Archivio della categoria: Chiesa

Signore-da-chi-andremo

Ad Ancona, incontro a Gesù

«Sulle strade del nostro cammino / suona ancora l’antica domanda: / quale senso ha la vita, la morte / e l’esistere senza orizzonte? Venne un Uomo e si fece vicino, / ai fratelli egli tese la mano: / era il Verbo che illumina il mondo / ed incarna l’amore di Dio».

Con questo suggestivo dialogo ha inizio l’inno del XXV Congresso eucaristico nazionale, in programma ad Ancona e nelle diocesi della metropolia dal 3 all’11 settembre prossimi sul tema “Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”.

Come si evince dal titolo, il Congresso prende le mosse dalla domanda che l’Apostolo Pietro rivolse a Gesù nella sinagoga di Cafarnao dopo il discorso in cui, con grande stupore di tutti, Gesù si era proclamato il pane della vita, indicando nella sua carne e nel suo sangue il nutrimento indispensabile per avere la vita eterna. Duemila anni dopo, con le sue parole “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”, Pietro dà voce alla fede della Chiesa italiana che riconosce in Gesù, Verbo fatto carne e Verbo fatto pane, la risposta alle domande, alle attese, alle speranze del nostro popolo. Stringendosi a Gesù corporalmente presente nel Sacramento eucaristico, i fedeli italiani sono certi di trovare lo slancio e la creatività per affrontare le sfide del nostro tempo. È alla luce di questa fiduciosa certezza che il Congresso intende affrontare con l’energia intellettuale e morale che sgorga dall’Eucarestia i cinque ambiti dell’esistenza già messi a tema dal Convegno ecclesiale di Verona del 2006: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità umana, la tradizione e la cittadinanza. Continua a leggere

Metterci il cuore

E’ da qualche tempo che nella Chiesa e nella società parliamo di EDUCAZIONE e i termini con cui ne discutiamo, –  ‘sfida’, ‘urgenza’, ‘emergenza’, – evidenziano sin troppo chiaramente che il problema c’è e che non possiamo far finta di niente.

Le  tradizionali ‘agenzìe’ educative, – famiglia, scuola, chiesa e associazioni, –  con i loro attori, –  genitori, insegnanti, sacerdoti e formatori a vario titolo, –  a volte non sanno più quali siano le formule e le strategìe pedagogiche più idonee per la formazione delle giovani generazioni.

Si vive,  a tal riguardo,  come una sensazione  di impotenza resa ancor più grave dalle varie cattedre massmediatiche da cui partono autentici  ‘capolavori(si fa per dire!) teorici’  e  ‘modelli educativi’ destabilizzanti qualsiasi tentativo di progetto formativo.

E gli argini che si costruiscono risultano essere  troppo fragili e deboli per poter resistere al fiume in piena di messaggi, di comportamenti e di atteggiamenti che sembrano assediare quegli ambienti educativi dove si tenta,  nonostante tutto,  di aiutare a  pensare e  a  riflettere nella convinzione che non c’è futuro per quella società dove si rinuncia ad educare.

Anche nelle nostre comunità ecclesiali le cose non vanno molto bene a motivo, dobbiamo confessarlo, di un’atavica e precaria formazione permanente degli adulti e delle famiglie cui, da qualche tempo, si associa un difficile rilancio della  ‘passione’  educativa di sacerdoti, associazioni e movimenti ecclesiali.

Sollecitate però dai molti interventi,  su questo tema, di Benedetto XVI,  le Chiese che sono nella nostra Italia hanno voluto “dedicare un’attenzione specifica al campo educativo”(card. Angelo Bagnasco, Presidente della C.E.I.) nel coraggioso invito a farsi “discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a un’umanità nuova e piena”(idem). Continua a leggere

