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	<title>Orme di Speranza &#187; Cristiani e Società </title>
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	<description>Racconti dalla Arcidiocesi di Acerenza</description>
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		<title>AZIONE CATTOLICA: SCUOLA DI VITA</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>

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		<description><![CDATA[
I ragazzi dell’azione cattolica diocesana si riuniscono ad Acerenza per confrontarsi e riflettere insieme.
Domenica 15 novembre 2009, i ragazzi dell’azione cattolica della Diocesi di Acerenza, si incontrano nel villaggio Gala-Tabor per dialogare e riflettere insieme sulla loro missione all’interno delle singole comunità. Un nuovo anno pastorale è alle porte ed anche i giovani devono far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/ACR-300x225.jpg" alt="ACR" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-1005" /><br />
<strong>I ragazzi dell’azione cattolica diocesana si riuniscono ad Acerenza per confrontarsi e riflettere insieme.</strong></p>
<p>Domenica 15 novembre 2009, i ragazzi dell’azione cattolica della Diocesi di Acerenza, si incontrano nel villaggio Gala-Tabor per dialogare e riflettere insieme sulla loro missione all’interno delle singole comunità. Un nuovo anno pastorale è alle porte ed anche i giovani devono far sentire la loro presenza. Il pomeriggio incomincia con il saluto della presidente dell’azione cattolica diocesana, Ada Grippo, che tramite la visione di alcune diapositive definisce il ruolo dell’AC  nella chiesa e nel sociale.  Con la preghiera e l&#8217;entusiasmo i giovani devono armonizzare il loro cammino di fede con la gioia di essere vivi in Dio e per Dio. Poi alcuni ragazzi  raccontano la propria esperienza all’interno della AC parrocchiale con particolare riferimento alle riflessioni scaturite dalla lettura del volume-guida “ IN CON TRA”.   La presenza di Mons. Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza,  non imbarazza affatto i tanti adolescenti, che con Don Giovanni si sentono a loro agio come in un’allegra combriccola pur avendo la consapevolezza della sua indispensabile funzione spirituale . Il momento più atteso della giornata, ovvero la testimonianza di Chiara Finocchietti,  non si fa attendere.  Il consigliere nazionale AC comincia il suo racconto parlando della sua prima esperienza con l’azione cattolica in Albania. “Non vedevo l’ora di recarmi con gli altri missionari nella parte nord del paese per i campi di animazione e di formazione cristiana e soprattutto umana” ha affermato. “ L’Albania mi ha insegnato tanto: il momento più emozionante è stato il vedere la drammatizzazione della Parabola dei talenti, che ha messo in risalto la Centralità della Parola divina in un cammino missionario.”Chiara Finocchietti non si è trattenuta ma ha proseguito la sua testimonianza ricordando il pellegrinaggio in Terra Santa. È stato emozionante il solo ascoltare della meditazione presente durante la recita del Padre Nostro. “ Lingue e culture differenti unite da un unico fine: la speranza di Cristo”, ha sintetizzato l’ospite della giornata. Molto formativo per quest’ultima anche il  viaggio a Stoccolma, esperienza di solitudine spirituale che le ha dunque inculcato interrogativi sull’ottimismo della Chiesa. È stata messa di fronte a varie difficoltà, soprattutto psicologiche che le hanno fatto capire il valore di una comunità e la forza dell’unione.  A termine del suo intervento ha fornito a tutti i presenti cinque motivazioni per le quali entrare a far parte della grande famiglia dell’azione cattolica.<br />
-	L’AC è una grande associazione radicata su territorio nazionale.<br />
-	In AC si impara a curare la profondità della vita spirituale.<br />
-	Si viene accolti per ciò che si è e si sperimenta la forza dell’amicizia.<br />
-	L’AC è una scuola di vita ed insegna ad affrontare gli insuccessi e a gioire delle piccole conquiste.<br />
-	L’AC ha più di 140 anni di storia ed è nata dai giovani.<br />
A conclusione dell’interessantissima testimonianza, alcuni momenti di svago e condivisione hanno rafforzato ancor più la già consolidata armonia presente fra i ragazzi. Ognuno aveva ricevuto il suo input e l’introduzione ad una grande lezione di vita, che si svilupperà per coloro che vorranno intraprendere il cammino AC perché in questa associazione, come diceva Luigi Scalfaro si comprende il senso della libertà e si impara a lottare prima per quella altrui e poi per la propria.</p>
<p>Merisabell Calitri</p>
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		<title>Marta ci racconta il campo scuola ACR</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 20:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[TU SEGUIMI!
Sono una bambina di nome Marta, quest’anno ho partecipato al campo-scuola diocesano ACR “TU SEGUIMI”.
È stata un’esperienza fantastica e ora ve la racconto…
Appena arrivata mi vergognavo di stare con persone che non conoscevo, soprattutto con i ragazzi degli altri paesi. Il sacerdote che ci ha accolto è stato Don Michele.
