazione.<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ursi3.gif" rel="lightbox[617]"><img class="alignright size-medium wp-image-620" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/ursi3-196x300.gif" alt="" width="196" height="300" /></a><br />
Infine la traduzione <em>della telogia ecumenica</em> in una efficace ed innovativa <em>prassi pastorale</em> che si espresse in una sorta di ecumenismo dal basso. Con incontri personali e momenti di condivisione il presule creò un clima sereno tra le varie confessioni cristiane presenti nella diocesi.<br />
A margine dell&#8217;evento diversi interventi hanno rievocato aneddoti ed esperienze personali di incontro con l&#8217; Arcivescovo Corrado Ursi sottolieandone l&#8217;affabilità e la cordialità nei rapporti, l&#8217;estrema cura nel preparare e condurre con decoro e diligenza le liturgie, l&#8217;attenzione concreta e discreta per tutte le situazioni di sofferenza e di indigenza.</p>
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		<title>Acerenza: Canio Orlando festeggia i 100 cento anni</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 20:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Canio Orlando, classe 1908, era un giovane artigiano quando  conobbe Lucia, una ragazza   dotata di un sorriso splendente e capace di un amore pudico e profondo, autentico e irresistibile. Aveva trent’anni Canio quando  riuscì a coronare il suo sogno e sposare Lucia e trentuno quando nacque Donato, il frutto del loro amore.
Nel 1939 la guerra si abbatté come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignleft size-medium wp-image-554" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5-166x300.gif" alt="" width="166" height="300" /></a>Canio Orlando, classe 1908, era un giovane artigiano quando  conobbe Lucia, una ragazza   dotata di un sorriso splendente e capace di un amore pudico e profondo, autentico e irresistibile. Aveva trent’anni Canio quando  riuscì a coronare il suo sogno e sposare Lucia e trentuno quando nacque Donato, il frutto del loro amore.</p>
<p>Nel 1939 la guerra si abbatté come una immane tragedia sulla felicità dei giovani sposi e mast’ Cani’ venne strappato alla famiglia e inviato al fronte in Polonia dove il suo battaglione fu distrutto ed egli, insieme a pochi altri superstiti,  fu fatto prigioniero da una pattuglia australiana.  Dopo molte peripezie, caricato insieme ad altri prigionieri su un carro bestiame, fu condotto in un campo di concentramento ad Alessandria d’Egitto,  poi in Libia, in Eritrea, in Cirenaica e quindi in India dove rimase un tempo imprecisato, forse qualche anno. <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario5.gif" rel="lightbox[552]"><span id="more-552"></span></a>Qui finalmente fu raggiunto dalla Croce Rossa, <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario8.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignright size-medium wp-image-555" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario8-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>che, dopo averlo identificato gli offrì un foglio di carta ed una busta perchè desse notizie di sé alla famiglia. Fu poi imbarcato e, dopo 29 giorni di avventurosa navigazione, arrivò in Australia per essere condotto a lavorare nei campi di un azienda privata come uno schiavo.</p>
<p>Canio Orlando dovette sopportare tutte le contraddizioni e le sofferenze di un mondo profondamente malato. Gli fu negata la famiglia, la dignità, l’identità e tutti i diritti fondamentali del vivere civile.  <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario7.gif" rel="lightbox[552]"><img class="alignleft size-medium wp-image-556" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/centenario7-200x300.gif" alt="" width="200" height="300" /></a>Canio non si perse d&#8217;animo il ricordo di Lucia che teneva amorevolmente fra le braccia il loro bambino, il loro futuro gli consentì di superare prove difficilissime..</p>
<p>Trascorsero diversi, lunghissimi anni fino al 1947 quando finalmente fu imbarcato su una nave e, dopo un mese di navigazione, sbarcò a Napoli.</p>
<p>Quando Canio Orlando arrivò ad Acerenza il figlio Donato aveva ormai otto anni.  I giovani della parrocchia che gli fanno corona in questa foto hanno molto da apprendere dall&#8217;esperienza centenaria di Zio Canio.  In primo luogo il valore fondamentale della famiglia. Zio Canio, persona schiva e riservata, ha fatto comprendere come l&#8217;amore è un valore profondo che va vissuto nell&#8217;autenticità non esibito.  L&#8217;amore quando è autentico riesce  a dare senso a tutta una vita e consente  di superare tutte le avversità ed é persino più forte della barbarie umana e della guerra.</p>
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		<title>Agorà dei giovani italiani &#8211; Loreto 2007</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 16:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrando narrando]]></category>
		<category><![CDATA[Agorà]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Come tutti sanno nei giorni 1 e 2 settembre si è celebrato a Loreto l&#8217;evento clou del primo dei tre anni dell&#8217;Agorà dei giovani italiani. In questi due giorni oltre mezzo milione di giovani provenienti da tutta Italia e non solo si sono dati appuntamento con Papa Benedetto XVI per conoscersi, gioire, far festa, raccontarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Agorà dei giovani italiani - Loreto 2007" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/12/agora01.jpg" rel="lightbox[278]"><img title="Agorà dei giovani italiani - Loreto 2007" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/12/agora01.thumbnail.jpg" alt="Agorà dei giovani italiani - Loreto 2007" align="left" /></a>Come tutti sanno nei giorni 1 e 2 settembre si è celebrato a Loreto l&#8217;evento clou del primo dei tre anni dell&#8217;Agorà dei giovani italiani. In questi due giorni oltre mezzo milione di giovani provenienti da tutta Italia e non solo si sono dati appuntamento con Papa Benedetto XVI per conoscersi, gioire, far festa, raccontarsi esperienze e testimoniare agli altri la propria fede e come essa abbia prodotto cambiamenti nella vita di ognuno.<br />
Commoventi sono state le testimonianze ascoltate durante la veglia di sabato pomeriggio nella spianata di Montorso, ai piedi del santuario lauretano; esaltante e ricca di contenuti e spunti di riflessione oltre che di buona musica è stata la notte dell&#8217;Agorà; intensa è stata la messa della domenica mattina. In questi due giorni questo è stato il mandato che il Papa ha voluto affidare ai presenti e non: &#8220;A chi confida in Dio nulla è impossibile&#8221;, &#8220;Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo&#8221;. Benedetto XVI ha voluto poi sottolineare l&#8217;importanza dell&#8217;essere umili anche di fronte a dei modelli sociali che ci vengono proposti con l&#8217;ideale della prevaricazione, e l&#8217;urgenza di salvaguardare la creazione.<span id="more-278"></span></p>
<p><a title="Agorà dei giovani italiani - Loreto 2007" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/12/agora02.jpg" rel="lightbox[278]"><img title="Agorà dei giovani italiani - Loreto 2007" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/12/agora02.thumbnail.jpg" alt="Agorà dei giovani italiani - Loreto 2007" align="right" /></a>Più di ottanta i giovani provenienti dalla nostra Arcidiocesi che hanno preso parte prima ai tre giorni di gemellaggio, accoglienza e preparazione svoltisi nella città di Pescara e poi al pellegrinaggio di Loreto.</p>
<p>Uno di loro ha anche fatto parte, quale rappresentante della Regione Basilicata, dei &#8220;72&#8243; che hanno ricevuto il mandato missionario dai vescovi che fanno parte della presidenza della CEI. Per tutti l&#8217;esperienza è stata entusiasmante e importante sia del punto di vista strettamente spirituale, che dal punto di vista umano, in quanto ha dato loro la possibilità di fare tante amicizie anche con giovani provenienti dalla nostra stessa Regione.</p>
<p>Rocco Monetta</p>
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		<title>Le nuove vetrate della Chiesa Madre di Pietragalla</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2007 20:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Bevilacqua</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pietragalla]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; rimasta chiusa per una settimana, da lunedì 25 a sabato 30 giugno, la chiesa madre di Pietragalla dedicata a &#8220;San Nicola di Bari&#8221;, riaprendo domenica 1° luglio in occasione della santa messa delle ore 11.00.
In questo intervallo di tempo ci si è adoperati sostanzialmente nel collocare all&#8217;interno dell&#8217;edificio religioso due nuove vetrate, che rappresentano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; rimasta chiusa per una settimana, da lunedì 25 a sabato 30 giugno, la chiesa madre di Pietragalla dedicata a &#8220;San Nicola di Bari&#8221;, riaprendo domenica 1° luglio in occasione della santa messa delle ore 11.00.</p>
<p>In questo intervallo di tempo ci si è adoperati sostanzialmente nel collocare all&#8217;interno dell&#8217;edificio religioso due nuove vetrate, che rappresentano rispettivamente altrettanti momenti religiosi, vale a dire la Pentecoste e l&#8217;Ascensione. Si è trattato ovviamente di un lavoro delicato in virtù del materiale utilizzato. Le nuove strutture in vetro sono state realizzate a Firenze.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;omelia il parroco di Pietragalla Don Tonino Cardillo ha inteso ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in maniera fattiva e concreta affinché si raggiungesse questo significativo risultato riguardante l&#8217;arredo religioso della chiesa più rappresentativa del paese.<span id="more-267"></span></p>
<p>Va sottolineato che nel corso dell&#8217;ultimo decennio al suo interno vi sono stati effettuati tutta una serie di altri lavori come la sostituzione del portone principale che riporta tutta una serie di sculture. Inoltre si è intervenuti su un battistero così come altri lavori hanno interessato l&#8217;altare principale. In particolare queste nuove vetrate vanno ad integrarsi con altre strutture simili collocate nel passato le quali riproducono l&#8217;immagine di Gesù.</p>
<p>Antonello Bevilacqua</p>
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		<title>Giornata Diocesana dei Ministranti</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2007 20:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringraziando il buon Dio la nostra diocesi, quest&#8217;anno, ha celebrato davvero &#8220;una vita per la Sinfonia del SI&#8221;. Insieme a tutti i nostri ministranti, provenienti dalle parrocchie ed accompagnati dai loro animatori ed alcuni parroci, ci siamo ritrovati intorno al nostro Arcivescovo ad Acerenza.
Nel preparare la giornata con l&#8217;equipe organizzativa, avevamo stabilito di vivere la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Il manifesto della Giornata Diocesana dei Ministranti 2007" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/07/gdm2007.jpg" rel="lightbox[265]"><img title="Il manifesto della Giornata Diocesana dei Ministranti 2007" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/07/gdm2007.thumbnail.jpg" alt="Il manifesto della Giornata Diocesana dei Ministranti 2007" align="left" /></a>Ringraziando il buon Dio la nostra diocesi, quest&#8217;anno, ha celebrato davvero &#8220;una vita per la Sinfonia del SI&#8221;. Insieme a tutti i nostri ministranti, provenienti dalle parrocchie ed accompagnati dai loro animatori ed alcuni parroci, ci siamo ritrovati intorno al nostro Arcivescovo ad Acerenza.<br />
Nel preparare la giornata con l&#8217;equipe organizzativa, avevamo stabilito di vivere la giornata scandita da tre momenti fondamentali: I? momento l&#8217;accoglienza da farsi nel piazzale antistante la Chiesa di S.Antonio; 2? momento la celebrazione Eucaristica; 3? momento festa insieme.<br />
Grazie alla disponibilità degli animatori della Parrocchia di Genzano dell&#8217;Oratorio S.Filippo Neri, incaricati di animare tutta la giornata e davvero siamo grati a loro perché sono stati molto bravi sia nell&#8217;accoglienza sia nella celebrazione dell&#8217;Eucarestia e sia nella preparazione dei giochi.<span id="more-265"></span><br />
L&#8217;arrivo dei nostri ragazzi è iniziato verso le ore 9.30, dove avevamo preparato un piccolo palco, messo a disposizione dalla comunità di Acerenza e preparato con cura da alcune laiche insieme a don Michele Cillis, gli animatori di Genzano avevano portato anche uno striscione posto poi avanti al palco con la frase tema della giornata &#8220;la tua vita per la Sinfonia del Si&#8221;, sullo sfondo è stato messo il dipinto del volto del Signore Gesu, particolarmente suggestivo e a fianco il simbolo dell&#8217;ostia spezzata sostenuta da due mani di colore.<br />
Verso le 9.50 è arrivato il nostro Arcivescovo, con la talare filettata, immediata l&#8217;esultanza di tutti i presenti, in particolare dei bambini che subito hanno gridato cantando &#8220;don Giovanni&#8221; e tutti salutati con semplicità dall&#8217;Arcivescovo il quale è rimasto per un po&#8217; in mezzo a loro partecipando anche alle loro danze proposte dagli animatori. Nel frattempo i nostri seminaristi hanno avuto la cura di registrare tutte le presenze e prendere i nominativi dei ministranti che avrebbero poi animato il servizio liturgico, erano presenti tutti i seminaristi sia del Maggiore che del seminario minore.<br />
Nel momento in cui abbiamo constatato l&#8217;arrivo di quasi tutti i ministranti, circa duecento ministranti, l&#8217;Arcivescovo è stato invitato a salire sul palco ed diventato poi il &#8220;vero animatore&#8221;, rivolgendo anzitutto il saluto a tutti i presenti, ma poi riuscendo ad attirare l&#8217;attenzione di tutti i bambini, che sappiamo non è cosa facile, facendo capire loro il significato della giornata. Il sottoscritto con i seminaristi e i ministranti scelti per il servizio liturgico, nel frattempo siamo andati con le macchine in cattedrale per fare le prove del servizio.<br />
Tutti gli altri poi insieme all&#8217;Arcivescovo sono venuti cantando a piedi verso la Cattedrale.<br />
Giunti davanti alla Cattedrale prima di entrare l&#8217;Arcivescovo ha intrattenuto brevemente i bambini spiegando il luogo in cui si stava per entrare, chiedendo quindi loro la giusta predisposizione nell&#8217;entrare e così è stato, certo un po&#8217; di movimento non poteva non esserci, erano tanti ma non offendeva la dignità del luogo, Monsignore i sacerdoti e il gruppo di servizio ci siamo vestiti nella sacrestia secondaria, intanto tutti i ministranti hanno avuto la possibilità di indossare la tarcisiana.<br />
L&#8217;arcivescovo ha voluto come primo concelebrante don Donato Glisci il quale celebrava il suo anniversario di ordinazione e come secondo concelebrante il sottoscritto in qualità di direttore C.D.V.; Così è iniziata la celebrazione, vissuta davvero all&#8217;insegna della semplicità. Al momento della Omelia, l&#8217;Arcivescovo ha lasciato la cattedra e si è portato dinanzi all&#8217;altare invitando attorno a se tutti i ministranti del servizio liturgico, facendoli sedere sulla gradinata e lasciando due di loro al suo fianco in piedi, ha parlato a tutti loro, a tutti noi, in forma dialogica coinvolgendo tutti e tenendo desta l&#8217;attenzione di tutti, in particolare quando ha raccontato un po&#8217; la sua vocazione dicendo con santo orgoglio di essere stato anche lui da bambino ministrante e poi ha chiesto anche a noi sacerdoti se da piccoli avevamo fatto i chierichetti. Inoltre nell&#8217;omelia ha sviluppato il tema vocazionale sottolineando, senza timidezza di non avere mai paura o fare resistenza alla chiamata del Signore, sia per la vita sacerdotale che per la vita consacrata, cogliendo l&#8217;occasione per far emergere l&#8217;importanza della presenza delle suore nelle nostre comunità e quindi alle bambine di saper dire di si a una eventuale chiamata.<br />
