Messaggio di S.E. Mons. Ricchiuti per la Quaresima 2009

ceneri2Carissimi,

vi scrivo nel Mercoledì delle Ceneri giorno iniziale del ‘forte’ tempo liturgico quaresimale e del cammino della Chiesa che, ricordando i 40 anni esodali del popolo di Israele verso la libertà e seguendo Gesù nei 40 giorni e nelle 40 notti trascorsi nel deserto (Mt 4,1-2), intende fare esperienza di fedeltà al suo Maestro e al suo Signore, riscoprire la propria identità di uomini e di donne chiamati a vivere il dono e la responsabilità del Battesimo e proclamare, nella Risurrezione del Signore, l’Alleluja della Vita e della Speranza.

I giorni della Quaresima non saranno leggeri perché a cominciare da questa sera, piegando il nostro capo davanti al vescovo o al presbitero per l’imposizione delle ceneri, ci sarà rivolto un invito che non concede sconti e non consente obiezioni: CONVERTITI E CREDI AL VANGELO!

Seguire Cristo, mettere in pratica il Vangelo e vivere quotidianamente con gioia e con entusiasmo la nostra appartenenza alla Chiesa, dobbiamo ammetterlo, sta riuscendo sempre più difficile e la tentazione di prendere le distanze, di ascoltare altri maestri e di incamminarsi su strade più agevoli è lì, sempre in agguato.

Ci vogliono molta umiltà e molto coraggio per ammettere i propri errori, confessare i propri peccati e fare inversione di marcia. Ma non è possibile credere al Vangelo e affidarsi alla Parola del Signore se non si immette nella mente e nel cuore il dinamismo della conversione, del cambiamento di mentalità e del rinnovamento della vita.

Qualche giorno fa Benedetto XVI, il nostro Santo Padre, ci ha fatto pervenire il Suo messaggio per la Quaresima con un invito rivolto a tutti noi Suoi fratelli, desiderosi di essere da Lui confermati nella fede, a vivere questi giorni nella preghiera e nella carità ma con una particolare attenzione “alla pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’elemosina”. E più avanti aggiunge, citando il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II (Enc. Veritatis Splendor, 21) che “a ben vedere il digiuno ha come sua finalità di aiutare ciascuno di noi a fare di sé dono totale a Dio”.

Proviamo dunque, carissimi fratelli e sorelle, a dare inizio al cammino quaresimale con il domandare al Signore la grazia della conversione ponendo in atto, coraggiosamente e generosamente, scelte, atteggiamenti e comportamenti per uno stile di vita cristiana sobrio ed essenziale, che renda possibile un passaggio spirituale da una pienezza di sé ad un ‘prosciugamento’ della propria autosufficienza e del proprio orgoglio sì da consentire al Signore di entrare nella nostra vita con la sua parola e con il suo amore.

E tutto questo sarà possibile se vivremo i giorni quaresimali come tempo PER LA PAROLA, PER LA RICONCILIAZIONE, PER LA CARITA’.

PER LA PAROLA: perché “non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”!

Così rispose Gesù al tentatore, avvertendo in sè i morsi della fame dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti nel deserto (Mt 4,1-4), insegnando ai Suoi discepoli di ogni tempo che non si dà vita cristiana là dove non si lascia spazio e primato alla Sua parola.

Lettura personale della Sacra Scrittura, cura della liturgia della Parola nell’eucarestia domenicale, centri di ascolto della Parola nelle nostre famiglie, narrazione del Vangelo nel cammino catechistico. Quante possibilità di non difficile attuazione nelle nostre comunità!

Anche a livello diocesano vivremo momenti privilegiati intorno alla Parola nelle Stazioni Quaresimali, nei Ritiri Spirituali dei Catechisti (01/03 p.v.) e delle Famiglie(22/03p.v.), e nella Quaresima Giovani(5-12-18-26/03pp.vv.)

Ma sarà necessario, permettetemi di suggerirvelo, mettere in pratica un digiuno delle nostre parole, delle chiacchiere inutili, dei pettegolezzi e delle maldicenze, delle lamentele….. per far silenzio e ‘deserto’ dentro di noi e attorno a noi.

Solo in quel silenzio sarà possibile ascoltare il Signore e consentirGli di cambiare il nostro cuore.

