L’Arcivescovo incontra gli amministratori, gli operatori delle politiche sociali, della Charitas, e delle politiche giovanili

ricchiutiSi è tenuto ieri sera alle ore 18, presso la sala ottagonale dedicata a Giovanni Paolo II, in Tenuta Gala, l’incontro–dibattito sul tema della povertà. Un momento di riflessione, non soltanto di propulsione cristiana, che coinvolge i diciassette sindaci e amministrazioni comunali dei centri della diocesi di Acerenza, che giocano il ruolo di protagonisti insieme alla Caritas diocesana, al gruppo pastorale giovanile e ai rappresentanti del Progetto Policoro. Alla presenza del vescovo Giovanni Ricchiuti, dei sindaci, degli assessori, degli psicologi e degli assistenti sociali si è cercato di fare il punto della situazione per quel che riguarda il tema della povertà. Un tema affrontato in un momento economico tanto delicato che mette al centro dell’attenzione le famiglie disagiate e i giovani senza lavoro. A rappresentare la Caritas diocesana, il direttore Don Nicola Moles, insieme alle animatrici di comunità Luciana Forlio e Annamaria Ferrari, a rappresentare la pastorale giovanile, il direttore don Mimmo Beneventi, presente Don Giordano Stigliani rappresentante dell’ufficio pastorale per le problematiche sociali e del lavoro e infine, una speranza per i giovani: il Progetto Policoro rappresentato dal segretario regionale Elena Muscena e da Livia Falotico.

“La povertà – riferisce il vescovo Ricchiuti – è presente nella nostra comunità diocesana, e rispecchia la cifra nazionale secondo la quale il 10–15% delle famiglie vivono al limite di ogni possibilità. Le richieste di aiuto partono dal sostegno verso i bisogni primari e arrivano alle richieste di lavoro.” E’ esattamente nella povertà lavorativa che si spiega il ruolo del Progetto Policoro all’interno dell’incontro. “Il Progetto Policoro – continua Ricchiuti – nasce per dare speranza ai giovani, per fare ciò è molto importante la collaborazione tra le istituzioni e i gruppi locali, come la Caritas e la pastorale giovanile, i quali continuano a lavorare sodo per far fronte ai bisogni delle famiglie meno fortunate”. Il Progetto Policoro, infatti, nasce con l’obiettivo di offrire strumenti e opportunità ai giovani al fine di risolvere il problema della disoccupazione.

Il vescovo Ricchiuti non si ferma ad affrontare il tema “povertà” solo per le famiglie meno agiate, o per i giovani senza una posizione lavorativa, ma si rivolge anche alle problematiche delle comunità neocomunitarie ed extracomunitarie presenti nei centri della arcidiocesi, come la corrente, critica situazione di Palazzo San Gervasio, purtroppo ancora da risolvere.

In ultima battuta, il vescovo Ricchiuti ha ritenuto opportuno sottolineare che il vero obiettivo dell’incontro, è la ricerca nella collaborazione delle autorità civili con i gruppi spirituali, per interagire, mettendo insieme le forze per superare questo momento socio–economico molto delicato.

Enza Saluzzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *