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	<title>Orme di Speranza &#187; Editoriale</title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>Omelia per la Veglia Pasquale 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 20:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Miei cari fratelli e sorelle, 
benvenuti in questa ‘NOTTE BEATA’ e  ‘NEL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE’ perché in comunione gioiosa con tutta la Chiesa anche in questa nostra Basilica Cattedrale….. ‘divampi la Speranza’!
E gli occhi, i cuori e le menti si spalanchino, pulsino e si aprano alla dirompente notizia: CRISTO E’ RISORTO, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Miei cari fratelli e sorelle, </p>
<p>benvenuti in questa ‘NOTTE BEATA’ e  ‘NEL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE’ perché in comunione gioiosa con tutta la Chiesa anche in questa nostra Basilica Cattedrale….. ‘divampi la Speranza’!</p>
<p>E gli occhi, i cuori e le menti si spalanchino, pulsino e si aprano alla dirompente notizia: CRISTO E’ RISORTO, SI’, EGLI E’ DAVVERO RISORTO!</p>
<p>Il cammino quaresimale, l’attraversata del deserto con tutti i suoi rischi e pericoli, ma avendo davanti a noi la Parola di Dio,  la fatica, la fame ed il digiuno che ci hanno reso consapevoli della nostra fragilità e, allo stesso tempo, con il sacramento della Riconciliazione, forti nella grazia di Cristo, li abbiamo ormai alle nostre spalle: con Lui, il Risorto ed il vivente, il Vincitore del peccato e della morte, siamo usciti alla luce, purificati e illuminati.</p>
<p>Che le nostre voci esplodano nel canto dei rinati, dei risuscitati e delle creature nuove: ALLELUJA,  ALLELUJA, ALLELUJA!<span id="more-961"></span></p>
<p>Non c’è più posto per domande angoscianti: “Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?”, come si chiedevano Maria di  Magdala, Maria di Giacomo e Salome recandosi al sepolcro. (Mc 16, 3)</p>
<p>Non c ‘è paura che tenga: “ Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui”, annuncia loro quel misterioso giovane, vestito di bianco.(Mc. 16,6)</p>
<p>Non c ‘è tempo da perdere: “Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”, senza indugi e senza spiegazioni.(Mc 16,7)</p>
<p>Spiazzati, completamente spiazzati in quel pietosissimo desiderio, ieri come oggi, di ungere e di imbalsamare, di custodire gelosamente sino a farla ricoprire di polvere, di disinnescare e rendere innocua, di devitalizzare la notizia della RISURREZIONE DEL SIGNORE fulcro e fondamento della fede cristiana.</p>
<p>Abbandoniamo dunque il sepolcro, fuggiamo pure stupiti e increduli dalla tomba vuota e agganciamo questa nostra storia, incrociamo le strade dei nostri amici, condividiamo ‘le speranze e le  attese, i dolori e le angosce’(Gaudium et Spes),  testimoniamo, soprattutto a quanti si sono allontanati dalla Chiesa, con la nostra vita che Cristo Risorto è la Speranza dell’umanità. </p>
<p>Raccontiamo, come abbiamo ascoltato questa notte, il fascino di un Dio che ‘in principio’ si inventò letteralmente il grande cosmo nel quale siamo e ci muoviamo, perché ogni creatura, in particolare la persona umana, portasse impressa su di sé la Sua immagine.</p>
<p>Che nonostante l’orgogliosa disobbedienza e la devastante autosufficienza della creatura umana, il primo Adamo, Dio non ha mai cessato di inseguirla e di cercarla, con pazienza e con amore, svelando progressivamente la Sua presenza con parole e con gesti nelle vicende del popolo di Israele e preparando così definitivamente il Suo venire nella storia nel Suo Figlio Gesù Cristo, il nuovo Adamo.</p>
<p>L’Incarnazione, la Passione, la Morte , la Risurrezione e l’ Ascensione  del Signore costituiscono  il MISTERO PASQUALE , l’evento di salvezza e di grazia per l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo.</p>
