Inni di Pace

Due iniziative per ribadire un desiderio comune

Inni di PaceIn meno di un mese si sono tenuti due importanti appuntamenti in altrettanti centri della Diocesi, Acerenza prima, Pietragalla poi, su un medesimo tema: la pace. Un aspetto sintomatico dell’urgenza con la quale è avvertita dalle nostre comunità una questione apparentemente assai lontana, considerata la distanza geografica dei luoghi in cui tale valore è, ad oggi, ancora sconosciuto e continua a rappresentare una sorta di miraggio irrealizzabile.

Lo scorso 29 gennaio nella cittadina acheruntina si è svolta una marcia, preceduta dall’arcivescovo mons. Giovanni Ricchiuti e dalle autorità amministrative locali, con in testa il sindaco Antonio Giordano, a conclusione di un intero mese dedicato dall’Azione Cattolica Diocesana alle tematiche legate alla pace, appunto. Il lungo corteo ha preso il via dal piazzale antistante il convento, per poi percorrere le strade del paese fino alla cattedrale romanica, ove ha avuto il suo termine. Una festosa e colorata “passeggiata” con protagonisti i ragazzi dell’A.C.R. e i loro animatori. “Dove c’è pace – ha detto il pastore diocesano ai giovani – ci sono i colori della vita, della gioia, della partecipazione a costruire un futuro di concordia fra tutti. Siete voi i messaggeri della pace”. Messaggio che i ragazzi, provenienti da diverse parrocchie (Acerenza, Pietrapertosa, Genzano, Oppido Lucano, Banzi) hanno dimostrato di condividere, anticipando, le parole del Vescovo con i loro fantasiosi cartelloni. “W la pace”, “La pace si libra in volo con le ali del nostro amore”, “La pace ci unisce tutti”, “Nella verità la pace”, “Canta e cammina con la pace nel cuore”. Modi diversi di inneggiare a un valore che non conosce “se” e “ma”.

“Siete disposti a scendere in campo per difenderla e promuoverla?” ha chiesto Mons. Ricchiuti, con il suo entusiasmo contagioso, trovando come riposta un deciso “si” dei ragazzi presenti, quasi a voler far sentire la loro voce fin dove la parola pace non si è mai ascoltata. Tre le fermate lungo il tragitto. Preghiere per la pace in famiglia, con il prossimo e nel mondo; con il rispettivo abbattimento di simboliche fortezze, ottenute con delle scatole, e con, sovrimpresse, scritte come bugie, dispetti, pettegolezzi, odio, violenza. “Quando parliamo di marcia – ha infine osservato Sua Eccellenza – pensiamo agli eserciti della storia, alla guerra, al rumore dei carri e dei cavalli, al tintinnio delle spade e delle lance. Oggi i nostri passi non fanno rumore e le vostre voci cantano inni di pace”.

Inni di PaceUn cineforum dal titolo “Su quale pace scommettere?” ha avuto luogo, invece, giovedì 23 febbraio nel salone parrocchiale “Monsignor Zotta” del Palazzo Ducale di Pietragalla. Manifestazione organizzata dal Centro Giovanile “Pier Giorgio Frassati” e dal “Nuovo Cinema Pietragallese – A.P.P.”. Dopo alcuni brevi interventi di apertura del Sindaco di Pietragalla Rocco Iacovera, e dei rappresentanti delle associazioni organizzatrici, i giovani Rocco Monetta e Michele Potenza, che hanno introdotto per grandi linee il tema, sono seguite due proiezioni. I filmati “Jenin Jenin” sulle conseguenze del conflitto tra Israeliani e Palestinesi, e “Soran non aver paura” sulle attività prestate da Emergency a favore dei bambini vittime delle mine anti-uomo, ai quali, grazie alle cure mediche e, nonostante le amputazioni alle quali si è dovuto ricorrere, è stata regalata la vita e la speranza di un futuro migliore. Entrambi i video hanno messo in evidenza, con immagini a volte piuttosto crude e forti, le inevitabili conseguenze cui la guerra porta: morte, distruzione, sofferenza. Esiti con i quali devono fare i conti, innanzitutto, le nuove generazioni, segnate in maniera indelebile dagli eventi, e chiamate al difficile compito di risollevarsi e tentare percorsi diversi da quello immediato della lotta armata. Significativi sono stati i contributi di S.E. mons. Giovanni Ricchiuti, dell’assessore provinciale alla Pace e all’Immigrazione, il pietragallese Michele Iacovera, e infine di un attivista di Emergency, intervenuti alla rassegna. Mons. Ricchiuti ha posto l’accento sull’inutilità dello strumento bellico, ritenuto oggi l’unico modo per risolvere i conflitti e sulla necessità di scegliere “la via del dialogo, superando le divisioni, le faziosità, per mantenere ben chiari gli orizzonti comuni verso i quali ci si muove”. Per Iacovera “agire per la pace significa innanzitutto dire un secco “No alla guerra”, quindi superare le ingiustizie sociali, le quali minano alla base il dialogo e il confronto”. L’attivista dell’associazione umanitaria capeggiata da Gino Strada, ha illustrato la storia e gli scopi di Emergency, rilevando, inoltre, come “in teoria, le guerre sono bandite a livello internazionale dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’ONU, ma non c’è una volontà ferma dei governi nazionali nell’applicarla in concreto”.

Michele Bianchi

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