Archivio mensile:marzo 2011

Metterci il cuore

E’ da qualche tempo che nella Chiesa e nella società parliamo di EDUCAZIONE e i termini con cui ne discutiamo, –  ‘sfida’, ‘urgenza’, ‘emergenza’, – evidenziano sin troppo chiaramente che il problema c’è e che non possiamo far finta di niente.

Le  tradizionali ‘agenzìe’ educative, – famiglia, scuola, chiesa e associazioni, –  con i loro attori, –  genitori, insegnanti, sacerdoti e formatori a vario titolo, –  a volte non sanno più quali siano le formule e le strategìe pedagogiche più idonee per la formazione delle giovani generazioni.

Si vive,  a tal riguardo,  come una sensazione  di impotenza resa ancor più grave dalle varie cattedre massmediatiche da cui partono autentici  ‘capolavori(si fa per dire!) teorici’  e  ‘modelli educativi’ destabilizzanti qualsiasi tentativo di progetto formativo.

E gli argini che si costruiscono risultano essere  troppo fragili e deboli per poter resistere al fiume in piena di messaggi, di comportamenti e di atteggiamenti che sembrano assediare quegli ambienti educativi dove si tenta,  nonostante tutto,  di aiutare a  pensare e  a  riflettere nella convinzione che non c’è futuro per quella società dove si rinuncia ad educare.

Anche nelle nostre comunità ecclesiali le cose non vanno molto bene a motivo, dobbiamo confessarlo, di un’atavica e precaria formazione permanente degli adulti e delle famiglie cui, da qualche tempo, si associa un difficile rilancio della  ‘passione’  educativa di sacerdoti, associazioni e movimenti ecclesiali.

Sollecitate però dai molti interventi,  su questo tema, di Benedetto XVI,  le Chiese che sono nella nostra Italia hanno voluto “dedicare un’attenzione specifica al campo educativo”(card. Angelo Bagnasco, Presidente della C.E.I.) nel coraggioso invito a farsi “discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a un’umanità nuova e piena”(idem). Continua a leggere

L’uomo vero è il cristiano

La sala è gremita quasi oltre il limite della capienza; presenziano rappresentanti di parrocchie, sacerdoti, insegnanti e laici in generale. Ci sono rappresentanze delle testate giornalistiche locali piu’ note e una delegazione di Rai 3 Basilicata. Tutti attendiamo – ancora intabarrati nella policromia dei nostri cappotti e delle nostre sciarpe in palese contrasto con il grigiore piovoso di fine inverno – l’arrivo di sua ecc. za mons. Crociata accompagnato dal nostro arcivescovo e dal vicario generale don Tonino Cardillo; dopo breve attesa il vescovo accompagnato dal vicario – si avvia alla cattedra visibilmente felice con l’atteso ospite a sua volta sorridente e forse – un po’ emozionato. Subito l’alto prelato porge i saluti a mons. Crociata rammentando che la Basilicata racchiude in sè la parola “Speranza”in quanto l’etimo rinvierebbe al verde dei boschi o – molto piu’verisimilmente – alla luce. Il segretario generale della C.E.I. presenta ufficialmente il documento “ Educare alla buona vita del vangelo” e mons. Ricchiuti sottolinea come nel convegno precedente era emersa l’attenzione a cogliere l’urgenza dei cambiamenti parrocchiali unitamente alla autoformazione permanente che ci libera dalla morte del pensiero. Ciò premesso l’alto prelato ospite si compiace di quanto l’assemblea sia ricca e qualificata e di come la stessa ubbidendo ad una logica di “grazia e necessità” sia già incamminata ad un percorso educativo quantomai gradito e storicamente non rinviabile. Il documento – prosegue il vescovo – è aiuto vantaggioso e strumento privilegiato in cui il soggetto sono le chiese locali e così ne presenta le linee essenziali traccianti un quadro complessivo della situazione attuale. Continua a leggere