Dopo mille anni liturgia per le Chiese orientali in Acerenza

Dai tempi della venuta dei Normanni (IX secolo) non si ha notizia di liturgie di fedeli in comunione con i Patriarcati orientali ad Acerenza, oggi, domenica 28 dicembre, padre Adrian della Chiesa Ortodossa di Rumania ha celebrato la Divina liturgia (Messa) per gli immigrati del suo Patriarcato (Bucarest) nella Cappella di S. Laviero (detta del Purgatorio).

Solo una decina di fedeli rumeni ha intonato i canti natalizi nella graziosa cappella ma le immagini della liturgia orientale, grazie alle riprese fatte per Raitre, incoraggeranno gli immigrati ortodossi della nostra regione che le vedranno. Padre Adrian saluta i presenti definendoli ornamento del suo epitrachilio (stola) perché coloro che si sono inebriati con lui delle antichissime preghiere e dei sacri canti saranno d’ora in poi nella sua responsabilità di pastore. Meglio, ha spiegato il ministro sacro che lavora in una nota falegnameria di Acerenza, i presenti da ora in poi sono nel cammino comune verso la liturgia interminabile escatologica.

Il Patriarcato di Romania dal 1925 ha introdotto il medesimo calendario liturgico gregoriano modificato dai Papi nel rinascimento per motivi astronomici per cui è coincisa la Festa della Sacra Famiglia con quella dei cattolici. La lunga eucarestia (2 ore) è sembrata brevissima per la piacevole intonazione dei canti della moglie di padre Adrian e delle fedeli presenti visibilmente commosse forse per i ricordi delle famiglie lontane: un pegno di normalità per gli immigrati italiani spesso al centro delle cronache nere. Al termine della celebrazione il prete (tale è anche per la dottrina cattolica) ha annunciato Dio come «la madre paziente alla quale il bimbo morde il seno appena succhiato» o «come madre che lava il bimbo che si sporca in continuazione»: una boccata di speranza, di ottimismo e di fiducia che gli immigrati possono infondere nei nostri paesi sempre più carenti di giovani.

Una cosa eccezionale: il ministro separato (per i cattolici) ha menzionato l’Arcivescovo cattolico di Acerenza nella lista dei rappresentanti – solo e rigorosamente ortodossi ! – delle Chiese mondiali, perché per p. Adrian «ormai è il vescovo insieme a quello ortodosso (Siluan di Roma, n.d.a.)» così come ha avuto per vicissitudini varie, doppio padrino di battesimo e altro «ma un’unica moglie!» Quest’ultima si è lasciata andare ad un gesto scherzoso di schiaffi per la boutade del marito ma così ha richiamato il motivo della presenza degli immigrati tra noi: mantenere la propria famiglia e non impoverire quelle italiane! Nei saluti del celebrante non è stato tralasciato il sostegno anche materiale della Arcidiocesi di Acerenza agli immigrati ed in particolare allo stesso “prete – falegname- padre di famiglia”.

P. Adrian celebrerà a Potenza (06 gennaio, parr. S. Anna, via Dante) a Tursi (04 gennaio) e Ginosa/ Castellaneta (11 gennaio).

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