Il “focolare”, guida cristiana dei giovani

Celebrata a Calvello la terza festa diocesana del nucleo domestico
La locandina dell’evento Domenica 11 giugno, nella splendida cornice dei boschi dell’Appennino lucano, presso il Santuario della Madonna del monte Saraceno a Calvello, si è svolta la III festa diocesana della famiglia. Una tradizione che si sta consolidando, dopo le prime due svoltesi al santuario di Fondi nel 2004 e a Palazzo San Gervasio l’anno scorso.
Quest’anno, per motivi contingenti, è stata spostata dalla tradizionale data del 2 giugno all’11 dello stesso mese, ma l’anno prossimo tornerà a quella consueta della festa della Repubblica.
Grazie alla fattiva collaborazione tra il responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della famiglia, don Nicola Scioia (il quale, peraltro, dopo aver lasciato le consegne ai suoi collaboratori laici, è dovuto rientrare perché febbricitante), il parroco di Calvello, don Pasquale Orlando, con i suoi collaboratori della parrocchia, e il Comune di Calvello che ha allertato Protezione Civile, Vigili Urbani e Carabinieri, le famiglie intervenute da tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi hanno trovato tutto predisposto al meglio. La presenza, già di buon mattino, di S.E. mons. Giovanni Ricchiuti, ha conferito particolare rilievo all’iniziativa, arricchendola con il suo carisma e la sua parola.
Dopo l’esecuzione di alcuni canti da parte del gruppo di Palazzo, questo ha consegnato l’icona della sua famiglia rappresentante a quella rappresentante la parrocchia di Calvello, che la custodirà fino alla prossima festa.
E’ seguita la recita di un’apposita preghiera e poi brevemente i saluti a tutti i partecipanti da parte del sottoscritto, delegato dell’ufficio diocesano e dell’arcivescovo.
Altri canti di bambini palazzesi hanno introdotto il momento più impegnativo della mattinata, consistente nel porre domande al vescovo sul tema della famiglia. Sul tema delle adozioni a distanza e dell’attenzione da rivolgere anche a chi è più vicino, sollevato da Marco Chiummiento di Acerenza, l’arcivescovo ha richiamato l’importanza della dimensione caritativa della fede e dell’affido familiare, delineando due prospettive: l’incentivazione della formazione dei coniugi e la necessità di saper progettare, con il ruolo che può rivestire il consultorio familiare d’ispirazione cattolica. Michele Calabrese di Calvello ha chiesto se c’è consapevolezza da parte della famiglia di essere la fonte principale di trasmissione della fede e quali sono le modalità di questa trasmissione.
“I genitori sono i primi catechisti dei loro figli” ha detto mons. Ricchiuti, che nell’omelia della S.Messa da lui presieduta poco dopo ha rapportato la festa della SS Trinità a quella della famiglia. Giove Pluvio si preparava intanto a consumare la sua vendetta, che giungeva nel corso della visita al Santuario posto più a monte.
Nel pomeriggio visita alla chiesa Madre di Calvello, intitolata a san Giovanni Battista. Dopo un nuovo scambio di battute con il vescovo, con Concetta Lancellotti di Palazzo San Gervasio che ha proposto di pensare, in questa occasione, a un’attrattiva per gli adolescenti, l’associazione teatrale parrocchiale ha proposto alcuni brani di “Forza venite gente” e “Notre Dame de Paris”. Conclusione con la “preghiera per la famiglia” e con l’annuncio da parte del vescovo che la prossima festa della famiglia si terrà presso il Santuario della Madonna del Belvedere di Oppido Lucano, il 2 giugno 2007.
Il bilancio dell’edizione 2006, infine, parla di una festa bagnata e fortunata: sia perché la parte centrale e più significativa si è svolta comunque regolarmente nello scenario dei boschi del monte Saraceno, sia perché la partecipazione delle famiglie dell’arcidiocesi è stata numerosa ed entusiasta.
L’iniziativa, nata quasi per caso in seno alla “Consulta”, sembra stia crescendo e si stia consolidando. L’augurio è che possa essere sempre più occasione per un proficuo confronto fra le famiglie e con le nostre guide spirituale, affinché si rafforzi sempre più la componente cristiana in questo importantissimo nucleo dell’odierna società, perché la famiglia possa adempiere sempre meglio al decisivo ruolo di guida, soprattutto nei confronti dei giovani.

Rocco Saracino

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