Con altrettanta schiettezza l&#8217;Arcivescovo ha detto di essere sempre orgogliosi di fare questo servizio e di non temere mai i compagni anche quando questi tendono a prendere in giro, come purtroppo fanno.<br />
L&#8217;esortazione quindi rivolta a tutti loro è stata quella di essere sempre più vigilanti ai segni del Signore, attraverso cui discernere il suo progetto su ciascuno di noi perché se realizzeremo la Sua volontà troveremo la vera felicità.<br />
Conclusa la celebrazione eucaristica ci siamo ritrovati tutti insieme al villaggio Tabor per consumare il pasto, per la cronaca sono stati consumati circa venti kg. di pasta, se è vero il detto che l&#8217;appetito è un segno di vocazione avevano tutti la vocazione, ringranziando Dio i nostri bambini hanno mangiato tutto, la pasta i wurstel con pourè di patate formaggio e frutta.<br />
Il gruppo animatori poi per l&#8217;ultimo momento della giornata caratterizzata dal gioco hanno preparato la caccia al tesoro e il gioco del labirinto, saggiamente preparati a tema della giornata, facendo tre squadre: i rossi, i gialli e i verdi.<br />
Inutile dire l&#8217;entusiasmo dei bambini alla partecipazione e anche molto edificante la partecipazione ai giochi di alcuni sacerdoti compreso l&#8217;Arcivescovo al gioco del labirinto.<br />
Così verso le 16.30 ci siamo ritrovati nella sala convegni per concludere con la preghiera, Monsignore ha chiamato tre ministranti volontari facendo loro leggere la preghiera propria del ministrante, e infine dai nostri seminaristi è stato consegnato a tutti, come ricordo della giornata, un portachiavi con la scritta tematica &#8220;la tua vita per una sinfonia del SI&#8221;.<br />
IL buon Dio ricompensi quanti hanno in diverse maniere contribuito alla riuscita della giornata, sia Lui ha portare a compimento quanto è nei cuori di tutti i nostri bambini aiutati dall&#8217;esempio di noi adulti e con l&#8217;intercessione della Madre SS. e di tutti i nostri santi patroni felici soli di vivere tutta la nostra vita per la sinfonia del SI.<br />
Don Pasquale ORLANDO, Direttore C.D.V.</p>
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		<title>San Rocco tra storia e devozione</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2007 11:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica 15 Aprile, presso il convento di San Francesco, si è tenuta la seconda giornata di studio rocchiana, organizzata dagli Amici del Pellegrino, con il tema &#8220;San Rocco tra storia e devozione&#8221;. Sono intervenuti: Franco Mattia, Paolo Ascagni, Gianpaolo Vigo, Adriano Badoer, Michele Iannuzzi e Nicola Montesano. Il giornalista RAI Edmondo Soave ha coordinato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/srfi.jpg" title="San Rocco" rel="lightbox[263]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/srfi.thumbnail.jpg" alt="Una raffigurazione di San Rocco" title="Una raffigurazione di San Rocco" align="left" /></a>Domenica 15 Aprile, presso il convento di San Francesco, si è tenuta la seconda giornata di studio rocchiana, organizzata dagli Amici del Pellegrino, con il tema &#8220;San Rocco tra storia e devozione&#8221;. Sono intervenuti: Franco Mattia, Paolo Ascagni, Gianpaolo Vigo, Adriano Badoer, Michele Iannuzzi e Nicola Montesano. Il giornalista RAI Edmondo Soave ha coordinato i vari interventi.</p>
<p>Dopo i saluti e i ringraziamenti del parroco Don Nicola Moles e del sindaco Pasquale Pepe, la parola è passata a Franco Mattia, vice presidente del Consiglio regionale della Basilicata. Egli, sottolineando l&#8217;importanza dell&#8217;incontro, simbolo eloquente della vitalità, della dedizione e dell&#8217;impegno assunti dalle associazioni rocchiane in Italia e nel mondo, ha insistito sulla necessità di una giornata regionale da dedicare al culto di San Rocco. Per la realizzazione di un appuntamento nazionale, aperto alle parrocchie, alle confraternite e ai comitati di festa, dovranno impegnarsi il Consiglio regionale, la Chiesa e l&#8217;amministrazione comunale.<span id="more-263"></span></p>
