Carissimi giovani

dopo i nostri incontri dei giovedì di Quaresima, sento il vivo desiderio di raggiungervi con questa mia lettera per comunicarvi tutta la stima e l’affetto che provo per ognuno di voi. Devo confessarvi che l’esperienza della “Quaresima Giovani”La Giornata Diocesana dei Giovani 2007 di San Giorgio di  Pietragalla ha suscitato una serie di domande che lasciano aperti i dialoghi iniziati, proiettandoli verso le ulteriori occasioni, che non mancheranno, dove intendo intensificare la nostra amicizia.

L’ascolto delle esperienze di vita, che hanno animato i nostri colloqui , ci hanno messi di fronte al grande tema della fragilità umana, sospesa tra desideri infranti e speranze di nuovi inizi.

Osservando il vostro silenzio, segno di un interesse coinvolgente, ho avuto l’ulteriore conferma che voi giovani non siete poi così estranei rispetto a ciò che succede e, nonostante si vuole fare di voi un prodotto commerciale, quando toccano la vostra sensibilità esplode, nelle vostre espressioni, un giudizio severo e inquietante, che sfida la presunzione e l’esperienza di tutti coloro che vi confinano in aride statistiche e getti di parole, frutto di un’osservazione consumata, lontana un abisso da voi e della vostra chiarezza.

Ho imparato tanto dal vostro silenzio e voglio condividere con voi il frutto di questa lezione per tracciare, nel cammino della nostra Chiesa di Acerenza, un sentiero di ascolto, che richiede presenza, vicinanza, condivisione e amicizia.
Per comprendere il linguaggio del vostro silenzio, eloquente e accogliente, è necessario realizzare una presenza informale che ascolta il vostro vissuto, accompagnandolo con amicizia e stabilità, capace di certezze più che di esperienze autoritarie e autoreferenziali.

Allora invito tutti i vostri parroci, insegnanti, genitori, politici, allenatori sportivi ed educatori della vostra vita a scendere nelle vostre piazze, nei vostri luoghi dove si incrociano non solo le evasioni, ma anche le domande e i progetti, gli affetti e le delusioni. Alcuni momenti della Giornata Diocesana dei Giovani 2007 a San  Giorgio di PietragallaChiedo a tutti di non appellarsi all’esperienza della propria maturità, ma alla passione di un impegno che si interessa. Bisogna uscire dalle contemplazioni “da lontano” e rioccupare il tempo della giovinezza: fateci spazio nella vostra vita, carissimi giovani, non vogliamo rubarla alla vostra libertà di esprimerla, ma semplicemente gustarla con voi, come amici, come educatori appassionati e innamorati.

Durante i nostri incontri vi ho invitato a fissare lo sguardo sul crocifisso, icona della nostra speranza, di un silenzio che smonta ogni presunzione, che scompone ogni certezza, che rianima ogni arresa. Notavo come le varie sculture dei crocifissi presenti nelle nostre Chiese fissano il tempo in un immenso silenzio, capace di trasportare e sconfiggere ogni osservatore, lasciando senza parole, ma solo tanti interrogativi, in grado di scalfire le rassegnazioni e di rianimare le passioni. Il crocifisso incroci il silenzio delle vostre attese e non vi lasci disgustati e impassibili di fronte alle mille delusioni della vita; riaccenda il gusto dell’amore come offerta totale di se: non risparmiatevi, trattenendo il vostro entusiasmo, non fate economia di giudizi e di critiche al mondo da voi abitato, siate giovani “politici”, capaci di caratterizzare la vostra vita sociale con le qualità cristiane del servizio al prossimo.

Cari giovani, vi affido il mio sogno di vescovo e amico, rintracciare nei nostri paesi e negli ambienti dove trascorriamo il nostro tempo ogni “coetaneo” per contagiarlo con tutto l’amore cristiano, che non guarda da lontano, ma coabita con l’altro.

Vi abbraccio di cuore.

Vostro vescovo

+ don Giovanni

Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti

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