Franco Miano: “Azione Cattolica, uomini fino in fondo, fino in cima”

Si è svolto ad Acerenza il convegno Diocesano di Azione Cattolica con la partecipazione del Presidente Nazionale, prof. Franco Miano. riportiamo qui di seguito una sintesi della sua relazione

Come donne e uomini dell’Azione Cattolica noi siamo chiamati a vivere nella laicità in comunione con il magistero ordinario il nostro cammino di Chiesa, e lo facciamo nella consapevolezza delle difficoltà di questo particolare momento storico, con il cuore pieno di gioia e traboccante di Speranza perché Cristo ci accompagna nel nostro cammino.

Concretamente la vita dell’Azione Cattolica è sinergia tra laici e pastori, tra azione e magistero.Una vita che conta ormai 140 anni di storia, una storia importante, spesso profetica , un laboratorio di servizio e di spiritualità che si è concretizzato in animazione liturgica, catechesi ed esercizio della carità, esperienze profetiche che poi sono state tradotte in indicazioni pastorali dal Concilio.

Si tratta di memoria viva che caratterizza nei tratti fondamentali la nostra identità ma noi, aperti come siamo al futuro, non guardiamo con nostalgia al passato. Nell’Azione Cattolica abbiamo ragazzi, giovani e adulti, tutti impegnati costruire un futuro migliore. Per ogni età della vita c’è lo spazio dell’impegno e della Speranza.

Il tempo che il Signore ci dona di vivere va pensato e vissuto come risposta alla Sua chiamata così come hanno fatto i testimoni che ci hanno preceduto. Il Papa ci ha detto che i Santi dell’Azione Cattolica hanno fatto grande la nostra Associazione e che a ciascuno di noi, se ci impegniamo in adeguati percorsi formativi sotto la guida dei nostri pastori, sarà possibile realizzare nella nostra vita un capolavoro di santità.

Ciò sarà concretamente possibile seguendo la via che Giovanni Paolo II ci aveva già indicato a Loreto quando ci ammoniva:”rispondete alla domanda di santità secondo la vostra condizione laicale attraverso la contemplazione, la comunione e l’esercizio fedele della missione”. Sarà bello camminare insieme nutriti dalla Parola di Dio nella partecipazione alla vita ecclesiale ed alla vita civile vivendo insieme un costante impegno formativo. Infatti la bellezza dell’Azione Cattolica consiste nel percorrere insieme la via della santità alla quale tutti siamo chiamati. Sarà bello allora riscoprire insieme il senso vocazionale della vita . In questi anni l’Azione cattolica ci ha riproposto la domanda di Cristo ai suoi discepoli:”E voi chi dite che io sia?” Non è una domanda retorica, ma una domanda di vita. Chi è Gesù per me? per noi? Chi è che ci chiama ed a cosa ci chiama? Cosa dice Cristo nella mia, nella nostra vita?

Noi scegliamo di fare Azione Cattolica perché Cristo ci ha chiamati all’unità; perché avvertiamo la gioia di una risposta entusiastica in comunione; perché avvertiamo una responsabilità condivisa.

Non è facile oggi sentire una chiamata. Facciamo fatica ad ascoltare. Per ascoltare la voce del Signore bisogna fargli spazio. Ma la vita associativa ci chiede di ascoltare anche la voce dei fratelli, bisogna trovare il tempo e le motivazioni per vivere in prossimità con loro. Chiamati ad essere santi significa essere chiamati alla pienezza dell’essere perché l’azione, il fare ha senso solo se c’è profondità ed autenticità dell’essere.

Con il battesimo noi siamo stati chiamati alla santità, il Signore non ci chiede l’impossibile, diventeremo santi con l’azione intesa come risposta alla chiamata e con un costante impegno formativo.

In un tempo in cui si sente il pressante bisogno di affermare se stessi, di differenziarsi dagli altri percepiti come massa, noi dell’Azione Cattolica scegliamo di rinnegare noi stessi per metterci a servizio della comunità ecclesiale e civile, noi scegliamo di fare unità, di associarci.

L’Azione Cattolica, nel suo piccolo, senza alcuna presunzione di esclusività o di autosufficienza, rende visibile e concreta la popolarità della Chiesa, in quanto appunto popolo di Dio.

In un tempo in cui, nel mezzogiorno di Italia, si assiste ad un diffuso fenomeno di fuga e di abbandono dei luoghi e delle comunità, noi di Azione Cattolica scegliamo di vivere con il vescovo e con la chiesa locale nel luogo che il Signore ci ha donato come nostro spazio di vita e di santità.

Il papa ci ha detto: “Questo essere collegati alla vita delle persone ed alle realtà delle vostre chiese locali attribuisce un ruolo particolare alla vostra vocazione.

Anche noi in quanto laici con il battesimo siamo consacrati, partecipiamo al Sacerdozio comune, siamo chiamati ad una ministerialità in equilibrio fra Chiesa universale e Chiesa locale, fra comunità ecclesiale e comunità civile, tra fede e cultura. Si tratta di un equilibrio difficile ma necessario. Per questa ragione l’impegno formativo volto a configurare la nostra persona ad immagine di Dio è essenziale per ciascuno di noi ma nello stesso tempo è importante aver cura della vita associaziativa e della educazione dei giovani, impegno assolutamente centrale per l’Azione Cattolica. Si perché siamo chiamati alla fecondità dello Spirito che ci chiama a vivere in pienezza ed a partecipare la vita. In questo senso siamo chiamati ad essere donne ed uomini fino in fondo, fino in cima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *