Acqua dono di Dio e Bene Comune, Laici sempre vigili

Il 12 e 13 giugno prossimi vedranno milioni di cittadini impegnati nell’esprimere il proprio parere sui quesiti referendari, soprattutto in materia di gestione privata o pubblica del prezioso e vitale bene che è l’acqua.
A nostro avviso l’acqua è un bene che esige una gestione comunitaria, orientata alla partecipazione di tutti e non determinata alla logica del profitto.
L’ Diocesana invita l’intera comunità ecclesiale e civile ad esercitare il diritto di voto per non invalidare il referendum, prezioso anche se estremo strumento di esercizio diretto della democrazia.
Invita pertanto ad approfondire le ragioni del SI perché si compiano scelte consapevoli e responsabili, vista l’alta posta in gioco che attiene al nostro futuro e a quello delle generazioni future.
La presidenza diocesana ha fatto proprio il documento redatto dalla presidenza nazionale dell’Azione cattolica che invita ad andare a votare i referendum del prossimo 12 e 13 giugno e che si riporta di seguito.

“La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica invita ad andare a votare il prossimo 12 giugno. L’acqua è un bene essenziale, ma per il credente è un dono che serve.
Per questo motivo, la Presidenza nazionale Ac ritiene che:
• sia doveroso partecipare al referendum abrogativo del 12 giugno prossimo ed esprimere il proprio voto in libertà di coscienza;
• sia necessario informarsi in modo completo e senza lasciarsi irretire dalle diverse strumentalizzazioni politiche. A questo proposito, l’associazione, attraverso il proprio sito internet e le proprie riviste, assicurerà pareri e materiali informativi in cui saranno rispettate le diverse posizioni. Prosegui la lettura

Ad Ancona, incontro a Gesù

«Sulle strade del nostro cammino / suona ancora l’antica domanda: / quale senso ha la vita, la morte / e l’esistere senza orizzonte? Venne un Uomo e si fece vicino, / ai fratelli egli tese la mano: / era il Verbo che illumina il mondo / ed incarna l’ di Dio».

Con questo suggestivo dialogo ha inizio l’inno del XXV Congresso eucaristico nazionale, in programma ad Ancona e nelle della metropolia dal 3 all’11 settembre prossimi sul tema “Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”.

Come si evince dal titolo, il Congresso prende le mosse dalla domanda che l’Apostolo Pietro rivolse a Gesù nella sinagoga di Cafarnao dopo il discorso in cui, con grande stupore di tutti, Gesù si era proclamato il pane della vita, indicando nella sua carne e nel suo sangue il nutrimento indispensabile per avere la vita eterna. Duemila anni dopo, con le sue parole “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”, Pietro dà voce alla fede della Chiesa italiana che riconosce in Gesù, Verbo fatto carne e Verbo fatto pane, la risposta alle domande, alle attese, alle speranze del nostro popolo. Stringendosi a Gesù corporalmente presente nel Sacramento eucaristico, i fedeli italiani sono certi di trovare lo slancio e la creatività per affrontare le sfide del nostro tempo. È alla luce di questa fiduciosa certezza che il Congresso intende affrontare con l’energia intellettuale e morale che sgorga dall’Eucarestia i cinque ambiti dell’esistenza già messi a tema dal Convegno ecclesiale di Verona del 2006: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità umana, la tradizione e la cittadinanza. Prosegui la lettura

Metterci il cuore

E’ da qualche tempo che nella Chiesa e nella società parliamo di EDUCAZIONE e i termini con cui ne discutiamo, –  ‘sfida’, ‘urgenza’, ‘emergenza’, – evidenziano sin troppo chiaramente che il problema c’è e che non possiamo far finta di niente.

Le  tradizionali ‘agenzìe’ educative, – , , chiesa e associazioni, –  con i loro attori, –  genitori, insegnanti, sacerdoti e formatori a vario titolo, –  a volte non sanno più quali siano le formule e le strategìe pedagogiche più idonee per la formazione delle generazioni.

Si vive,  a tal riguardo,  come una sensazione  di impotenza resa ancor più grave dalle varie cattedre massmediatiche da cui partono autentici  ‘capolavori(si fa per dire!) teorici’  e  ‘modelli educativi’ destabilizzanti qualsiasi tentativo di progetto formativo.

E gli argini che si costruiscono risultano essere  troppo fragili e deboli per poter resistere al fiume in piena di messaggi, di comportamenti e di atteggiamenti che sembrano assediare quegli ambienti educativi dove si tenta,  nonostante tutto,  di aiutare a  pensare e  a  riflettere nella convinzione che non c’è futuro per quella società dove si rinuncia ad educare.

Anche nelle nostre comunità ecclesiali le cose non vanno molto bene a motivo, dobbiamo confessarlo, di un’atavica e precaria formazione permanente degli adulti e delle famiglie cui, da qualche tempo, si associa un difficile rilancio della  ‘passione’  educativa di sacerdoti, associazioni e movimenti ecclesiali.

Sollecitate però dai molti interventi,  su questo tema, di Benedetto XVI,  le Chiese che sono nella nostra Italia hanno voluto “dedicare un’attenzione specifica al campo educativo”(card. Angelo Bagnasco, Presidente della C.E.I.) nel coraggioso invito a farsi “discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a un’umanità nuova e piena”(idem). Prosegui la lettura

L’uomo vero è il cristiano

La sala è gremita quasi oltre il limite della capienza; presenziano rappresentanti di parrocchie, sacerdoti, insegnanti e laici in generale. Ci sono rappresentanze delle testate giornalistiche locali piu’ note e una delegazione di Rai 3 Basilicata. Tutti attendiamo – ancora intabarrati nella policromia dei nostri cappotti e delle nostre sciarpe in palese contrasto con il grigiore piovoso di fine inverno – l’arrivo di sua ecc. za mons. Crociata accompagnato dal nostro arcivescovo e dal vicario generale don Tonino Cardillo; dopo breve attesa il vescovo accompagnato dal vicario – si avvia alla cattedra visibilmente felice con l’atteso ospite a sua volta sorridente e forse – un po’ emozionato. Subito l’alto prelato porge i saluti a mons. Crociata rammentando che la Basilicata racchiude in sè la parola “Speranza”in quanto l’etimo rinvierebbe al verde dei boschi o – molto piu’verisimilmente – alla luce. Il segretario generale della C.E.I. presenta ufficialmente il documento “ Educare alla buona vita del vangelo” e sottolinea come nel convegno precedente era emersa l’attenzione a cogliere l’urgenza dei cambiamenti parrocchiali unitamente alla autoformazione permanente che ci libera dalla morte del pensiero. Ciò premesso l’alto prelato ospite si compiace di quanto l’assemblea sia ricca e qualificata e di come la stessa ubbidendo ad una logica di “grazia e necessità” sia già incamminata ad un percorso educativo quantomai gradito e storicamente non rinviabile. Il documento – prosegue il vescovo – è aiuto vantaggioso e strumento privilegiato in cui il soggetto sono le chiese locali e così ne presenta le linee essenziali traccianti un quadro complessivo della situazione attuale. Prosegui la lettura

