Sarà un Natale di gioia

S.E. Mons. Ricchiuti ha celebrato in cattedrale l’Eucarestia secondo la liturgia della IV domenica di Avvento. Ecco una breve sintesi della sua omelia.

L’esperienza che viviamo in questi giorni è l’ansia di fare doni, non vogliamo ridurci all’ultimo momento. Molti poi si angustiano perché in questo momento di incertezza economica non ci sono le risorse necessarie per celebrare il rito del dono di Natale.

Così persi nella consuetudine del dono natalizio rischiamo di non vivere in maniera autentica il Natale. I nostri doni sono soltanto un segno del dono immensamente più grande che il Signore ci fa in questo giorno di grazia.

Davide eresse un grande tempio di pietra in onore del Signore. Nessun tempio di pietra per quanto grande e maestoso può costituirsi degnamente come casa del Signore. Il tempio di Davide era solo un segno. Dio stesso si costruirà un tempio, farà per sé un’abitazione e la porrà in mezzo agli uomini, è Dio stesso che si dona agli uomini scegliendo di abitare tra noi. Il tempio di Dio che noi dobbiamo adorare è Gesù, figlio di Maria.

Solo se vivremo in pienezza questo mistero sarà per noi Natale. Non dunque un Natale dei regali ma un Natale di conversione. Noi siamo venuti qui oggi per celebrare l’Eucarestia, per ricevere appunto un dono anzi il dono, il Signore che viene.

Il Natale vissuto con autenticità è in grado di rivoluzionare la nostra vita. Noi desideriamo regali importanti, in confezioni dorate. Dio ha confezionato in maniera diversa il suo dono, un piccolo bambino, in una mangiatoia, in una stalla. Il Figlio di Dio ha scelto la povertà e l’umiltà perché vuole che anche noi ci accostiamo al Natale a testa bassa, con umiltà di spirito e con cuore penitente.

Se seguiremo con umile disponibilità la via che il Signore ci ha indicato sarà un Natale di gioia, ricco di doni spirituali.

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