Per la pace, sempre!

Per la pace, sempre!Nei miei occhi e in quelli di quanti vi hanno partecipato scorre ancora il fiume, coloratissimo e chiassoso, dei ragazzi e delle ragazze che lungo il bel corso di Genzano hanno camminato domenica 28 gennaio cantando e pregando per la pace. E quando la ‘marcia’ è sfociata nella chiesa di S:Maria delle Grazie mi sono tornate in mente le parole del Salmo: “Quale gioia quando mi dissero…. Andiamo alla casa del Signore…. E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme… Domandate pace per Gerusalemme… Sia pace sulle tue mura!”

Conversando poi con i ragazzi ho chiesto loro che ne pensassero sul futuro della pace nel mondo e dalle risposte ricevute ho potuto capire quanto possa diventare irrealizzabile il sogno di una umanità senza conflitti e senza guerre se non ci si impegna a cambiare completamente logica e mentalità in tal senso.

Se è vero che il futuro è nei giovani di oggi tocca a noi , adulti, soprattutto nel campo politico e pedagogico, credenti e non credenti, non spegnere la speranza.

Ma, stando alle vicende del mondo e di casa nostra, è forte purtroppo la tentazione di scoraggiamento e di pessimismo che può ingenerare atteggiamenti di rassegnazione e di arrendevolezza al solo pensare che le uniche strade per la pace siano quelle percorse da eserciti in armi e che i cieli si aprano non a colombe con ramoscelli di ulivo ma ad aerei dotati di intelligenza di morte.

Si ha bisogno prima di tutto di una riflessione che, come ha scritto il Santo Padre Benedetto XVI nel suo messaggio per l’annuale Giornata della Pace, rimetta al centro di questo problema il “cuore” della persona umana perché la pace è questione di …cuore.

Si ha bisogno di una politica mondiale che offra segni di cambiamento radicale e profondo, che scelga il metodo del dialogo, che abbia a cuore la convivenza serena e pacifica tra i popoli, che distrugga gli arsenali e le fabbriche di armi riconvertendo il tutto in cantieri per la salvaguardia del creato.

Si ha bisogno di una famiglia e di una scuola impegnate a educare alla pace le giovani generazioni attraverso una pedagogia del rispetto per l’altro, di accoglienza, di tolleranza e di solidarietà.

Si ha bisogno di una Chiesa e di Religioni che formino uomini e donne di pace, che coraggiosamente denuncino la drammatica stupidità della guerra come criterio di soluzione dei problemi del mondo.

E’ verso questo futuro che i ragazzi e le ragazze della domenica della pace, su iniziativa dell’A.C.R. della nostra diocesi cui va il mio grazie, così come a tutta Genzano per l’accoglienza entusiasta, si sono incamminati. Non lasciamoli soli!!!

Per noi, Chiesa, da qualche giorno è incominciato il cammino quaresimale e mentre alzeremo il nostro sguardo su “Colui che hanno trafitto” invocheremo da Lui, da Gesù Cristo, il dono vero e autentico della pace e della concordia tra i popoli.

Acerenza, 21 febbraio 2007

Mercoledì delle Ceneri

Vostro

+ Giovanni, Arcivescovo

Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti

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