<p>Il vescovo don Giovanni Ricchiuti ha focalizzato l&#8217;attenzione sull&#8217;aspetto religioso della festa di San Rocco. &#8220;Si vuole purificare la devozione con il rischio di sradicarla. Ma ciò deve essere impedito perché la religiosità di popolo è il fondamento della chiesa&#8221;-ha affermato. Ricordando la sua esperienza vissuta lo scorso agosto, don Giovanni ha affermato che la festa patronale ha ritrovato il modo di far rivivere la fede, grazie anche all&#8217;impegno degli Amici del Pellegrino. Questi accolgono i pellegrini nello stesso modo in cui San Rocco accoglie le vite spezzate dei numerosi devoti. Monsignor Ricchiuti ha concluso augurando che Tolve diventi un centro di raduno di confraternite e che rilanci una buona e vera testimonianza di fede in questo tempo indifferente e distaccato dalla religione.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/procsrocco.jpg" title="Tolve - La processione di San Rocco" rel="lightbox[263]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/procsrocco.miniatura.jpg" title="Tolve - La processione di San Rocco" alt="Tolve - La processione di San Rocco" align="right" /></a>Edmondo Soave con un breve excursus sulla vita del Santo ha lasciato la parola a Paolo Ascagni, direttore della rivista &#8220;Vita Sancti Rochi&#8221;. Egli ha affermato che le conoscenze storiche su San Rocco sono ridotte poiché sono state contaminate da &#8220;incrostazioni&#8221; leggendarie che rendono il lavoro storico complicato. Nell&#8217;ultimo periodo, però, si sta assistendo al rifiorire degli studi storici e ad un nuovo culto della figura del santo prettamente devozionale. Confrontando le agiografie di diversi autori si notano punti di contatto e punti in cui le varie versioni divergono. Ad esempio tutti sono concordi nell&#8217;affermare che San Rocco sia nato a Montpellier, mentre divergono sul nome della madre: secondo alcuni si chiamava Libera, secondo altri Franca. Ascagni si è poi soffermato sulle località visitate dal Santo ed ha affermato che il suo culto è nato a Piacenza, città che non compare sulle agiografie. Il lavoro storico relativo al Santo è iniziato nell&#8217;Ottocento e si è sviluppato soltanto nel Novecento. Nel 1479 a Milano è stato ritrovato il primo documento su San Rocco, mentre nel Quattrocento il suo culto non si era ancora sviluppato in Francia. Quindi, ha sostenuto Ascagni, possiamo affrmare che il culto è nato in Italia e si è sviluppato progressivamente in Austria, Germania, Belgio, Francia ed, infine, in Spagna.</p>
<p>Dopo Ascagni è intervenuto Gianpaolo Vigo, presidente dell&#8217;associazione &#8220;San Rocco Italia&#8221;.Egli ha delineato i caratteri generali dell&#8217;associazione internazionale ed ha affermato che Montpellier è in contatto con venti nazioni. Vigo ha auspicato l&#8217;organizzazione di progetti in cui possano coordinarsi le varie regioni delle comunità europee, la creazione di cammini locali rocchiani e a Tolve la costruzione di un museo della religiosità popolare curato dagli Amici del Pellegrino.</p>
<p>La parola è passata quindi a Adriano Badoer, rappresentante dell&#8217;Arciconfraternita della Scuola Grande di San Rocco di Venezia. Egli ha asserito che le confraternite a Venezia fungono da ammortizzatori sociali e si occupano dei bisognosi. Le scuole di carità veneziane si dividono in piccole o minori e grandi. In passato le prime erano circa ottanta e potevano contare su almeno 1000 iscritti, ad esse appartenevano le corporazioni dei mestieri. Le seconde erano inizialmente sette ma ne sono sopravvissute soltanto quattro, fra cui quella di San Rocco, ricca di materiale storico e artistico; si conservano tra gli altri dipinti di Tintoretto, Tiziano e Giorgione.</p>
<p>Nicola Montesano, storico medievale, ha affrontato il tema della storia della festa di San Rocco a Tolve. Un primo culto embrionale del Santo risale almeno al 1543, essendo già attestato nella visita pastorale di quell&#8217;anno del vescovo Michele Saraceno. Nel 1647-48 poi, il regno di Napoli è devastato dalla peste bubbonica e anche a Tolve si ricorre all&#8217;intercessione di San Rocco nonostante il patrono di Tolve fino ad allora fosse stato San Nicola. Nel 1700 Tolve passa ai Carafa, che fanno allargare la chiesa , i lavori si conclusero nel 1753 e la chiesa venne destinata al culto di San Rocco.</p>