<p>Ma questo evento ci riguarda personalmente, ne siamo coinvolti, anzi ne siamo protagonisti per il dono della fede che abbiamo ricevuto: la Pasqua di Cristo è la nostra Pasqua!</p>
<p>Lo splendido brano dell’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani, proclamata nella Liturgia della Parola di questa Veglia, spiega questo nostro coinvolgimento nel mistero pasquale: battezzati e quindi con-morti, con-sepolti, con-risorti con Cristo. Inizia così la nostra storia di creature nuove e il battesimo di Lucia sarà gioiosa memoria del nostro battesimo e della nostra rinascita alla vita nuova.</p>
<p>Vedete dunque, fratelli e sorelle, in che modo i segni della liturgia della Veglia di Risurrezione diventano eloquenti: le tenebre, il fuoco, la luce e l’acqua.</p>
<p>Passare dal buio alla luce, lasciarsi guidare da quella luce, immergersi non per naufragare ma per riemergere dall’acqua salvati e santificati: è questo il senso del cammino di fede di discepoli di Cristo e di membra vive della Chiesa. </p>
<p>Consentitemi ora di rivolgervi qualche domanda, forse un po’ inquietante, ma che sento doverosa: vi sembra che noi, cristiani di oggi, avvertiamo l’urgenza di ritornare ad essere coraggiosi ed audaci testimoni del Risorto? Di sposare sempre e comunque le ragioni della vita e mai quelle portatrici di morte? Di lottare contro ogni tentazione di arrendevolezza di fronte al male che è nel mondo? Di non portare acqua al mulino della disperazione e del pessimismo ma, al contrario, di lasciare scorrere il fiume della speranza?  Di credere che nessun macigno è inamovibile perché la Pasqua è, secondo una felice immagine la “festa delle pietre rotolate”(+ don Tonino Bello)   </p>
<p>Condivido con voi le difficoltà del momento storico, ecclesiale e civile, mondiale direi, che stiamo attraversando; un passaggio ed una transizione che sembrano non voler finire perché le fedi religiose(cristianesimo compreso) si mostrano a volte incapaci di trasformare questa storia assediate dal secolarismo e dal pensiero dominante che ritiene possibile costruire un futuro senza Dio.</p>
<p>Perché si continuano a percorrere strade di sviluppo e di progresso, bugiarde e menzognere, con l’unico obiettivo da parte dei potenti di questa terra di conservare  e preservare sé stessi da ogni sorpresa e lasciare le briciole agli ultimi e ai poveri.</p>
<p>Perché la pace stenta a disegnare il suo arcobaleno nelle vicende dell’umanità sopraffatto dalle nubi minacciose di popoli in eterno conflitto tra di loro, dal ricorso al nucleare ma non per scopi pacifici, dalla convinzione spesso diffusa che la soluzione dei problemi risiede nel passo degli eserciti e nel crepitìo delle armi.</p>
<p>Perché c’è disperazione nella generazione giovanile assediata dal consumismo e abbandonata dagli adulti,  come ha affermato qualcuno, ma ancora fiduciosa nei valori che possono dischiudere davanti a loro un possibile futuro di speranza.</p>
<p>Vengono in mente, davanti a questo scoraggiante orizzonte, ai giovani di ieri e ai giovani di oggi le parole di una nota canzone degli anni ’60 …..la ricordate?</p>
<p>DIO E’ MORTO ……ai bordi delle strade, nei campi di sterminio, coi miti della razza, con gli odi di partito……</p>
<p>Ma la stessa canzone terminava: ‘perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge! </p>
<p>Sì, cari fratelli  e sorelle, Gesù Cristo è risorto!</p>
<p>Annunciamolo con le labbra e con la vita, indossiamo l’abito della festa, rivestiamoci di speranza, facciamoci coraggio l’un l’altro, diventino i nostri volti luminosi e sorridenti perché nel tremendo duello tra la vita e la morte ha vinto la VITA!</p>
<p>Diciamolo anche a quei nostri fratelli e sorelle che stanno vivendo una Pasqua di sofferenza e dolore nelle tendopoli di L’Aquila dopo i giorni del devastante terremoto, preghiamo per i  loro morti, abbracciamoli con la nostra carità e solidarietà!</p>