L’uomo vero è il cristiano

La sala è gremita quasi oltre il limite della capienza; presenziano rappresentanti di parrocchie, sacerdoti, insegnanti e laici in generale. Ci sono rappresentanze delle testate giornalistiche locali piu’ note e una delegazione di Rai 3 Basilicata. Tutti attendiamo – ancora intabarrati nella policromia dei nostri cappotti e delle nostre sciarpe in palese contrasto con il grigiore piovoso di fine inverno – l’arrivo di sua ecc. za mons. Crociata accompagnato dal nostro arcivescovo e dal vicario generale don Tonino Cardillo; dopo breve attesa il vescovo accompagnato dal vicario – si avvia alla cattedra visibilmente felice con l’atteso ospite a sua volta sorridente e forse – un po’ emozionato. Subito l’alto prelato porge i saluti a mons. Crociata rammentando che la Basilicata racchiude in sè la parola “Speranza”in quanto l’etimo rinvierebbe al verde dei boschi o – molto piu’verisimilmente – alla luce. Il segretario generale della C.E.I. presenta ufficialmente il documento “ Educare alla buona vita del vangelo” e mons. Ricchiuti sottolinea come nel convegno precedente era emersa l’attenzione a cogliere l’urgenza dei cambiamenti parrocchiali unitamente alla autoformazione permanente che ci libera dalla morte del pensiero. Ciò premesso l’alto prelato ospite si compiace di quanto l’assemblea sia ricca e qualificata e di come la stessa ubbidendo ad una logica di “grazia e necessità” sia già incamminata ad un percorso educativo quantomai gradito e storicamente non rinviabile. Il documento – prosegue il vescovo – è aiuto vantaggioso e strumento privilegiato in cui il soggetto sono le chiese locali e così ne presenta le linee essenziali traccianti un quadro complessivo della situazione attuale. Continua a leggere

Convegno-diocesano-20-008

Convegno ecclesiale: tavola rotonda sull’educazione.

Ha avuto inizio, ieri pomeriggio, il Convegno Ecclesiale Diocesano di Acerenza. L’arcivescovo con una lettera inviata alle comunità parrocchiali aveva espresso l’auspicio che il Convegno si ponesse come un’autentica esperienza ecclesiale che generi riflessioni condivise e proposte creative, dinamiche di confronto costruttivo e relazioni di fraternità. E dalle parrocchie sono accorsi in tanti, la grande sala ottagonale del villaggio Tabor era gremita, in molti sono rimasti in piedi.

Il Convegno si è aperto con un intenso momento di preghiera durante il quale è stata intronata un’immagine di Gesù Maestro. Poi ha avuto inizio una tavola rotonda “Racconti di educazione”. Il moderatore Andrea Favaro da Trieste, i coniugi Sergio e Liliana Ruggeri, Nicola Incampo docente I.R.C., Carmen Mastrodonato animatrice di gruppi giovanili, Vito Piccinonna Sacerdote. Continua a leggere

Omelia per la Messa Crismale – giovedì 01.04.2010

Sorelle e fratelli carissimi, per grazia del Signore e convocati dalla Chiesa ci ritroviamo in questa nostra carissima Basilica Cattedrale, dedicata alla Vergine Maria, assunta in cielo, affidati all’intercessione di San Canio, vescovo e martire, patrono dell’Arcidiocesi e ai Santi delle nostre comunità, per celebrare la liturgia eucaristica della Messa Crismale e vivere un momento di straordinaria comunione tra il Vescovo e i suoi presbiteri che rinnoveranno le promesse dell’ Ordinazione Sacerdotale. E siamo tutti qui, insieme, in quella visibile e armoniosa ecclesialità che, pur nella diversità dei ministeri esercitati, dei compiti pastorali affidati e delle appartenenze alle associazioni o ai movimenti, fa di noi quella realtà di comunione di carità, in Cristo Gesù, che amiamo chiamare il Popolo di Dio. Perciò sono particolarmente felice di accogliervi, tutti e ciascuno, con un ideale abbraccio fraterno e paterno e porgervi un saluto di “ grazia” e di “ pace”: a lei, Mons. Michele, amato e venerato fratello arcivescovo, mio immediato predecessore, cui esprimo sincera gioia per la sua presenza; a voi, carissimi presbiteri qui presenti, e i confratelli che oggi per diversi motivi sono assenti fisicamente, con cui condivido ogni giorno le gioie e le speranze, le fatiche e le sofferenze nel servire Cristo e la Chiesa in un reciproco scambio di fraternità, di collaborazione e di amicizia e a cui va, specialmente in questo Anno Sacerdotale, carissimi fratelli e sorelle, tutto il mio e il vostro più bel GRAZIE!; Continua a leggere

“Tre sere” sul Vangelo di Luca

Nei giorni 25, 26 e 27 novembre, presso la Sala Ricevimenti “Villa Arcobaleno” (nel territorio di Brindisi Montagna) si è tenuta l’ormai tradizionale “Tre-sere biblica” della nostra Arcidiocesi, iniziativa che ha avuto inizio nel 2006 e che è giunta così al quarto anno di vita.

Le tre sere hanno avuto per oggetto il Vangelo di Luca. Relatore delle conferenze è stato padre Giovanni Claudio Bottini, OFM, Docente di Esegesi del Nuovo Testamento e Decano dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.

