Consacrazione della basilica di S.Giovanni in Laterano. Festa del 4 Novembre

S. E. l’Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti ha presieduto in cattedrale l’Eucarestia nella festa della Consacrazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, nella festa del ringraziamento, e nella festa delle Forze armate.

Dall’ascolto della Parola abbiamo potuto comprendere la bellezza del mistero della Chiesa. La Basilica di San Giovanni in Laterano, madre di tutte le Chiese, cattedra del magistero del Vescovo di Roma è segno della presenza di Dio in mezzo al popolo. Eppure nessuna Cattedrale per quanto maestosa e bella può compiutamente rappresentare l’immagine di Dio. La cattedrale è un segno ma il tempio autentico è il cuore dell’uomo dove Dio deve essere onorato in spirito e verità.

E tuttavia dobbiamo prestare attenzione a questi luoghi dove gli uomini, ciascuno dei quali è tempio dello Spirito Santo, si incontrano per pregare insieme, per partecipare all’Eucarestia. E’ infatti l’Eucarestia il fondamento della Chiesa  i cui effetti a partire dal Tabernacolo, dalla Chiesa di pietra, si effondono nella quotidianità della famiglia e nella espressione civile della comunità cristiana. La comunità degli uomini che si pone alla sequela di Cristo non può non essere che giusta, solidale, feconda di progresso.

Una comunità che onora il Signore in verità e giustizia saprà anche ringraziare il Signore per i frutti con cui la terra ripagherà in abbondanza il lavoro dell’uomo. Questa è il senso della festa del ringraziamento che oggi celebriamo. Oggi tradizionalmente gli agricoltori in festa esprimono la loro gioia per il raccolto che nella loro saggezza, povero o ricco, essi considerano sempre come un dono del Signore.

Oggi ricorre anche la festa delle Forze armate, in ricordo dei caduti della prima e della seconda guerra mondiale. Questa ricorrenza che vede qui raccolte le associazioni dei combattenti e reduci, delle famiglie dei caduti, dei carabinieri in congedo, le autorità civili e miliari e tanti bambini delle nostre scuole è una occasione preziosa per ricordare ai nostri giovani le vittime delle guerre. Questa festa ci deve richiamare  al ricordo delle inaudite sofferenze che la guerra ha inflitto all’umanità tutta, ai vinti ed ai vincitori, quelle sofferenze che i nostri anziani hanno sperimentato e che oggi ci testimoniano con tanta dignità e discrezione. Preghiamo dunque per i nostri caduti e preghiamo anche il Signore ci allontani da una mentalità che esalta la violenza in tutte le sue espressioni. Don Marcello Cozzi è stato recentemente fatto segno di minacce di morte ha ricevuto infatti una lettera con alcune cartucce. E’ violeza e guerra anche questa. Vorremmo offrire tutta la nostra solidarietà a Don Marcello mentre preghiamo per tutti i morti delle guerre di ieri e di oggi impegnandoci in ogni modo perchè con l’aiuto di Dio non ci siano morti in guerra anche domani.

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