<p>Il convegno si è concluso con l&#8217;intervento di Michele Iannuzzi, presidente dell&#8217;associazione &#8220;Amici del pellegrino&#8221; che ha focalizzato l&#8217;attenzione sugli ex-voto e sul loro valore. L&#8217;ex-voto è un oggetto che il devoto dona al santo come ringraziamento per una grazia ricevuta o come risoluzione di una promessa. è errato definirlo come mera ricompensa, esso infatti si carica di un valore affettivo particolare e definisce un legame destinato a restare per sempre tra il devoto e il santo. Tutti i pellegrini, dopo la visita al Santo, rivedono gli ex-voto donati e rinnovano di anno in anno tale legame. Iannuzzi ha insistito perciò sulla necessità di costiturire un museo degli ex voto e della religiosità popolare a Tolve, affinché tale patrimonio di fede e di cultura non vada perduto e possa essere valorizzato.</p>
<p>Come ha ribadito il professor Venezia che ha voluto esprimere il suo pensiero &#8220;a proposito della vita di San Rocco; &#8220;Solum certum nihil certum esse&#8221;, ossia, l&#8217;unica cosa certa è che niente è certo. C&#8217;è bisogno di conoscer meglio la vicenda biografica di San Rocco e di indagare sulla diffusione del culto in suo onore, specie qui nel Mezzogiorno d&#8217;Italia, dove è ormai appurato il Santo non giunse mai in vita ma è ancora tanto venerato. Ben vengano dunque in futuro altre iniziative come questa nella nostra comunità, San Rocco ci rappresenta ed è necessario saperne di più.</p>
<p>Ilaria Pappalardo</p>
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		<title>Inaugurata l&#8217;edicola del Sacro Cuore di Gesù a Pietragalla</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 10:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Bevilacqua</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pietragalla]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di venerdì 15 giugno è stata inaugurata, in Via Mancosa a Pietragalla, l&#8217;edicola dedicata al &#8220;Sacro Cuore di Gesù&#8221;. Si tratta di una piccola costruzione che è ubicata ai piedi del grande tiglio che caratterizza questa arteria cittadina che attraversa il centro storico del paese. Essa è stata creata grazie all&#8217;impegno di due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="L’edicola del Sacro Cuore di Gesù a Pietragalla" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/edisacuo.jpg" rel="lightbox[261]"><img title="L’edicola del Sacro Cuore di Gesù a Pietragalla" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/edisacuo.thumbnail.jpg" alt="L’edicola del Sacro Cuore di Gesù a Pietragalla" align="left" /></a>Nel pomeriggio di venerdì 15 giugno è stata inaugurata, in Via Mancosa a Pietragalla, l&#8217;edicola dedicata al &#8220;Sacro Cuore di Gesù&#8221;. Si tratta di una piccola costruzione che è ubicata ai piedi del grande tiglio che caratterizza questa arteria cittadina che attraversa il centro storico del paese. Essa è stata creata grazie all&#8217;impegno di due cittadini di Pietragalla, Rocco Mazzolla e Rocco De Bonis che nell&#8217;arco di alcune settimane hanno tradotto in realtà, materializzandola, questa loro idea. Per portarla avanti ci hanno messo tutto l&#8217;impegno possibile lavorando in qualsiasi condizione meteorologica. E&#8217; stato creato in tal senso un muretto perimetrale e sono state poste delle panchine e delle fioriere mentre tutto il piazzale antistante ha subito sostanziali lavori di ristrutturazione. Sono stati altresì collocati dei fari luminosi che di notte permettono di ammirare questo luogo sotto una luce davvero originale ed artistica. <span id="more-261"></span>Dopo la santa messa tenutasi nella chiesa madre alle ore 18.00, il parroco Don Tonino Cardillo, che ha offerto l&#8217;icona in ceramica del Sacro Cuore di Gesù, ha benedetto, al cospetto di tantissimi fedeli e cittadini, l&#8217;edicola religiosa sottolineando che ci si trova dinanzi ad una bella opera artistica costruita con tanto sacrificio ed abnegazione e che rappresenta un luogo di grande rilievo e significato religioso. Anche il sindaco del paese, Rocco Iacovera, è intervenuto evidenziando il ruolo dell&#8217;amministrazione comunale che ha acquistato il materiale necessario, quale sabbia e cemento, affinché i due cittadini effettuassero i lavori.</p>
<p>Antonello Bevilacqua</p>
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		<title>Settimana di animazione vocazionale ad Oppido</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 14:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mese di febbraio dal 12 al 18 ad Oppido Lucano come in altre parrocchie della nostra diocesi abbiamo avuto il piacere di accogliere un gruppo di giovani seminaristi,mandati dal Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata per la settimana di Animazione Vocazionale intitolata “La tua vita per la sinfonia del sì”.