La pace ha tutti i numeri

800 i partecipanti, 17 i paesi presenti, 20 le parrocchie coinvolte, 19 le calcolatrici realizzate; questi sono i numeri della XII festa diocesana della Pace organizzata dall’ il trenta gennaio a . Sono stati i numeri ad aiutare i ragazzi a prepararsi all’appuntamento e, a giudicare dalla bellezza e originalità dai lavori che hanno presentato, la fase di preparazione è stata ben curata dalle Parrocchie. Grazie ai numeri essi hanno cercato di individuare cosa è necessario aggiungere, sottrarre, moltiplicare o dividere affinchè il risultato sia la PACE. Come già indicato nelle linee guida per la preparazione della giornata, che l’equipe ACR ha distribuito nei gruppi, sicuramente per avere come risultato la Pace e necessario che ci sia + libertà religiosa.  La libertà religiosa è stata indicata dal Papa come via per la Pace nel suo tradizionale messaggio per la XLIV giornata mondiale. Questo messaggio ha aperto la breve marcia che, attraversando le vie di e con in testa l’Arcivescovo e alcuni sindaci o amministratori dei paesi della ,  ci ha condotti nell’accogliente palazzetto dello sport. Ma la marcia ha avuto una sosta dinanzi alla chiesa parrocchiale dove, dopo una breve animazione del gruppo ACR di Castelmezzano, il Sindaco del paese Domenico Cavuoti ha salutato i presenti e ha scoperto la targa commemorativa della giornata. Prosegui la lettura

Vespri bizantini a Brindisi Montagna

Una sorta di felice viaggio nel tempo.

Questo ha significato per la comunità parrocchiale di e per i numerosi “ospiti” convenuti in quell’occasione la celebrazione ecumenica dei Vespri bizantini che ha avuto luogo il 25 gennaio scorso a coronamento della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il rito è stato presieduto dal sacerdote ortodosso che risiede nella nostra padre Adrian Roman, del Patriarcato di Bucarest, con la partecipazione del nostro Arcivescovo e dei due sacerdoti delegati per il dialogo ecumenico, don Tommaso Fradusco e don Giuseppe Nardozza.

Che per Brindisi si sia trattato di “un viaggio nel tempo” è stato sottolineato dal Sindaco Dott. Nicola Allegretti nel suo indirizzo di saluto iniziale. Difatti, l’ortodossia ha incrociato le vicende di Brindisi Montagna in un momento decisivo della sua storia, quello della sua seconda nascita ad opera di una trentina di famiglie provenienti dalla città greca di Koroni. Si deve a queste famiglie la rifondazione del paese alla fine del sec. XVI dopo i rovinosi terremoti del 1456. Se si tiene conto del fatto che il primo parroco di rito latino arrivò solo nel 1727, si vede che per un considerevole periodo di tempo la comunità cristiana di Brindisi fu una comunità di rito greco. Prosegui la lettura

Commissione diocesana PSL

Si è costituita nella nostra Arcidiocesi, il 14 dicembre 2010, per desiderio dell’arcivescovo mons. Giovanni Ricchiuti, la Commissione diocesana per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato.

La commissione viene fuori da un cammino che l’ufficio diocesano della Pastorale Sociale e il lavoro porta avanti da diversi anni e che vede impegnati, oltre all’Arcivescovo e al direttore dell’ufficio, diversi laici.

La ha sempre mostrato interesse e sensibilità verso i temi del sociale. I collaboratori diocesani si sono formati attraverso la partecipazione ai percorsi nazionali e regionali della Pastorale del Lavoro. In particolare, in questi ultimi anni, sono stati impegnati nella realizzazione e partecipazione al biennio formativo della regionale di Dottrina Sociale della Chiesa: partendo dalla centralità della persona, la ha cercato di approfondire il pensiero sociale della Chiesa rispetto a temi quali il lavoro e la dignità del lavoro, la giustizia, la pace, il bene comune, la solidarietà, la sussidiarietà, i diritti umani.

A livello nazionale i collaboratori dell’ufficio hanno partecipato al percorso delle Settimane Sociali a partire dal Centenario delle Settimane Sociali a Pisa-Pistoia fino alla 46° Settimana Sociale di Reggio Calabria, nell’ottobre scorso, dopo un percorso propedeutico all’evento che li ha visti coinvolti attivamente nell’organizzazione, in collaborazione con il Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, di un seminario nazionale in Regione, in preparazione a Reggio Calabria. Prosegui la lettura