Padre Bottini ha dedicato la prima sera ad un’introduzione generale al terzo Vangelo. La seconda si è, invece, soffermato sulla presentazione di Gesù offerta da Luca alla luce soprattutto dei “titoli cristologici”. Infine, la terza sera ha fissato l’attenzione sulla Chiesa nel Vangelo di Luca, in particolare sulla “comunità cristiana di Luca”, mettendo a fuoco le seguenti questioni: Quale comunità Luca ha di fronte? Quale comunità intende “generare” attraverso la sua opera?

È impossibile in poche righe ragguagliare i gentili lettori di “Orme di speranza” sui contenuti delle relazioni di padre Claudio, che sono state seguite con interesse ed attenzione dalle numerose persone convenute (l’Arcivescovo, i sacerdoti, i catechisti, altri “operatori pastorali”, ma anche semplici “appassionati della Parola”). Mi limito, pertanto, a riprendere i punti centrali delle tre conferenze, nell’auspicio che la pubblicazione delle relazioni di padre Claudio consenta ulteriori approfondimenti a quanti lo desiderassero. Continua a leggere

Omelia per la Veglia Pasquale 2009

Miei cari fratelli e sorelle,

benvenuti in questa ‘NOTTE BEATA’ e ‘NEL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE’ perché in comunione gioiosa con tutta la Chiesa anche in questa nostra Basilica Cattedrale….. ‘divampi la Speranza’!

E gli occhi, i cuori e le menti si spalanchino, pulsino e si aprano alla dirompente notizia: CRISTO E’ RISORTO, SI’, EGLI E’ DAVVERO RISORTO!

Il cammino quaresimale, l’attraversata del deserto con tutti i suoi rischi e pericoli, ma avendo davanti a noi la Parola di Dio, la fatica, la fame ed il digiuno che ci hanno reso consapevoli della nostra fragilità e, allo stesso tempo, con il sacramento della Riconciliazione, forti nella grazia di Cristo, li abbiamo ormai alle nostre spalle: con Lui, il Risorto ed il vivente, il Vincitore del peccato e della morte, siamo usciti alla luce, purificati e illuminati.

Che le nostre voci esplodano nel canto dei rinati, dei risuscitati e delle creature nuove: ALLELUJA, ALLELUJA, ALLELUJA! Continua a leggere

Omelia per la messa crismale 2009: l’Olio della Chiesa

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Sorelle e fratelli carissimi,

ritorna il Giovedì Santo che ci vede convocati in questa nostra Basilica Cattedrale per la celebrazione della Messa Crismale e vedo, con grande gioia, che non manca nessuno: ci siete tutti, chiesa di Dio che sei in Acerenza, con me, tuo vescovo, e voi presbiteri, seminaristi, religiose, religiosi, comunità parrocchiali, associazioni e movimenti.
A tutti e a ciascuno porgo il mio più cordiale, fraterno e paterno: BENVENUTI!
Permettetemi di rivolgervi una domanda: perché siamo qui?

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La pace di Cristo perchè Egli non sia più crocifisso nei poveri e nei diseredati

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Sintesi dell’omelia di Mons. Ricchiuti in occasione della Domenica delle Palme.

In comunione con tutta la Chiesa dopo aver celebrato ieri la giornata diocesana della gioventù oggi celebriamo la festa della Domenica delle Palme. Questi panni rossi che richiamano il colore dei paramenti sacri della odierna liturgia richiamano il sangue e il martirio, vogliono riproporre soprattutto ai nostri giovani, speranza della Chiesa, il sacrificio di Gesù, figlio di Dio che porta a compimento la sua obbedienza al Padre. Obbediente fino alla morte e alla morte di Croce.

Questa è una domenica dai due volti, il primo quello festoso; l’ingresso trionfale di Gesù come avevano previsto le scritture, che cioè Gesù sarebbe entrato a Gerusalemme cavalcando un’asina mentre la gente lo acclamava agitando rami d’ulivo e stendendo come tappeti a terra i propri mantelli. Continua a leggere

Messaggio di S.E. Mons. Ricchiuti per la Quaresima 2009

ceneri2Carissimi,

vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e al suo Signore, riscoprire la propria identità di uomini e di donne chiamati a vivere il dono e la responsabilità del Battesimo e proclamare, nella Risurrezione del Signore, l’Alleluja della Vita e della Speranza.

I giorni della Quaresima non saranno leggeri perché a cominciare da questa sera, piegando il nostro capo davanti al vescovo o al presbitero per l’imposizione delle ceneri, ci sarà rivolto un invito che non concede sconti e non consente obiezioni: CONVERTITI E CREDI AL VANGELO!