Un signore di nome Pierpaolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/acr.gif" rel="lightbox[996]"><img class="alignleft size-medium wp-image-997" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/09/acr-300x168.gif" alt="acr" width="300" height="168" /></a>TU SEGUIMI!</p>
<p>Sono una bambina di nome Marta, quest’anno ho partecipato al campo-scuola diocesano ACR “TU SEGUIMI”.<br />
È stata un’esperienza fantastica e ora ve la racconto…<br />
Appena arrivata mi vergognavo di stare con persone che non conoscevo, soprattutto con i ragazzi degli altri paesi. Il sacerdote che ci ha accolto è stato Don Michele.<br />
Un signore di nome Pierpaolo ci ha regalato un cappellino e una maglietta con il nostro nome.<br />
Sono stati formati 4 gruppi in base ai colori delle magliette. In ogni gruppo si facevano tante attività, si creavano oggetti e nuove preghiere.<br />
Già il primo giorno ci siamo sistemati nei bungalow. Erano puliti ed eravamo i primi a dormire lì, bastava portarsi solo le lenzuola, i vestiti e una torcia.</p>
<p>Chi preparava la colazione, il pranzo e la cena erano alcune mamme dei bambini. A turno si sparecchiava e si apparecchiava ed è stato bello conoscere tanti amici in queste occasioni.<br />
È stato bello che tutte le sere c’erano dei giochi e alcune sere la discoteca e l’ultimo giorno la caccia al tesoro.<br />
Al mattino è stato bello svegliarsi con tante amiche intorno a me.</p>
<p>Il tema del campeggio era dedicato a San Pietro e ogni giorno si aggiungeva un pezzo per costruire una barca con reti, disegni e pesci.<br />
Alla fine del campo-scuola eravamo tutti tristi di andare via e tornare a casa.<br />
Vi consiglio di partecipare all’ACR e soprattutto a un campo-scuola perché è un’esperienza bellissima.</p>
<p>Marta La Gala</p>
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		<title>Laurenzana : Festa per il Decennale e per l’Ammissione agli Ordini</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 18:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Festa grande nella parrocchia Assunzione di Maria Vergine a Laurenzana, per la ricorrenza del 10° Anniversario di Ordinazione Sacerdotale del suo parroco don Mimmo Beneventi e per l’ammissione agli Ordini Sacri di Antonio Romano Il giorno 3  luglio u. s., la  comunità ha vissuto l&#8217;evento del decennale con una S. Messa celebrata dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Festa grande nella parrocchia Assunzione di Maria Vergine a Laurenzana, per la ricorrenza del 10° Anniversario di Ordinazione Sacerdotale del suo parroco don Mimmo Beneventi e per l’ammissione agli Ordini Sacri di Antonio Romano Il giorno 3  luglio u. s., la  comunità ha vissuto l&#8217;evento del decennale con una S. Messa celebrata dal Vescovo Mon. Ricchiuti , che ha presieduto l’Eucaristia con la concelebrazione di numerosi sacerdoti e con la partecipazione di una folta delegazione di seminaristi, otre alla presenza delle autorità civili e militari  Per l&#8217;occasione si è costituito un Comitato spontaneo che ha organizzato le varie fasi delle celebrazioni, da quelle di preghiera, di doni, di gioia a cui tutta la comunità parrocchiale ha aderito in modo particolare le signore della Cooperativa La perla preziosa  che hanno progettato e cucito  una Casula data in dono durante l&#8217;Offertorio così come il camice donato ad Antonio.<br />
Il  cammino pastorale di Don Mimmo a Laurenzana lo ha visto costruttore di una nuova comunità per la catechesi, la liturgia e la carità, promotore di tanti pellegrinaggi e aminatore di veglie eucaristiche, <span id="more-989"></span> tutto finalizzato alla formazione cristiana delle nuove generazioni, questa la sintesi dei saluti che gli sono stati rivolti dalla presidente Diocesana di Azione Cattolica Ada Grippo, dalla segretaria del Consiglio Pastorale Franca Nigro, dal presidente del Centro Sociale Beato Egidio da Laurenzana Francesco Parrella e dalla responsabile del  Gruppo  Liturgico  Maria  Castrignano,   oltre che dal  sindaco dottor  Domenico Urga che ha consegnato, a nome dell’ Amministrazione  Comunale,   ad entrambi ,  una targa   ricordo   della giornata.<br />
La concelebrazione eucaristica che ha vissuto momenti di commozione nell&#8217;Omelia del nostro amato Pastore e guida spirituale che ha rivolto parole di incoraggiamento e di speranza verso questa società così difficile e insicura dove i presbiteri sono chiamati ad un lavoro di trincea per infondere la Parola di nostro Signore, sempre più attuale, più chiarificatrice, più consolatoria. Don Mimmo , dal canto suo, fa ripercorso il proprio cammino vocazionale e le tappe della sua vita, ha elevato l’inno di ringraziamento al Signore per il dono del sacerdozio, per Antonio e per i seminaristi che vanno accompagnati, sostenuti e guidati. Al termine del rito religioso è seguito un momento di festa conviviale con la partecipazione di tutti,dove si è potuto rinnovare in modo più affettuoso e partecipativo tutto il bene che si nutre per il proprio parroco, con l&#8217;augurio di poterlo vedere, insieme ad Antonio, sempre più impegnato nella sua delicata missione .</p>
<p>Franca Nigro</p>
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		<title>Buona Pasqua!</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 20:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>

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La Pasqua di questo anno, non la dimenticheremo, per il terremoto che ha colpito questi nostri fratelli di Abruzzo. Anche noi l&#8217;abbiamo vissuto nel 1980, tanti ricordi sono tornati alla mente e spesso ci commuoviamo davanti al televisore. Certamente ci sentiamo più vicini al Gesù del Venerdì Santo, e facciamo fatica a pensare al Gesù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/resurrezione.gif" rel="lightbox[950]"><img class="size-medium wp-image-954 alignleft" title="Buona Pasqua!" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/resurrezione-254x300.gif" alt="resurrezione" width="254" height="300" /></a></p>
