Uniti contro il disagio

A Oppido un incontro sulle piaghe sociali

E’ il silenzio la droga peggiore.

E’ il mutismo di fronte ai problemi sociali che uccide come e peggio di alcool e stupefacenti. E’ uno dei pensieri espressi dal vescovo acheruntino mons. Giovanni Ricchiuti, nel corso di un incontro sul tema che ha avuto luogo lo scorso mese di febbraio a Oppido Lucano.

“La droga e l’alcool uccidono. Ma anche il silenzio” l’argomento della partecipata serata, che ha radunato presso la casa comunale del centro del velodromo personalità politiche e religiose, ma anche una cospicua fetta della cittadinanza. Ampio l’orizzonte della discussione, ruotata comunque attorno ad alcuni temi fondamentali. Disagio giovanile. Droghe e tossicodipendenza. Ruolo degli adulti nella crescita delle nuove generazioni. Assenza di svaghi, di attrattive per i giovani nei centri minuti. Ricerca di alternative possibili allo spinello e alla “bottiglia”. E quella cappa di silenzio che spesso copre, muta e insensibile, situazioni di disagio nelle nostre piccole realtà. Nel confronto, organizzato nel centro bradanico dalla locale Unitre, sono stati plurimi gli interventi che hanno calamitato l’attenzione. Fra gli ospiti c’erano infatti don Marcello Cozzi, presidente del Cestrim; Giuseppina Agresti, responsabile del Sert di Potenza; Francesco Grignetti, responsabile Dsb Oppido Lucano Asl. 2; il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Oppido Lucano, Francesco Casale; mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo della diocesi di Acerenza. In apertura di serata hanno preso la parola il sindaco di Oppido Lucano, Rocco Pappalardo, il suo vice e locale assessore alla Cultura, Francesco Maglione, e il responsabile dell’Unitre oppidana, Franco Scarfiello.

Capire il linguaggio dei giovani e andar loro incontro, magari frequentando anche i loro luoghi. E’ l’esortazione lanciata da Don Cozzi agli adulti, che costituivano la quasi totalità dell’uditorio. “No”, dunque, ai facili giudizi, sul modo di vestire e di parlare. “Si” al dialogo, alla convergenza con il loro mondo. La stessa Agresti ha evidenziato come al centro di tutto bisogna mettere i giovani, dai quali i “grandi” hanno molto da imparare.

La conoscenza delle persone, delle loro difficoltà, è fondamentale anche per monsignor Ricchiuti. Il presule ha ribadito come il ruolo della Chiesa sia stare fra la gente, per dare una mano sempre gradita a chi ha bisogno d’aiuto, magari prevenendo situazioni di disagio. Ai cambiamenti del mondo scolastico attraverso le leggi dell’ultimo decennio si è ispirato l’intervento di Casale, mentre Grignetti ha illustrato un altro tema, tecnico quanto utile: la dipendenza da sostanze d’abuso.

Antonino Palumbo

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