Seguire Cristo, mettere in pratica il Vangelo e vivere quotidianamente con gioia e con entusiasmo la nostra appartenenza alla Chiesa, dobbiamo ammetterlo, sta riuscendo sempre più difficile e la tentazione di prendere le distanze, di ascoltare altri maestri e di incamminarsi su strade più agevoli è lì, sempre in agguato. Continua a leggere

Dopo mille anni liturgia per le Chiese orientali in Acerenza

Dai tempi della venuta dei Normanni (IX secolo) non si ha notizia di liturgie di fedeli in comunione con i Patriarcati orientali ad Acerenza, oggi, domenica 28 dicembre, padre Adrian della Chiesa Ortodossa di Rumania ha celebrato la Divina liturgia (Messa) per gli immigrati del suo Patriarcato (Bucarest) nella Cappella di S. Laviero (detta del Purgatorio).

Solo una decina di fedeli rumeni ha intonato i canti natalizi nella graziosa cappella ma le immagini della liturgia orientale, grazie alle riprese fatte per Raitre, incoraggeranno gli immigrati ortodossi della nostra regione che le vedranno. Padre Adrian saluta i presenti definendoli ornamento del suo epitrachilio (stola) perché coloro che si sono inebriati con lui delle antichissime preghiere e dei sacri canti saranno d’ora in poi nella sua responsabilità di pastore. Meglio, ha spiegato il ministro sacro che lavora in una nota falegnameria di Acerenza, i presenti da ora in poi sono nel cammino comune verso la liturgia interminabile escatologica. Continua a leggere

Sarà un Natale di gioia

S.E. Mons. Ricchiuti ha celebrato in cattedrale l’Eucarestia secondo la liturgia della IV domenica di Avvento. Ecco una breve sintesi della sua omelia.

L’esperienza che viviamo in questi giorni è l’ansia di fare doni, non vogliamo ridurci all’ultimo momento. Molti poi si angustiano perché in questo momento di incertezza economica non ci sono le risorse necessarie per celebrare il rito del dono di Natale.

Così persi nella consuetudine del dono natalizio rischiamo di non vivere in maniera autentica il Natale. I nostri doni sono soltanto un segno del dono immensamente più grande che il Signore ci fa in questo giorno di grazia.

Davide eresse un grande tempio di pietra in onore del Signore. Nessun tempio di pietra per quanto grande e maestoso può costituirsi degnamente come casa del Signore. Il tempio di Davide era solo un segno. Dio stesso si costruirà un tempio, farà per sé un’abitazione e la porrà in mezzo agli uomini, è Dio stesso che si dona agli uomini scegliendo di abitare tra noi. Il tempio di Dio che noi dobbiamo adorare è Gesù, figlio di Maria. Continua a leggere

A.C. chiamati alla santità ed alla testimonianza nella festa dell’Immacolata

Maria è una figura chiave del tempo dell’Avvento, ci accompagna verso la solennità del Natale di Gesù, ci annuncia la venuta del Signore alla fine dei tempi. Misteriosamente nella storia, anche quando presenta i drammatici segni del peccato, della violenza, della povertà, il Signore amorevolmente ci accompagna verso la meta. Noi siamo stati creati ad immagine di Dio. L’avvento è appunto il tempo nel quale, nonostante le nostre infedeltà , Dio ci cerca. Maria Immacolata, in questo tempo di grazia, ci mostra quanto sia bella una creatura umana quando riflette sul suo volto l’immagine di Dio. Così Maria con la sua santità ci ripropone la stupenda bellezza di una umanità che in Dio trova la sua piena realizzazione. In questo senso l’Immacolata è anticipazione e segno della venuta del Regno del Signore e della pienezza della sua grazia. Rifugiamoci sotto il manto di Maria Immacolata perché quando il Signore verrà ci trovi senza macchia. Continua a leggere

Ordinazione presbiterale di don Francesco Paolo Nardone

Basilica Cattedrale di Acerenza, 25 ottobre 2008.

Tutta la comunità diocesana si è stretta intorno don Francesco Paolo Nardone nella maestosa Cattedrale di Acerenza in occasione della sua  ordinazione sacerdotale. Raccogliamo in questo breve testo gli spunti essenziali offerti nella magistrale omelia di S.E. Mons. Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza.  

L’ordinazione di un nuovo presbitero è un dono della Chiesa alla comunità degli uomini. Ringraziamo pertanto la Chiesa di Acerenza per il dono di un nuovo sacerdote nella persona di Don Francesco Paolo Nardone. Egli viene ordinato nella felice circostanza della Peregrinatio Mariae, con l’immagine della Madonna di Lourdes, nella nostra Arcidiocesi.