<p>La Pasqua di questo anno, non la dimenticheremo, per il terremoto che ha colpito questi nostri fratelli di Abruzzo. Anche noi l&#8217;abbiamo vissuto nel 1980, tanti ricordi sono tornati alla mente e spesso ci commuoviamo davanti al televisore. Certamente ci sentiamo più vicini al Gesù del Venerdì Santo, e facciamo fatica a pensare al Gesù della domenica.</p>
<p>Il cristiano conosce bene il peso da dare alla sofferenza terrena, ma a quanti di noi in questi giorni sentono l&#8217;abbandono di Dio, vorrei dedicare questa poesia di David Maria Turoldo:<span id="more-950"></span></p>
<p><strong>A tutti i cercatori del tuo volto</strong></p>
<p><em>Mostrati, Signore;</em></p>
<p><em>a tutti i pellegrini dell&#8217;Assoluto,</em></p>
<p><em>vieni incontro, Signore;</em></p>
<p><em>con quanti si mettono in cammino</em></p>
<p><em>e non sanno dove andare</em></p>
<p><em>cammina, Signore;</em></p>
<p><em>affiancati e cammina con tutti i disperati</em></p>
<p><em>sulle strade di Emmaus,</em></p>
<p><em>e non offenderti se essi non sanno</em></p>
<p><em>che sei tu ad andare con loro,</em></p>
<p><em>tu che li rendi inquieti ed incendi i loro cuori,</em></p>
<p><em>non sanno che ti portano dentro:</em></p>
<p><em>con loro fermati poiché si fa sera</em></p>
<p><em>e la notte è buia e lunga, Signore.</em></p>
<p> <br />
<strong>Buona Pasqua a tutti</strong>.<br />
Ada Grippo<br />
Presidente Diocesana di Azione Cattolica</p>
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		<title>La giornata Diocesana dei Giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 22:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest&#8217;anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui   ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa ,  ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imag0081.gif" rel="lightbox[942]"><img class="size-medium wp-image-943 alignleft" title="La giornata Diocesana dei Giovani" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/imag0081-300x224.gif" alt="imag0081" width="300" height="224" /></a>La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest&#8217;anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui   ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa ,  ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era stata ornata da teli color arancio, quasi a simboleggiare una &#8220;tenda&#8221;. Sappiamo quanti significatici  ci sono  dietro questo termine!  Poi l&#8217;icona della Madonna Madre e Modello dei giovani. Un icona itinerante&#8230; che precederà i giovani nelle tappe di queste giornate .</p>
<p>Non amo parlare dei giovani: mi piace molto parlare con loro e soprattutto ascoltare.  Anche quando dicono poche parole, a me bastano perché ho imparato in questi anni a leggere anche i loro sguardi e a cogliere le loro espressioni.<span id="more-942"></span></p>
<p>Ho raccolto le loro impressioni, mi hanno fatto dono dei loro pensieri e li ringrazio, mi hanno autorizzato a raccontarli, così, con la stessa semplicità con cui loro ne hanno parlato.</p>
<p>Perché la giornata diocesana dei giovani?  Perché insieme è meglio, perché uscire dal proprio spazio significa arricchirsi, perché il sorriso di tanti, la compagnia di tanti, incoraggia a camminare liberi e fiduciosi.</p>
<p>Qual è il rapporto personale con Gesù Cristo? Per molti Gesù è un grande uomo, ma per la maggioranza Gesù è il Figlio di Dio, e qui le cose cambiamo. Gesù diventa luce sui propri passi, Gesù diventa colui che amando ti insegna ad amare, offrendo se stesso insegna a donare. E le parole sue &#8220;vai e anche tu fa lo stesso&#8230;&#8221; sono un punto di riferimento. Spesso si cade sotto il peso delle proprie fragilità, l&#8217;importante è rialzarsi e riprovarci ancora!</p>
<p>L&#8217;Arcivescovo vi ha invitato ad essere esperti animatori di con-vivenza.  Molti dei giovani che ho ascoltato, questo lo hanno tradotto con essere operatori di pace, o persone capaci di costruire ponti: per esempio tra generazioni. Molti lamentavano che anche la Chiesa, casa di tutti, qualche volta non è riuscita, e forse non riesce ancora a far dialogare le generazioni. Spesso si pensa ai giovani come destinatari delle catechesi degli adulti, mentre loro sentono più imperativo il bisogno di &#8220;fare&#8221;. Molti avvertono un certo cambiamento, forse anche perché il Pastore è sempre in dialogo con loro, e gli appuntamenti quaresimali di questo anno sono stati proprio improntati al confronto.</p>
<p>Per chiudere: è sicuramente difficile riportare emozioni, sentimenti, riflessioni. Quello che io personalmente conserverò nel cuore è questo desiderio di stare insieme con gioia, di pregare con le stesse parole, di affrontare temi importanti per cui vale la pena discutere, perché come ha ribadito l&#8217;Arcivescovo in chiusura del messaggio, vale la pena essere protagonisti della propria vita, e soprattutto vivere con fede, quella fede che &#8220;ci fa amare ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza&#8221;.</p>
<p>Ada Grippo</p>
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		<title>La Chiesa invita i credenti a mobilitarsi in aiuto dei terremotati dell&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Arcivescovo a scritto al Pastore della Diocesi si L&#8217;Aquila per esprimergli   la solidarietà e assicurare la preghiera della nostra comunità diocesana.