PER LA RICONCILIAZIONE: con Dio, con i fratelli e con sé stessi.

L’ascolto della Parola non può non portare ad una revisione di vita, della propria vita cristiana, per verificare fino a che punto il Vangelo stia davvero agendo in noi sì da renderci testimoni e discepoli fedeli di Gesù Cristo.

Sicuramente ‘il nostro cuore ci rimprovererà qualcosa’(1Gv 3,20) e nelle profondità della nostra coscienza forse potranno affiorare sensi di colpa e rimorsi per una fede che non ci fa innamorare di Dio (che esiste e di cui abbiamo bisogno) e che ancora non ce Lo rende presente nel volto del Signore e nella bella esperienza della Chiesa, santa e peccatrice, che è nostra madre.

Sensi di colpa e rimorsi per i conflitti, i litigi, le divisioni, gli odi, l’intolleranza, l’indifferenza e quel senso di superiorità che ci rendono nemici gli uni degli altri, perfino nelle nostre comunità, lontani anni luce da quell’ammonizione evangelica: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.(Gv 13,35)

Sensi di colpa e rimorsi per le agitazioni, le irrequietezze e la mancanza di equilibrio, di moderazione e di dominio delle nostre passionalità e istintualità.

Impossibile dunque ogni cammino di conversione e di riconciliazione?

No, carissimi fratelli e sorelle, perché il tempo quaresimale si presta in modo meraviglioso a farci ritrovare un rapporto di amore con Dio e con i fratelli.

Dall’apostolo Paolo riceviamo un commovente invito: “Vi supplichiamo in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio!” (2Cor 5,20)

Rientriamo dunque in noi stessi, con umiltà e con fiducia, lasciamo lavorare in noi la grazia di Dio, chiediamo perdono al Signore, accostiamoci alla Confessione sacramentale, incamminiamoci su itinerari di penitenza e sperimenteremo che “qualunque cosa il cuore ci rimproveri, Dio è più grande del nostro cuore”!(1Gv 3,20)

Momenti significativi per vivere la riconciliazione saranno le Celebrazioni Penitenziali nelle nostre parrocchie alle quali vi invito a partecipare in gran numero e, per quanti potranno, il pellegrinaggio diocesano a Roma, in occasione dell’ANNO PAOLINO, sabato 28 marzo p.v.

PER LA CARITA’.

Infine, la Quaresima è il tempo nel quale far esperienza della nostra capacità di apertura del nostro cuore e delle nostre mani a gesti di accoglienza, di condivisione e di solidarietà ai tanti poveri che sono in mezzo a noi.

La dolcezza della Parola ascoltata e la gioia della riconciliazione troveranno pienezza di significato e autenticità nella carità.

Tornano alla mente, a questo proposito, due splendidi passi della Scrittura, l’uno tratto da Isaìa e l’altro dal Deuteronomio.

Nel primo, il profeta scrive: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio… Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo…?(Is 58, 6-7)

Nel secondo, leggiamo: “Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso…., non indurirai il tu cuore e non chiuderai la mano davanti a lui, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova”.(Dt 15, 7-8)

Stiamo attraversando tempi difficili per i tanti problemi sociali, drammatici e gravi, che non consentono di guardare con serenità al futuro: famiglie sulla soglia della povertà, anziani in miseria, disoccupazione…

I poveri, vicini o lontani, continuano a guardare con fiducia alla Chiesa e noi non possiamo deluderli, rimandandoli a mani vuote!

Per quanto e per quel che possiamo, siamo invitati a mettere in atto gesti personali, iniziative caritative (penso a quelle delle Caritas parrocchiali che già da tempo nelle nostre comunità offrono una bella testimonianza di servizio) e associative che, in nome e per amore di Gesù Cristo, continueranno a raccontare la straordinaria storia della carità cristiana.

Carissimi fratelli e sorelle, iniziamo dunque questo cammino quaresimale di conversione e di crescita nella fede con coraggio e con fiducia. Il Signore non farà venir meno la Sua compagnìa alla Sua chiesa, bisognosa di purificazione e di penitenza, perché essa risplenda nel mondo come comunità di uomini e di donne testimoni audaci e forti di Speranza.

Buona e santa Quaresima!

Acerenza, 25.02.’09

Vostro
+ Giovanni, Arcivescovo

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