L’Assistente diocesano di A.C. in ricordo di Luigi Forenza, già Presidente diocesano di A.C.

Gino-Forenza-3Sintesi dell’Omelia di Don Tonino Cardillo in occasione della celebrazione funebre per la morte di Luigi Forenza, già Presidente Diocesano di Azione Cattolica.

Don Tonino Cardillo.

Fratelli, lasciamoci guidare dalla parola di Dio che abbiamo ascoltato perché possiamo vivere nella Speranza.

Siamo qui come Chiesa Diocesana  per esprimere la nostra gratitudine per quanto Luigi ha fatto tra di noi con azione instancabile come Presidente Diocesano di Azione Cattolica. Questo nostro fratello   ha offerto alla sua Chiesa quanto di più bello aveva nel cuore. Porto alla famiglia ed alla comunità tutta il saluto dell’Arcivescovo che, informato dell’azione intensa di apostolato svolta da Luigi nella comunità diocesana, ringrazia il Signore con noi ed unisce alla nostra la sua preghiera in suffragio di questa anima bella.

Siamo nel clima di Natale ove anche il cuore, spezzato dal dolore, trova la forza di elevare il canto della Speranza: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli” ed implora la pace per Luigi che è stato fra noi un uomo di buona volontà.  Quando eleviamo lo sguardo al Calvario non possiamo non pensare alla sofferenza ed alla morte che ci appartengono come dimensione umana.  La sofferenza e la morte ci pongono delle domande angosciose, ma il Natale di Gesù Cristo è la risposta. Egli ha sconfitto la morte per salvare l’umanità intera. Il calvario e la morte  del nostro fratello rappresenta la partecipazione  di Luigi all’opera di redenzione e di salvezza di Cristo.

“Entrarono   nel sepolcro, videro un angelo del Signore ed ebbero paura, ma  l’angelo annuncia loro che quel Cristo che essi avevano visto trafiggere e morire è risorto.” Fortificati da questo annuncio noi ci stringiamo intorno alla famiglia ed a tutta la comunità di Acerenza che soffre nel dare l’estremo saluto ad uno dei suoi figli. Luigi Forenza  finchè le forze glielo hanno consentito, ha dato alla sua famiglia ed alla comunità diocesana tutto se stesso, la sua intelligenza, il suo cuore,  la sua fede.

Personalmente ricordo, ero giovane allora, quando rimasi affascinato da questa persona generosa che esprimeva nella sua fede e nel suo apostolato la freschezza e l’entusiasmo che il Concilio Ecumenico Vaticano II aveva suscitato nella Chiesa.

Ora siamo qui tutti uniti nella preghiera e nella speranza, stretti intorno alla sua famiglia, consapevoli con San Paolo che la nostra sofferenza non è vana in quanto è partecipazione attiva e salvifica alla sofferenza di Cristo.

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