&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arcivescovo a scritto al Pastore della Diocesi si L&#8217;Aquila per esprimergli   la solidarietà e assicurare la preghiera della nostra comunità diocesana.</p>
<p><em>&#8220;La Basilicata ecclesiale &#8211; ha scritto S.E. &#8211;  è in comunione orante per le vittime e per quanti in questi momenti sentono sulla loro pelle la sofferenza, il disagio, il distacco dalle persone care, l&#8217;angoscia per i giorni avvenire.&#8221;</em></p>
<p>Questa mattina la Caritas Diocesana e l&#8217;Ufficio per la Pastorale dei Giovani della Diocesi di Acerenza hanno contattato la Caritas Diocesana di L&#8217;Aquila per dire tutta la nostra disponibilità a venire incontro a quanto ci sarà chiesto e in generi di prima necessità e in vestiario o coperte. Così come per eventuale aiuto da offrire in termini di volontariato.</p>
<p>Nel frattempo La Conferenza Episcopale di Basilicata invita tutti <em>&#8220;a pregare per le vittime del terremoto, mostrando una solidarietà reale verso quanti ora, in quella regione, si trovano nell&#8217;estremo bisogno, perché privati di tutto&#8221;</em>.<span id="more-906"></span></p>
<p><strong> Giovedì 9 p.v., Giovedì Santo in tutte le parrocchie della regione si effettuerà una raccolta fondi. </strong></p>
<p><em> &#8220;Gesù ha lavato i piedi ai discepoli &#8211; scrivono i Vescovi lucani &#8211; per indicare a tutti la priorità dell&#8217;amore, che si esprime nel servizio ai fratelli; noi siamo chiamati ad imitarLo nel compiere un ulteriore e tangibile gesto di amore, condividendo con gioia il frutto del nostro lavoro quotidiano.</p>
<p>Noi, che nel 1980 abbiamo sperimentato la dolcezza, la grandezza e la bellezza dell&#8217;amore concretamente donato e fraternamente accolto, desideriamo, ora, manifestare la forza trasfigurante della vita nuova che sgorga, per tutti, dalla risurrezione di Cristo, con gesti di sincera generosità, perché &#8220;abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente&#8221; (1Tm 4,10).&#8221;</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera dell&#8217;Arcivescovo ai giovani in occasione della Giornata Diocesana dei Giovani.</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 11:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Acerenza 04 aprile 2009
Carissimi giovani,
durante gli incontri dei Giovedì di Quaresima, mentre vi ascoltavo attraverso i vostri sms, le vostre domande e i vostri sguardi carichi di attese, pensavo già al nostro incontro della GDG09 ad Acerenza e a questo mio messaggio, affinché il Signore mi concedesse le giuste parole per descrivere il mio desiderio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/avis-giornata-dei-giovani-129.jpg" rel="lightbox[884]"><img class="size-medium wp-image-887 alignleft" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/04/avis-giornata-dei-giovani-129-200x300.jpg" alt="avis-giornata-dei-giovani-129" width="200" height="300" /></a>Acerenza 04 aprile 2009</p>
<p>Carissimi giovani,<br />
durante gli incontri dei Giovedì di Quaresima, mentre vi ascoltavo attraverso i vostri sms, le vostre domande e i vostri sguardi carichi di attese, pensavo già al nostro incontro della GDG09 ad Acerenza e a questo mio messaggio, affinché il Signore mi concedesse le giuste parole per descrivere il mio desiderio di vedervi, in questo mondo così pieno di contraddizioni, entusiasti protagonisti di una storia che si rinnova attraverso la vostra vita di cristiani, testimoni di Cristo Risorto, nostra speranza.</p>
<p>Oggi, alla vigilia della Domenica delle Palme, mentre ci apprestiamo a vivere la Giornata n &#8211; Mondiale della Gioventù, vi chiedo con cuore di padre di accogliere con generosità l&#8217;invito di Cristo ad essere annunciatori del suo Vangelo nell&#8217;ambiente familiare, nei luoghi dove studiate , lavorate e trascorrete il vostro tempo libero, nelle relazioni di amicizia e ovunque voi siete presenti come donne e uomini: da cristiani per ridar speranza di vita ad un mondo dove troppo pessimismo frena la fiducia nel futuro.<span id="more-884"></span><br />
Noi, cristiani, siamo ottimisti, crediamo nel futuro perchè esso non finisce nell&#8217;assurdo del nulla, ma approda in Dio, Padre nostro e Signore nostro.<br />
È questo l&#8217;orizzonte che deve caratterizzare il nostro mondo: la &#8216; convivialità delle differenze&#8217;, la ricchezza delle tradizioni, la creatività di tutti voi giovani, le opportunità che il mondo vi offre, i progetti che abitano il vostro cuore. Tutto deve concorrere a creare una cultura della convivenza.<br />
Questo ci insegna Gesù: saper con-vivere con gli altri per realizzare quella fraternità che non può realizzarsi se esasperiamo le differenze e i propri punti di vista.<br />
Non vi chiedo di rinunciare alle vostre ragioni, ma da ragazze e ragazzi cristiani di sperimentare relazioni libere e liberanti, che abbiano sempre il loro fondamento nel Vangelo di Cristo e diventino accoglienti dell&#8217;altro.<br />
Cari giovani, a voi affido questa grande missione, che ho maturato nella mia personale preghiera di questi giorni: siate esperti animatori di con-vivenza. Rifacendomi alla Beata Geltrude, fondatrice delle suore sacramentino di Bergamo, prossima alla canonizzazione il 26 aprile 09, vi affido il suo progetto di santità: &#8220;Impara a farsi santo chi sa ben convivere coni fratelli&#8221;.<br />
Proprio in questo trova la sua pienezza il comandamento affidatoci da Cristo: amatevi come io vi ho amati.<br />
Miei cari amici grazie per quello che siete, io vi seguo con la preghiera e l&#8217;amicizia, non arrendetevi alla cultura relativistica che vi consuma, ma siate protagonisti della vostra vita, tracciando, anche tra le contraddizioni, lo stile bello e affascinante di una fede che ci fa amare senza misura ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza.</p>
