La festa di San Teodosio unisce Pietragalla con l’Argentina

San Teodosio, ritratto nell’affresco di Giuseppe DavoliUna grande sala, circondata da urne con reliquie dei santi martiri. All’angolo, una teca con la scritta “San Teodosio”. L’apparizione di un giovane bello, spendente, con elmo e corazza, e il suo invito al parroco di Pietragalla ad essere scelto come patrono del centro lucano. Risale a questo sogno, e al suo immediato verificarsi, la devozione del centro dei palmenti al santo, ucciso sotto l’imperatore Claudio III fra il 269 e il 270 dopo Cristo, e celebrato nei giorni 9, 10 e 11 maggio. La comunità pietragallese festeggia dunque il suo divino protettore, le cui reliquie giunsero a Pietragalla, dal Vaticano, il giorno 8 maggio di oltre tre secoli fa.

Secondo tradizione, nella prima giornata della festa i fedeli portano in corteo San Teodosio “zicc”, piccolo, che viene sistemato in piazza. sul palco dove si esibirà la banda. Oggi, invece tutti i santi del paese sfileranno assieme a san Teodosio “grande” in processione. Prima del giro sacro, avrà luogo alle ore 18, chiesa Madre, la solenne messa pontificale, presieduta da mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Acerenza.

Domani, il programma religioso si concluderà con il ritorno di san Teodosio “zicc” nella chiesa Madre. Quanto al programma “laico”, sono state organizzate nei giorni scorsi una gara di pesca sportiva e la sagra della trota, così come un concertino di band locali e un’esibizione del gruppo acheruntino Pig Floyd. Oggi suoneranno la banda “Città di Pietragalla” e il concerto bandistico “G. Piantoni” di Conversano. Domani sera sarà la volta di Eugenio Bennato.

San Teodosio è venerato anche a Buenos Aires: accade nel barrio (quartiere) chiamato “Il matadero”, dove nel 1942 giunse un nutrito numero di pietragallesi e dove nel 1979 arrivarono anche delle reliquie del santo. Nel 1996 è stato consacrato il nuovo complesso parrocchiale di San Pantaleone e San Teodosio.

Antonino Palumbo

(La Gazzetta del Mezzogiorno, 10 maggio 2007)

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