Dominus Jesus – Gesù al centro della nostra vita

Nei giorni 17, 18 e 19 gennaio si è tenuto ad Oppido Lucano un ciclo d’interventi dedicato al documento Dichiarazione di Giovanni Paolo II: Dominus Jesus del 6 Agosto 2000 redatto materialmente dall’allora cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI.

L’apertura della conferenza, organizzata dal responsabile culturale della diocesi don Giuseppe Greco, è stata affidata al Francesco Lioi, insegnante di greco presso il liceo classico di Potenza. Con stile colloquiale, e qualche citazione in “lingua”, Lioi ha introdotto il relatore della prima giornata conferenziale: padre Emanuele Bochicchio, responsabile della pagina regionale di “Avvenire”, e docente di Storia della Chiesa all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Potenza e del Seminario Maggiore.

Si è parlato di Relativismo, Universalismo, Massimalismo. Per Padre Emanuele, la Cristianità ha ricevuto e possiede il dono della “verità tutta intera” e di conseguenza deve accollarsi anche la sua responsabilità, a dispetto di alcuni intellettuali per i quali la ‘Verità assoluta’ andrebbe condivisa anche con tutte le altre religioni. Ed è proprio il confronto con le altre religioni una delle maggiori difficoltà dei nostri giorni.

La seconda giornata di approfondimento del 18 gennaio, è stata affidata a don Domenico Baccelliere, docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Potenza.

Per don Nico, la verità che la dichiarazione Dominus Jesus ripropone è la stessa di sempre: Gesù Cristo, Verbo del Padre, è l’unico salvatore del mondo, non si crede in lui se non attraverso la mediazione della Chiesa, perché tra Cristo e la Chiesa c’è un legame indissolubile e perciò la chiesa rimane la corsia preferenziale della salvezza. È questo lo scandalo dei critici della dichiarazione. Scandalo che non esiste se si pensa bene ai concetti di dialogo e tolleranza. Un dialogo vero si fa tra interlocutori chiari ed onesti: senza fedeltà alla propria identità non si serve neanche la causa dell’altro. I termini come universalità, assolutezza, unicità oggi fanno paura. Fa scandalo dire che l’unica salvezza viene da Cristo: ma è uno scandalo sempre di sconcertante attualità. Il primo compito del cristiano, era, è e sarà il continuare a confessare Gesù Cristo come verità e salvezza. Da questa verità parte il dialogo con tutti.

La giornata conclusiva della conferenza è stata affidata a mons. Giovanni Ricchiuti. Cosa accade oggi nella ricerca della verità? Il relativismo religioso analizzato nella Dominus Jesus – principio che esclude una verità assoluta – si pone con criticità verso la cristianità.

Don Giovanni ha esposto il suo pensiero dapprima svolgendo un’anamnesi storica sul relativismo dal sofista Protagora, a Erodoto, a Platone. Numerose le citazioni di San Paolo prima di entrare nei pensieri dei filosofi occidentali: Nietzsche, fautore del “Dio è morto”, Bacone, per il quale la negazione di Dio spesso sta più sulle labbra che nel cuore della gente. Si è parlato anche di Hegel e della sua negazione di Dio.

L’eclettismo, che anche per affermazione di Ratzinger sul piano filosofico non è del tutto negativo, vuole affermare che una religione vale l’altra. Esso però non va accettato dal cristianesimo, soprattutto quando dice che Dio è lontano e irraggiungibile. Le sue parole sono risuonate semplici ma ferme: “Una religione non vale l’altra e dialogo non significa cedimento”. Per esprimere meglio il suo pensiero ha ricordato le parole di Giovanni Paolo II: “Egli ha detto all’umanità chi è”; ed ha concluso con forza ricordando: “Nel Figlio ci ha dato tutto e ci ha detto tutto”.

Michele Paolucci

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