<p>Vostro</p>
<p>don Giovanni, Arcivescovo</p>
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		<title>L&#8217;Arcivescovo incontra gli amministratori, gli operatori delle politiche sociali, della Charitas, e delle politiche giovanili</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 16:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo San Gervasio]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/ricchiuti.gif" rel="lightbox[837]"><img class="alignleft size-medium wp-image-838" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/ricchiuti-300x225.gif" alt="ricchiuti" width="300" height="225" /></a>Si è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme alla Caritas diocesana, al gruppo pastorale giovanile e ai rappresentanti del Progetto Policoro. Alla presenza del vescovo Giovanni Ricchiuti, dei sindaci, degli assessori, degli psicologi e degli assistenti sociali si è cercato di fare il punto della situazione per quel che riguarda il tema della povertà. Un tema affrontato in un momento economico tanto delicato che mette al centro dell’attenzione le famiglie disagiate e i giovani senza lavoro. A rappresentare la Caritas diocesana, il direttore Don Nicola Moles, insieme alle animatrici di comunità Luciana Forlio e Annamaria Ferrari, a rappresentare la pastorale giovanile, il direttore don Mimmo Beneventi, presente Don Giordano Stigliani rappresentante dell’ufficio pastorale per le problematiche sociali e del lavoro e infine, una speranza per i giovani: il Progetto Policoro rappresentato dal segretario regionale Elena Muscena e da Livia Falotico.<span id="more-837"></span></p>
<p>“La povertà – riferisce il vescovo Ricchiuti – è presente nella nostra comunità diocesana, e rispecchia la cifra nazionale secondo la quale il 10–15% delle famiglie vivono al limite di ogni possibilità. Le richieste di aiuto partono dal sostegno verso i bisogni primari e arrivano alle richieste di lavoro.” E’ esattamente nella povertà lavorativa che si spiega il ruolo del Progetto Policoro all’interno dell’incontro. “Il Progetto Policoro – continua Ricchiuti – nasce per dare speranza ai giovani, per fare ciò è molto importante la collaborazione tra le istituzioni e i gruppi locali, come la Caritas e la pastorale giovanile, i quali continuano a lavorare sodo per far fronte ai bisogni delle famiglie meno fortunate”. Il Progetto Policoro, infatti, nasce con l’obiettivo di offrire strumenti e opportunità ai giovani al fine di risolvere il problema della disoccupazione.</p>
<p>Il vescovo Ricchiuti non si ferma ad affrontare il tema “povertà” solo per le famiglie meno agiate, o per i giovani senza una posizione lavorativa, ma si rivolge anche alle problematiche delle comunità neocomunitarie ed extracomunitarie presenti nei centri della arcidiocesi, come la corrente, critica situazione di Palazzo San Gervasio, purtroppo ancora da risolvere.</p>
<p>In ultima battuta, il vescovo Ricchiuti ha ritenuto opportuno sottolineare che il vero obiettivo dell’incontro, è la ricerca nella collaborazione delle autorità civili con i gruppi spirituali, per interagire, mettendo insieme le forze per superare questo momento socio–economico molto delicato.</p>
<p>Enza Saluzzi</p>
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		<title>Preghiera per la pace</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 20:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo volentieri l&#8217;invito alla preghiera per la pace che l&#8217;Azione Cattolica indirizza a tutte le associazioni parrocchiali della diocesi ed a tutti gli uomini di buona volontà.
Carissimi,
l’Azione Cattolica diocesana, accogliendo l’invito della Presidenza Nazionale e del Nostro Arcivescovo, in prossimità della decima giornata diocesana della pace e in base agli ultimi tristi avvenimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-821" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/pace-in-palestina.jpg" alt="pace-in-palestina" width="252" height="183" /><em>Riceviamo e pubblichiamo volentieri l&#8217;invito alla preghiera per la pace che l&#8217;Azione Cattolica indirizza a tutte le associazioni parrocchiali della diocesi ed a tutti gli uomini di buona volontà.</em></p>
<p>Carissimi,</p>
<p>l’Azione Cattolica diocesana, accogliendo l’invito della Presidenza Nazionale e del Nostro Arcivescovo, in prossimità della decima giornata diocesana della pace e in base agli ultimi tristi avvenimenti nella Striscia di Gaza, e non solo</p>
<p style="text-align: center;">INVITA</p>
<p>Le Comunità Parrocchiali a promuovere momenti di PREGHIERA per la pace.</p>
<p>Sentiamo la necessità di pregare insieme, nella consapevolezza che la pace è innanzi tutto un DONO di Dio agli UOMINI.</p>
<p>Al Signore, vogliamo chiedere l’aiuto necessario per essere operatori di pace, capaci di apprezzare pienamente la dimensione comunitaria della vita, nella società dove quotidianamente siamo chiamati ad essere testimoni di Cristo.</p>
<p>Vi saluto caramente , vi aspetto a Palazzo il 25 gennaio.</p>
<p>Acerenza, 17 gennaio 2008</p>
<p>Ada Grippo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prove tecniche di unità</title>
		<link>http://ormedisperanza.altervista.org/2009/01/prove-tecniche-di-unita/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 19:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>

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		<description><![CDATA[CONVEGNO NAZIONALE DEI DELEGATI PER L&#8217;ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO IN UNITATE SPIRITUS (ROMA, 24-27 NOVEMBRE)