<p>Auguri a tutti e a ciascuno di voi di una SANTA PASQUA! </p>
<p>Acerenza, 12.04.’09</p>
<p>Veglia Pasquale</p>
<p>                                                                                      + Giovanni Ricchiuti   </p>
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		<title>Omelia per la messa crismale 2009: l&#8217;Olio della Chiesa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 22:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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Sorelle e fratelli carissimi,
ritorna il Giovedì Santo che ci vede convocati in questa nostra Basilica Cattedrale per la celebrazione della Messa Crismale e vedo, con grande gioia, che non manca nessuno: ci siete tutti, chiesa di Dio che sei in Acerenza, con me, tuo vescovo, e voi presbiteri, seminaristi, religiose, religiosi, comunità parrocchiali, associazioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/piero01.jpg" rel="lightbox[947]"><img class="alignleft size-medium wp-image-937" title="Omelia per la messa crismale 2009: l'Olio della Chiesa" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/piero01-232x300.jpg" alt="piero01" width="232" height="300" /></a></p>
<p>Sorelle e fratelli carissimi,</p>
<p>ritorna il Giovedì Santo che ci vede convocati in questa nostra Basilica Cattedrale per la celebrazione della Messa Crismale e vedo, con grande gioia, che non manca nessuno: ci siete tutti, chiesa di Dio che sei in Acerenza, con me, tuo vescovo, e voi presbiteri, seminaristi, religiose, religiosi, comunità parrocchiali, associazioni e movimenti.<br />
A tutti e a ciascuno porgo il mio più cordiale, fraterno e paterno: BENVENUTI!<br />
Permettetemi di rivolgervi una domanda: perché siamo qui?</p>
<p><em>Per continuare la lettura clicca </em><a href="http://www.diocesiacerenza.it/" target="_blank"><em>qui</em></a></p>
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		<title>La pace di Cristo perchè Egli non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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Sintesi dell&#8217;omelia di Mons. Ricchiuti in occasione della Domenica delle Palme.
In comunione con tutta la Chiesa dopo aver celebrato ieri la giornata diocesana della gioventù oggi celebriamo la festa della Domenica delle Palme. Questi panni rossi che richiamano il colore dei paramenti sacri della odierna liturgia richiamano il sangue e il martirio, vogliono riproporre soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imgp0277.jpg" rel="lightbox[916]"><img class="alignleft size-medium wp-image-924" title="La pace di Cristo perchè Egli non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imgp0277-300x225.jpg" alt="imgp0277" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>Sintesi dell&#8217;omelia di Mons. Ricchiuti in occasione della Domenica delle Palme.</em></p>
<p>In comunione con tutta la Chiesa dopo aver celebrato ieri la giornata diocesana della gioventù oggi celebriamo la festa della Domenica delle Palme. Questi panni rossi che richiamano il colore dei paramenti sacri della odierna liturgia richiamano il sangue e il martirio, vogliono riproporre soprattutto ai nostri giovani, speranza della Chiesa, il sacrificio di Gesù, figlio di Dio che porta a compimento la sua obbedienza al Padre. Obbediente fino alla morte e alla morte di Croce.</p>
<p>Questa è una domenica dai due volti, il primo quello festoso; l&#8217;ingresso trionfale di Gesù come avevano previsto le scritture, che cioè Gesù sarebbe entrato a Gerusalemme cavalcando un&#8217;asina mentre la gente lo acclamava agitando rami d&#8217;ulivo e stendendo come tappeti a terra i propri mantelli.<span id="more-916"></span></p>
<p>L&#8217;altro volto di questa giornata; quello di Gesù sofferente e di Gesù morto.<br />
