La giornata Diocesana dei Giovani

imag0081La giornata diocesana dei giovani, che come da tradizione si svolge la vigilia delle Palme, quest’anno è stata celebrata e vissuta in un modo tutto particolare. Anzitutto la Cattedrale di cui ogni pietra racconta una storia, con la sua maestosità che non spaventa , ma ti accoglie in un caldo abbraccio; era stata ornata da teli color arancio, quasi a simboleggiare una “tenda”. Sappiamo quanti significatici ci sono dietro questo termine! Poi l’icona della Madonna Madre e Modello dei giovani. Un icona itinerante… che precederà i giovani nelle tappe di queste giornate .

Non amo parlare dei giovani: mi piace molto parlare con loro e soprattutto ascoltare. Anche quando dicono poche parole, a me bastano perché ho imparato in questi anni a leggere anche i loro sguardi e a cogliere le loro espressioni.

Ho raccolto le loro impressioni, mi hanno fatto dono dei loro pensieri e li ringrazio, mi hanno autorizzato a raccontarli, così, con la stessa semplicità con cui loro ne hanno parlato.

Perché la giornata diocesana dei giovani? Perché insieme è meglio, perché uscire dal proprio spazio significa arricchirsi, perché il sorriso di tanti, la compagnia di tanti, incoraggia a camminare liberi e fiduciosi.

Qual è il rapporto personale con Gesù Cristo? Per molti Gesù è un grande uomo, ma per la maggioranza Gesù è il Figlio di Dio, e qui le cose cambiamo. Gesù diventa luce sui propri passi, Gesù diventa colui che amando ti insegna ad amare, offrendo se stesso insegna a donare. E le parole sue “vai e anche tu fa lo stesso…” sono un punto di riferimento. Spesso si cade sotto il peso delle proprie fragilità, l’importante è rialzarsi e riprovarci ancora!

L’Arcivescovo vi ha invitato ad essere esperti animatori di con-vivenza. Molti dei giovani che ho ascoltato, questo lo hanno tradotto con essere operatori di pace, o persone capaci di costruire ponti: per esempio tra generazioni. Molti lamentavano che anche la Chiesa, casa di tutti, qualche volta non è riuscita, e forse non riesce ancora a far dialogare le generazioni. Spesso si pensa ai giovani come destinatari delle catechesi degli adulti, mentre loro sentono più imperativo il bisogno di “fare”. Molti avvertono un certo cambiamento, forse anche perché il Pastore è sempre in dialogo con loro, e gli appuntamenti quaresimali di questo anno sono stati proprio improntati al confronto.

Per chiudere: è sicuramente difficile riportare emozioni, sentimenti, riflessioni. Quello che io personalmente conserverò nel cuore è questo desiderio di stare insieme con gioia, di pregare con le stesse parole, di affrontare temi importanti per cui vale la pena discutere, perché come ha ribadito l’Arcivescovo in chiusura del messaggio, vale la pena essere protagonisti della propria vita, e soprattutto vivere con fede, quella fede che “ci fa amare ogni nostro fratello e la nostra stessa esistenza”.

Ada Grippo

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