“Tenete accese le vostre lampade!”

Orme di Speranza - anno I n. IICarissimi, vi scrivo da Lourdes, per la pagina d’apertura del secondo numero di questo nostro giornale Diocesano, dove mi trovo a guidare il pellegrinaggio regionale della sezione lucana dell’U.N.I.T.A.L.S.I..

Vi confido che sto vivendo con tutti gli ammalati, i pellegrini, i volontari (ammirevoli tra questi in modo particolare tantissimi giovani) i sacerdoti e i seminaristi, giornate intense di preghiera di carità di fraternità e di accoglienza davvero straordinarie.
Le parole che ho utilizzato, come titolo posto in cima a queste mie riflessioni, costituiscono il cammino spirituale annuale dell’associazione sono allo stesso tempo per tutti noi credenti un invito alla speranza e alla fiducia nel Signore e nella intercessione di Maria.

E’ anche il messaggio,che il Santo Padre Benedetto XVI benevolmente ci ha rivolto il 21 giugno u.s. ricevendoci come Arcidiocesi di Acerenza in una giornata che ricorderemo a lungo per la gioia la fraternità e l’amore alla Chiesa che ci ha visti entusiasti e commossi.

Ma il mio pensiero vola su’ da voi nelle nostre Comunità, nei nostri paesi e lungo le nostre strade per continuare a raccontarci, attraverso le pagine che leggerete, la vita della nostra Chiesa Diocesana.
Desidero intanto esprimere un duplice grazie: alla redazione per l’impegno e l’entusiasmo per questa iniziativa e a voi tutti per le lodi e i suggerimenti che sono pervenuti.

Dalla Pasqua in poi ho avuto modo di conferire alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi il Sacramento della Confermazione e sono state Celebrazioni molto ben preparate e molto partecipate.
Nutriamo tutti la speranza che questi cresimati possano costituire il futuro giovanile e adulto della Chiesa.
Altra significativa esperienza è stata e continua ad essere quella delle nostre feste patronali alle quali sto partecipando presiedendo l’Eucarestia e la Processione.

Nelle omelie sto invitando Parrocchia e comunità civile a camminare sempre insieme e a collaborare per il bene di una giusta e solidale convivenza.

Questa nostra religiosità di popolo, che si manifesta in modo del tutto particolare nella venerazione per i Santi protettori, dovrà conservare la tradizione e allo stesso tempo crescere in spiritualità e con lo sguardo attento alle necessità e ai bisogni dei “poveri”.

Stiamo vivendo i giorni luminosi e caldi di questa nostra estate mentre i nostri paesi si ripopolano per l’arrivo dei tanti emigrati in Italia e all’estero: a tutti loro desidero porgere il ben tornati là dove sono le radici dell’infanzia o della famiglia.
La speranza che nutro è in un futuro che non veda i nostri giovani costretti a una nuova emigrazione.
A questo proposito non voglio dimenticare, come ho appreso i tanti nostri amici extracomunitari che giungeranno in alcune zone della nostra Diocesi (soprattutto a Palazzo San Gervasio) per la raccolta dei pomodori: la Caritas Diocesana non potrà non stimolare la nostra capacità di accoglienza e di solidarietà.

Son tornate poi, nuovamente gli echi di guerre e di violenze e davanti ai nostri occhi immagini di bombardamenti, di vittime (soprattutto bambini) di feriti e di lacrime che continuano drammaticamente a bagnare la terra continuiamo però a credere che un giorno “le spade si cambieranno in falci e lance in vomeri”.

Con la mia benedizione e il mio saluto.

Vostro

+ Giovanni, Arcivescovo

Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti

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