Oggi la Chiesa invita i giovani a farsi portatori della Croce di Cristo, perchè senza la Croce non potremo professarci discepoli di Cristo. Il signore ci invita a prendere sulle nostre spalle la Croce perchè senza la Croce non riusciremo a vivere la gioia della resurrezione. La passione di Cristo è segno della sofferenza di tanti nostri fratelli. Sarebbe accaduto un giorno che il figlio di Javè sarebbe stato riconosciuto per l&#8217;offesa fatta al suo volto.<br />
Stamattina abbiamo ascoltato questo racconto con la stessa emozione con cui l&#8217;avevano ascoltato i primi cristiani. Il centurione dice: <em>&#8220;Veramente questi era figlio di Dio&#8221;</em>, e noi ci siamo inginocchiati trafitti dall&#8217;immagine del Figlio di Dio morto. In verità  manca ancora qualcosa alla passione del signore: è la nostra passione, è la passione della Chiesa.</p>
<p>A volte diamo l&#8217;impressione di una chiesa trionfante, ma l&#8217;icona più coerente che rappresenta compiutamente la Chiesa è l&#8217;immagine della Croce d Cristo sulla quale è crocifissa anche la sua Chiesa. Dov&#8217;è dunque Cristo? E&#8217; fra i crocifissi della storia, fra coloro che soffrono e muoiono per la fame, per la malattia, per la guerra.</p>
<p>La domenica delle palme propone il valore della pace, perchè Cristo non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati.</p>
<p>Il Signore ci dia la grazia di lasciarci attrarre da lui, perchè ciascuno di noi abbia il coraggio di camminare con lui sulla via del Calvario, perchè possa giungere alla gioia della resurrezione.</p>
<p>Amen.</p>
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		<title>&#8230;giovane e dinamica!</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2007 14:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mons. Giovanni Ricchiuti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Calvello]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Carissimi,
l‘evento che la nostra Chiesa diocesana ha vissuto a S. Giorgio di Pietragalla, nel pomeriggio di sabato 31 marzo u. s., giornata diocesana della gioventù, con una organizzazione ed una partecipazione davvero perfette e straordinarie, mi da la possibilità di offrirvi qualche riflessione.
Come voi stessi potrete constatare, scorrendo le pagine di questo nuovo numero di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="GDG 2007 - San Giorgio di Pietragalla" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/gdg2007sg5.JPG" rel="lightbox[236]"><img title="GDG 2007 - San Giorgio di Pietragalla" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/gdg2007sg5.miniatura.JPG" alt="GDG 2007 - San Giorgio di Pietragalla" align="left" /></a>Carissimi,<br />
l‘evento che la nostra Chiesa diocesana ha vissuto a S. Giorgio di Pietragalla, nel pomeriggio di sabato 31 marzo u. s., giornata diocesana della gioventù, con una organizzazione ed una partecipazione davvero perfette e straordinarie, mi da la possibilità di offrirvi qualche riflessione.</p>
<p>Come voi stessi potrete constatare, scorrendo le pagine di questo nuovo numero di <em>Orme di Speranza</em>, al centro dell&#8217;attenzione ci sono i ragazzi ed i giovani ai quali la società, e la Chiesa in modo particolare, stanno prestando interesse ed attenzione.</p>
<p>Anch&#8217;io, da parte mia, coinvolgendo tutta la nostra comunità ecclesiale, ho voluto collocare, tra le priorità pastorali, quella che fa riferimento all&#8217;azione di evangelizzazione dei nostri giovani, indicando nella formazione e nell&#8217;accompagnamento affettuoso e autorevole dei sacerdoti e degli animatori, le vie privilegiate per conseguire questo obiettivo.<span id="more-236"></span></p>
<p>Tante sono state per me le circostanze nelle quali ho potuto incontrarli, confrontarmi con loro, ascoltarli e inviare un preciso messaggio: la Chiesa desidera che i giovani diventino &#8220;<em>protagonisti</em>&#8221; nel portare, in loro ed attorno a loro, la bellezza di Cristo e del Suo vangelo.</p>
