Azione Cattolica: Scuola di vita

ACR
I ragazzi dell’azione cattolica diocesana si riuniscono ad Acerenza per confrontarsi e riflettere insieme.

Domenica 15 novembre 2009, i ragazzi dell’azione cattolica della Diocesi di Acerenza, si incontrano nel villaggio Gala-Tabor per dialogare e riflettere insieme sulla loro missione all’interno delle singole comunità. Un nuovo anno pastorale è alle porte ed anche i giovani devono far sentire la loro presenza. Il pomeriggio incomincia con il saluto della presidente dell’azione cattolica diocesana, Ada Grippo, che tramite la visione di alcune diapositive definisce il ruolo dell’AC nella chiesa e nel sociale. Con la preghiera e l’entusiasmo i giovani devono armonizzare il loro cammino di fede con la gioia di essere vivi in Dio e per Dio. Poi alcuni ragazzi raccontano la propria esperienza all’interno della AC parrocchiale con particolare riferimento alle riflessioni scaturite dalla lettura del volume-guida “ IN CON TRA”. La presenza di Mons. Ricchiuti, Arcivescovo di Acerenza, non imbarazza affatto i tanti adolescenti, che con Don Giovanni si sentono a loro agio come in un’allegra combriccola pur avendo la consapevolezza della sua indispensabile funzione spirituale . Il momento più atteso della giornata, ovvero la testimonianza di Chiara Finocchietti, non si fa attendere. Il consigliere nazionale AC comincia il suo racconto parlando della sua prima esperienza con l’azione cattolica in Albania. “Non vedevo l’ora di recarmi con gli altri missionari nella parte nord del paese per i campi di animazione e di formazione cristiana e soprattutto umana” ha affermato. “ L’Albania mi ha insegnato tanto: il momento più emozionante è stato il vedere la drammatizzazione della Parabola dei talenti, che ha messo in risalto la Centralità della Parola divina in un cammino missionario.”Chiara Finocchietti non si è trattenuta ma ha proseguito la sua testimonianza ricordando il pellegrinaggio in Terra Santa. È stato emozionante il solo ascoltare della meditazione presente durante la recita del Padre Nostro. “ Lingue e culture differenti unite da un unico fine: la speranza di Cristo”, ha sintetizzato l’ospite della giornata. Molto formativo per quest’ultima anche il viaggio a Stoccolma, esperienza di solitudine spirituale che le ha dunque inculcato interrogativi sull’ottimismo della Chiesa. È stata messa di fronte a varie difficoltà, soprattutto psicologiche che le hanno fatto capire il valore di una comunità e la forza dell’unione. A termine del suo intervento ha fornito a tutti i presenti cinque motivazioni per le quali entrare a far parte della grande famiglia dell’azione cattolica.
– L’AC è una grande associazione radicata su territorio nazionale.
– In AC si impara a curare la profondità della vita spirituale.
– Si viene accolti per ciò che si è e si sperimenta la forza dell’amicizia.
– L’AC è una scuola di vita ed insegna ad affrontare gli insuccessi e a gioire delle piccole conquiste.
– L’AC ha più di 140 anni di storia ed è nata dai giovani.
A conclusione dell’interessantissima testimonianza, alcuni momenti di svago e condivisione hanno rafforzato ancor più la già consolidata armonia presente fra i ragazzi. Ognuno aveva ricevuto il suo input e l’introduzione ad una grande lezione di vita, che si svilupperà per coloro che vorranno intraprendere il cammino AC perché in questa associazione, come diceva Luigi Scalfaro si comprende il senso della libertà e si impara a lottare prima per quella altrui e poi per la propria.

Merisabell Calitri

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