Durante questa settimana, nella quale hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di febbraio dal 12 al 18 ad Oppido Lucano come in altre parrocchie della nostra diocesi abbiamo avuto il piacere di accogliere un gruppo di giovani seminaristi,mandati dal Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata per la settimana di Animazione Vocazionale intitolata “La tua vita per la sinfonia del sì”.</p>
<p>Durante questa settimana, nella quale hanno dimorato nei nostri centri, essi hanno fatto diverse esperienze: innanzitutto la visita alle scuole, agli ammalati, ai gruppi parrocchiali in maniera pubblica e privata come soffermandosi tra la gente comune. Il fine chiaramente è stato il diffondere naturalmente la Parola di Dio raccontando la loro esperienza di vocazione che ebbero prima di iniziare il loro cammino in Seminario.Gli incontri che i cinque Seminaristi ad Oppido hanno fatto sono stati tutti diversi ed entusiasmanti.</p>
<p>Hanno iniziato nelle scuole, tra i bambini incuriositi che facevano domande, poi nei centri di ascolto con gli adulti ancora più incuriositi dei bambini, infine i cinque Seminaristi hanno anche animato alcune Liturgie. <span id="more-247"></span>Di loro si è parlato per diverso tempo ed ancora se ne parla: chissà che qualche ragazzo di Oppido non decida di entrare in Seminario. La gente che ha partecipato a questi incontri, compresi bambini, oltre ad essere numerosa, è rimasta entusiasta e le loro impressioni sono più che positive.</p>
<p>La settimana si è conclusa in bellezza, con l’incontro diocesano per la festa conclusiva all’Antica Fonte, che prevedeva balli, canti, recite e musica, tutto preparato da loro durante la settimana, con ragazzi e bambini. A loro il nostro grazie più sincero.</p>
<p>Eufemia Frisi</p>
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		<title>&#8220;La Passione di Cristo &#8211; Pasqua di Resurrezione&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 11:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno, ad Acerenza si è svolta la manifestazione, &#8220;La Passione di Cristo &#8211; Pasqua di Resurrezione&#8221;, edizione 2007. L&#8217;evento, che rievoca le fasi della passione di nostro Signore, si è tenuto nei giorni 6 e 7 aprile. Divisa in due giorni la rappresentazione ha potuto cogliere in modo più ampio aspetti della vita e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/vcru2k7ace.jpg" rel="lightbox[244]"><img title="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/vcru2k7ace.miniatura.jpg" alt="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" align="left" /></a>Anche quest&#8217;anno, ad Acerenza si è svolta la manifestazione, &#8220;La Passione di Cristo &#8211; Pasqua di Resurrezione&#8221;, edizione 2007. L&#8217;evento, che rievoca le fasi della passione di nostro Signore, si è tenuto nei giorni 6 e 7 aprile. Divisa in due giorni la rappresentazione ha potuto cogliere in modo più ampio aspetti della vita e della morte di Cristo.</p>
<p>Nella prima serata partendo dall&#8217;ingresso in Gerusalemme, ove Gesù è osannato e acclamato come il Messia, attraverso l&#8217;ultima cena e la preghiera nell&#8217;orto degli ulivi, si è giunti fino alla fase del tradimento di Giuda e del suo pentimento, consumato davanti agli anziani del tempio.</p>
<p>Il secondo giorno, dopo la condanna di Cristo davanti agli anziani e a Pilato, si è proceduto attraverso le vie cittadine fino a contrada Sant&#8217;Angelo, dove è avvenuta la crocifissione. Il tutto è stato creato dalla collaborazione di volontari e di parrocchiani spinti dalla fede e dalla volontà di animare il paese con un evento che fosse culturale e nello stesso tempo cristiano.<span id="more-244"></span></p>
<p><a title="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/vcru2k7ace2.jpg" rel="lightbox[244]"><img title="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/06/vcru2k7ace2.miniatura.jpg" alt="Acerenza - “La Passione di Cristo – Pasqua di Resurrezione” 2007" align="right" /></a>Il lavoro effettuato da tutti i partecipanti è stato lungo e dispendioso per le energie e per il tempo impiegati, con l&#8217;obiettivo di creare una rappresentazione suggestiva, commovente ma fedele all&#8217;epoca storica di riferimento. Particolare cura è stata posta nella creazione dei costumi, degli arredi, delle suppellettili, con dettagli derivati da un&#8217;attenta verifica delle fonti storiche. Proficua è stata la collaborazione di artigiani locali che hanno permesso di trasformare le idee in realtà. Anche i dialoghi e i testi sono stati elaborati dallo studio delle Sacre Scritture e proposti in modo semplice e chiaro per consentire a tutti di apprezzare la rappresentazione. Le scene si sono svolte in luoghi suggestivi scelti fra quelli che offre la bellissima città di Acerenza.</p>