<p><a title="GDG 2007 - San Giorgio di Pietragalla" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/gdg2007sg1.JPG" rel="lightbox[236]"><img title="GDG 2007 - San Giorgio di Pietragalla" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/gdg2007sg1.miniatura.JPG" alt="GDG 2007 - San Giorgio di Pietragalla" align="right" /></a>Come non ricordare qui  alcuni passaggi, meravigliosamente attuali, del messaggio ai giovani del concilio Vaticano II (08/12/1965). Così scrissero  i vescovi: «<em>&#8230;è per voi giovani, per voi sopratutto che la Chiesa ha acceso una luce, quella luce che rischiara l&#8217;avvenire, il vostro avvenire&#8230; Lottate contro ogni egoismo. Rifiutate di dar libero corso agli  istinti della violenza e dell&#8217;odio, che generano le guerre ed il loro triste corteo di miserie. Siate generosi, puri, rispettosi, sinceri. E costruite nell&#8217;entusiasmo un mondo migliore di quello attuale!</em>»<br />
Sono convinto che nella misura in cui educheremo i nostri giovani a questo &#8220;<em>protagonismo</em>&#8220;, il volto e la vita della Chiesa si faranno sempre più giovanili e dinamici.	Al contrario, pensare al futuro della comunità ecclesiale, in particolar modo alla nostra, senza riporre fiducia e speranza nei nostri giovani significherebbe rendere impossibile il volo e lento e pesante il cammino.</p>
<p>Certamente bisognerà trovare, come Chiesa, il modo di parlare al loro cuore e alla loro intelligenza perché risuonino vere le parole del messaggio del Concilio: «<em>La Chiesa vi guarda con fiducia e con amore  &#8230;essa è la vera giovinezza del mondo. Essa possiede ciò che fa la forza e la bellezza dei giovani: la capacità di rallegrarsi per ciò che comincia, di darsi senza ritorno&#8230;   Guardatela, e voi troverete in essa il volto di Cristo, il vero eroe, umile e saggio, il profeta della verità e dell&#8217;amore, il compagno e l&#8217;amico dei giovani</em>».</p>
<p>Sabato 9 giugno, a Calvello, incontrerò i ragazzi e i giovani al termine dell&#8217;anno scolastico, per una giornata di festa, organizzata insieme all&#8217;Ufficio per la Pastorale dei giovani: sarà l&#8217;occasione per affidare a loro il compito di &#8220;ringiovanire&#8221; la Chiesa.</p>
<p>Acerenza, 25 maggio 2007<br />
Festa di San Canio, vescovo e martire</p>
<p>vostro<br />
+ Giovanni, Arcivescovo</p>
<p><a title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.jpg" rel="lightbox[236]"><img title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.miniatura.jpg" alt="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" align="left" /></a></p>
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		<title>Per la pace, sempre!</title>
		<link>http://ormedisperanza.altervista.org/2007/04/per-la-pace-sempre/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 18:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mons. Giovanni Ricchiuti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei miei occhi e in quelli di quanti vi hanno partecipato scorre ancora il fiume, coloratissimo e chiassoso, dei ragazzi e delle ragazze che lungo il bel corso di Genzano hanno camminato domenica 28 gennaio cantando e pregando per la pace. E quando la ‘marcia&#8217; è sfociata nella chiesa di S:Maria delle Grazie mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/colomba.jpg" title="Per la pace, sempre!" rel="lightbox[171]"><img align="left" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/colomba.miniatura.jpg" alt="Per la pace, sempre!" title="Per la pace, sempre!" /></a>Nei miei occhi e in quelli di quanti vi hanno partecipato scorre ancora il fiume, coloratissimo e chiassoso, dei ragazzi e delle ragazze che lungo il bel corso di Genzano hanno camminato domenica 28 gennaio cantando e pregando per la pace. E quando la ‘marcia&#8217; è sfociata nella chiesa di S:Maria delle Grazie mi sono tornate in mente le parole del Salmo: &#8220;Quale gioia quando mi dissero&#8230;. Andiamo alla casa del Signore&#8230;. E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme&#8230; Domandate pace per Gerusalemme&#8230; Sia pace sulle tue mura!&#8221;</p>
