… avremo ancora pane… avremo ancora vino…!

Mons. Giovanni RicchiutiCarissimi,

sull’eco di un canto offertoriale delle nostre celebrazioni Eucaristiche vi scrivo per dialogare con voi sul tema sempre suggestivo e affascinante della speranza. Lo faccio mentre la luce e i colori di questa giornata sembrano presagire l’incipiente primavera dopo questo lungo inverno. Sono trascorsi sei mesi dall’inizio del mio ministero Episcopale in questa antica Chiesa di Acerenza e vi assicuro che il tempo sin qui trascorso è stato per me come un attraversare i solchi di un terreno ecclesiale vivo e fecondo.

Ho incontrato per la prima volta i vostri volti, ho camminato lungo le strade dei nostri paesi, ho ascoltato e incrociato le attese, le speranze, i problemi e le difficoltà: ma ho anche percepito il desiderio e la voglia di continuare il cammino e non arrendersi, di non tirare i remi in barca e quindi di tornare a sperare.

Siamo nel giorno della Risurrezione del Signore, il vertice più alto e il livello più profondo della nostra fede e allo stesso tempo la sollecitazione più dinamica a diventare “testimoni di Gesù risorto per la speranza del mondo”.

La consapevolezza di essere attesi da un impegno esaltante, ma difficile, per un mondo che sembra non amare molto la speranza e che si accontenta di uno sguardo piccolo piccolo sul proprio futuro non deve ingenerare, specialmente in noi cristiani, un atteggiamento di paura e di rassegnazione; al contrario, dovrà spingerci nella storia e negli eventi quotidiani ad assumere la responsabilità, di fronte a Dio e all’umanità tutta, di viandanti e pellegrini di speranza.

É il cammino stesso di tutta la Chiesa italiana che si sta avvicinando progressivamente all’importante Convegno Ecclesiale di Verona (16-20 ottobre 2006) per confrontarsi sulle grandi tematiche delle speranze concrete in riferimento all’amore, al lavoro, alla festa, alla sofferenza, alla testimonianza e alla cittadinanza.

Affido questo messaggio al “giornale” della nostra Diocesi che, raccogliendo la preziosa eredità di IN CAMMINO (esprimo qui doverosa gratitudine a Don Giuseppe Greco e ai suoi collaboratori), vede nascere il suo primo numero e che intende raccontare la vita delle nostre comunità ecclesiali dando spazio e voce a tutte le capacità e a tutte le risorse per lasciare dietro di sè ORME DI SPERANZA.

Alla nuova redazione i miei e i nostri auguri di buon lavoro.

Termino con alcuni versi poetici di padre Turoldo nei quali ci sono tutti i miei più fraterni e paterni auguri di una Santa Pasqua: “…Torniamo a sperare come primavera torna a fiorire… Torniamo a credere, pure se le voci dei pulpiti persuadono a fatica… Torniamo, amici, ai giorni de ‘l’Uomo’ al fiordo della nostra amicizia…Torniamo a fare delle nostre rare speranze il fascio come di spighe raccolte dai campi devastati… Perché notte si è fatta ugualmente cupa… Torniamo, amici, a indossare le vesti della luce”.

Pasqua di Risurrezione 2006

Vostro
+ Don Giovanni, Arcivescovo

Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti

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