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La Diocesi festeggia l’ottantesimo compleanno di Mons. Scandiffio

La Diocesi di Acerenza si stringe affettuosamente intorno all’Arcivescovo Emerito Mons. Michele Scandiffio in occasione del suo onomastico e del suo ottantesimo compleanno.

Rispondendo all’invito di Mons. Giovanni Ricchiuti, l’Arcivescovo Emerito ha espresso la sua profonda riconoscenza e la sua gioia nel celebrare “gli ottant’anni della mia vita nella Chiesa dove ho speso gli ultimi vent’anni di servizio pastorale”.

La vecchiaia letta nella attualità del nostro tempo è icona dell’inefficienza, della debolezza, della inutilità degli ultimi scampoli di vita, solitudine, abbandono, disperazione. La giovinezza invece è il momento del non ancora, della ricerca di un senso, del carpe diem, della insignificanza.

Mons. Scandiffio con voce rauca, stanca, ma con slancio giovanile, utilizzando immagini bibliche, ha fatto una lezione magistrale sulle stagioni della vita. Un vegliardo seduto sul trono con i capelli bianchi circondato dal fuoco, simbolo della vita che si fa progetto a partire da un’esperienza vissuta, e un figlio che scende dalle nubi a far nuove tutte le cose. Con questa immagine Dio Amore svela il segreto della vicenda umana attraverso l’icona della SS. Trinità. Padre e Figlio resi solidali dall’Amore. Continua a leggere

Una lettura dell’ultima enciclica di Benedetto XVI

SPE SALVI: salvati dalla speranza.

Ogni enciclica è un momento solenne, oserei dire un evento per tutta la comunità cristiana. Se infatti anche il mondo laico presta particolare attenzione alle parole e agli scritti di S. S. Benedetto XVI, i singoli credenti hanno il dovere di leggere e rileggere, anche com’unitariamente, se possibile una enciclica del Papa. Il tema della speranza poi, a maggior ragione, è un tema importante, se non addirittura urgente per l’uomo post-moderno, così imbrigliato in un mondo dai tanti mezzi che ha perduto di vista l’esistenza dei fini.Come il Catechismo della Chiesa Cattolica sostiene, la speranza è la seconda virtù teologale che ci fa desiderare il regno dei cieli, ossia l’eterna felicità, fidandoci delle promesse di Cristo e sostenuti dalla sua grazia (cfr. 1817). Al pari delle altre due virtù teologali, la fede e la carità, anch’essa è un dono di Dio, che però deve essere coltivato per non rischiare di andare perduto. Il dono ricevuto infatti nel Battesimo va coltivato con la preghiera, con i sacramenti ed anche con lo studio, facendolo diventare così cultura. L’obiettivo dell’Enciclica, che è stata pubblicata il 30 novembre 2007, dopo la precedente sulla carità, è proprio questo: è un aiuto dal punto di vista culturale alla comprensione cristiana della speranza, fondandola sul Nuovo Testamento («la fede è speranza») e sulla tradizione sempre viva della Chiesa.Dopo Deus caritas est giunge la riflessione sulla speranza, mentre attendiamo con ansia la terza della trilogia sulle virtù teologali: la fede. Continua a leggere

“Ad limina apostolorum”

Pellegrinaggio regionale Basilicata a Roma

“Ad limina apostolorum” - I pellegrini lucani contraddistinti dal cappellino gialloMercoledì, 11 Aprile 2007, numerosi pellegrini della Basilicata hanno partecipato in Piazza San Pietro all’Udienza Generale del Papa, in occasione della visita “ad limina apostolorum“.

Il titolo risale ai primi secoli ed esprime molto bene il senso spirituale del cammino che i vescovi del mondo intero compiono a Roma ad intervalli regolari: rendere omaggio agli Apostoli Pietro e Paolo, loro padri e maestri nella fede, e vedere Pietro nella persona del suo Successore, la cui missione è quella di presiedere alla carità di tutte le Chiese e di confermare i fratelli nella fede.

I pellegrini di ogni età, contraddistinti dal loro cappellino giallo, fin dalle prime ore della giornata hanno manifestato interesse ed entusiasmo nell’attesa di vedere, per alcuni la prima volta, Papa Benedetto XVI , “il nuovo Pontefice”. I sei Vescovi, rappresentanti la Conferenza Episcopale di Basilicata, si sono uniti alla gioia dei tanti lucani presenti all’Udienza. Continua a leggere