<p>Conversando poi con i ragazzi ho chiesto loro che ne pensassero sul futuro della pace nel mondo e dalle risposte ricevute ho potuto capire quanto possa diventare irrealizzabile il sogno di una umanità senza conflitti e senza guerre se non ci si impegna a cambiare completamente logica e mentalità in tal senso.<span id="more-171"></span></p>
<p>Se è vero che il futuro è nei giovani di oggi tocca a noi , adulti, soprattutto nel campo politico e pedagogico, credenti e non credenti, non spegnere la speranza.</p>
<p>Ma, stando alle vicende del mondo e di casa nostra, è forte purtroppo la tentazione di scoraggiamento e di pessimismo che può ingenerare atteggiamenti di rassegnazione e di arrendevolezza al solo pensare che le uniche strade per la pace siano quelle percorse da eserciti in armi e che i cieli si aprano non a colombe con ramoscelli di ulivo ma ad aerei dotati di intelligenza di morte.</p>
<p>Si ha bisogno prima di tutto di una riflessione che, come ha scritto il Santo Padre Benedetto XVI nel suo messaggio per l&#8217;annuale Giornata della Pace, rimetta al centro di questo problema il &#8220;cuore&#8221; della persona umana perché la pace è questione di &#8230;cuore.</p>
<p>Si ha bisogno di una politica mondiale che offra segni di cambiamento radicale e profondo, che scelga il metodo del dialogo, che abbia a cuore la convivenza serena e pacifica tra i popoli, che distrugga gli arsenali e le fabbriche di armi riconvertendo il tutto in cantieri per la salvaguardia del creato.</p>
<p>Si ha bisogno di una famiglia e di una scuola impegnate a educare alla pace le giovani generazioni attraverso una pedagogia del rispetto per l&#8217;altro, di accoglienza, di tolleranza e di solidarietà.</p>
<p>Si ha bisogno di una Chiesa e di Religioni che formino uomini e donne di pace, che coraggiosamente denuncino la drammatica stupidità della guerra come criterio di soluzione dei problemi del mondo.</p>
<p>E&#8217; verso questo futuro che i ragazzi e le ragazze della domenica della pace, su iniziativa dell&#8217;A.C.R. della nostra diocesi cui va il mio grazie, così come a tutta Genzano per l&#8217;accoglienza entusiasta, si sono incamminati. Non lasciamoli soli!!!</p>
<p>Per noi, Chiesa, da qualche giorno è incominciato il cammino quaresimale e mentre alzeremo il nostro sguardo su &#8220;Colui che hanno trafitto&#8221; invocheremo da Lui, da Gesù Cristo, il dono vero e autentico della pace e della concordia tra i popoli.</p>
<p>Acerenza, 21 febbraio 2007</p>
<p>Mercoledì delle Ceneri</p>
<p>Vostro</p>
<p>+ Giovanni, Arcivescovo</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.jpg" title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" rel="lightbox[171]"><img align="absBottom" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.miniatura.jpg" alt="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" /></a></p>
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		<title>&#8220;Tenete accese le vostre lampade!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Nov 2006 16:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mons. Giovanni Ricchiuti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo San Gervasio]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi, vi scrivo da Lourdes, per la pagina d’apertura del secondo numero di questo nostro giornale Diocesano, dove mi trovo a guidare il pellegrinaggio regionale della sezione lucana dell’U.N.I.T.A.L.S.I..
