Acerenza: Canio Orlando festeggia i 100 cento anni

Canio Orlando, classe 1908, era un giovane artigiano quando  conobbe Lucia, una ragazza   dotata di un sorriso splendente e capace di un amore pudico e profondo, autentico e irresistibile. Aveva trent’anni Canio quando  riuscì a coronare il suo sogno e sposare Lucia e trentuno quando nacque Donato, il frutto del loro amore.

Nel 1939 la guerra si abbatté come una immane tragedia sulla felicità dei giovani sposi e mast’ Cani’ venne strappato alla famiglia e inviato al fronte in Polonia dove il suo battaglione fu distrutto ed egli, insieme a pochi altri superstiti,  fu fatto prigioniero da una pattuglia australiana.  Dopo molte peripezie, caricato insieme ad altri prigionieri su un carro bestiame, fu condotto in un campo di concentramento ad Alessandria d’Egitto,  poi in Libia, in Eritrea, in Cirenaica e quindi in India dove rimase un tempo imprecisato, forse qualche anno. Qui finalmente fu raggiunto dalla Croce Rossa, che, dopo averlo identificato gli offrì un foglio di carta ed una busta perchè desse notizie di sé alla famiglia. Fu poi imbarcato e, dopo 29 giorni di avventurosa navigazione, arrivò in Australia per essere condotto a lavorare nei campi di un azienda privata come uno schiavo.

Canio Orlando dovette sopportare tutte le contraddizioni e le sofferenze di un mondo profondamente malato. Gli fu negata la famiglia, la dignità, l’identità e tutti i diritti fondamentali del vivere civile.  Canio non si perse d’animo il ricordo di Lucia che teneva amorevolmente fra le braccia il loro bambino, il loro futuro gli consentì di superare prove difficilissime..

Trascorsero diversi, lunghissimi anni fino al 1947 quando finalmente fu imbarcato su una nave e, dopo un mese di navigazione, sbarcò a Napoli.

Quando Canio Orlando arrivò ad Acerenza il figlio Donato aveva ormai otto anni.  I giovani della parrocchia che gli fanno corona in questa foto hanno molto da apprendere dall’esperienza centenaria di Zio Canio.  In primo luogo il valore fondamentale della famiglia. Zio Canio, persona schiva e riservata, ha fatto comprendere come l’amore è un valore profondo che va vissuto nell’autenticità non esibito.  L’amore quando è autentico riesce  a dare senso a tutta una vita e consente  di superare tutte le avversità ed é persino più forte della barbarie umana e della guerra.

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