Un traguardo importante per i tanti immigrati nel Sud Italia è stato quanto stabilito, dal punto di vista religioso e dell&#8217;integrazione culturale, nel Convegno nazionale degli addetti cattolici alle questioni ecumeniche. Nella “splendida cornice” del Clarhotel, già casa dei Claretiani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/unita1.gif" rel="lightbox[809]"><img class="alignleft size-medium wp-image-812" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/unita1-300x225.gif" alt="unita1" width="300" height="225" /></a>CONVEGNO NAZIONALE DEI DELEGATI PER L&#8217;ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO IN UNITATE SPIRITUS (ROMA, 24-27 NOVEMBRE)</p>
<p>Un traguardo importante per i tanti immigrati nel Sud Italia è stato quanto stabilito, dal punto di vista religioso e dell&#8217;integrazione culturale, nel Convegno nazionale degli addetti cattolici alle questioni ecumeniche. Nella “splendida cornice” del Clarhotel, già casa dei Claretiani, è avvenuto il primo incontro ufficiale tra le diocesi di Italia e le tre grandi giurisdizioni ortodosse storiche nel nostro Paese. L&#8217;evento era nato solo per raccogliere i suggerimenti pratici riguardanti i rapporti “di vicinato” tra le diocesi e i credenti non cattolici ma è divenuto un vero vertice esecutivo nazionale della Metropolia greco-ortodossa, della nascente Arcidiocesi russa in Italia e della neonata diocesi rumena e dei cattolici rappresentati dai Vescovi dell&#8217;Ufficio nazionale CEI per l&#8217;ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI).<span id="more-809"></span> Benchè nel programma fossero equamente distribuiti i tempi delle relazioni nelle “aree“ ortodossia, protestantesimo, ebraismo e islam, tutta l&#8217;attenzione e la tensione dei presenti si è concentrata nelle decisioni pratiche che i cattolici dovranno adottare secondo le richieste del metropolita Zervos del Patriarcato Ecumenico, dell&#8217;Arcivescovo Innokentij e del vescovo rumeno Siluan. Decisione unanime dei Delegati è stata quella di riconoscere come interlocutori primi i rappresentanti di quelle giurisdizioni, ad ogni livello, persino negli Uffici CEI, di più, di riconoscerli come interlocutori indispensabili, come in una vera Conferenza episcopale “allargata”, continuano, insomma, le prove tecniche di unità. Le prove erano non di unificazione bensì dell&#8217;Unità perchè il confronto dei delegati con i singoli gerarchi orientali dava l&#8217;impressione di un dialogo tra i fedeli e i propri pastori, come se fossero i vescovi propri dei delegati!</p>
<p>I cattolici chiedevano a ciascun rappresentante ortodosso decisioni specifiche locali o in materia dell&#8217;amministrazione dei sacramenti con lo stesso impegno e i medesimi scopi che esistono tra i delegati cattolici ed i propri ordinari. Persino le tensioni tra i relatori ortodossi avevano il carattere eccessivamente schietto di una disputa tra parrocchie di paese.</p>
<p>La franchezza estrema era moderata dal diplomatico Mons. Paglia ma evidenziava i pregiudizi dei cattolici verso gli orientali separati in Italia (si accusava una competizione tra i ministri ortodossi), e le effettive difficoltà di giurisdizione tra Russi e Costantinopoli. Tutto ciò ha fatto cadere il tono formale, i cattolici e gli ortodossi si sono espressi con la massima chiarezza fino a rasentare “incidenti diplomtici” di sua eminenza Zervos con alcuni delegati diocesani e con l&#8217;arcivescovo russo. Non ci sono state maschere di buonismo né dichiarazioni di principi generici. Ci sono state domande precise e risposte pratiche.<a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/unita.gif" rel="lightbox[809]"><img class="alignright size-medium wp-image-813" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/unita-300x225.gif" alt="unita" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il tema reale che si è manifestato è stato ovviamente l&#8217;amministrazione dei sacramenti e il (difficile) riconoscimento dei competenti ministri, risultato sarà la raccolta delle proposte dei delegati diocesani in un vade mecum o addirittura di un Direttorio in materia di sacramenti e liturgia. Sacramenti e liturgia sono gli ambiti più complessi in cui si vive e definisce l&#8217;appartenenza ecclesiale degli orientali. Intanto, dice il vescovo Siluan dei rumeni, rimane l&#8217;impossibilità di partecipazione eucaristica tra cattolici ed ortodossi e si chiede di non imputare generali colpe verso gruppi stranieri in Italia in occasione di delitti; occorre non enfatizzare le contese interortodosse (come per i luoghi di culto tra russi e greco-ortodossi, per esempio), sottolinea Zervos e sua eminenza Innokentij ricorda il diritto degli stranieri di  conservare beni e identità religiosi senza recriminazioni da parte degli Italiani che stigmatizzarono la collaborazione politico religiosa degli Orientali.</p>
<p>L&#8217;arcivescovo di Acerenza ha già anticipato quanto raccomandato al Convegno: la Caritas e i gruppi ecumenici lavorino strettamente per favorire anagrafi e contatti, evitare incomprensioni e sopratutto per evitare che qualcuno passi alla Chiesa di Roma allo scopo di garantirsi aiuti socio-economici.</p>
<p>sac. Giuseppe Nardozza</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Azione Cattolica riflette sul proprio ruolo alla luce della &#8220;Christi Fidelis Laici&#8221;</title>
		<link>http://ormedisperanza.altervista.org/2009/01/lazione-cattolica-riflette-sul-proprio-ruolo-alla-luce-della-christi-fidelis-laici/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Azione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Acerenza, 11 gennaio, Centro Congressi Mons. Gala.
Dopo un breve riferimento all’attività svolta la presidente, Ada Grippo, presenta il tema della giornata: una riflessione sul laicato a pochi giorni dalla celebrazione della decima giornata diocesana per la pace.
Citando il compianto pontefice Giovanni Paolo II la presidente afferma che, soprattutto in questo momento, non è lecito rimanere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/aci.gif" rel="lightbox[790]"><img class="alignleft size-medium wp-image-792" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/aci-300x198.gif" alt="aci" width="300" height="198" /></a><em>Acerenza, 11 gennaio, Centro Congressi Mons. Gala.</em></p>
<p>Dopo un breve riferimento all’attività svolta la presidente, Ada Grippo, presenta il tema della giornata: una riflessione sul laicato a pochi giorni dalla celebrazione della decima giornata diocesana per la pace.</p>
<p>Citando il compianto pontefice Giovanni Paolo II la presidente afferma che, soprattutto in questo momento, non è lecito rimanere in ozio e, facendo propria una riflessione del Cardinale Tettamanzi: ”Questa è l’ora dei laici, è necessario che essi si inseriscano a pieno titolo e con un proprio ruolo nella missione della Chiesa. E’ necessario passare dalla teoria conciliare sui laici ad un’autentica prassi ecclesiale.”<span id="more-790"></span></p>
<p>Il compito specifico dei laici è, come ha precisato il Papa Benedetto XVI a Verona, “di agire in ambito economico, sociale e politico per costruire un giusto ordine nella società”. Questo obiettivo può essere perseguito percorrendo la via della spiritualità, della comunione, del dialogo. La vita associativa dell’AC trova dunque il suo punto di forza nello stare insieme, per pregare, per discutere e per confrontarsi, per compiere il discernimento delle situazioni concrete, per maturare orientamenti, per agire in spirito di servizio, e soprattutto per inaugurare, con la testimonianza del laicato cattolico, una nuova stagione di dialogo fra la Chiesa e la società.</p>
<p>L’arcivescovo Mons. Ricchiuti ha detto: “Vi confermo la mia vicinanza che fa appello a 140 anni di storia dell’AC, 140 anni di esperienza feconda. Anche oggi i frutti verranno perché vedo con gioia il vostro impegno. Il mio desiderio è camminare con voi.”</p>
<p>Poi, riprendendo e rilanciando il discorso della Presidente, l’Arcivescovo rileva come il laico utilizza la domenica, il giorno della comunità, dell’incontro, del dialogo, della preghiera e della riflessione condivisa secondo lo stile della comunione ecclesiale per poi svolgere nella settimana il suo coerente impegno in ambito produttivo, economico, politico per ordinare il mondo secondo il Vangelo.</p>
<p>In vista di tale impegno diviene centrale nella vita dei laici cattolici la domanda: “E voi chi dite che io sia?” In questa domanda l’iscritto all’Azione Cattolica trova il senso e la prospettiva del suo impegno.</p>
<p>Oggi celebriamo il battesimo del Signore. La liturgia di oggi ci offre la prima risposta a questa domanda. Gesù scende nell’acqua per farsi battezzare per condividere con noi in pienezza la dimensione umana. Allora si squarciano i cieli è il Padre svela l’identità di Gesù: “Questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto”.</p>
<p>Nel momento in cui il Padre svela l’identità del suo figlio diletto definisce anche la nostra identità come fratelli in Cristo, figli dello stesso padre e coeredi. Recuperiamo come AC la nostra identità di figli e coeredi per portare al mondo questa buona novella e per ordinare il mondo secondo Cristo.</p>
<p>Poi Fausto traccia una sintesi per grandi linee ma con molta efficacia della “Cristhi fidelis laici” di Giovanni Paolo II.</p>
<p>Il padrone esce di prima mattina e chiama operai per la sua vigna fino a tarda sera. Anche noi siamo stati chiamati ma il nostro impegno non sarà produttivo se non assumiamo Cristo come punto di forza. Cristo è la vite e noi siamo i tralci. Noi tutti siamo tralci dell’unica vite. Questa considerazione fonda la comunione ecclesiale. La vigna è il mondo che deve essere trasformato, cioè ordinato a Cristo. Egli stesso ha detto: “Vi ho costituito perché andiate e portiate frutto perché siate buoni amministratori della grazia di Dio”. L’ascolto della parola e la formazione costituiscono la linfa che, collegandoci a Cristo, ci consente di portare più frutto.</p>
<p>Dobbiamo evitare la tentazione di rimanere nella Chiesa come consumatori del sacro. Dobbiamo anche evitare di essere cristiani in chiesa ed opportunisti fuori, non possiamo legittimare la separazione tra fede e vita. In quanto laici partecipiamo al sacerdozio di Cristo, un sacerdozio di indole secolare che ci consente di gestire la conflittualità per orientarla alla pace, di valorizzare le diversità fra noi come ricchezza che si esprime in una comunione organica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Epifania 2009. Siate un dono l&#8217;uno per l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 23:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Acerenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una breve sintesi dell&#8217;omelia di Sua Eccelenza Mons. Ricchiuti arcivescovo di Acerenza pronunciata in Cattedrale nel giorno dell&#8217;Epifania.
