I DICO e la famiglia: Intervista al sen. Boccia

Antonio BOCCIA - Senatore della XV LegislaturaDivorzio, aborto… famiglia, hanno da sempre segnato profondamente la storia della società italiana.

Oggi le famiglie sono le prime vittime di quei mali, che si sono limitate ad osservare con indifferenza.

In questi giorni viviamo un evento che avrà una profonda ricaduta sociale sul nostro futuro: – Il nuovo disegno di legge sui “Diritti e doveri di persone stabilmente conviventi” (Dico).

Nelle pagine di OdS evidenziamo le opinioni del laicato politico con l’intervista al sen. Boccia e, nel successivo articolo, di un rappresentante della Chiesa Cattolica, il nostro Don Domenico Baccelliere.

Le riportiamo sul nostro giornale con pari dignità in un’ottica di proficuo confronto fra le due parti.

Con i DICO si andrà a regolamentare ed influenzare una realtà sociale e giuridica più che bimillenaria ed i principi del diritto naturale che la caratterizzano. L’importanza dell’argomento ci porta a voler ascoltare dunque, le idee di chi ha avuto la nostra legittimazione a rappresentarci nel Parlamento Italiano e cosa importante per noi, della voce chiarificatrice dei rappresentanti della Chiesa.

  1. Sen. Boccia, qual è la sua opinione sull’introduzione dei DICO nella legislazione italiana?
    Credo sia opportuno disciplinare con legge i diritti ed i doveri delle persone che vivono stabilmente “in coppia” ancorché senza vincolo matrimoniale.
  2. Come giudica l’intervento della C.E.I. nel dare indirizzi precisi ed impegnativi vs i cattolici e vs i Parlamentari di area cattolica sulla questione della famiglia?
    Doveroso e per certi versi tardivo.
  3. Per una parte della società civile questa è una legge sull’amore fra le persone, fatta senza amore! Che ne dice?
    Se non ci fosse amore fra le persone che vivono stabilmente insieme non esisterebbe il problema. Noi dobbiamo proprio e soltanto misurarci con il fenomeno di due persone che si amano e vivono stabilmente insieme. La società deve decidere se ignorare il fatto o se, preso atto della realtà, disciplinare i diritti ed i doveri delle persone interessate. In questo deve esserci una sostanziale differenza d’atteggiamento verso le coppie eterosessuali e le coppie omosessuali.
  4. Quali sono i punti del ddl che la Chiesa mette maggiormente in discussione?
    Francamente non l’ho capito. Sarà un mio limite! Mi pare ci sia un’opposizione segnata dall’appartenenza partitica da parte del cardinale Ruini che, quindi, è priva di verità. Salvo “FAMIGLIA CRISTIANA”, non ho visto una sola idea su come si debba affrontare la situazione. Soprattutto non ho sentito un minimo di autocritica sulle responsabilità della ” Gerarchia” rispetto al diffondersi preoccupante del fenomeno delle coppie di fatto. Le famiglie sono state lasciate per anni senza punti di riferimento e senza guida spirituale nella formazione dei propri figli e… non sono mancati i cattivi esempi. Aspetto con interesse il “documento” della CEI per avere lumi e confido nella Divina Provvidenza che non sia influenzato da circostanze… temporali. Condivido i richiami del Papa ai valori della famiglia ed anche la Sua avversità verso il riconoscimento giuridico delle “coppie di fatto”, ma su ciò i cattolici, in particolare quelli impegnati in politica, non hanno mai avuto perplessità. Taluni facinorosi hanno attribuito ai cattolici schierati con il centrosinistra un’opinione diversa al solo fine di poter sostenere i partiti del centrodestra, ma si trattava, appunto, di facinorosi. Aspetto che anche il Papa dica una parola chiara su come pensa che la società debba comportarsi nei confronti di due persone che si amano e vivono stabilmente insieme.
  5. Vi sono dei punti positivi?
    Per ora vedo come positivo solo il fatto che la questione finalmente è all’attenzione della comunità e della Chiesa.
  6. Quali saranno i risvolti immediati nella vita sociale di tutti i giorni?
    Ne dobbiamo parlare se e quando la legge sarà approvata. Ora si fanno un mucchio di chiacchiere e purtroppo la cosa si è eccessivamente politicizzata. Il probabile voto segreto in Parlamento farà giustizia sulla vera volontà del legislatore. Per parte mia contribuirò alla definizione di una legge che miri a migliorare la qualità della vita della comunità fondata sulla famiglia e che si limiti ad affermare esclusivamente diritti e doveri delle persone eterosessuali che decidono di vivere insieme senza vincolo matrimoniale, nella strettissima osservanza del dettato costituzionale e del Programma che, con Prodi, ho presentato agli elettori.

La famiglia va promossa e difesa, ma più promossa che difesa, perché non ci si può fermare ed affidarsi al solo dettato costituzionale, in quanto in Italia, nel Mezzogiorno, in Basilicata, le politiche familiari non decollano; il dovere di assicurare alle famiglie tutti quegli aiuti – economici, sociali, educativi, politici, culturali – per far fronte in modo umano alle loro responsabilità, non è garantito. I loro scarsi risultati ci dicono che per un giovane senza le “giuste conoscenze” è difficilissimo trovare un lavoro dignitoso o che non sia precario. Mancano le basi per farsi una famiglia, per accedere ad un mutuo, per crescere serenamente un figlio. Tutto ciò che era normale venti anni fa, oggi lo è molto meno.

Forse siamo obbligati da una minoranza ad una legge comunque dovuta. Ma sulle convivenze, la Chiesa vuole educare ad una regolarizzazione sia civile che religiosa per risolvere il problema alla radice.
Per tornare a noi, il mondo politico è convinto che: “Non ci sia motivo per ritenere che le molte discussioni di questi giorni possano mettere in crisi i rapporti fra Stato e Chiesa cattolica. Sono rapporti che poggiano su basi solide e sull’idea condivisa dell’applicazione del dettato costituzionale”.

Quindi come profeticamente ha detto il ns sen. Boccia con qualche giorno d’anticipo sulla prima crisi politica del governo: – “dei DICO ne dobbiamo parlare se e quando la legge sarà approvata”-, a qualcuno sarà venuto da pensare e misurare, anche indirettamente, quanto sia importante il tema morale della famiglia nella ns Italia. L’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia. In bocca al lupo.

Michele Paolucci

– La società deve decidere se ignorare il fatto o se, preso atto della realtà, disciplinare i diritti ed i doveri delle persone interessate
La giustificazione di un intervento legislativo in materia dunque rimane molto labile: dal punto di vista naturale impossibile, dal punto di vista culturale discutibile

– Il probabile voto segreto in parlamento farà giustizia sulla vera volontà del legislatore
– …la vera intenzione di una parte dei legislatori è quella di equiparare le coppie dello stesso sesso alle altre

– Aspetto che anche il papa dica una parola chiara su come pensa che la società debba comportarsi nei confronti di due persone che si amano e vivono stabilmente insieme.
– La Chiesa ha il diritto di intervenire su questioni inerenti la difesa della vita e della famiglia

– Condivido i richiami del papa ai valori della famiglia ed anche la sua avversità verso il riconoscimento giuridico delle “coppie di fatto”
Non vogliamo dimenticare che, anche in mezzo alle situazioni di crisi familiari, ci sono invece tante famiglie, anzi la maggioranza, le quali vivono in un’unione ferma e fedele

Legenda:
– Sen. Tonio Boccia
Don Nico Baccelliere

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