<p>I risultati ottenuti in termini di consensi e apprezzamenti hanno enormemente lusingato gli organizzatori, Canio Bochicchio, Mimmo Ianniello, Clementina Monaco, Salvatore Piturro e Canio Scattone, che si sono dedicati alla preparazione e allo svolgimento dell&#8217;evento, per lunghi mesi insieme a tutti i protagonisti della stessa manifestazione.</p>
<p>Un particolare ringraziamento va ai sacerdoti ed a sua eccellenza Mons. Ricchiuti, per l&#8217;enorme contributo morale ed al presidente del Gal &#8211; Sviluppo Vulture Alto Bradano, Franco Perillo, che ha creduto nell&#8217;iniziativa e ha promosso la sponsorizzazione dell&#8217;evento.</p>
<p>Clementina Monaco</p>
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		<title>&#8220;Non rubateci il futuro&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2007 22:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Don Tonino Cardillo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuto ad Acerenza, il secondo forum di formazione sociale e politica
I lavori si sono svolti nei giorni scorsi presso la sede dell&#8217;AC diocesana. L&#8217;iniziativa organizzata dall&#8217;AC di Acerenza, dall&#8217;ufficio di Pastorale giovanile e dalla Città dei giovani ONLUS, era rivolta in particolare ai giovani, futuro della nostra società.
Molti ed interessanti i temi affrontati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si è tenuto ad Acerenza, il secondo forum di formazione sociale e politica</em></p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/gintrfnrf01.jpg" title="La giornata introduttiva del forum" rel="lightbox[230]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/gintrfnrf01.miniatura.jpg" alt="La giornata introduttiva del forum" title="La giornata introduttiva del forum" align="left" /></a>I lavori si sono svolti nei giorni scorsi presso la sede dell&#8217;AC diocesana. L&#8217;iniziativa organizzata dall&#8217;AC di Acerenza, dall&#8217;ufficio di Pastorale giovanile e dalla Città dei giovani ONLUS, era rivolta in particolare ai giovani, futuro della nostra società.</p>
<p>Molti ed interessanti i temi affrontati nel &#8220;Forum&#8221;: la prima giornata è stata dedicata ai laboratori di azione civile, volti ad educare i giovani alla partecipazione per colmare il vuoto creatosi tra questi e il mondo dell&#8217;istituzione; inoltre si è riflettuto su quelle che dovrebbero essere le parole della politica: &#8220;prudenza, amicizia, giustizia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Arcivescovo Giovanni Ricchiuti ha strutturato la sua relazione in risposta al tema &#8220;è possibile trovare il Vangelo in politica?&#8221;. &#8220;Sì&#8221;, ha esordito il vescovo di Acerenza facendo riferimento ad un brano evangelico e in modo particolare alla lettera di Diogneto. Sono intervenuti alcuni esponenti locali di diversi schieramenti del panorama politico odierno. <span id="more-230"></span>La giornata si è conclusa con un incontro informale con il governatore della Basilicata Vito De Filippo, il quale ha illustrato il &#8220;<em>patto con i giovani</em>&#8221; e le possibilità di sviluppo della regione Basilicata.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/gintrfnrf02.jpg" title="La giornata introduttiva del forum" rel="lightbox[230]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/05/gintrfnrf02.miniatura.jpg" alt="La giornata introduttiva del forum" title="La giornata introduttiva del forum" align="right" /></a>Il seminario di studio si è concluso con una riflessione sull&#8217;eredità lasciata da don Luigi Sturzo e Giorgio La Pira. In questo contesto, il delegato regionale di AC ha presentato il &#8220;<em>manifesto dell&#8217;osservatorio regionale sul bene comune</em>&#8220;, ribadendo così l&#8217;importanza del ruolo dei cattolici nella società civile. Il messaggio finale del forum ha rimarcato che la politica è solo un mezzo per realizzare &#8220;il bene comune&#8221;, dunque il fine deve essere la <em>persona</em> nella sua totalità, questo secondo l&#8217;insegnamento del grande Giorgio La Pira, il sindaco &#8220;santo&#8221;.</p>
<p>Caterina Adurno e don Tonino Cardillo</p>
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