Giornata Diocesana della Gioventù – Brindisi Montagna 8 aprile ’06

“Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” 1Pt 3,14

Giornata Diocesana della Gioventù - Brindisi Montagna 8 aprile ’06Cari giovani
da qualche mese ormai sfreccio, come dite voi, da una comunità all’altra della nostra diocesi e ogni volta che incrocio il vostro sguardo, sospeso tra la curiosità e il timore reverenziale, mi chiedo con insistenza cosa attende il vostro cuore, quali speranze accarezzate quando mi incontrate.

Durante la Quaresima, nei nostri “dialoghi” del mercoledì, ci siamo confrontati con la Parola di Dio che, attraverso la Prima lettera di Pietro, ha rivolto ad ognuno di noi un invito affascinante e, nello stesso tempo, impegnativo: “dare ragione della speranza che è in noi” (Cfr 1Pt 3,15).

Come possiamo rispondere a questo progetto, che coinvolge ogni credente, ma soprattutto me vescovo e voi giovani, speranza della Chiesa?

Abbiamo bisogno di conoscerci per esplorare insieme le speranze che affollano i nostri sogni e le ragioni che le rendono piene di significato e, pertanto, giustamente inseguibili.

Ecco allora il nostro primo impegno: incontrarci, conoscerci e intessere dialoghi che andando oltre il formalismo si impregnano sempre di più di stima e fiducia, espressioni autentiche di un’amicizia fraterna, che ci spinge a percorrere itinerari di fede, non astratti, ma incarnati nella storia e nel territorio, cioè nella nostra terra di Basilicata.

Dico questo, perché, spesso, le vostre risposte alla domanda: “Cosa farai della tua vita?” si arrestano davanti alla delusione e alla sfiducia di chi, all’orizzonte del futuro non intravede la realizzazione dei propri sogni, ma scorge, con umiliazione, solo avvilimento per un avvenire che lo vedrà come straniero a causa dell’emigrazione, strappato agli affetti e alle proprie radici per essere trapiantato chissà dove. Non è possibile, cristianamente parlando, accettare questa assurda logica di “nuovi esili”!

La nostra speranza non può essere costruita con i termini dell’emigrazione, dell’estraneità e della discriminazione; il nostro Mezzogiorno necessita di giovani che coniugano il verbo sperare con i termini che caratterizzano le ragioni della speranza: tradizione, dignità della persona, appartenenza, risorse e fiducia. Voi giovani non potete chiudere gli occhi al domani solo perché acconsentite di lasciarvi travolgere da ciò che ha distrutto la fiamma viva della speranza, non potete rassegnarvi, perché la logica della Pasqua non conosce il buio della sfiducia, anzi irrompe, quasi violentando, tutto il buio della morte: non dobbiamo e non possiamo seppellire la speranza nel sepolcro dello scontento che alcune logiche sociali hanno costruito unicamente per consumare la bellezza dei vostri sogni.

Sognare non è proibito! I sogni non si sottopongono alle “raccomandazioni” o ai “servilismi”, nascono unicamente dai desideri più profondi del nostro essere, che aspira a realizzarsi solo per il bene e per la felicità. Non togliete quindi ai vostri sogni la libertà di osare, di credere, di guardare alla possibilità che abbiamo di rendere sempre più bello ciò che constatiamo come cattivo, avverso e ingiusto.

Da questa conoscenza nascerà la fiducia e il sostegno di chi rivendicherà con voi e per voi un impegno più responsabile, per progettare un futuro da spendersi nella nostra terra, nei nostri piccoli paesi che vanno sempre più spopolandosi a causa delle vostre partenze “disperate”. Brindisi Montagna, il castelloStiamo assistendo al suicidio della Basilicata e non abbiamo il coraggio di cogliere le nostre responsabilità nell’aver abbandonato ad un destino senza speranza una terra ricca di possibilità (e noi sappiamo come queste possono realizzare i nostri progetti).

È ancora possibile risorgere se permettiamo ai nostri valori cristiani, (che mettono la persona e il suo bene al centro di ogni sforzo perseguibile e non il profitto riservato a pochi), di dettare le linee progettuali dello sviluppo e del rinnovamento culturale della “Terra della Luce”, oscurata negli ultimi anni dai mercenari dei “padroni”. Gesù ci ribadisce che non siamo schiavi, pertanto ciò che appartiene a noi (sogni, possibilità, sentimenti, fede, radici e ricordi) non deve essere venduto a chi, secondo “ruoli” e “posizioni” è chiamato a servire e non a spadroneggiare: la forza dei “potenti” è il risultato dall’omertà e dalla paura, noi non possiamo aver paura, perché la paura presuppone il castigo (Cfr 1Gv 4,18) e quale castigo peggiore ci può essere di quello della fuga, dell’emigrazione e dell’essere stranieri trapiantati chissà dove? Queste logiche mercenarie hanno già condannato la nostra speranza al castigo della delusione; perché temerle? Dobbiamo riscattare la speranza dei nostri sogni dal fallimento del disinganno, per ridare ottimismo ad ogni nostro investimento sul futuro. Vi auguro, cari giovani, per questa Pasqua 2006, di lasciarvi abbagliare dalla Parola di Dio, perché possiate recuperare la lontananza e la profondità del vostro sguardo che affonda nell’orizzonte del domani ed intravede i propri sogni realizzati.

Difendete le ragioni della vostra speranza, continuate a sognare “ad occhi aperti”.
Auguri.

Vostro amico e vescovo

+ don Giovanni

Lo stemma di Mons. Giovanni Ricchiuti

2 pensieri su “Giornata Diocesana della Gioventù – Brindisi Montagna 8 aprile ’06

  1. Lucangelo De Cantis

    Don Giovanni,
    carissimo rettore, amico Vescovo…
    Grazie…, ti penso con gratitudine. Trovare la passione e la forza di queste tue espressioni mi ha donato Gioia… Mi sono immerso in “ricordi” di un tempo che segna la vita, il ministero, la passione per Cristo, il suo popolo, soprattutto per chi ha “sete” di Vita piena, di bellezza, di Speranza…,i poveri…”primi amici”.
    Semplicemente dal cuore…GRAZIE, Lucangelo

  2. Simone..

    Ci sono arrivati complimenti da un bel po’ di persone.. sembra ke sia riuscita bene come manifestazione e noi ne siamo contenti.. Quanti ricordi ke abbiamo, legati al “Backstage” e all’8 aprile stesso! E anke don Giovanni, credo, ricorderà di come l’hanno sollevato e lanciato in aria, come lo stesso d. Michele Cillis, ke stava per finire di testa a terra!! E poi noi, come degli “ESAURITI MENTALI” a saltare su quel palcoscenico, e, quando tutti erano andati via, a cantare con il karaoke, leggendo sul maxi-schermo..C’è da dire una cosa.. se ci siamo riusciti, lo dobbiamo a molte persone (d.Mimmo Beneventi, Pinuccio Palo, la “nostra” Lauretta, ma soprattutto a Don Antonio..

    GRAZIE DON ANTONIO! SARAI SEMPRE CON NOI!!

    Simone.. B.M.

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