Vi confido che sto vivendo con tutti gli ammalati, i pellegrini, i volontari (ammirevoli tra questi in modo particolare tantissimi giovani) i sacerdoti e i seminaristi, giornate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/11/edi2.jpg" title="Orme di Speranza - anno I n. II" rel="lightbox[121]"><img align="left" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/11/edi2.miniatura.jpg" alt="Orme di Speranza - anno I n. II" title="Orme di Speranza - anno I n. II" /></a>Carissimi, vi scrivo da Lourdes, per la pagina d’apertura del secondo numero di questo nostro giornale Diocesano, dove mi trovo a guidare il pellegrinaggio regionale della sezione lucana dell’U.N.I.T.A.L.S.I..</p>
<p>Vi confido che sto vivendo con tutti gli ammalati, i pellegrini, i volontari (ammirevoli tra questi in modo particolare tantissimi giovani) i sacerdoti e i seminaristi, giornate intense di preghiera di carità di fraternità e di accoglienza davvero straordinarie.<br />
Le parole che ho utilizzato, come titolo posto in cima a queste mie riflessioni, costituiscono il cammino spirituale annuale dell’associazione sono allo stesso tempo per tutti noi credenti un invito alla speranza e alla fiducia nel Signore e nella intercessione di Maria.<span id="more-121"></span></p>
<p>E’ anche il messaggio,che il Santo Padre Benedetto XVI benevolmente ci ha rivolto il 21 giugno u.s. ricevendoci come Arcidiocesi di Acerenza in una giornata che ricorderemo a lungo per la gioia la fraternità e l’amore alla Chiesa che ci ha visti entusiasti e commossi.</p>
<p>Ma il mio pensiero vola su’ da voi nelle nostre Comunità, nei nostri paesi e lungo le nostre strade per continuare a raccontarci, attraverso le pagine che leggerete, la vita della nostra Chiesa Diocesana.<br />
Desidero intanto esprimere un duplice grazie: alla redazione per l’impegno e l’entusiasmo per questa iniziativa e a voi tutti per le lodi e i suggerimenti che sono pervenuti.</p>
<p>Dalla Pasqua in poi ho avuto modo di conferire alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi il Sacramento della Confermazione e sono state Celebrazioni molto ben preparate e molto partecipate.<br />
Nutriamo tutti la speranza che questi cresimati possano costituire il futuro giovanile e adulto della Chiesa.<br />
Altra significativa esperienza è stata e continua ad essere quella delle nostre feste patronali alle quali sto partecipando presiedendo l’Eucarestia e la Processione.</p>
<p>Nelle omelie sto invitando Parrocchia e comunità civile a camminare sempre insieme e a collaborare per il bene di una giusta e solidale convivenza.</p>
<p>Questa nostra religiosità di popolo, che si manifesta in modo del tutto particolare nella venerazione per i Santi protettori, dovrà conservare la tradizione e allo stesso tempo crescere in spiritualità e con lo sguardo attento alle necessità e ai bisogni dei “poveri”.</p>
<p>Stiamo vivendo i giorni luminosi e caldi di questa nostra estate mentre i nostri paesi si ripopolano per l’arrivo dei tanti emigrati in Italia e all’estero: a tutti loro desidero porgere il ben tornati là dove sono le radici dell’infanzia o della famiglia.<br />
La speranza che nutro è in un futuro che non veda i nostri giovani costretti a una nuova emigrazione.<br />
A questo proposito non voglio dimenticare, come ho appreso i tanti nostri amici extracomunitari che giungeranno in alcune zone della nostra Diocesi (soprattutto a Palazzo San Gervasio) per la raccolta dei pomodori: la Caritas Diocesana non potrà non stimolare la nostra capacità di accoglienza e di solidarietà.</p>
<p>Son tornate poi, nuovamente gli echi di guerre e di violenze e davanti ai nostri occhi immagini di bombardamenti, di vittime (soprattutto bambini) di feriti e di lacrime che continuano drammaticamente a bagnare la terra continuiamo però a credere che un giorno “le spade si cambieranno in falci e lance in vomeri”.</p>
<p>Con la mia benedizione e il mio saluto.</p>
<p>Vostro</p>
<p>+ Giovanni, Arcivescovo</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.jpg" title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" rel="lightbox[121]"><img align="absBottom" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.miniatura.jpg" alt="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" /></a></p>