La luminosità e lo splendore del Natale raggiunge oggi il punto culminante. Si era già manifestato ai pastori oggi attraverso i magi venuti dall&#8217;oriente si manifesta a tutti i popoli della terra per chiamare tutti alla salvezza. Nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una breve sintesi dell&#8217;omelia di Sua Eccelenza Mons. Ricchiuti arcivescovo di Acerenza pronunciata in Cattedrale nel giorno dell&#8217;Epifania.</p>
<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania1.gif" rel="lightbox[771]"><img class="alignleft size-medium wp-image-777" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania1-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a><em>La luminosità e lo splendore del Natale raggiunge oggi il punto culminante. Si era già manifestato ai pastori oggi attraverso i magi venuti dall&#8217;oriente si manifesta a tutti i popoli della terra per chiamare tutti alla salvezza. Nessuna esperienza di questa umanità è esclusa dal suo progetto di amore.</em></p>
<p><em>Un racconto straordinario quello di Matteo. Gerusalemme è confusa, Erode teme per il suo trono. I magi offrono al bambino oro, incenso e mirra. Si realizza il sogno del popolo di Israele, ma sono degli stranieri a riconoscerlo.  Nel salmo responsoriale abbiamo cantato: &#8220;Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore&#8221;. Adoreranno: un verbo al futuro, una speranza, una certezza collegata con il progetto di Dio annunciato dalla scrittura.</em><span id="more-771"></span></p>
<p><em>Oggi però la Palestina è straziata dalla guerra. Preghiamo per la pace e, nonostante le difficoltà del momento, guardiamo alla stella che ieri condusse i magi a Betlemme e che oggi invita ciascuno di noi ad andare verso Gesù. Questo è il senso di questa festa nella quale la Chiesa ci ripropone la promessa: &#8221;Tutti i popoli della terra adoreranno il Signore.&#8221;</em></p>
<p><em>Ma la cosa più straordinaria è che il Signore si serve di noi </em><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania21.gif" rel="lightbox[771]"><em><img class="alignright size-medium wp-image-778" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2009/01/epifania21-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></em></a><em>oggi per annunciare al mondo questa promessa, per realizzare questo progetto. Noi siamo la stella cometa grazie alla luce che con il Battesimo è entrata nella nostra vità. E&#8217; necessario che questa luce lasci una traccia nella comunità in cui viviamo. Non spegniamola questa luce. I doni che i magi hanno offerto a Gesù rappresentano ciascuno di noi nel momento in cui, in nome di Gesù, ci facciamo dono gli uni per gli altri.</em></p>
<p><em>Usciamo dunque da queste feste natalizie luminosi e pregni di carità, concorreremo a realizzare il progetto di Dio perchè tutti i popoli vengano a Lui.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diciamo con Maria la nostra disponibilità a Cristo perchè egli possa nascere nella nostra vita</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 23:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Pepe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani e Società ]]></category>
		<category><![CDATA[Diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Ricchiuti]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignleft size-medium wp-image-751" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-183x300.gif" alt="" width="183" height="300" /></a>L&#8217;Arcivescovo S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti ha indirizzato in preparazione del Natale un messaggio che trovate nell&#8217;ultimo numero della rivista &#8220;Orme di Speranza&#8221;, è stato distribuito in tutte le Chiese della Diocesi ed è stato pubblicato anche sul  sito diocesano <a title="sito diocesano" href="http://www.diocesiacerenza.it/">http://www.diocesiacerenza.it/</a> dove trovate anche il testo della bellissima omelia che S.E. l&#8217;Arcivescovo ha rivolto ai fedeli nella notte di Natale. Qui di seguito una sintesi dell&#8217;omelia tenuta nella Messa delle undici nel giorno di Natale.</p>
<p><em>Auguri a voi, alle vostre famiglie ed alle vostre parrocchie che oggi annunciano il Natale e lo fanno in comunione con la Diocesi.</em></p>
<p><em>Benedetto chi ha visto il Natale del Signore.</em></p>
<p><em>Dio che aveva parlato attraverso i profeti ora ci parla attraverso il suo Figlio, Parola per eccellenza. La Parola che, nel dispiegarsi dei secoli, Dio aveva rivolto al popolo di Israele e, attraverso il popolo di Israele, a tutta l’umanità, ora con Giovanni si attualizza: “In principio era il Verbo … e il Verbo si fece carne”.<span id="more-741"></span></em></p>
<p><em>La storia è scandita da momenti  di vitalità e di gioia che si caratterizzano con l’accoglienza della Parola ed eventi di sofferenza e di necrosi che si caratterizzano con il rifiuto. Anche la nostra vita personale è scandita dall’accoglienza e dal rifiuto. Ma nonostante il rifiuto e l’infedeltà dell’uomo quella Parola si è fatta carne e chiede  la nostra disponibilità per attualizzarsi nella nostra vita, per accogliere le nostre debolezze e venire ad abitare fra noi.</em></p>
<p><em>Non dunque un Dio lontano e invisibile ma un Dio vicino, questa è <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-2.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignright size-medium wp-image-752" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-2-201x300.gif" alt="" width="201" height="300" /></a>l’originalità del cristianesimo. Non un dio che governa la vita dell’uomo ma che lo interpella su un progetto d’amore, di solidarietà e di salvezza. Solo questa domanda può dare senso alla nostro nascere ed al nostro morire. Giovanni Battista registrò le prime risposte a questa domanda: “Venne la luce ma non la videro, è venuto tra i suoi ma non lo hanno accolto”.</em></p>
<p><em>La drammaticità della vicenda umana si spiega appunto con questo mancato ascolto, anzi da qualche anno a questa parte si moltiplicano le inchieste su Gesù. Diversi studiosi oggi, sordi alla sua Parola si sforzano di indagare sulla vita di Gesù con gli strumenti dell’antropologia e della storiografia, ma non riescono a cogliere la misteriosa grandezza dell’evento. Non la carne, non il sangue possono attingere a questo mistero ma solo coloro che accolgono Dio che si fa dono all’uomo. Ed a questo uomo confuso, smarrito si rivolge il profeta quando dice: “Prorompete in canti di gioia o rovine di Gerusalemme.”</em></p>
<p><em>Questo è il senso del Natale oggi. Questo è il senso del nostro presepe. Un presepe ambientato sulle rovine morali e spirituali del nostro tempo.</em></p>
<p><em>Su queste rovine oggi si accende la stella cometa e gli angeli annunciano che Dio si è fatto uomo, è nato per noi un fratello che darà ragione del nostro sentirci fratelli, perché Egli ci ama fino in fondo. Facciamo quindi spazio al <a href="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-5.gif" rel="lightbox[741]"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" src="http://ormedisperanza.altervista.org/wp-content/uploads/2008/12/natale-5-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>Signore nella nostra Vita perché ogni giorno sia per noi il Natale del Signore.</em></p>
<p><em>Allora anche la nostra fragilità, anche l’esperienza del peccato illuminata dalla luce del Natale sarà purificata perché possiamo rendere testimonianza al Signore e renderlo così presente nel mondo. Diciamo con Maria la nostra disponibilità a Cristo perché Egli possa nascere nella nostra vita</em>.</p>
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