Acerenza, la città  cattedrale

Acerenza, panoramaAcerenza è una delle più antiche città della Lucania, situata a 836 metri sul livello del mare, su un altipiano tra il fiume Bradano ed il suo affluente Fiumarella.

Vista dalla valle la città dà l’impressione di una fortezza inespugnabile. Anticamente la sua posizione era considerata fondamentale dal punto di vista strategico in quanto dominava le grandi arterie che collegavano il Sud Italia a Roma: la via Appia, l’Appia-Traiana e la via Erculea, che da Acerenza portava ad Erculea sulla costa Ionica. Acerenza sarebbe secondo alcuni l’antichissima Aa-cher-her fondata da abitanti della città di Osch.

Secondo altri il nome della città deriva dalla palude Acheronte che esisteva nelle regioni dell’Epiro. G. Racioppi, infine, scrisse che la città sarebbe stata fondata dai popoli osco-lucani, abitanti dell’antica Akere, l’Acerra campana.

A nord-ovest dell’abitato è ben visibile una collinetta conica chiamata Tumulo che, secondo tradizione, sarebbe la sepoltura del Console Romano Claudio Marcello il quale, caduto nel 208 a.C. nella Guerra Annibalica, venne in questo modo onorato. Acerenza fu conquistata dai Romani nel 320 a.C., divenne colonia Romana nel 210 a.C. e sotto l’impero di Diocleziano (243-313) con prefetto Agrippa furono martirizzati due santi San Mariano e San Laviero nativi della città. Con la fine dell’Impero Romano, Acerenza fu invasa dagli Ostrogoti prima e dai Bizantini dopo, mentre nella seconda metà del VI secolo seguì l’invasione Longobarda. Nel 603 la città fu aggregata al ducato longobardo di Benevento e scelta come sede di Gastaldato. Nell’XI secolo giunsero in Italia i mercenari Normanni i quali dal 1041 al 1044 costituirono una federazione di dodici contadi: Acerenza fu assegnata al conte Asclettino, inoltre, la diocesi Acherontina fu elevata a rango di sede metropolitana. La nomina del primo arcivescovo metropolita si fa risalire al Concilio di Melfi, 1056: fu questo, con tutta probabilità, il contesto storico che permise la costruzione della Cattedrale.

Roberto il Guiscardo che aveva riconquistato Acerenza aveva prestato giuramento di fedeltà alla Chiesa di Roma, inoltre, durante il Concilio, il Vescovo Godano, monaco clunyacense, chiese ed ottenne generosi finanziamenti che servirono per la costruzione di una nuova e più imponente Cattedrale. Tuttavia, fu Arnaldo abate di Cluny, venuto al seguito di altri Normanni, che nominato Arcivescovo di Acerenza nel 1067, continuò e portò a compimento i lavori di costruzione, a mezzo di maestranze locali, dirette da architetti francesi che trasferirono in loco le architetture transalpine dell’Abbazia di Cluny. Lo stesso Arnaldo nel 1080 consacrò solennemente il nuovo e maestoso tempio a Santa Maria Assunta ed a San Canio. La storia recente colloca la città come faro e riferimento soprattutto religioso della regione.

Il turista che visita Acerenza rimane incantato dallo splendore del Borgo Medievale: in esso troneggiano la Cattedrale in stile Romanico-Clunyacense, Chiese gentilizie, un Castello Longobardo, eleganti ed umili portali ornati di sculture o da stemmi, vicoli ricchi di angoli e piazzette di una suggestività eccezionale. Accanto a manifestazioni religiose e culturali come la Festa di San Canio (25 Maggio) e Sant’Antonio (13 Giugno), un momento emergente è rappresentato dal Corteo Storico – Dai Longobardi ai Normanni Storia di una Cattedrale che si tiene ogni anno l’11 e 12 Agosto. Oltre cento figuranti animano le vie del Centro Storico con giochi, mercati e momenti di spettacolo. Piatti tipici della cucina sono i classici Maccaroun a desct col formaggio, Zzridd con fagioli, U Cutturid, R Patat au Forn con agnello mollicato, i Sasanid pasta di casa cotta nel mosto, la Lagn Acchiappout dolce con mandorle ed uvetta. Molto apprezzati sono il rinomato vino Aglianico prodotto dalla Cantina Basilium Winers e l’Olio di oliva.

Saverio Monaco

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