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		<title>&#8230; avremo ancora pane&#8230; avremo ancora vino&#8230;!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 May 2006 22:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mons. Giovanni Ricchiuti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
sull’eco di un canto offertoriale delle nostre celebrazioni Eucaristiche vi scrivo per dialogare con voi sul tema sempre suggestivo e affascinante della speranza. Lo faccio mentre la luce e i colori di questa giornata sembrano presagire l’incipiente primavera dopo questo lungo inverno. Sono trascorsi sei mesi dall’inizio del mio ministero Episcopale in questa antica Chiesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/gricchiuti.jpg" title="Mons. Giovanni Ricchiuti" rel="lightbox[7]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2006/04/gricchiuti.miniatura.jpg" title="Mons. Giovanni Ricchiuti" alt="Mons. Giovanni Ricchiuti" align="left" /></a>Carissimi,</p>
<p>sull’eco di un canto offertoriale delle nostre celebrazioni Eucaristiche vi scrivo per dialogare con voi sul tema sempre suggestivo e affascinante della speranza. Lo faccio mentre la luce e i colori di questa giornata sembrano presagire l’incipiente primavera dopo questo lungo inverno. Sono trascorsi sei mesi dall’inizio del mio ministero Episcopale in questa antica Chiesa di Acerenza e vi assicuro che il tempo sin qui trascorso è stato per me come un attraversare i solchi di un terreno ecclesiale vivo e fecondo.</p>
<p>Ho incontrato per la prima volta i vostri volti, ho camminato lungo le strade dei nostri paesi, ho ascoltato e incrociato le attese, le speranze, i problemi e le difficoltà: ma ho anche percepito il desiderio e la voglia di continuare il cammino e non arrendersi, di non tirare i remi in barca e quindi di tornare a sperare.</p>
<p>Siamo nel giorno della Risurrezione del Signore, il vertice più alto e il livello più profondo della nostra fede e allo stesso tempo la sollecitazione più dinamica a diventare &#8220;testimoni di Gesù risorto per la speranza del mondo&#8221;.<span id="more-7"></span></p>
<p>La consapevolezza di essere attesi da un impegno esaltante, ma difficile, per un mondo che sembra non amare molto la speranza e che si accontenta di uno sguardo piccolo piccolo sul proprio futuro non deve ingenerare, specialmente in noi cristiani, un atteggiamento di paura e di rassegnazione; al contrario, dovrà spingerci nella storia e negli eventi quotidiani ad assumere la responsabilità, di fronte a Dio e all’umanità tutta, di viandanti e pellegrini di speranza.</p>
<p>É il cammino stesso di tutta la Chiesa italiana che si sta avvicinando progressivamente all’importante Convegno Ecclesiale di Verona (16-20 ottobre 2006) per confrontarsi sulle grandi tematiche delle speranze concrete in riferimento all’amore, al lavoro, alla festa, alla sofferenza, alla testimonianza e alla cittadinanza.</p>
<p>Affido questo messaggio al &#8220;giornale&#8221; della nostra Diocesi che, raccogliendo la preziosa eredità di IN CAMMINO (esprimo qui doverosa gratitudine a Don Giuseppe Greco e ai suoi collaboratori), vede nascere il suo primo numero e che intende raccontare la vita delle nostre comunità ecclesiali dando spazio e voce a tutte le capacità e a tutte le risorse per lasciare dietro di sè ORME DI SPERANZA.</p>
<p>Alla nuova redazione i miei e i nostri auguri di buon lavoro.</p>
<p>Termino con alcuni versi poetici di padre Turoldo nei quali ci sono tutti i miei più fraterni e paterni auguri di una Santa Pasqua: &#8220;&#8230;Torniamo a sperare come primavera torna a fiorire&#8230; Torniamo a credere, pure se le voci dei pulpiti persuadono a fatica&#8230; Torniamo, amici, ai giorni de &#8216;l’Uomo&#8217; al fiordo della nostra amicizia&#8230;Torniamo a fare delle nostre rare speranze il fascio come di spighe raccolte dai campi devastati&#8230; Perché notte si è fatta ugualmente cupa&#8230; Torniamo, amici, a indossare le vesti della luce&#8221;.</p>
<p>Pasqua di Risurrezione 2006</p>
<p>Vostro<br />
+ Don Giovanni, Arcivescovo</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.jpg" title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" rel="lightbox[7]"><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2007/04/monsricchstemma.miniatura.jpg" title="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" alt="Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti" align="absbottom" /></a></p>
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